Informazioni complete
AA.VV. – Profezie Dell’Abate Gioacchino e di Anselmo Vescovo di Marsico.
AA.VV. – Profezie Dell’Abate Gioacchino e di Anselmo Vescovo di Marsico.
AUTORE: AA.VV.
TITOLO: Profezie.
SOTTOTITOLO: Dell’Abate Gioacchino e di Anselmo Vescovo di Marsico.
COAUTORI: Ernesto Pisoni,. Abate Gioacchino,. Anselmo Vescovo di Marsico.
EDITORE: Luigi Maestri.
LUOGO DI STAMPA: Milano.
ANNO DI STAMPA: 1980.
CARATTERISTICHE: Esposto nella mostra del 1992. Facsimile sull’edizione di Venezia del 1646. Opera su carta velata di fabbricazione speciale. Impressa con torchio Stahope a doppia battuta. Tirata in 299 esemplari. Presentazione di Mons. Ernesto Pisoni.
FORMATO: in 4°. ( 28,5 x 21 cm ).
PAGINE: 8 n.n., 88, 6 n.n.
ILLUSTRAZIONI: Illustrazioni in nero nel testo.
LEGATURA: Brossura editoriale impressa. Sovraccoperta editoriale trasparente.
DESCRIZIONE: L’abate Gioacchino è proclamato beato nel 1215. Dopo il 1263 è accusato di eresia.
L’abate Gioacchino è artefice di una personale visione che prevede la suddivisione della storia in tre grandi periodi:.
Il primo è chiamato del Padre. Corrisponde all’era precristiana.
Il secondo è detto del Figlio. Questo è incentrato sugli insegnamenti del Nuovo Testamento e si conclude nel 1260.
Dopo il 1260 inizia il terzo periodo, detto dello Spirito Santo. In cui si realizzerà la completa purificazione e trasformazione della Chiesa.
Fra il Due e il Trecento gli scritti dell’abate Gioacchino sono distrutti. Al giorno d’oggi non è possibile ricostruire il contenuto integrale della prima versione di quei testi. L’opera è caratterizzata dall’inserimento di numerose illustrazioni. Queste raffigurano delle figure allegoriche. Basate su passi dell’Antico e Nuovo Testamento.
Per la conoscenza del pensiero di Gioacchino è ora fondamentale il Vaticinia Joachini Abatis.
Questo è un’edizione a stampa. Attribuita ad Anselmo vescovo di Marsico. Edita varie volte, con diversi titoli.
Fra le varie stampe spicca l’edizione Seicentesca, dal titolo di Profettie dell’abbate Gioacchino et di Anselmo vescovo di Marsico. AA.VV. – Profezie Dell’Abate Gioacchino e di Anselmo Vescovo di Marsico.
Volume edito a Venezia, per i tipi di Cristoforo Tommasini, nel 1646. Arricchito da immagini xilografiche a piena pagina. Raffiguranti figure enigmatiche. Ricche di dettagli curiosi e sconosciuti. Accompagnate da frasi riferite a calamità, prodigi e scontri che si verificheranno durante i papati degli ultimi tempi.
Queste affascinanti immagini sono ricopiate e inserite in altre raccolte profetiche. Lo stesso papato appoggia la stampa di nuove edizioni del testo dell’Abate Gioacchino inserendovi dei commenti favorevoli alla propria politica.
Addio a Luigi Maestri, un torcoliere nell’era di Internet.
Testo scritto da Armando Torno. Tratto dal Corriere della Sera. Del 5 giugno 2001. a pagina 35.
E’ morto domenica scorsa l’ uomo che continuò a stampare, foglio per foglio, con la stessa tecnica di Gutenberg, i grandi della letteratura.
Addio a Luigi Maestri, un torcoliere nell’era di Internet.
Chi era Luigi Maestri ?. AA.VV. – Profezie Dell’Abate Gioacchino e di Anselmo Vescovo di Marsico.
A questa domanda è possibile rispondere in tanti modi, dipende da quello in cui credete.
Se pensate che i libri siano il riflesso della civiltà che li produce, Allora Maestri è stato un grande personaggio. Perché in un eccesso d’amore per la loro fattura, si mise a stamparli con un torchio a mano, Foglio dopo foglio.
Se, al contrario, ritenete i libri una merce come tante altre, magari ingombrante o sorpassata. Allora Maestri fu uno stravagante inattuale che si ostinò a fare l’artigiano nell’era del computer.
Infine, se siete di quelli che credono ancora nello stile e nell’eleganza, e pensate che nei libri ci sia un’anima. Allora Maestri è il vostro modello.
Già, Maestri. Classe 1919. Due baffetti affabili. L’ eterna sigaretta in bocca. Un foglio che non si staccava mai dalle mani e una battuta sempre pronta. Contro quelli che «con i loro conti hanno rovinato la cultura».
Poteva permetterselo.
Conosceva Raffaele Mattioli. Per lui stampò anche dei bilanci bancari al torchio. Con la stessa cura con cui riproponeva le Profezie di Gioacchino da Fiore.
Aveva una laurea in economia. Conquistata in Bocconi per far piacere a suo padre, altro tipografo che teneva bottega in via Solferino, a Milano.
Lui, invece, la aprì in via Brera, al 9.
Poi chiuse la sua avventura di stampatore, portandosi appresso il torchio Stanhope del 1807, nel chiostro di piazza del Carmine.
Gli ultimi anni li passò a Bresso e poi a Sirmione, dove è morto domenica scorsa.
Un vero sacerdote dell’arte tipografica che parlava di equilibri, corpi, carte, spazi; che riteneva diversa una stessa opera a seconda di com’era stampata.
«Bodoni – mi disse un giorno – diventò matto per l’Aminta del Tasso. Provò e riprovò, poi decise di coniare appositamente dei caratteri per poter meglio agevolare l’ ingresso dell’anima del lettore nella favola».
Con simili modelli stampò libri, sempre, ostinatamente. Tra cui alcune chicche di Dino Buzzati. Angelo Romanò. Guido Ballo. Domenico Cantatore. Fausto Melotti. Alberico Sala. Giuseppe Ungaretti e Andrea Zanzotto.
Accanto al suo torchio chi scrive ebbe la fortuna di incontrare Piero Chiara. Era lì per un’opera in 99 esemplari: Pontili e imbarcaderi del Lago Maggiore. Correva il 1983.
Ma ci si poteva anche imbattere in Lamberto Vitali, che aveva segretamente stampato delle poesie. Una raccolta testamento intitolata Come sabbie. O Emilio Tadini, che da Maestri, nel 1960, editò Tre poemetti. in 299 esemplari.
Né si limitò ai libri, Si dedicò anche alle riviste.
Tra di esse L’Esopo, per le edizioni Rovello, consacrata alla bibliofilia .
L’ ultimo grande lavoro decise di dedicarlo a Milano.
Ripropose, nel 1988, il Compendio delle stregonerie di frate Guaccio. Lo stregologo di Federico Borromeo.
Lo presentò nella sacrestia del Carmine. Ben sapendo che proprio lì quel singolare religioso esorcizzava gli indemoniati.
C’ era, tra i molti, Ernesto Calindri, che guardò l’ opera e abbracciò Maestri, suo amico da sempre.
Ora tocca a chi scrive ripetere idealmente quel gesto. Abbracciare un uomo che ha speso l’esistenza per far vivere almeno una pagina capace di testimoniare cosa mai siano eleganza e stile.
+++
STATO DI CONSERVAZIONE:. Perfetto.