ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli

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ALESSANDRI LORENZO – Non toccate i fratelli d’Olanda!.

Acquaforte Tiratura di 30 copie 1964.

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ALESSANDRI LORENZO - toccate fratelli

Informazioni complete

ALESSANDRI LORENZO – Non toccate i fratelli d’Olanda!.

ALESSANDRI LORENZO – Non toccate i fratelli d’Olanda!.

 

 

AUTORE: Lorenzo Alessandri.

TITOLO: Non toccate i fratelli d’Olanda!.

TECNICA: Acquaforte.

STAMPATORE: s.n.

LUOGO DI STAMPA: s.l. [Torino].

ANNO DI STAMPA: 1964.

CARATTERISTICHE: Surfanta. Foglio di grafica originale Inciso con la tecnica dell’acquaforte Con una tiratura composta di 30 copie. Autografo originale e nota manoscritta dell’autore.

DIMENSIONI: Dimensioni della lastra 49,0 x 31,7 cm. Dimensioni del foglio 70,0 x 49,7 cm. 

DESCRIZIONE:.

Lorenzo Alessandri, Torino, 16 febbraio 1927 – Giaveno, 15 maggio 2000. Pittore e incisore. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

 

STATO DI CONSERVAZIONE: Perfetto.

 

 

 

 

Sogno dell’equinozio di marzo Acquaforte.

 

 

 

 

Bambola Numero uno Acquaforte.

 

 

 

 

Catalogo dei disegni e delle incisioni di Lorenzo Alessandri.

 

 

 

 

ALESSANDRI LORENZO – Luna d’agosto.

 

 

 

 

ALESSANDRI LORENZO – Al femminile Momenti della tradizione iniziatica d’Occidente.

 

 

 

 

Una collezione di oggetti massonici.

 

 

 

 

COLOMBOTTO ROSSO ENRICO – Gatto disegno originale.

 

 

 

 

«Adesso che ho compiuto 72 anni e tra poco sarò dall’altra parte. Dopo tutto quello che ho visto, disegnato, dipinto ed inciso, mi vergogno di essere un umano.

Oh Signore, non posso credere che tu ci abbia creati a tua immagine e somiglianza.

La prossima volta, ti prego, fammi nascere un passero, o un gatto, o un delfino, o anche solo un abete o un sasso.

Amen». ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

 

Di seguito il testo scritto dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, Tratto da Il Giornale nell’edizione di domenica 21/05/2017.

Nelle camere di Alessandri luci e ombre da incubo. Figure mostruose, grottesche, ironiche ed erotiche animano i suoi quadri. Nel segno del grande Bosch.

 

Le parole con cui Lorenzo Alessandri chiude le sue «camere», alcune delle quali esposte al Museo della Follia, a Salò, sono dei pensieri chiarissimi.

Sempre più, osservandone l’opera, mi convinco della fortuna e il privilegio avuto nell’attraversare e visitare le camere. Travolto, in questi percorso, dalle sue inconfessabili e confessate fantasie. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Ho sempre pensato che nella pittura italiana del 900 ci fosse un filone esoterico, soffocato. Un’inclinazione al sogno che si è liberata con i surrealisti in Francia, in Spagna, in. Belgio e che, in Italia, non si è espressa, se non episodicamente e isolatamente.

 

Eppure ce n’era traccia evidente in De Chirico, in Savinio. E poi in Clerici, Guarienti, Stanislao Lepri. Tutti degli artisti isolati e solitari.

Tra i più sulfurei Enrico Colombotto Rosso, un amico di Lorenzo Alessandri.

Colombotto Rosso sommerso da immagini e memorie nel suo rifugio di Camino Monferrato. Consapevole, lui, come Abacuc, di essere gli esponenti italiani del surrealismo.

Tutti insieme decisero di fondare il movimento Surfanta. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

 

Colombotto Rosso graffia, idolatra la perversa Leonor Fini.

Alessandri parla con i fantasmi. Racconta i suoi incontri misteriosi in trentatré camere, numerate. Precedute da un’anticamera e completate da due pub’s posti al pianterreno, dell’hotel Surfanta. In una località misteriosa. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

 

In quelle stanze gli appaiono donne nude che danzano ebbre come furie.

La Gioconda ignuda nella parte inferiore del corpo e circondata dai soci maiali del Pig’s Pub.

Se stesso cadavere, pronto a trasformarsi in fantasma.

Suore e rettili davanti a una luminosa apparizione di Dio Padre, impiccato in una stanza rossa davanti alla Papessa Giovanna. 

Una modella con la maschera antigas e il sesso fumante. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Una ballerina nera davanti a un monaco buddista nel fuoco.

Una direttrice d’orchestra nuda davanti ai suoi musicisti.

Un giustiziato sulla sedia elettrica. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Altre modelle con Mandrake e il cobra.

La morte con la falce davanti a un ragazzo bosniaco mutilato.

Nove incappucciati con la bomba atomica e un gorilla.

È di questo immaginario che si nutre Alessandri. Addomesticando le proprie perversioni in una favola allegra e macabra. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

 

Come nell’episodio del grande inquisitore che scruta, con gli occhiali a debita distanza, il culo della puttana che lo attende paziente e festosa.

L’ossessione ritorna nel ricordo di Selima Muhammad. Peccatrice, lapidata davanti alle fiamme, come anime di molte candele, in una notte di stregonerie.

Notevole la tecnica osservazione:. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Il Corano giustamente specifica che le pietre per la lapidazione non devono essere troppo piccole. Questo perché non fanno abbastanza male. Non devono essere troppo grandi perché possono uccidere subito.

E subito, come in un altro mondo, riflettono in una stanza da bagno due misteriosi personaggi in impermeabile.

È un vero e proprio viaggio all’inferno. Nella camera 28 troviamo 11 prigionieri simbolici viventi. Sentiamo gemiti sommessi. Rumori lontani di catene. Odore di umido e di fame.

S’identificano:. Nelson Mandela, Gandhi, Primo Levi, Oscar Wilde, Dostoevskij e Massimiliano Kolbe. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

E ogni stanza riserva nuove sorprese:.

 

La modella olandese con l’uomo cinghiale.

Il topo con l’orecchio sulla schiena.

Il grande tacchino bianco con Lawrence d’Arabia.

La Madonna di Lourdes e monsignore Milingo con le maschere antigas circondati da topi.

L’angelo della morte aleggiante sui ceri accesi in una stanza rosa.

Rasputin che infierisce sul cadavere di Dostoevskij.

Dodici matte, dolenti tra la puzza di urina.

Il coro di uomini pesce alla luce di ventidue bottiglie con candele.

L’eremita con l’uomo accucciato.

Paganini che suona davanti a una culla.

Pipistrelli che aleggiano su un uomo e una donna drogati sotto lo spettro di Freud.

Un pesce palla che corre verso venti candele.

La strega con il cappello napoleonico seduta su una lumaca ermafrodita e il pittore con cilindro, cappotto e ombrello. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Girolamo Savonarola arrostito con l’avvoltoio Wulwur con Franz Kafka morto nell’angolo con i topi.

 

L’uomo rinoceronte che fa il bagno con una modella in una vasca bara.

Cristo solitario che medita davanti a una candela dopo la fine dell’Ultima cena.

La morte con la falce davanti a una colomba bianca e un manichino.

E infine una Gioconda trans in un pub di maialine.

Bisognava descriverle, queste inverosimili camere, con i loro ospiti inattesi e necessari, come in altrettanti gironi dell’Inferno. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

 

Perché, per Alessandri, non c’è Paradiso e neppure Purgatorio. Siamo, sono tutti dannati. Morti e viventi; Poeti, santi ed eroi; Buoni e cattivi. Devoti e porci; Potenti e offesi Matti e sapienti.

In un elenco rappresentativo di tutta l’umanità senza distinzione tra virtuosi e viziosi.

 

Varia e completa è la scelta di Alessandri, per popolare le sue stanze, per invitare i suoi ospiti. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

La sua fantasia è macabra e sfrenata. Come pochi artisti dopo Bosch, Alessandri ci racconta le sue ossessioni in descrizioni mostruose e straordinarie. Inventando situazioni e episodi impensabili, comici e tragici.

Alessandri libera e descrive i suoi incubi e i suoi turbamenti, spesso in forma di tormenti e si candida a primo surrealista italiano. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Un puro visionario. Mi piace ricordarlo, lui così sulfureo e diabolico, insieme a un altro sognatore, ma senza incubi, come Alessandri dimenticato: Gustavo Foppiani, piacentino. Senza umiliazioni e senza malizie: il paradiso e l’inferno.

Riscoprire Alessandri, oggi, vuole dire restituirgli il posto che non gli è stato dato nell’arte della seconda metà del Novecento. Militarmente occupata da alcuni artisti obbligatori, spesso ripetitivi e poveri di idee. Compiaciutamente (e non cristianamente) «poveri», adatti a un tempo senza anima e senza spirito. ALESSANDRI LORENZO – toccate fratelli.

Alessandri rischiò (e patì) l’isolamento per mantenersi fedele al suo sentimento e alla sua febbre. E oggi continua a parlarci e a stupirci.

Testo di Vittorio Sgarbi. Tratto da Il Giornale di domenica 21/05/2017.