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CANESTRINI GIOVANNI – Manuale di apicoltura.
CANESTRINI GIOVANNI – Manuale di apicoltura.
AUTORE: Giovanni Canestrini.
TITOLO: Manuale di apicoltura.
SOTTOTITOLO: Compilato da Giovanni Canestrini. Professore della Regia università di Padova.
COAUTORI: –
EDITORE: Premiata Tipografia F. Sacchetto.
LUOGO DI STAMPA: Padova.
ANNO DI STAMPA: 1873.
CARATTERISTICHE:. Edizione originale. Cfr. Accorti, 826. Foglio di Errata Corrige.
FORMATO: in 8°. ( 24,6 x 16,7 cm ).
PAGINE: 276.
ILLUSTRAZIONI: 56 incisioni in xilografia nel testo. Tabelle. 1 carta ripiegata.
LEGATURA: Mezza tela moderna.
DESCRIZIONE:.
Giovanni Canestrini, Revò, Val di Non, Trento 26 dicembre 1835 – Padova 14 febbraio 1900.
La sua personalità e le sue convinzioni non gli furono certo d’aiuto. Agnostico dichiarato. Convinto evoluzionista e di fede irredentista.
Nel 1861, si laurea in filosofia e in scienze naturali all’università a Vienna.
Dal 1869 è ordinario di zoologia, anatomia e fisiologia comparata a Padova. Qui insegnò per trentuno anni. Nei quali svolse una intensa opera di ricerca, di magistero e di organizzazione. CANESTRINI GIOVANNI – Manuale di apicoltura.
Nel proprio istituto a Padova allestisce il primo laboratorio batteriologico d’Italia. Qui compie ricerche pionieristiche. Queste gli permetteranno la stampa del manuale di Batteriologia,. Edito a Milano, nel 1896. Scritto assieme al fratello Riccardo.
Nel 1882 è eletto consigliere comunale. Ruolo nel quale è riconfermato nelle successive elezioni. In questo ambito si impegna in prima persona per migliorare la condizione di vita dei cittadini. Operando per garantire acqua potabile alla cittadinanza. Aprendo le prime sale di maternità per arginare la mortalità delle puerpere.
Traduttore, assieme a Leonardo Salimbeni, dell’opera di Charles Darwin, intitolata:. L’origine delle specie. Sostenitore della teoria evoluzionista e diffusore dell’essenza del pensiero scientifico darviniano. Teorie che all’epoca apparivano audaci e rivoluzionarie.
Canestrini, nel 1869, scrive:. Zoologia e Anatomia Comparata. Nel trattato un capitolo è dedicato all’Origine delle specie di Charles Darwin.
Nel 1887 a Torino per UTET, appare:. La teoria dell’evoluzione esposta nei suoi fondamenti,. Come introduzione alla lettura delle opere di Darwin e dei suoi seguaci. Nel volume Canestrini espone i principi essenziali del pensiero darwiniano. Insistendo sull’origine animale dell’uomo. Segue nel 1880:. La Teoria di Darwin criticamente esposta.
Nel 1894 pubblica a Torino:. Per l’evoluzione. Recensioni e nuovi studi. Nel volume Canestrini collega l’evoluzionismo con le sue esperienze di batteriologo. Il libro documenta l’accoglienza ricevuta in Italia dal darwinismo.
Autore di un fortunato manuale di apicoltura e in contemporanea del primo manuale italiano di antropologia. Entrambi impressi per le edizioni Ulrico Hoepli, nel 1878.
La UTET ha un piano editoriale che prevede la pubblicazione dell’opera completa di Carlo Darwin.
Tutti i volumi previsti dalla casa editrice torinese sono effettivamente pubblicati. Nella maggior parte di essi il curatore dell’edizione italiana è Giovanni Canestrini.
Assieme al Canestrini, nella divulgazione del pensiero darwiniano in Italia, si ricorda Michele Lessona. Quest’ultimo è il primo traduttore del Viaggio di un naturalista intorno al mondo.
Charles Robert Darwin è un Biologo,. Naturalista,. Antropologo,. Geologo ed esploratore. Britannico di nascita. É noto per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie vegetali e animali per selezione naturale. Teoria divulgata con un suo libro,. Intitolato. On the Origin of Species,. Edito nel 1859,. A Londra, da. John Murray.
STATO DI CONSERVAZIONE: Perfetto.
CANESTRINI GIOVANNI – Manuale di apicoltura.
AA.VV. – L’apicoltura in Italia.
MALAGOLA GAETANO – Apicoltore moderno.
MALAGOLA GAETANO – Come rendere produttiva l’apicoltura.
CANESTRINI GIOVANNI – L’apicoltura Nona edizione riveduta e corretta da V. Aprea.
PERUCCI CARLO – Nuova guida pratica per l’apicoltore novizio.
L’apicoltura o apicultura è l’arte di allevare le api. Con il fine di produrre miele, cera, propoli e altri prodotti dell’alveare.
I due vocaboli sono di nascita recente. Hanno sostituito termini quali: governo, educazione o coltura delle api.
L’uso di questi ultimi tre termini dimostra e ben riassume il metodo di lavoro impiegato dell’antico apicoltore. Sistema nel quale le linee guida dell’attività, per lungo tempo, si sono basate sull’empirismo.
L’apicoltura era trasmessa per insegnamento orale. Caratterizzata dall’impiego di tradizioni e tecniche locali.
Basata sulla raccolta, da parte dell’apicoltore, di uno sciame naturale. Quindi fornendo a questi insetti un alloggio. Limitando l’attività da svolgere alla semplice protezione dell’arnia dalle intemperie.
In fine, avveniva la raccolta del miele. Quest’ultima era un operazione che imponeva il sacrificio dello sciame.
In apicoltura questa situazione perdura sino alla metà del secolo XIX.
Dopo questa data inizia un periodo caratterizzato da innovazioni tecniche e sanitarie.
Questi miglioramenti permisero la produzioni di maggiori quantità di miele e di migliore qualità.
Si assiste alla introduzione di arnie a telaini mobili,. Smelatori,. Della leva staccafavi,. Di nutritori e della griglia per la regina.
Il pastore protestante Lorenzo Lorraine Langstroth è considerato il padre dell’apicoltura moderna.
Con lui si afferma un’arnia di nuova struttura. Costituita da un modulo base contenente favi mobili e un sistema modulare di melari. Quest’ultimi, per il periodo di raccolto, contengono favetti mobili.
Nel 1857 si introducono i fogli cerei. Nel 1865 lo smielatore centrifugo.
L’ape è un insetto imenottero. Appartiene alla famiglia delle Apidae. Misura circa 15 mm. Facilmente addomesticabile. É diffusa in tutto il mondo. Vive all’interno di una rigida struttura sociale, organizzata in colonie. Dove al vertice sia trova l’ape regina. Seguita dalle api operaie e dai fuchi.
In natura, le laboriose api operaie costruiscono l’alveare. Il luogo dove sono stipati il nettare e il miele.
I fuchi, cioè i maschi hanno il solo compito riproduttivo. CANESTRINI GIOVANNI – Manuale di apicoltura.
Il miele è un alimento prodotto dalle api domestiche. Ottenuto dalla trasformazione delle sostanze zuccherine che l’insetto raccoglie in natura.
É il nutrimento delle api durante i periodi di assenza di importazione nettarifera. Questo avviene durante la stagione invernale o tra le fioriture.
Il miele è buono. Il miele piace a tutti. Ha un sapore dolce. É commestibile per lungo tempo. Le api producono il miele. In cucina è usato nella realizzazione dei dolci. Si mangia abbinandolo ai formaggi. Il miele è di colore giallo. Ha un sapore zuccherino. Lo zucchero è bianco. La neve è bianca. Il gatto miagola. Il cane abbaia. Il topo mangia il formaggio. Con il miele si fanno le caramelle. Il pesce rosso è nell’acquario. Il gatto miagola. Il cane abbaia. La pecora è bianca. La mucca è pezzata.