GALVANI GIOVANNI – Fiore di storia letteraria e cavalleresca della occitania

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Milano Presso l’editore Carlo Turati Tipografo libraio 1845

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GALVANI GIOVANNI - Fiore di storia letteraria e cavalleresca della occitania

Informazioni complete

AUTORE: Giovanni Galvani

TITOLO: Fiore di storia letteraria e cavalleresca della occitania

SOTTOTITOLO: Descritto dal conte Giovanni Galvani Vice bibliotecario dell’Estense Socio attuale della R. Accademia di Scienze Lettere e Arti ed onorario della R. Atestina di Belle Arti in Modena Volume unico

COAUTORI: –

EDITORE: Presso l’editore Carlo Turati Tipografo libraio

LUOGO DI STAMPA: Milano

ANNO DI STAMPA: 1845

CARATTERISTICHE: Letteratura neolatina. Letteratura provenzale. Letteratura catalana. Collana Opere del conte Giovanni Galvani Vol 1.

FORMATO: in 8° ( 22 x 14,6 cm )

PAGINE: 416

ILLUSTRAZIONI: –

LEGATURA: Brossura editoriale impressa

DESCRIZIONE: Tratto da: Abd El Kadel Salza “Dal carteggio di Alessandro Torri; lettere scelte sugli autografi e postillate” Pisa Tip. T. Nistri 1897 pag 119 nota 2 “ Giovanni Galvani nato a Modena il 24 giugno 1806, si dedicò alle matematiche, dallo studio profondo delle quali lo trattenne la malferma salute. Studiò in compenso greco e latino con l’amico don Celestino Cavedoni; e nel medesimo tempo cominciò i suoi studj di provenzale (1821). Consigliato dal Cavedoni si recò a Bologna ad imparar lingue con lo Schiassi e col Mezzofanti. — Ebbe in séguito onorifici incarichi dal duca di Modena: nel ’32 venne fatto aggiunto alla Biblioteca Estense, di cui nel ’38 fu vice-bibliotecario e infine bibliotecario. Dal ’39 diresse, in patria, la tipografia Camerale; nel ’42 fu nominato Conte. Nel ’48 era delegato del Ministero dell’ Interno per la città e provincia di Reggio; nel ’50 fu Consigliere presso il Ministero degli affari esteri. Altri incarichi ebbe fino al ’59; da allora, fedele al duca estense, non accettò più uffici pubblici. I suoi meriti di filologo, riconosciutigli specialmente per le Osservazioni sulla poesia de’ Trovatori (1829), che furono il suo primo lavoro di questo genere, e per i suoi studi sulla lingua italiana, gli valsero di esser fatto socio di molte accademie, e nel ’43 di quella della Crusca. Alle occupazioni filologiche tornò, sebbene con minor lena, quando si fu ritirato dalla vita pubblica. Fu amico del Giordani e del Leopardi; morì il 19 aprile 1873. — Cfr. le Notizie intorno alla vita ed alle opere del Conte Commendator Giovanni Galvani di Modena, raccolte dal Dott. Antonio Masinelli, Modena, 1874. – Ricordiamo i principali studj danteschi del Galvani: Dubbi sulla lezione di un verso nelle Liriche di Dante nella Strenna filologica) ; Postille al Convito di D. A.; Saggio di alcune postille alla D. C. con una lettera infine all’autore (ai primi dieci canti della Commedia; Modena, Vincenzi, 1828); Af cune postille al primo Canto dell’ Inferno, al Chiariss. S. Prof. M. A. Parenti accademico della Crusca (Modena, Eredi Soliani, 1831 ); Della origine delle voci nobile e nobiltà contro l’opinione di Dante nel Convito, Lettura di G. Galvani ( Modena, Eredi Soliani,1831 ); Della origine delle voci Persuadere e Persuasione ad illustrazione di un luogo di Dante nel Convito, Lezione di G. Galvani (Modena, Eredi Soliani, 1831); Degli aggiuntivi cognati e della alliterazione ad illustrazione di un luogo di Dante nella D. C. (nelle Lezioni Accademiche, Modena, Vincenzi e Rossi, 1840, II, 17-31 ); Dell’armonia delle parole imitativa le cose che si voliono esprimere, ad illustrazione di un luogo della D. C. (nelle cit. Lez. accadem., II, 1-16); Della origine e della significazione della vóce Accismare ad illustrazione di un luogo di Dante nella D. C. {Lezioni cit., II, 31-50); Della voce Ramogna usata da Dante (nel Giornale letterario scientifico, di Modena, III, 357-61 ); Sull’appellativo di Dottore dato da Dante ai poeti illustri, Lettera di G. Galvani all’amica Fortunato Cavazzoni-Pederzini (8 gennaio 1847, Modena); Spiegazione di un luogo di Dante nel Canto XV del Paradiso, al Ch. sig. cav. Antonio Cappelli (1870); ecc.

STATO DI CONSERVAZIONE: Difetti