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BORGHINI RAFFAELLO – Il riposo di Raffaello Borghini.
BORGHINI RAFFAELLO – Il riposo di Raffaello Borghini.
AUTORE: Raffaello Borghini.
TITOLO: Il riposo di Raffaello Borghini.
SOTTOTITOLO: Volume primo. [Secondo. Terzo].
COAUTORI: –.
EDITORE: Dalla Società Tipografica de’ Classici Italiani.
LUOGO DI STAMPA: Milano.
ANNO DI STAMPA: 1807.
CARATTERISTICHE: Opera cinquecentesca. Illustra la vita e l’opera di numerosi artisti. Edizione corredata da un ampio indice.
L’edizione impressa Dalla Società Tipografica de’ Classici Italiani ripropone il testo stampato a Firenze nel 1730. Cfr. Gamba 242 in nota. BORGHINI RAFFAELLO – Il riposo di Raffaello Borghini.
L’opera è dedicata:. All’Illustrissimo ed eccellentissimo signore padron suo singolarissimo il signore Don Giovanni De Medici. Figlio naturale di Cosimo I e di Eleonora degli Albizzi.
FORMATO: 3 volumi in 8° piccolo. ( 21,9 x 14.4 cm ).
PAGINE: Volume primo:. XXIV,288,16b aggiunte. Volume secondo:. 261,(4), 16b aggiunte. Volume terzo:.258,(2), 16b aggiunte.
ILLUSTRAZIONI: Nessuna.
LEGATURA: Bella rilegatura in mezza pelle coeva. Dorso completamente impresso in oro con un decoro a strisce sovrapposte. Al piede è impresso il numero del volume. Tassello in arancio impresso in oro. Reca il cognome dell’autore e il titolo. Segnalibro in tessuto di color azzurro. Piatti in carta marmorizzata nei toni del marrone, giallo e blu.
DESCRIZIONE: Raffaello Borghini nasce a Firenze, forse nel 1537 o nel 1541. Muore il 26 dicembre 1588. É sepolto nella Chiesa di Santa Croce.
Il Borghini è il:. Tipico rappresentante degli ambienti letterari e cortigiani della Firenze del secondo Cinquecento. Città dominata da una soffocante atmosfera di accademismo e religiosità bigotta. Per i nobili fiorentini amatori d’arte e collezionisti compare, nel 1584, l’opera più nota del Borghini,. Intitolata Il Riposo. Un trattato in forma dialogica. Composto nel 1584 e diviso in quattro libri. Dei quali i primi due sono prevalentemente teorici e gli altri due storici.
La prima edizione de:. Il Riposo di Raffaello Borghini É datata Firenze 1584. Il sottotitolo:. In cui della pittura e della scultura si favella,. De’ più illustri pittori e scultori e delle più famose opere loro si fa menzione. E delle cose principali appartenenti a dette arti s’insegnano,. Dedicata a Giovanni de’ Medici.
Altre ristampe compaiono a Firenze nel 1730, Questa con introduzione e note di G. Bottari. A Siena nel 1787. In Milano nel 1807 nell’edizione dei Classici italiani. A Reggio Emilia nel 1826.
Una riproduzione anastatica dell’edizione 1584 appare a Milano nel 1967. Questa è accompagnata da un volume contenente un saggio biobibliografico e un indice analitico a cura di M. Rosci.
Una copia manoscritta, come risulta dal Mazzuchelli, è in possesso nel 1768 di Giovanni Gualberto Bracci, vallombrosano, a Firenze. Reca le correzioni e le note dell’abate Rinaldo Maria Bracci,
Il dialogo prende il nome della villa in cui si immagina che sia stato tenuto:. Il Riposo di Bernardo Vecchietti. Oggi Signorini, sul monte Fattucchia presso Ponte a Ema.
Gli interlocutori, oltre al Vecchietti, “amatore d’arte” e collezionista, sono:. Lo scultore Ridolfo Sirigatti e i nobili fiorentini Girolamo Michelozzi e Baccio Valori. Quest’ultimo è il luogotenente del duca presso l’Accademia del disegno.
Il libro è scritto in una prosa eloquentemente atteggiata,. Accademicamente impreziosita da fiori di lingua. Spesso deriva passivamente da:. Varchi,. Gilio,. Vasari, ecc. Caratterista dimostrata dalla Barocchi e dal Rosci.
Risulta alla lettura noioso e pedantesco. Questo nonostante l’abile “sceneggiatura” del dialogo.
Esso non ha mai goduto di grande fortuna. Tuttavia gli studiosi moderni lo hanno preso in nuova considerazione. Fra questi:. Lo Schlosser Magnino, il Blunt, la Barocchi, il Rosci. Soprattutto come miniera non trascurabile di notizie.
Descritte minutamente le opere d’arte raccolte nelle ville, nelle case e nelle chiese fiorentine. Sono rappresentati dal vivo i costumi della società nobiliare fiorentina.
La quale depone le passioni civili,. Per, dilettantescamente, coltivare le arti. Mettendo insieme collezioni,. Allestendo in palazzo o in villa piccole officine per il disegno e la scultura.
Documenta e teorizza i gusti artistici prevalenti nella città di Firenze. Quelli dello studiolo di Francesco I e nella Firenze del Giambologna. Un dignitoso e maturo classicismo e manierismo.
La parte storica fornisce informazioni preziose sugli artisti fiorentini e non solo,. Tutti lì operanti nel secondo Cinquecento.
Tratto dal:. Dizionario Biografico degli Italiani di Remo Ceserani,. Volume 12 (1971).
STATO DI CONSERVAZIONE: Angoli dei piatti difettosi. Dorso del secondo volume parzialmente staccato lungo i margini in corrispondenza del dorso e del piede.
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