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ANDLOVIZ o ANDLOVITZ GUIDO – SCI Lavenia Vaso modello Monza 33.
ANDLOVIZ o ANDLOVITZ GUIDO – SCI Lavenia Vaso modello Monza 33.
Il vaso Monza 33 è realizzato con la tecnica del colaggio. Il materiale impiegato è la terraglia forte. Il decoro è in smalto monocromatico e stellato di color rosso Vesuvio.
Alla base è presente il marchio di fabbrica: Lavenia. ANDLOVITZ o ANDLOVIZ GUIDO – SCI Lavenia Vaso modello Monza.
Il vaso è ideato da Giulio Andlovitz. La progettazione si ispira ai recipienti in ceramica propri della civiltà detta di Villanova. Una località a pochi chilometri a sud est di Bologna.
Questa forma è presentata al pubblico durante l’Esposizione d’arti decorative di Monza del 1930.
DIMENSIONI:. Altezza 21,5 cm. Diametro alla bocca 10.5 cm. Diametro alla base 6.5 cm.
Privo di difetti e restauri.
ANDLOVIZ o ANDLOVITZ GUIDO – SCI Lavenia Vaso modello Monza 33.
Guido Andlovitz direttore artistico della ceramica Lavenia.
Di Guido Andlovitz oltre al Vaso modello Monza 33 è visibile:..
CAMPI ANTONIA – SCI Lavenia Vaso portaombrelli. C9.
ANDLOVITZ o ANDLOVIZ GUIDO – SCI Lavenia Vaso modello Monza.
L’architetto Giulio Andlovitz appena dopo aver conseguito il diploma di laurea presso il Politecnico di Milano.inizia la sua collaborazione con la Società Ceramica Italiana di Laveno. Entra come consulente nel 1923 e li lavorerà sino al 1959.
Nel 1927 diventa il direttore artistico della produzione.
Andlovitz è l’autore di oggetti caratterizzati dalla più completa purezza della forma.
Una semplificazione che non tralascia di investire nemmeno il suo cognome. Trasformato dall’originario Andlovitz in un essenziale Andloviz. Togliendo una lettera la cui presenza non trovava essenziale e come il periodo imponeva italianizzando il termine.
Con questo presupposto ben si possono intuire parte delle ragioni dello svecchiamento da lui attuato nel catalogo della SCI. Da dove elimina tutta la produzione che si ispirava al Liberty, lo stile in auge all’inizio del XX secolo. Sostituendola con oggetti composti di volumi dalla severa linearità ed essenzialità.
Questo non gli impedì di ripescare nel passato, nella produzione ceramica lombarda e veneta del Settecento. Dalla manifattura milanese di Felice Clerici trae i personaggi e dalla fabbrica veneziana di Geminiano Cozzi le mongolfiere. Tutti questi soggetti pur non nascondendo la loro origine compaiono svecchiati. In grado di rendere, attuale nell’epoca della realizzazione, la produzione ceramica della SCI e molto piacevole al giorno d’oggi.