D’AZEGLIO Fieramosca la disfida di Barletta 1833

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Milano Vincenzo Ferrario MDCCCXXXIII, 1833

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D’AZEGLIO Fieramosca la disfida di Barletta 1833

Informazioni complete

D’AZEGLIO MASSIMO – Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta 1833.

D’AZEGLIO MASSIMO – Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta 1833.

 

AUTORE: Massimo d’Azeglio.

TITOLO: Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta 1833.

SOTTOTITOLO: Racconto.

COAUTORI: –.

EDITORE: Vincenzo Ferrario.

LUOGO DI STAMPA: Milano.

ANNO DI STAMPA: MDCCCXXXIII, 1833.

CARATTERISTICHE:. Letteratura italiana. Prima edizione. Romanzo storico.

FORMATO: 2 tomi in 8°. ( 21,0 x 13,0 cm ).

PAGINE: 210 + 240, (16).

ILLUSTRAZIONI: 8 tavole su disegno dell’autore, litografate in nero da P. Bertolotti.

LEGATURA: Mezza pelle coeva. Angoli. Titolo impresso in oro e fregi al dorso.

DESCRIZIONE:.

Edizione originale.

In calce al secondo tomo si trova una pagina manoscritta dove si legge:. Questi fogli sono sostituiti all’originale dell’autore dietro riprovazione e relativo Decreto dell’ I. A. Censorio di Milano.

Seguono la pagine censurate. D’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.

 

Cfr. Marino Parenti,  Rarità bibliografiche dell’Ottocento, Volume III, Da pagina 184 a 190.

 

La Disfida di Barletta è un romanzo storico. Narra un episodio verificatosi durante la guerra tra Francia e Spagna del 1503. Fatto d’armi che ispirò Massimo d’Azeglio per lavorare sulla figura di Ettore Fieramosca. Impegno avvenuto prima in pittura e poi il letteratura. 

L’avvenimento vede tredici cavalieri francesi, agli ordini del capitano La Motte sfidare a duello tredici difensori italiani, comandati da Ettore Fieramosca da Capua. Lo scontro si conclude con la vittoria dei combattenti italiani. 

Il romanzo Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta era destinato a diventare un autentico best seller dell’epoca.

Quest’opera è pubblicata dall’editore milanese Vicenzo Ferrario, nel 1833. Il testo riprendeva e sviluppava l’idea dell’omonimo dipinto del d’Azeglio. Atteggiando il racconto in senso appassionatamente patriottico. Un taglio che suscita il favore di tutti i suoi amici compatrioti,. Dai piemontesi, ai toscani, ai romani e ai lombardi. Fra questi non mancano i patrioti meridionali,. Come Francesco De Sanctis e Luigi Settembrini, che ne sono lettori entusiasti.

L’improvviso successo del romanzo spinse d’Azeglio a perseverare nella narrativa. Scrive e pubblica il Niccolò de’ Lapi, ovvero i Palleschi e i Piagnoni. Il secondo romanzo del d’Azeglio è ambientato nella Firenze del primo Cinquecento. Edito sempre a Milano, dall’editore Borroni, nel 1841. Il volume è dedicato a Tommaso Grossi.

Il Niccolò de’ Lapi, ovvero i Palleschi e i Piagnoni è meglio strutturato nella trama. Risulta anche più fedele al modello inaugurato dalle opere di sir Walter Scott. Però è destinato a non ripetere lo straordinario successo del precedente.

 

Massimo Taparelli marchese d’Azeglio, Torino 1798 – 1866. Scrittore, pittore, patriota e politico.

STATO DI CONSERVAZIONE: Minimi segni d’uso.

D’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.

D.AZEGLIO MASSIMO – Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta.

D’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.

D.AZEGLIO MASSIMO – Niccolò dè Lapi ovvero i Palleschi e i Piagnoni.

 

D.AZEGLIO MASSIMO – I miei ricordi 1869.

D.AZEGLIO MASSIMO – Questioni urgenti pensieri 1861.

D’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.

FARAGLIA – Ettore e la casa Fieramosca con appendice e documenti sui cavalieri della disfida di Barletta 1883.

CORGNATI – Massimo d’Azeglio Pittore.

D’AZEGLIO ROBERTO – La reale galleria di Torino illustrata.

’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.

Per Massimo d’Azeglio il tema della disfida di Barletta è un soggetto e un tema a lungo meditato.

Su questo evento storico, il suo lavoro inizia con la realizzazione di un quadro raffigurante lo scontro fra cavalieri francesi e italiani.

Dall’opera pittorica trae spunto per la stesura di un romanzo storico. La compilazione del testo letterario avviene pensando che solo la cultura e l’arte sono in grado di far maturare la coscienza nazionale nel popolo italiano. Questa crescita si basa sulla divulgazione e l’esaltazione di episodi come la disfida di Barletta. Evento in grado, secondo il d’Azeglio, di far crescere l’orgoglio nazionale.

Forte dell’incoraggiamento ottenuto dall’amico Tommaso Grossi e da Alessandro Manzoni, d’Azeglio pubblica la prima edizione del suo romanzo. La stampa avviene nel 1833, presso Vincenzo Ferrario, un tipografo milanese con sede tipografia di via San Pietro all’Orto. ’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.

Il libro, da subito, ha grande successo e diffusione.

Questo permette a d’Azeglio di rientrare delle spese di stampa e di avere un utile di 5000 franchi.

Come in uso lo scritto è sottoposto al giudizio preventivo della censura.

Questo è affidato all’abate Bellisomi che ne autorizza la pubblicazione senza revisioni. Per il religioso il libro di d’Azeglio è un puro documento storico e come tale non si poteva proibire. Non è cosi facile con il governo austriaco. Quest’ultimo individua molti passaggi esplicitamente indipendentisti e pone al testo varie censure. Inoltre rimuove l’abate Bellisomi dall’incarico di censore. 

Nel 1833 l’Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta è pubblicato in due volumi a Lugano, dalla Libreria Italiana e Straniera,. Appare a Napoli da Raffaele Pierro,. A Torino da Giuseppe Pomba,. A Firenze, per Luigi Pezzati. Sempre in quest’anno compare la seconda edizione per Vincenzo Ferrario. ’AZEGLIO Fieramosca Barletta 1833.