Informazioni complete
SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
AUTORE: Innocente Salvini.
TITOLO: Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
TECNICA: Disegno originale. Realizzato a sanguigna. Firmato in basso a destra.
DIMENSIONI: Disegnato su un foglio di 44,0 x 31,7 cm.
Innocente Salvini. Cocquio Trevisago. Varese 1889 – 1979. Pittore.
Salvini è autore di quadri dove la cromia impiegata e il tema raffigurato sono caratterizzanti.
Opere dove prevale una tavolozza basata sui colori: rosso, giallo e verde.
Con soggetti quali: l’autoritratto. Il ritratto dei famigliari. I paesaggi adiacenti al mulino e gli ambienti domestici della vita contadina.
Nel 1966 ebbi desiderio di conoscerlo personalmente. Questo dopo aver visto chissà quanti quadri suoi in molte case della provincia. In genere case di notai, d’avvocati o di piccoli imprenditori.
Lo andai a trovare nel famoso mulino. SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
Il cortile era quale l’avevo visto nei suoi quadri. Con tutto quel che deve avere un cortile di campagna: case basse intorno, stalla, fienile, pollaio, stabbio del porco.
Su di un lato c’era il mulino. Cioè uno stanzone ingombro di tramogge, buratti e trasmissioni varie. Con la ruota di ferro all’esterno immersa in una roggia, ma ormai ferma da tempo.
Il mulino è in verità il deposito delle tele di grande dimensione. Quadri che il Salvini aveva dipinto in tanti anni e che teneva gelosamente per sé.
Sempre in attesa di quelle grandi mostre nazionali e internazionali che un giorno o l’altro avrebbero rotto il silenzio su di lui. O meglio l’equivoco del pittore mugnaio.
Salvini macinatore non era mai stato, ma solo pittore. Pieno d’entusiasmo per l’arte e accanito nell’inseguirla. Nell’identificarla e nell’adattarla al suo estro e alle sue visioni. Se non forse nell’adattare estri e visioni sue al modello ideale dell’arte.
Il mulino era fermo, ma il cortile viveva ancora, in virtù di qualche gallina, di alcune anitre e di un po’ di piccioni.
Il porco di tanti suoi quadri non vi grugniva più. Né dalla stalla veniva più il muggito delle bovine o il raglio dell’asino.
Un mulino abbandonato, come quello di Daudet. SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
Dal quale oltre a spedir lettere il Salvini mandava fuori dei quadri. Dipinti che come i racconti di Daudet sono pieni del sentimento di una vita semplice, agreste, tra i buoni animali d’una volta.
Narratore popolare in quanto ai contenuti.
Il Salvini evadeva dal gusto pittorico comune col suo ostinato cromatismo. Difeso strenuamente contro ogni tentazione. Giocato con la luce. Non senza una consumata esperienza di abbagliamenti e di aloni o corone luminose. Come in un parelio. Nelle quali il colore si dissolve e diventa radiazione o incandescenza di grande effetto.
Salvini, preavvertito della mia visita, si fece trovare seduto sopra una panchetta. Con in testa il suo spropositato cappello. Messo un po’ di traverso sopra una chioma candida che non riusciva a coprire. Tanto era straripante di ogni lato della testa.
Col capo basso, in atteggiamento di modestia e anche di timidezza, mi condusse a visitare i vari locali che si affacciano al cortile.
Un piccolo museo studio accanto alla camera e alla vecchia cucina.
Sulle pareti esterne sotto il portico c’erano i suoi affreschi con scene familiari. I prototipi della sua pittura e insieme l’insegna della sua onesta bottega. SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
Faceva vedere tutto con umiltà, come chi, avendo confessato il proprio misfatto. Per lui era il misfatto dell’arte. Non ha più nulla da nascondere sull’esecuzione e sui luoghi dove si è consumato il reato.
Mi guidò qua e là. Con dietro un nipote di scorta. Poi tornò a sedere sulla panchetta.
Non per aderire al cliché inventato dal Cenzato nel 1944, ma come faceva d’abitudine, per non deludere i visitatori. Questi volevano il mulino, le macine contro i muri, gli animali e tutto quanto figurava nei suoi quadri.
Prima di andarmene gli promisi un pezzo, che infatti gli mandai, dattiloscritto.
Mi rispose con una lunga lettera, che penso sia un documento utile per una sua storia. Comunque del mio pezzo non si servi mai in nessuna occasione.
Lo tenne fra le sue carte, dove forse è ancora. Ritenendolo un po’ riduttivo e non adatto come presentazione d’un suo catalogo.
Da allora non ebbi più contatti con lui. SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
Quando lo incontravo in qualche cerimonia ufficiale gli facevo festa. Lui si scappellava, come era suo costume, inchinandosi e porgendo la mano nel contempo.
Del mio scritto né d’un mio interesse alla sua pittura non parlò più.
Una volta, a Milano, in piazza Cairoli, lo vidi. Scavalcava a grandi sgambate i binari del tram per traversare la strada.
Aveva già passato gli ottant’anni, ma andava ancora in giro.
Con dietro l’erede, un giovane molto a modo che lo accompagnava più per gentilezza che per necessita.
Testo di Piero Chiara. Tratto dal Corriere della Sera. Del 26 febbraio 1979.
Le principali mostre personali. SALVINI INNOCENTE – Uomo seduto con mano appoggiata al mento.
1937. Alla Galleria delle Arti di Gallarate.
1944. Alla Galleria Varese. Diretta dal milanese Carlo Grossetti. Con la presentazione del poeta Alfonso Gatto.
1948. Alla Galleria Annunciata a Milano.
1949. Alla Galleria Delfino di Rovereto. Con la presentazione di Luigi Russolo.
1950 e 1954. Alla Galleria S. Fedele a Milano.
1950. Alla XXV Biennale Internazionale di Venezia.
Le mostre antologiche sono nel 1962 a Luino. Nel 1969 a Varese e nel 1972 a Milano.
STATO DI CONSERVAZIONE: Perfetto.
AIMONE NINO – Composizione.Disegno originale.
BORT BORTOLATO MARIO – Stai tranquilla che non è niente!. Disegno originale.
CHIARA PIERO – Le cinque lettere della monaca portoghese.
COLOMBOTTO ROSSO ENRICO – Gatto. Disegno originale.
FALZONI GIULIO – Cavallo con amazzone. Disegno originale.
FALZONI.GIULIO – Due cavalli che trainano una carrozza. Disegno originale.
FALZONI GIULIO – Una testa di uomo e due teste di cavallo. Due cavalli. Disegno originale.
GARIBOLDI FEDERICO – Testa femminile.Disegno originale.
GIELEN GICHEN JULES – Album Illustrato con disegni e acquerelli originali raffiguranti fiori.
LENCI MARINO – Due gatti. Disegno originale.
OLIVOTTI SERGIO – Galline. Disegno originale.
RUGGERI PIERO – Composizione. Disegno originale.
SACCHETTI ENRICO – Gli angeli sono costretti a portarmi via. Disegno originale..
SALVINI.INNOCENTE – Uomo seduto ritratto di lato. Disegno originale.