
I decori delle ceramiche liguri del Seicento
I decori delle ceramiche liguri del Seicento
Una delle principali caratteristiche dei decori realizzati sulle ceramiche liguri del Seicento è la presenza di ornamenti di ispirazione orientale. È questa una influenza che trova la sua origine nei consolidati e remoti scambi commerciali che i mercanti genovesi intrattenevano con il Nord Africa, la Spagna moresca e il Medio ed Estremo oriente.
Commerci che implicavano la conoscenza e la circolazione in patria di ceramiche, tessuti e manufatti di varia provenienza estera, come: l’islamica, l’indiana e la cinese.
Tutte delle merci destinate a esercitare una profonda influenza sulla cultura genovese e ligure di quel tempo.
Una suggestione che proprio durante il Seicento raggiunge il suo apice, incontrandosi e fondendosi con il gusto dell’epoca, il barocco.
In ambito ceramico, da questo crogiolo di influenze esotiche originano tre decori che coesistono e si fondono con un quarta tipologia:
- lo stile a tappezzeria
- il calligrafico naturalistico
- ad animali risparmiati
- a decori figurati
Calligrafico naturalistico, I decori delle ceramiche liguri del Seicento
Questa decorazione si afferma nelle manifatture ceramiche attive a Savona e ad Albisola sin dai primi decenni del Seicento.
Il Calligrafico naturalistico è il frutto della coesistenza di molteplici influenze.
Per la realizzazione dei loro lavori, i ceramisti liguri prendono spunto dal repertorio decorativo della porcellana bianco blu di periodo Ming. Da dove traggono un ricco assortimento composto di scene popolate di molte varietà di alberi e da una grande molteplicità di animali reali e mitici.
Intrecciando i motivi orientali con i modelli provenienti dalla ceramica turca di Iznik, dalla quale ricavano ed elaborano il Quatre fleurs. Un decoro composto dalla disposizione simmetrica di quattro varietà di fiori che crescono da un ciuffo d’erba.
Altri spunti provengono dall’arte islamica, da dove arrivano le scene di combattimento fra animali.
L’arte indo-portoghese apporta le figure dei cacciatori ed infine la visione delle stampe europee apre la porta ai centauri e alle divinità.
Questo stile perdura fino a tutto il Settecento, perdendo, con il passare degli anni, la ricchezza decorativa iniziale che andrà via via impoverendosi.
Stile a tappezzeria, I decori delle ceramiche liguri del Seicento
Il nome trova origine nell’ambito del mercato antiquario, dove lo si impiegava per definire delle ceramiche nelle quali la disposizione degli elementi ornamentali richiamava l’impianto decorativo in uso nella carta da parati
La sua rapida ed ampia affermazione è permessa e agevolata da due punti di forza, infatti questo stile di abbellimento ben si adattava a qualunque forma e con eleganza si armonizzava alle sempre ben recepite e richieste ceramiche decorate con scene di figure.
Ha origine orientale, i decori provengono dalla porcellana cinese coeva. Da questa si traggono con grande libertà interpretativa: gli insetti, alcune specie di uccelli, i fiori e dei motivi vegetali difficilmente interpretabili.
La parte più estesa del decoro è composta da elementi provenienti dal mondo vegetale ed è realizza con la loro miniaturizzazione e simmetrizzazióne
Questa struttura si pone da sfondo a una raffigurazione variamente composta, talvolta anche complessa ed di ispirazione orientale, formata da: figure umane isolate e non, animali, imbarcazioni, edifici e monti.
Con buona probabilità questa tipologia si diffonde dalla seconda metà del Seicento e si esaurisce nel primo decennio del Settecento.
Lo stile a tappezzeria e il calligrafico naturalistico fra loro si compenetrano, scambiandosi temi quali: le nuvole, gli insetti, i fiori di varia qualità e la vegetazione posta sulla roccia.
Ad animali risparmiati, I decori delle ceramiche liguri del Seicento
Questo stile si caratterizza dalla presenza di figure decorative la cui forma è data dal solo contorno, dei soggetti il cui aspetto è indirettamente realizzato nella tinta del fondo della ceramica e prende forma dal colore che le circonda.
I principali soggetti raffigurati sono degli animali, per lo più dei quadrupedi di incerta identificazione ma, questo non esclude la presenza di altri temi, per esempio delle varie forme vegetali.
Il decoro è di incerta derivazione orientale, può rimandare alla ceramica turca coeva prodotta nella città di İznik, decorata con la figurazione di animali in corsa oppure ai rari esempi, con simile decorazione, presenti nella porcellana cinese del XIV e XV secolo.
Nelle ceramiche liguri, questa tipologia decorativa è utilizza sino ai primi decenni del Settecento.
A decori figurati, I decori delle ceramiche liguri del Seicento
Le ceramiche liguri appartenenti a questa catalogazione presentano la raffigurazione di singoli personaggi o di scene a tema allegorico, biblico o mitologico, dove la decorazione figurata occupa parte o tutta la superficie della ceramica.
Gli albori di questo decoro si rintracciano in qualche pezzo con decorazione in stile calligrafico naturalistico, per poi divenire una prassi usuale nelle ceramiche a tappezzeria.
Si può ipotizzare che, in Liguria, un decoro dove la raffigurazione figurata occupa l’intera superficie della ceramica risalga alla prima metà del Seicento.
Nel Seicento e nei primi decenni del Settecento sulle ceramiche si individuano dei soggetti frequenti. Questi provengono dalla mitologia e raffigurano: varie divinità, ninfe, satiri e dei soggetti fantastici che spesso si affiancano a figure maschili che indossano vesti militari di foggia antica. Lo sfondo è un paesaggio montuoso con edifici in secondo piano.
A queste raffigurazioni si accompagnano: scene bibliche, stemmi nobiliari sorretti da puttini in volo, immagini devozionali, episodi tratti dalla Gerusalemme liberata, scene di guerra, soggetti in abiti seicenteschi e una grande varietà di putti.
Molte delle scene che troviamo raffigurate sono copiate fedelmente da incisioni. Altre provengono da particolari individuati ed estratti da fogli grafici, riproposti al di fuori del contesto originario. Altre ancora sono composte liberamente, attingendo con libertà da svariate fonti.

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