Informazioni complete
BAJ ENRICO – Patafisica La scienza delle soluzioni immaginarie.
BAJ ENRICO – Patafisica La scienza delle soluzioni immaginarie.
AUTORE: Enrico Baj.
TITOLO: Patafisica.
SOTTOTITOLO: La scienza delle soluzioni immaginarie.
COAUTORI: Traduzione dal francese di Anna Orsini e Laura Castiglioni.
EDITORE: Bompiani.
LUOGO DI STAMPA: Milano.
ANNO DI STAMPA: 1982.
CARATTERISTICHE: Edizione originale.
FORMATO: in 8°. (24,5 x 17,0 cm).
PAGINE: 266,(6).
ILLUSTRAZIONI: 16 tavole fuori testo a colori. Numerose illustrazioni in nero nel testo e nella pagina. Illustrazioni in bianco e nero.
LEGATURA: Rilegatura editoriale. Copertina anteriore impressa in oro con spirale. Dorso impresso in oro. Sovraccoperta figurata a colori.
DESCRIZIONE:
Enrico Baj. Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, Varese 16 giugno 2003. Pittore, scultore e saggista.
La Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie. Inventata Alfred Jarry. Questa visione trova in Enrico Baj un fervido seguace. Tanto che Jean Clarence Lambert definisce Baj come patapittore.
Baj introduce la Patafisica nel suo mondo artistico. Issandola a vessillo contro le contraddizioni della società.
L’ironia e il paradosso propri della Patafisica diventano lo scudo protettivo verso le costrizioni del mondo.
Uno strumento privo di razionalità. Traboccante di immaginazione. Il metodo di soluzione per qualunque problema scientifico.
Con la Patafisica Enrico Baj stigmatizza l’abuso tecnologico e il mito della velocità.
Enrico Baj ha sempre avuto interesse per la scrittura. Collabora con letterati italiani e stranieri. Pubblica su quotidiani e riviste.
Scrive e stampa numerosi libri:.
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Autodamé. Cappelli. 1980.
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Patafisica. Bompiani. 1982.
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Automitobiografia. 1983.
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Impariamo la pittura. Rizzoli. 1985.
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Cose, fatti, persone. Eleuthera. 1988.
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Fantasia e realtà. Idee mode e personaggi nelle conversazioni fra due pittori. In collaborazione con Renato Guttuso. Rizzoli. 1987.
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Ecologia dell’Arte. Rizzoli. 1990.
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Cosa dell’altro mondo. Eleuthera. 1990.
L’idea stessa di progresso è aberrante. Progresso, progredire sono termini di moto: un moto non calcolabile né misurabile.
Non è chiaro quindi perché l’uomo abbia sposato così saldamente questo fanatismo del progresso. Sino alla massima mussoliniana:. Indietro non si torna.
Certo l’idea del comfort, o quella di prolungare la vita mediante nuovi farmaci, sono allettanti. Perché corrispondono alla speranza di eliminare la fatica e di allontanare nel tempo la morte.
A queste seduzioni aggiungo che l’uomo è un prodotto anomalo della natura. É una devianza che proprio la natura da cui trae origine e nutrimento, vuole distruggere.
L’uomo, Marinetti docet, è un essere estremamente aggressivo. Egli pratica comunemente l’aggressione intraspecifica anche nel gioco. Vedi calcio E pugilato. Nella festa, Vedi carnevale) e c. Conseguentemente per lui e non per i lupi è coniata la massima homo homini lupus.
Tratto dal testo di Enrico Baj. MANIFESTO DEL FUTURISMO STATICO.[Roma]. [Grafica dei Greci Editore]. MCMLXXXXI. [1991].
Dal brano estratto si palesa lo scopo dello scritto. Il contestare l’abuso tecnologico e il mito della velocità. A questo fine Enrico Baj crea Epater le robot (1983). Manifesto del futurismo statico (1983-86) e I manichini (1984-87). Delle figure senza volto.Spersonalizzate. Con richiami al manierismo e alla metafisica e non più realizzate con la tecnica del collage.
STATO DI CONSERVAZIONE: Manca il triangolo del prezzo. Margini delle pagine leggermente ingialliti.
BAJ ENRICO – Nixon Parade I Acquaforte originale.
BONITO OLIVA ACHILLE – Lo scorrevole.
PISTOLETTO MICHELANGELO – Le ultime parole famose.
ANCESCHI LUCIANO – Mario Sironi.
DE MICHELI MARIO – Luciano Minguzzi al Castello Sforzesco.
CHIARA PIERO – Le cinque lettere della monaca portoghese.
9 esempi in 10 note Catalogo do 19 libri d’artista.
