Informazioni complete
CHIARA PIERO – Pontili e imbarcaderi del Lago Maggiore.
CHIARA PIERO – Pontili e imbarcaderi del Lago Maggiore.
AUTORE: Piero Chiara.
TITOLO: Pontili e imbarcaderi del Lago Maggiore.
SOTTOTITOLO: Incisioni a bulino di Carlo Rapp.
COAUTORI: –
EDITORE: Luigi Maestri.
LUOGO DI STAMPA: Milano.
ANNO DI STAMPA: 1983.
CARATTERISTICHE: Libro figurato con fogli di grafica originale di Carlo Rapp. Edizione numerata in 99 copie.
FORMATO: in 16° grande. ( 21,5 x 14,8 cm ).
PAGINE: 23, (5).
ILLUSTRAZIONI: (6) incisioni originali rimontate. numerate e firmate. Poste entro dei fogli chiusi. Visibili per mezzo di una finestra editoriale.
LEGATURA: Mezzo nacron editoriale di color blu. Piatti in carta di color azzuro. Al dorso in oro autore e titolo. Guardie anteriori e posteriori bianche.
DESCRIZIONE: pp. 23 doppie chiuse. (5) doppie chiuse di cui (4) bianche e una di colophon. Carta con barbe.
Piero Chiara. Nato a Luino nel 1913. Morto a Varese nel 1986. Scrittore, saggista e critico letterario, narratore e attore.
Carlo Rapp. Verbania, Intra 1932 – 2021. Pittore, scultore e incisore.
Ferrovia dell’alta Italia Navigazione a vapore sul Lago Maggiore Tariffa per le corse speciali.
AA.VV. – Il giubileo parrocchiale del canonico Giuseppe Guerrini. Arciprete di Oggebbio.
AA.VV. – Intra e il suo congresso eucaristico.
BOSIO GIOVANNI – Storia antica e moderna del Lago Maggiore.
CAVALLI ANDREA – Le benedizioni del San Dazio. Nostalgie di Pallanza.
DA LUINO SILVIO – Il buon centauro. Poesie.
SQUASSONI EUGENIO – Preludi a grappolo.
VIANI AGOSTINO – Pallanza antica e Pallanza nuova.
ZAMMARETTI AQUILINO – Nel centenario della fondazione del monastero delle orsoline in Cannobio.
Incisione originale:.
Cannobio Veduta di Canobio sulla riva destra del Lago Maggiore.
LANDINI DOMENICO – Veduta dell’Isola Bella sul Lago Maggiore.
CHIARA PIERO – Pontili e imbarcaderi del Lago Maggiore è un libro impresso da Luigi Maestri.
Addio a Luigi Maestri, un torcoliere nell’era di Internet.
Testo scritto da Armando Torno, Tratto dal Corriere della Sera. Del 5 giugno 2001. a pagina 35.
E’ morto domenica scorsa l’ uomo che continuò a stampare, foglio per foglio, con la stessa tecnica di Gutenberg, i grandi della letteratura.
Addio a Luigi Maestri, un torcoliere nell’era di Internet.
Chi era Luigi Maestri? .
A questa domanda è possibile rispondere in tanti modi, dipende da quello in cui credete.
Se pensate che i libri siano il riflesso della civiltà che li produce, Allora Maestri è stato un grande personaggio. Perché in un eccesso d’amore per la loro fattura, si mise a stamparli con un torchio a mano, Foglio dopo foglio.
Se, al contrario, ritenete i libri una merce come tante altre, magari ingombrante o sorpassata. Allora Maestri fu uno stravagante inattuale che si ostinò a fare l’artigiano nell’era del computer.
Infine, se siete di quelli che credono ancora nello stile e nell’eleganza, e pensate che nei libri ci sia un’anima. Allora Maestri è il vostro modello.
Già, Maestri. Classe 1919. Due baffetti affabili. L’ eterna sigaretta in bocca. Un foglio che non si staccava mai dalle mani e una battuta sempre pronta. Contro quelli che «con i loro conti hanno rovinato la cultura».
Poteva permetterselo.
Conosceva Raffaele Mattioli. Per lui stampò anche dei bilanci bancari al torchio. Con la stessa cura con cui riproponeva le Profezie di Gioacchino da Fiore.
Aveva una laurea in economia. Conquistata in Bocconi per far piacere a suo padre, altro tipografo che teneva bottega in via Solferino, a Milano.
Lui, invece, la aprì in via Brera, al 9.
Poi chiuse la sua avventura di stampatore, portandosi appresso il torchio Stanhope del 1807, nel chiostro di piazza del Carmine.
Gli ultimi anni li passò a Bresso e poi a Sirmione, dove è morto domenica scorsa.
Un vero sacerdote dell’arte tipografica che parlava di equilibri, corpi, carte, spazi; che riteneva diversa una stessa opera a seconda di com’era stampata.
«Bodoni – mi disse un giorno – diventò matto per l’Aminta del Tasso. Provò e riprovò, poi decise di coniare appositamente dei caratteri per poter meglio agevolare l’ ingresso dell’anima del lettore nella favola».
Con simili modelli stampò libri, sempre, ostinatamente. Tra cui alcune chicche di Dino Buzzati. Angelo Romanò. Guido Ballo. Domenico Cantatore. Fausto Melotti. Alberico Sala. Giuseppe Ungaretti e Andrea Zanzotto.
Accanto al suo torchio chi scrive ebbe la fortuna di incontrare Piero Chiara. Era lì per un’opera in 99 esemplari: Pontili e imbarcaderi del Lago Maggiore. Correva il 1983.
Ma ci si poteva anche imbattere in Lamberto Vitali, che aveva segretamente stampato delle poesie. Una raccolta testamento intitolata Come sabbie. O Emilio Tadini, che da Maestri, nel 1960, editò Tre poemetti. in 299 esemplari.
Né si limitò ai libri, Si dedicò anche alle riviste.
Tra di esse L’Esopo, per le edizioni Rovello, consacrata alla bibliofilia .
L’ ultimo grande lavoro decise di dedicarlo a Milano.
Ripropose, nel 1988, il Compendio delle stregonerie di frate Guaccio. Lo stregologo di Federico Borromeo.
Lo presentò nella sacrestia del Carmine. Ben sapendo che proprio lì quel singolare religioso esorcizzava gli indemoniati.
C’ era, tra i molti, Ernesto Calindri, che guardò l’ opera e abbracciò Maestri, suo amico da sempre.
Ora tocca a chi scrive ripetere idealmente quel gesto. Abbracciare un uomo che ha speso l’esistenza per far vivere almeno una pagina capace di testimoniare cosa mai siano eleganza e stile.
STATO DI CONSERVAZIONE: Perfetto.
La storia e la fabbricazione della carta
La filigrana le vergelle e i filoni della carta