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La filigrana le vergelle e i filoni della carta

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La filigrana le vergelle e i filoni della carta

Il foglio di carta è caratterizzato dalla filigrana dalle vergelle e dai filoni.

É originato dalla raccolta del pisto. Una poltiglia raffinata e omogenizzata composta di cenci posti a bagno nell’acqua.

Questa pasta umida è prelevata e assemblata per mezzo di un setaccio chiamato forma.

Strumento di ingombro rettangolare. Realizzato da un telaio di legno. Per la produzione del foglio doveva permettere il trattenimento di un sottile strato di pisto e lo scolo dell’acqua in eccesso.

I primi setacci realizzavano questa funzione con l’ausilio di giunchi e lamelle di canna. In seguito sostituiti da fili metallici. Assemblati a costituire una fitta rete.

I fili paralleli al lato più lungo della forma erano disposti in modo molto fitto.

I fili perpendicolari al lato più lungo e paralleli al lato più corto della forma avevano una collocazione meno ravvicinata.

Il foglio finito evidenzia in controluce questa struttura. Composta da vergelle e da filoni. Fra loro perpendicolari.

Le vergelle sono un folto assieme di corte linee chiare separate da corte linee scure.

I filoni appaiono come lunghe linee chiare isolate. Fra loro sono paralleli.

 

I mastri cartai attivi a Fabriano introdussero l’uso della filigrana.

Un simbolo o un disegno presente su ogni foglio prodotto. Nato per apporre un proprio marchio. Distintivo della carta fabbricata. Questa innovazione avvenne verso la fine del Duecento.

La filigrana era posta all’interno della forma. Realizzata con del filo metallico piegato a raffigurare l’immagine scelta. Imprimeva nella carta una impronta chiara.

Era collocata al centro della metà di destra o di sinistra della forma. Nel lato opposto e nella stessa posizione poteva essere collocata la contromarca. Formata dalla data o dal nome.

Le dimensioni della forma e di conseguenza del foglio di carta prodotto variavano in ogni cartiera.

Questi fogli erano destinati alla realizzazione di libri e di stampe.

Nei libri antichi la dimensione del volume dipendeva dal numero di piegature alle quali era sottoposto il foglio.

Il formato di un libro antico in-folio prevedeva che il foglio impresso fosse suddiviso in due parti. Ripiegato parallelamente al lato più corto creava quattro pagine. La filigrana era presente in una sola parte.

Il formato in quarto voleva la divisione del foglio in quattro parti. Realizzate con tre pieghe. Su due dei quattro fogli era presente metà filigrana.

I formati successivi si ottenevano aggiungendo una piega al foglio. Alla base del raddoppio del numero di pagine disponibili.

Un formato scarsamente usato è quello in 1°. Anche chiamato atlantico o in plano. Il libro chiuso si presenta con una altezza superiore ai cinquanta centimetri. Prevede l’uso del foglio non piegato. Il volume non è composto da fascicoli ma da singoli fogli non piegati e cuciti. Se il lato corto è usato per base. La filigrana si trova al centro della metà superiore o inferiore della pagina. I filoni si presentano orizzontali.

La nascita della stampa a caratteri mobili non sarebbe potuta avvenire senza il supporto dato dalla carta.

 

La storia e la fabbricazione della carta

La carta e la stampa dei libri antichi

Appunti di un bibliofilo

Nell’immagine: La filigrana presente nella carta dell’edizione de LE AVVENTURE DI PINOCCHIO Illustrate con 309 xilografie di Sigfrido Bartolini