La carta e la stampa dei libri antichi.
La carta e la stampa dei libri antichi si sostengono a vicenda per secoli. Tutti i libri antichi di cui disponiamo sono scaturiti da questa alleanza.
La nascita della stampa a caratteri mobili non sarebbe potuta avvenire senza il sostegno dato dalla carta.
A metà del Quattrocento vi era sul mercato una grande quantità di carta. Presupposto per l’affermazione e la diffusione della stampa in Europa.
L’antico metodo di fabbricazione della carta richiedeva l’uso di stracci di canapa o di lino e in quantità minore di cotone.
A partire dal tardo Medioevo i cenciai raccoglievano pezze di tessuto. Le commercializzavano dopo averle pulite e suddivise per materiale e colore. Questi stracci erano la partenza per trarre la cellulosa.
A seguito di questa situazione l’attività degli straccivendoli divenne sempre più redditizia.
L’incessante lavoro di raccolta cominciò ad avere sempre maggiori difficoltà nel reperire i tessuti di color bianco. Materia privilegiata per la realizzazione della carta.
Questa mancanza iniziò a manifestarsi dalla fine del XVII secolo.
L’assenza di cenci di color bianco è arginata sbiancando i tessuti colorati. Operazione che avveniva con l’uso della calce e il successivo camuffamento con l’impiego del gesso.
Di fronte a questa situazione di penuria di materia prima di qualità i cartai effettuarono la scelta di mantenere costante la quantità di carta prodotta. La conseguenza fu la comparsa nel mercato di una carta di minore qualità.
Nel 1231 l’imperatore Federico II proibì l’uso della carta negli atti pubblici. Imponendo per tali scritti l’uso della pergamena. Questo per rimediare alla deperibilità della materia. Indebolimento dovuto all’uso durante la fabbricazione di un collante di origine vegetale. Facilmente attaccabile da microorganismi.
Questo divieto fece abbandonare l’attività di fabbricazione della carta a molti produttori.
In questa situazione la città di Fabriano seppe affermarsi nella produzione cartaria.
Favorita dal venir meno della concorrenza dei mastri cartai che avevano chiuso.
A questa fortunata situazione si unirono tre fondamentali innovazioni tecniche applicate al processo produttivo.
La pila idraulica a magli multipli.
Mossa dall’uso delle acque correnti del fiume Giano.
A sostituzione della macina e del mortaio per pestare gli stracci.
La nuova tecnologia permise una riduzione dei tempi di triturazione dei cenci e un notevole incremento produttivo.
L’introduzione per il collaggio con colla di carniccio animale.
A sostituzione di quella vegetale.
Eliminando i problemi di durata dovuti all’azione dei microorganismi.
Migliorando la resistenza ai liquidi e la lisciatura del foglio. Ottenendo una carta più scrivibile.
La nascita della filigrana.
Un marchio visibile in controluce che indicava il produttore.
Questi progressi imposero la carta al posto della pergamena. Divenuta più costosa e scarsamente disponibile rispetto alla carta.
La carta della Bibbia a 42 linee impressa a Magonza da Gutenberg era di canapa. Prodotta seguendo i metodi di fabbricazione in uso a Fabriano.
A metà del Trecento la fabbricazione della carta da Fabriano si era già estesa lungo il fiume Giano e nelle vallate adiacenti.
La storia e la fabbricazione della carta
La filigrana le vergelle e i filoni della carta
Nell’immagine. Impression Librorvm. Potest ut una vox capi aure plurima: Linunt ita una scripta mille paginas. Incisione originale. Disegnata da Jan van der Straet detto lo Stradano . Incisa da Philip Galle nel 1588 ad Anversa.