Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli
Fra i libri antichi gli incunaboli sono nel passato e nel presente i volumi più desiderati.
La necessità di un repertorio degli incunaboli scaturisce da questo interesse.
Attrattiva presente con diverse motivazioni sia in tempi antichi che in quelli attuali.
Il primo repertorio di incunaboli fu opera di Cornelius o Cornelis van Beughem. Intitolato Incunabula typographiae sive Catalogus.
La prima edizione è edita ad Amsterdam. Da Joannem Wolters nel 1688. In 12esimo. Pagine (XIII) 191 (III).
Stampato in un formato tascabile. Elenca più di 3000 incunaboli.
Fornendo un catalogo stilato in ordine alfabetico per autore seguito dal titolo completo.
L’elenco suddivide le diverse edizioni per data e luogo di stampa.
A volte indica i nomi degli editori e dei traduttori e le dimensioni.
Alla fine nelle appendici si registrano le edizioni anonime e quelle con data incerta.
In questa opera si trovano elencate delle opere di cui si hanno ben poche informazioni.
La novità rispetto alle bibliografie coeve fu la redazione dell’elenco per autore e titolo.
Differenziandosi dall’uso all’epoca che prevedeva la classificazione per argomento. Caratteristica che rende la lista redatta in uno stile che possiamo assimilare a quello attuale.
Il lavoro comprende oltre il dieci per cento degli incunaboli al giorno d’oggi conosciuti.
Cornelius o Cornelis van Beughem nasce attorno al 1635/39. Muore dopo il 1710.
Lavorò come libraio per Jansson ad Amsterdam.
Aprì il proprio negozio a Emmerich am Rhein.
Fu senza dubbio il più importante bibliografo del XVII secolo (Breslauer & Folter).
Fornì ai suoi contemporanei una serie di bibliografie di eccezionale utilità, complete, accurate e compilate in modo intelligente“(Besterman).
Beughem può essere a ragione considerato il precursore dei librai bibliografi del 19 ° secolo. Anche se i suoi colleghi si mostrano critici dei suoi sforzi pionieristici.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occupa della catalogazione e valorizzazione dei libri antichi a stampa prodotti dalle origini della stampa al 1500.
Possiede 1620 edizioni del XV secolo. Fra questi alcuni volumi sono esemplari unici in Italia.
Un repertorio degli incunaboli conservati in Italia è curato dal Centro nazionale d’informazioni bibliografiche.
È intitolato Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d’Italia.Pubblicata a Roma. Dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato. Dal 1943 al 1981.
L’opera è composta da sei volumi. Di cui cinque di catalogo e uno di di Aggiunte, correzioni, indici.
I cinque volumi di elenco sono così suddivisi: Volume I dalla lettera A alla B. Vol. II: C-F. Vol. III: G-L. Vol. IV: M-R. Vol. V: S-Z.
Tutti illustrati da tavole in bianco e nero in parte ripiegate.
L’opera si completa col Nuove giunte e correzioni al Indice generale degli incunaboli edito a Firenze. Dedita da Sansoni antiquariato. Stampata nel 1963.
I libri antichi e i libri rari