ZANELLA GIACOMO – Edvige Racconto

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Firenze G. Barbera editore 1881

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ZANELLA GIACOMO - Edvige Racconto

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ZANELLA GIACOMO – Edvige Racconto.

ZANELLA GIACOMO – Edvige Racconto.

 

AUTORE: Giacomo Zanella.

TITOLO: Edvige.

SOTTOTITOLO: Racconto.

COAUTORI: –

EDITORE: Gasparo Barbera editore.

LUOGO DI STAMPA: Firenze.

ANNO DI STAMPA: 1881.

CARATTERISTICHE: Edizione originale. Storia locale Veneto Vicenza.

FORMATO: in 8°. ( 23,2 x 15,2 cm ).

PAGINE: 46.

ILLUSTRAZIONI: Nessuna.

LEGATURA: Brossura editoriale impressa.

DESCRIZIONE:

Giacomo Zanella,. Chiampo,. Vicenza 9 settembre 1820 – Cavazzale di Monticello Conte Otto,. Vicenza 17 maggio 1888. Presbitero. Poeta, scrittore, traduttore e saggista.

STATO DI CONSERVAZIONE: Lacune al dorso. Ossidazioni.

 

Altre opere di Giacomo Zanella:.

ZANELLA GIACOMO. L’emigrazione dè contadini.

BURNS ROBERT. La Notte del sabato del contadino. Versione dallo scozzese di Giacomo Zanella.

HENRY. WADSWORTH. LONGFELLOW.  Evangelina. Traduzione di Giacomo Zanella.

ZANELLA. GIACOMO. Nuove poesie.

 

Opere sull’Emigrazione italiana:.

ROSSI ADOLFO. Un italiano in America.

VILLARI ROSARIO. Gli Stati. Uniti d’America e l’emigrazione italiana.

 

L’Astichello è il titolo di una raccolta comprendente 94 sonetti. Composti tra il 1880 e il 1887. Lo scritto è intitolato con il nome del fiume omonimo.

Giacomo Zanella viveva in una villetta di stile neoclassico situata nelle vicinanze dell’Astichello. Una abitazione da lui fatta costruire immersa nel verde e nella quieta campagna vicentina.

La poesia l’Astichello segna il culmine dell’esperienza poetica di Giacomo Zanella. L’espressione più compiuta del suo ideale poetico.

Scritta quando aveva sessantenne anni. Dopo aver lasciato sia l’insegnamento che la città. Due realtà che gli avevano causato angoscia e amarezza.

Dall’incipit del libro. Astichello di. Giacomo Zanella:. ZANELLA GIACOMO – Edvige Racconto.

Una villetta fabbricai, che appena
Quindici metri si dilata in fronte,
Ricca, più che di suol, d’aria serena
E di largo, poetico orizzonte.

Quinci dell’Alpi la nevosa schiena
Che vien di monte degradando in monte;
Quindi il cheto Astichel d’argentea vena,
E tinto in rosso sovra l’acque il ponte.

Datur hora quieti in bronzo impresso
Sta sul frontone. È di Virgilio il verso
Là nell’Eneide, ove dal Sonno oppresso

Palinuro ne mostra in mar sommerso.
Naufrago anch’io del mondo e di me stesso
Possa qui ber l’obblio dell’universo!