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I calchi in gesso della Quadriga briosa modellati da Davide Calandra

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I calchi in gesso della Quadriga briosa modellati da Davide Calandra.

Gli antichi calchi di gesso sono difficilmente visibili. Sono di solito custoditi dagli artisti nei loro studi. Molti per uso o incuria sono andati distrutti o persi.

Una delle poche possibilità di visione diretta di questi manufatti è data da una visita alla Gipsoteca Davide Calandra a Savigliano. Un comune in provincia di Cuneo.

Il museo raccoglie le sculture di gesso realizzate da Davide Calandra. Con queste documenta l’attività dell’artista. La loro esposizione permette di conoscere  qual’è il punto di partenza di ogni suo lavoro finito. Studi alla base della realizzazione delle opere finali in marmo e bronzo.

Le gipsoteche sono istituzioni museali non comuni. Sono destinate e allestite solo ai maggiori scultori. In questo modo l’artista da continuità al suo studio. Permettono al visitatore di conoscere la parte più privata dell’opera dello scultore.

La collezione Saviglianese espone i due modelli originali raffiguranti il fronte e il retro della Quadriga briosa. Una moneta da Lire 5. Coniata dalla zecca di Stato nell’anno 1914. Fusa in argento e prodotta in circa 272.000 pezzi. Incisa da Attilio Silvio Motti.

L’opera è modellata dallo scultore torinese a seguito del desiderio da parte dello Stato Sabaudo di rinnovamento delle monete in circolazione nel Regno d’Italia.

I modelli originali sono di grandi dimensioni. Quello per il recto ritrae il profilo del re Vittorio Emanuele III in uniforme. Il verso raffigura la Minerva alla guida di una quadriga con in mano un ramo d’ulivo.

Hanno un diametro superiore ai 50 cm. Si presentano con due diverse patinature. Una nera. L’altra sul nocciola chiaro.

Sono esposti a fianco di due stampi e di due calchi che li riproducono in dimensioni di molto minori.

Al momento non è conosciuta la ragione del realizzo di questi stampi . Non si ha notizia di quanti calchi sono stati  prodotti. Non si è a conoscienza da chi siano stati realizzati e a chi erano destinati.

 

La tecnica artistica del calco in gesso

Nell’immagine. Calco in gesso della Quadriga briosa modellato da Davide Calandra. Il recto ritrae il profilo del re Vittorio Emanuele III in uniforme.

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La tecnica artistica del calco in gesso

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La tecnica artistica del calco in gesso è molto antica. Era già ben padroneggiata nell’antica Roma.

 

L’applicazione di questo metodo permette di duplicare una statua, un busto, una testa, un rilievo e un fregio.

La realizzando di una copia fedele avviene rivestendo l’originale con una sostanza protettiva. Ponendolo entro un contenitore di adeguate dimensioni e colando del gesso fino a ricoprirlo interamente. Dopo che il gesso si è solidificato, al suo interno si è ottenuta una forma negativa dell’originale.

Per ogni  successiva colatura all’interno della forma si ottiene una perfetta copia dell’originale.

Questi calchi sono dei positivi del modello originale. Delle duplicazioni realizzate in vari materiali. Come la ceramica, il gesso, lo stucco  o la cera.

 

La terminologia di questa semplice tecnica artistica del calco in gesso è molto più variegata. Si parla di Modello. Forma. Calco. Stampo.

 

Il Modello è un soggetto tridimensionale.

È l’opera d’arte originale sulla quale si realizza la Forma. È in contemporanea la matrice e indirettamente il primo calco ricavato dalla forma.

La Forma è il calco in negativo del modello. È lo stampo usato per la produzione delle successive copie del modello.

Il lavoro sul modello per realizzare la forma è detto formatura.

Il Calco è l’impronta in negativo lasciata dal Modello. Il termine ha un duplice uso. Indica sia la forma che il prodotto che ottiene. Quest’ultimo chiamato copia.

La copia è il calco in positivo ricavato da una forma.

I termini: Calco, Stampo e Forma fra loro si confondono e indentificano.

Sono identificabili senza ambiguità solo quando riferiti a un preciso momento nell’applicazione della tecnica.

Dal Rinascimento i calchi di gesso erano usati a scopo di studio. Acquisendo un fondamentale ruolo nella formazione degli studenti d’arte.

La loro copia permetteva all’artista l’apprendimento del disegno oppure del modellato.

La visione diretta di una replica dell’antico permetteva al allievo di apprezzare più compiutamente la bellezza del dettaglio. Di entrare in maniera più diretta con la mano dell’artista.

La copia permetteva di imparare, sperimentare e perfezionare la propria preparazione.

Nei giorni nostri i calchi non si realizzano più in gesso ma in silicone.

Questa gomma è un materiale più duttile e resistente. Caratteristiche che contrastano la fragilità e pesantezza del gesso. Rendendo lo stampo del modello molto più facilmente rimuovibile.

 

I calchi di gesso della Quadriga briosa modellati da Davide Calandra

Nell’immagine. Calco in gesso della Quadriga briosa modellato da Davide Calandra. Il verso raffigura la Minerva alla guida di una quadriga con in mano un ramo d’ulivo.