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Tabacco e tabacchiere

Tabacco e tabacchiere

Tabacco e tabacchiere.

Il tabacco e le tabacchiere sin dalla loro comparsa appartengono alla moda e al costume.

 

 

Il tabacco come argomento e le tabacchiere come oggetto sono da sempre il desiderio di agguerriti collezionisti e il tema preferito di loquaci intrattenitori.

Per i più, non è possibile ignorare il tabacco e tabacchiere. Il primo, con Bacco e Venere, è legato all’immaginario comune e le seconde, nel tempo, diventate un vero objets de vertu.

L’uso del tabacco e delle tabacchiere trova il suo periodo di maggior splendore nel Settecento. Un successo che copre l’intero secolo.

 

Questa fortuna accomuna gli abitanti di tutti i paesi dell’Europa. Per loro fiutare il tabacco, preso dalle tabacchiere, diviene una prassi comune. Un abitudine che riunisce sia gli uomini e sia le donne.

É in questo secolo che si afferma questa nuova moda che accomuna gli appartenenti a tutte le classi sociali e di ogni età.

La conseguenza di questa moda è la diffusione del tabacco e la nascita delle tabacchiere. Quest’ultime diventate un contenitore necessario per racchiudere e trasportare il tabacco.

 

Per tutto il Settecento, alla produzione francese di tabacchiere, è riconosciuto un assoluto primato. Questo avviene per la loro grande varietà e qualità. Tabacco e tabacchiere.

Le caratteristiche di queste realizzazioni francesi provocano, in qualunque osservatore, una incondizionata  ammirazione. Questa è alla base della loro affermazione e diffusione, conferendo, alla Francia, il primato per la tabacchiera.

 

Di questo prezioso oggetto scopriremo la storia, le caratteristiche e moltissime curiosità. Tabacco e tabacchiere.

 

 

Il primo passo è il dividere le tabacchiere in due categorie: la tabacchiera da tasca e la tabacchiera da tavolo.

Alla prima tipologia appartengono quelle con delle dimensioni compatibili con il palmo della mano. Tabacco e tabacchiere.

Dove il coperchio è fornito di cerniera. É questa una caratteristica che permette di facilitare la presa di tabacco.

Nella seconda troviamo quelle di grandi dimensioni. Tabacco e tabacchiere.

Con il coperchio completamente estraibile e dove questa copertura può presentarsi forata. Questi buchi hanno uno scopo pratico, quello di impedire l’eccessivo essiccamento della polvere di tabacco contenuta.

 

Le tabacchiere sono realizzate in tutta Europa. Possono essere prodotte da un semplice artigiano o da maestro orafo e decoratore. Tabacco e tabacchiere.

 

Si diversificano per il luogo di produzione, per i materiali utilizzati e per le tematiche decorative. Quest’ultime due peculiarità sono fortemente dipendenti dalla cultura artistica del luogo di fabbricazione.

Questa egemonia locale non esclude reciproche influenze. Tabacco e tabacchiere.

 

Le creazioni francesi influenzeranno le realizzazioni settecentesche dei produttori viennesi, scandinavi, russi e di quelli del primo Ottocento svizzeri.

Questa influenza esercitata della Francia è dovuta a due fattori:. Al trasferimento degli artisti parigini in località estere. Unito alla riconosciuta e indiscussa qualità della produzione realizzata in quel paese. 

Le tabacchiere italiane risentono della presenza sul suolo nazionale dell’opera dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze. Delle manifatture della porcellana di Doccia e Capodimonte e dei produttori romani di micro mosaico. Tabacco e tabacchiere.

 

Le tabacchiere tedesche sono caratterizzate dall’uso e dall’assemblaggio di tessere di pietre dure. Riunite da un reticolo realizzato in oro.

Dove su di una pietra di base sono aggiunte delle tessere scolpite. Fra quest’ultime le più particolari sono quelle la cui lavorazione imita i fiori e gli insetti.

Le tabacchiere inglesi e in parte quelle olandesi sono caratterizzate dalla tecnica dello sbalzo a forte rilievo. Tabacco e tabacchiere.

Per la realizzazione di questi manufatti non è inusuale l’impiego delle pietre dure.

Questo uso prevede la levigazione del minerale sino a portarlo ad un sottile piano regolare, in seguito, da impreziosire con bordure metallo. Privilegiata fra tutte le gemme semipreziose è l’agata.

 

Un ulteriore uso nelle tabacchiere delle pietre dure è nella realizzazione delle tabatière de châsse. Tabacco e tabacchiere.

Questa tecnica prevede l’impiego di minerali assemblati in composizioni di fantasia.

A questo tipo appartiene la tabacchiera della Gilbert Collection di Los Angeles. Tabacco e tabacchiere.

Dove sul coperchio troviamo una creazione che raffigura un cacciatore con un cane. Il soggetto è intagliato in un’agata di color miele. L’animale ha la testa mobile e montata in oro. Porta un collare con la scritta Fidèle et Sincère.

Rosette di diamanti contornano gli occhi del quadrupede, i bottoni della giacca del cacciatore e la superficie in corrispondenza alla cerniera di chiusura. Tabacco e tabacchiere.

 

 

I materiali più vari realizzano le tabacchiere.

Fra i più comuni troviamo: la Madreperla, la Conchiglia, la.  Pietra dura,  l’Avorio, la lacca applicata nel modo di Vernis Martin[1], la.  Porcellana e la Tartaruga con decorazione in piqué d’or.

Le più preziose sono realizzate in oro.

Con decorazione incisa, cesellata, smaltata e adornate di pietre preziose. Fra tutte gemme i brillanti sono impiegati con abbondanza. Tabacco e tabacchiere.

 

In Francia nascono le prime tabacchiere realizzate con oro a più colori. Tabacco e tabacchiere.

 

Il nobile metallo in lega con l’argento diviene di color verde. Con il rame rosso. Con il ferro blu e con il platino bianco.

 

Il decoro prevedeva l’uso contemporaneo di diverse sfumature di colore. Tutte saldate su un supporto, sul quale appaiono in rilievo. Così assemblate creano composizioni di delicata eleganza e straordinario effetto. Tabacco e tabacchiere.

 

L’orafo Louis Roucel[2] è il maestro indiscusso di questa lavorazione.

 

Un secondo esempio di uso dell’oro come colore è con la tecnica del piquè[3].

Dove il metallo diviene elemento decorativo. Da inserire su superfici di tartaruga scura o bionda. La stessa tecnica è impiegata anche usufruendo dell’argento. Tabacco e tabacchiere.

 

Le tabacchiere non erano realizzate solamente con l’utilizzo di materiali preziosi.

 

Ne esistono di più popolari, prodotte: in Cuoio sbalzato, in Corno e in Legno. Fra quest’ultime ve ne sono in bosso, laccate e in radica.

Altre sono in cartone, con decori per lo più di genere galante o caricaturale. Realizzato a pittura o più normalmente ritagliando e incollando le immagini. Tabacco e tabacchiere.

Tabacchiere erano realizzate con la buccia rivoltata, messa a forma ed essiccata del bergamotto, il Citrus bergamia. La scorza dell’agrume è ricca di olio essenziale, una caratteristica che rendeva per lungo tempo profumato il contenitore.

 

Tabacco e tabacchiere sono fra loro fortemente congiunti.

 

La tabacchiera non poteva esiste senza il diffondersi dell’uso del tabacco e dell’abitudine di fiutarlo.

Questo costume permette alla tabacchiera di diventare una accessorio di moda, da esibire in società. Con il compito di proteggere l’aroma del tabacco, conservandolo sfuso e sempre disponibile. Tabacco e tabacchiere.

 

Il tabacco arriva in Europa agli inizi del XVI secolo.

 

Giunge dall’America e si diffonde in Portogallo. Da lì in Spagna, poi in Francia, Inghilterra e Italia. Tabacco e tabacchiere.

Inizialmente è apprezzato per le sue proprietà terapeutiche.

 

Jean Nicot è l’ambasciatore di Francia in Portogallo. Nel 1561 invia il tabacco alla regina Caterina de’ Medici, da impiegare come farmaco contro l’emicrania. Tabacco e tabacchiere.

L’uso medicinale e la presenza di un personaggio reale sono i due punti di forza. Questi aprono le porte al tabacco nell’alta società. In quel periodo il tabacco è appellato:. Herbe CatherineÀ la ReineMédicéesÀ Nicot À l’ambassadeur. Tabacco e tabacchiere.

In Italia il tabacco arriva a Roma nel 1560. Quando il nunzio in Portogallo il cardinale Prospero di Santacroce[4] dona alcuni semi di tabacco a papa Pio IV.

 

In Inghilterra il tabacco arriva con l’ammiraglio e navigatore Francis Drake, importato direttamente dalla Virginia. Tabacco e tabacchiere.

Nel XVII secolo l’uso voluttuario del tabacco era così affermato tanto da essere sottoposto a delle limitazioni.

 

Nel 1635 Papa Urbano VIII proibì il consumo durante le cerimonie religiose.

 

Altre barriere sono poste da influenti figure. Tabacco e tabacchiere.

Per esempio:. Luigi XIV non aderì a questo costume, tanto da criticare chi, in sua presenza, ne faceva uso.

In questo periodo il tabacco era usato per fumare, per priser o alla presa, oppure per realizzare decotti e suffumigi.

 

Era commercializzato in carotte, dei piccoli blocchi, formati da foglie pressate. Tabacco e tabacchiere.

Per l’uso necessitava un rapes à tabac.

 

Una grattugia, di forma oblunga, realizzata in ferro e contenuta in un astuccio. Il suo uso permetteva di ridurre in polvere la carotte. 

Alcune volte ad una estremità del contenitore era presente un astuccio, con il compito di conservare il tabacco già grattugiato e pronto all’uso. Tabacco e tabacchiere.

I rapes à tabac potevano essere da tasca, con lunghezza massima dai 15 ai 20 cm. Oppure da tavolo, con ingombro superiore ai 20 cm.

Dopo il 1725 inizia la vendita del tabacco in polvere. 

 

Con la conseguente perdita di importanza del rapes à tabac e affermazione della tabacchiera. Tabacco e tabacchiere.

 

Le prime tabacchiere risalgono al XVII secolo. Sono prodotte in Francia e suddivisibili in tre tipologie.

 

La poire à priser o secouette.

Un contenitore dal corpo ovale, con stretto collo chiuso da un tappo. Costruito in legno o avorio. Tabacco e tabacchiere.

Sulla curva parete esterna presentano degli ornati a rilievo. Il meticoloso decoro poteva raffigurare dei gruppi di figure oppure degli ornamenti vegetali.

 

La soulier à la poulaine.

É una tabacchiera di forma allungata. Ricercata sia per la sua originalità che per la sua funzionalità, in quanto garantiva una sicura presa. Tabacco e tabacchiere.

In italiano soulier si traduce in scarpa e la tipologia prende il nome di scarpa alla poulaine. É questa una calzatura a forma di babbuccia. Dalla punta estremamente lunga, anche più di quella scarpa. Usata dalla nobiltà europea nel corso del XV secolo. Tabacco e tabacchiere.

 

La à puoce.

Di forma trapezoidale, con fianchi arrotondati. Inizialmente lo spazio interno era unico. Col tempo e più frequentemente dal XVIII secolo iniziò ad essere diviso in due scomparti. Ognuno con proprio coperchio. Destinati a due diversi tipi di tabacco.

 

Da queste tre varietà prende inizio la produzione francese del Settecento che presenta caratteri di grande varietà e si diffonderà ovunque. Tabacco e tabacchiere.

 

Molte sono le curiosità legate a questo oggetto.

 

Le tabacchiere diplomatiche[5]. Regalate e rivendute, a poco meno del prezzo di vendita, da chi le aveva cedute. Tabacco e tabacchiere.

 

Marengo[6] è il famoso cavallo da guerra di Napoleone I. Da un suo zoccolo si ricava una tabacchiera. Data in dono agli ufficiali delle guardie del generale Angerstein.

 

La tempera su tavola realizzata da Giovanni Bellini intitolata il Compianto sul Cristo morto è ceduta in cambio di una tabacchiera. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

 

 

 

Antica tabacchiera raffigurante Guglielmo 1° imperatore di Germania anche detto Wilhelm Friedrich Ludwig Deutscher Kaiser.

 

 

 

 

 

Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

 

 

Fermacarte di vetro Presse papiers en verre Glass paperweight.

 

 

 

 

 

Peltri raffigurati nei quadri e una breve storia del peltro. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

 

 

Note:.

 

[1]  La Vernis Martin è una vernice per laccatura. Inventata in Francia, nel XVIII secolo, dai fratelli Martin. Realizzata con coppale, mescolato a una tinta di base e con punteggiature in oro. Era applicata a strati sovrapposti. Lasciata seccare e dipinta da validi pittori. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

[2]  Louis Roucel è uno degli orafi più famosi del suo tempo. Attivo a Parigi, circa dal 1756 al 1784. La sua prima opera conosciuta è una scatola datata 29 juillet 1756 (29 luglio 1756). Cofirmata con Pierre André Jacquemin, gioielliere di Luigi XV, attivo dal 1751 al 1773 e probabilmente suo primo maestro d’arte. Nel 1759 Roucel collaborava con Jean Ducrollay, l’orafo fornitore della casa reale. Entrambi vivevano nella casa a Place Dauphine. Tabacco e tabacchiere.

Nel 1763 diviene maestro orafo e acquisisce il proprio marchio. Nel 1764 è nominato orfèvre du roi. Dal 1763 al 1776 fornì alla famiglia reale gioielli e scatole d’oro. La maggior parte delle scatole di Roucel sono tabatières à cage. La sua ultima opera conosciuta è datata 1777 – 79. Si ritira dall’attività prima della sua morte che avviene il 6 marzo 1787 a Puteaux, un villaggio ad ovest di Parigi. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

[3]  Il piquè è una tecnica nota anche in: Italia, Spagna, Germania, Olanda e Inghilterra. Ne esistono diversi tipi: Il piqué point quando la superficie è decorata con piccoli punti. Quando la superficie è decorata con fili di metallo interni a solchi realizzati con un bulino è un piqué coilé . Il piqué incruste quando la superficie è decorata con sagome. Il piqué brodè chiamato anche piqué posè, quando sullo stesso piano sono presenti contemporaneamente il piqué coilé e il piqué incruste. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

[4]  Prospero Publicola de Santa Croce, Roma, 24 settembre 1514 – Roma, 8 novembre 1589. Cardinale nominato da papa Pio IV. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

[5]  La tabacchiera diplomatica nasce nel XVII. Era di commissione reale. Destinata dal sovrano ai rappresentanti di altri Paesi. In genere realizzata in oro con brillanti. Recava il ritratto in miniatura dell’offerente. Diversa categoria è quella delle tabacchiere storico politiche che per forma e ornato ricordano fatti o personaggi storici. Tabacco e tabacchiere.

 

 

 

[6]  Marengo è il nome del cavallo che Napoleone Bonaparte cavalcò durante la vittoriosa battaglia che si svolse sul fiume Bormida. Una località ora nei pressi dell’attuale Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria. In quella località Napoleone Bonaparte sconfisse gli austriaci. Tabacco e tabacchiere.

Dopo Waterloo, il cavallo viene catturato e portato in Inghilterra. É il trofeo di guerra di Lord Petre, in seguito acquistato dal generale J.J. Angerstein.

Marengo morì di vecchiaia. Il suo scheletro è conservato alla National Army Museum di Londra.