Libri antichi – La Pergamena e la miniatura
Nei libri antichi l’uso della pergamena richiedeva una preziosa decorazione realizzata con la miniatura.
L’uso della pergamena come supporto per i testi manoscritti precede l’introduzione della carta e della stampa.
Sostituisce i rotoli in carta di papiro e anticipa il libro nella forma che oggi conosciamo.
Sui codici membranacei con il passare del tempo si è aggiunta la decorazione. Realizzata mediante l’apposizione della miniatura.
La pergamena è anche chiamata cartapecora o carta pecudina.
È prodotta partendo dalle pelli d’animale. Depilate, lisciate ed infine lasciate asciugare sotto tensione.
I principali animali sfruttati per questa produzione sono: il maiale, la pecora, la capra, il vitello, il montone e l’agnello.
La notizia più antica dell’uso della pergamena come supporto per la scrittura la fornisce Plinio il vecchio.
Appare nella sua Naturalis historia o Storia naturale.
Dalla lettura dell’opera si apprende della limitazione dell’esportazione del papiro dall’Egitto. Voluta dal faraone Tolomeo V.
Di conseguenza, il re di Pergamo Eumene II ribatté al blocco cambiando la base per la scrittura. Sostituendo i fogli realizzati in papiro con quelli prodotti con pelle animale.
La città di Pergamo fu il luogo dove questo elemento acquisì importanza. La località da cui deriva anche il nome di Pergamena. Un termine ancora in uso.
La cartapecora è un materiale usato come supporto alla scrittura fino al Trecento.
Utilizzo in seguito gradatamente soppiantato dalla carta.
Rimanendo impiegata solo come materiale per la legatura. Impiego ancora oggi in auge.
La Pergamena è un materiale coriaceo ed elastico.
Caratterizzata da una notevole resistenza e un degrado ridotto.
Prerogativa che permette la piegatura e la possibilità d’uso al fronte e al retro in contemporanea. Consentendo la realizzazione di codici membranacei. I primi manoscritti in forma di libri.
Il calligrafo era il compilatore del codice membranaceo.
Nel corso del tempo questi codici membranacei acquisirono delle decorazioni sempre più lussuose.
Realizzate con l’impiego dell’oro, dell’argento e della porpora.
Il testo era redatto con inchiostri di diversi colori.
La tinta rossa era impiegata per tracciare le lettere iniziali, per evidenziare i titoli, i capitoli e i paragrafi.
Prodotta usando il minio. Un minerale formato da ossido di piombo in varie gradazioni di colore. Dall’arancio al rosso vivo.
A partire dal XIV secolo al calligrafo si affiancò il pittore e il miniaturista.
Introducendo nei codici membranacei la miniatura. Delle illustrazioni di piccolo formato. Poste a figurare il contenuto del testo. Trasformando il manoscritto in opera d’arte.
La Bibbia di Borso d’Este alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena. La Grammatica del Donato il codice Trivulziano 2167. Il Breviario Grimaldi alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ben rappresentano gli apici di questa arte.
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