Peltri raffigurati nei quadri e una breve storia del peltro.
Peltri raffigurati nei quadri e una breve storia del peltro.
Il testo descrive i peltri raffigurati nei quadri dei pittori attivi in Lombardia dalla fine del. Cinquecento in poi e fornisce una breve storia del peltro.
La tavola imbandita raffigurata nell’Ultima Cena dipinta da Leonardo di ser Piero da Vinci è visibile a Milano. La pittura è realizzata ad affresco e collocata nel refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie.
Quando osserviamo l’opera vediamo il primo piano il lungo tavolo dove si svolge l’incontro. Questo è apparecchiato con una tovaglia di color bianco ricamata in color rosso.
Sul telo sono adagiati gli alimenti, i bicchieri di vetro colmi di vino e delle stoviglie raffigurate opache. Quest’ultime sono realizzate in peltro.
I Peltri in questo caso sono affrescati, non appaiono nei quadri ma, permettono la partenza per una succinta storia del peltro.
Nello scorcio del Quattrocento, in ambito lombardo, il peltro era un metallo di uso comune. Impiegato per la realizzazione di pezzi di vasellame da usare sulle tavole e nei lavori da effettuare in cucina.
Una consuetudine locale che non sfugge all’attenta osservazione di Leonardo. Un uomo sempre attento ad ogni dettaglio, diligente osservatore degli usi e costumi del luogo ove si trovava. Peltri quadri storia peltro.
In questo caso siamo nella città di Milano. Nella capitale del Ducato retto della nobile famiglia degli Sforza, all’epoca guidata da Ludovico Maria Sforza detto il Moro.
Sul finire del Cinquecento e nei primi anni del Seicento si assiste in pittura all’affermarsi della classificazione dei dipinti. Questa suddivisione è basata sul tema raffigurato. Peltri quadri storia peltro.
Questa innovazione è alla base della nascita dei generi, fra questi si afferma una categoria autonoma, quella della natura morta. Dove le tele si riempiono di raffigurazioni di soggetti inanimati.
Fra gli oggetti ne compaiono molti realizzati in metallo, parecchi fra questi sono prodotti in un materiale identificabile come peltro.
I peltri sono raffigurati nei quadri dipinti degli autori lombardi attivi dallo scorcio del. XVI secolo e si affermano in quelli del XVII secolo Peltri quadri storia peltro.
Li ritroviamo in pittori quali:.
Il milanese Giovan Ambrogio Figino Peltri quadri storia peltro.
Lui è l’autore del Piatto metallico con pesche e foglie di vite, un olio su tela di piccole dimensioni, misura 21 x 29 cm. Questo quadro è uno dei primi esempi di natura morta nella storia dell’arte italiana.
Fede Galizia è una pittrice milanese.
Figlia di un miniaturista, morta di peste a cinquantadue anni.
È l’autrice di una serie di nature morte, molte delle quali raffigurano della frutta composta su un’alzata in metallo. È questo un contenitore adagiato su un piano della figurazione, quest’ultima volutamente ingentilita dalla presenza di qualche raro fiore. Peltri quadri storia peltro.
Il cremonese Panfilo Nuvolone è un pittore attivo a Milano.
È l’autore della Natura morta di pesche e foglie di vite su piatto di peltro. Un olio su tavola di contenuta dimensione, misura, 22,0 x 30,7 cm. Venduto da Sotheby’s, a New York, il 29 gennaio 2015. Cessione avvenuta per la ragguardevole cifra di 269.000 dollari statunitensi.
Il bergamasco Evaristo Baschenis Peltri quadri storia peltro.
Lui è l’inventore di nature morte con la presenza di strumenti musicali. Questi raffigurati adagiati con eleganza su preziosi tappeti o posti fra drappi in pesante tessuto.
Nel quadro intitolato Cucina con rami e servente introduce sullo sfondo del dipinto una mensola, sulla quale sono appoggiati di bordo due piatti in peltro. Un terzo colmo di frutta è posto nelle vicinanze. In primissimo piano troviamo un tripudio di strumenti da cucina, per lo più realizzati in rame.
Giungendo nel XVIII secolo, troviamo la figura di Giacomo Antonio Melchiorre Ceruti detto il Pitocchetto Peltri quadri storia peltro.
Un altro pittore milanese autore di nature morte, delle opere dove non è infrequente la comparsa di vasellame in peltro.
Dalla sua tavolozza è fuoriuscito il dipinto tutto giocato sui toni del color marrone. L’opera raffigura un piano dove al centro è posato un piatto in peltro di forma rotonda. Contenente un salame tagliato, un pezzo di pane, varie noci e un coltello. Sullo sfondo una brocca in ceramica e un bicchiere in vetro. Peltri quadri storia peltro.
Un opera di grande abilità, ora conservata presso alla Pinacoteca di Brera, un dipinto dove troviamo una delle rare raffigurazioni pittoriche del salume.
Tutti questi peltri che ritroviamo raffigurati nei quadri ben illustrano la storia dell’uso quotidiano di questo materiale.
Sono tutti oggetti frutto di una antica tradizione, dei manufatti accomunati da una forma semplice. Peltri quadri storia peltro.
Frutto del lavoro di maestranze che lavoravano nell’Italia del Nord, di artigiani milanesi, bresciani, bergamaschi finanche veneziani.
Degli oggetti che ai nostri giorni sono visibili in molti musei etnografici o in collezioni private.
Cos’è il peltro e come si lavora? Peltri quadri storia peltro..
Il peltro è una lega dello stagno, un metallo morbido destinato a una durata breve.
Nei secoli scorsi era prassi comune il mangiare, il bere e l’utilizzo per usi domestici del vasellame realizzato in peltro.
Questi recipienti quando si logoravano erano rimpiazzati con altri simili ma, di produzione più recente Peltri quadri storia peltro..
Questa consuetudine ha reso difficile il reperimento di recipienti in peltro destinati alla mensa realizzati prima del Seicento.
La lavorazione del peltro in prevalenza avveniva e avviene inserendo il metallo fuso entro stampi.
Piatti e cucchiai erano ottenuti da uno stampo, composto da due elementi.
Per i boccali e i bricchi necessitavano di più matrici. Ognuna produceva una singola parte, queste in seguito sono saldate fra loro a formare il recipiente metallico. Peltri quadri storia peltro.
L’accurata rifinitura della parte inferiore avveniva con l’azione di una mola. Un più raffinato ritocco prevedeva la ripresa del metallo tornendolo seguendo una successione di ampi cerchi concentrici.
I piatti da mensa, i piatti da portata e i vassoi sono martellati lungo il cavetto, questo per aumentarne la durata.
Di seguito il testo sul peltro tratto dal libro Le tecniche artistiche, A cura di Corrado Maltese, Mursia, Milano, 1981 Peltri quadri storia peltro.
Il peltro è una lega composta di una percentuale di stagno variante dal 90 al 23%, con aggiunta di antimonio e rame. Oppure di antimonio, rame e bismuto. O ancora antimonio e piombo oppure antimonio, zinco e rame.
Lo stagno, pur non essendo molto diffuso sulla crosta terrestre, è conosciuto in epoche molto antiche..
Esso ha un piacevole colore bianco brillante, simile a quello dell’argento. Peltri quadri storia peltro
Inossidabile al contatto con l’aria. Inintaccabile dagli acidi deboli. Non è dannoso alla salute. Di qui il suo uso per il vasellame domestico.
Non è assolutamente utilizzabile allo stato puro per foggiarne oggetti, in quanto è talmente duttile da piegarsi alla minima pressione. Per questo, fin dall’inizio della sui utilizzo, richiede l’aggiunta di altri metalli, questo per raggiungere una giusta durezza. Peltri quadri storia peltro.
Da tutto questo risulta chiaro che i lavori in peltro risalgono a un’epoca in cui la metallurgia era già sufficientemente progredita.
Era usato dai fenici all’incirca nel 1200 a. C. Tuttavia non ci sono pervenuti esemplari antichi, in quanto la lega del peltro è molto tenera e gli oggetti sono sottoposti a una rapida usura. Peltri quadri storia peltro.
Il peltro, oltre che per i suppellettili domestici, compare nella produzione degli oggetti strettamente legati al culto.
Assai curiose e interessanti sono le fiaschette che servivano ai pellegrini per conservare le sante acque del Giordano al ritorno dalla Terra Santa.
Queste sono della grandezza di un orologio da tasca ed sono decorate con una immagine santa e caratteri dell’alfabeto greco. Ne sono sopravvissute pochissime, le più interessanti sono conservate dai Musei di Monza e di Bobbio. Peltri quadri storia peltro.
Durante il tardo Medioevo il peltro continuò ad essere usato soprattutto per le suppellettili ecclesiastiche e per il vasellame domestico destinato ai ceti elevati. In Germania, per le brocche delle corporazioni e dei consigli cittadini.
Soltanto a partire dal ‘500 il peltro conobbe una reale diffusione.
Al punto che intorno alla metà del ‘600 si può dire che tutti gli oggetti di uso domestico fossero fatti in peltro.
E’ del resto significativo che intorno alla metà del. Seicento l’uso generalizzato del peltro nei recipienti domestici coincida con l’elaborazione di forme particolarmente sobrie ed eleganti. Peltri quadri storia peltro.
Dopo la grande stagione del peltro rinascimentale e barocco sono soprattutto. Robert e James Adam a realizzare in peltro dei vasi slanciati, delle coppe classicheggianti e dei candelieri scanalati. Questo avvenne dopo il ritorno dalla vista degli scavi di Ercolano e Pompei.
Il migliorando delle leghe e dei processi di lavorazione ha facilitato la sua lavorazione.
Questo ha permesso, in tempi recenti, ai designer contemporanei di avvalersene per oggetti di linea semplificata e moderna. Dove la bellezza è affidata alla logica della forma. Ne è stupendo esempio il servizio da tè realizzato intorno al 1910 da F. L. Wright e esposto al Metropolitan Museum, New York. Peltri quadri storia peltro.
Fermacarte di vetro Presse papiers en verre Glass paperweight.