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Giappone – Yukio Mishima e gli ufo

MISHIMA YUKIO - Morte di mezza estate e altri racconti

Giappone – Yukio Mishima e gli ufo

Giappone – Yukio Mishima e gli ufo.

 

Yukio Mishima è lo pseudonimo di Kimitake Hiraoka. Scrittore di romanzi, drammaturgo, saggista, poeta e osservatore del cielo. Quest’ultima attività compiuta nella recondita speranza di vedere un ufo.

Mishima è uno dei pochi autori giapponesi contemporanei ad aver riscosso successo al di fuori del Giappone.

Fondatore del Tate no Kai. In lingua italiana la Società degli scudi.

Una milizia privata creata il 5 ottobre 1968. Composta da meno di cento uomini. Votata alla affermazione dei valori tradizionali giapponesi e alla venerazione dell’imperatore.

Il 25 novembre 1970 Mishima assieme a quattro membri della Tate no kai tentarono un colpo di stato.

Il rovesciamento del potere non ci fu. Un fallimento al quale Yukio Mishima reagì eseguendo il seppuku.

A questo suicidio rituale seguì quello di Masakatsu Morita. Anch’esso partecipe al tentativo di colpo di stato.

Morì pronunciando le parole: Non posso lasciare che il signor Mishima muoia da solo.

È autore di numerosi romanzi di successo e della traduzione in lingua giapponese del Le martyre de Saint Sébastien di Gabriele D’Annunzio.

Tra i suoi romanzi i più significativi troviamo: Sole e acciaio, Morte di mezza estate, Cinque nō moderni, Madame de Sade e Sete d’amore.

Yukio Mishima sovente manifesta il suo interesse per gli ufo.

Si associa alla JFSA. Acronimo della Japan Flying Saucer Research Association. Una associazione nata per ricercare e discutere di ufo.

Scrive più volte sull’argomento ufo e sul suo desiderio di vedere un’astronave aliena.

Sulla rivista della JFSA scrive un saggio sull’argomento.

Le prime righe parlano dell’estate come la stagione più propizia per l’avvistamento degli ufo. Delle continue serate passate con il binocolo fra le mani. A scrutare il cielo dal tetto del Hotel Atami. Della speranza di avvistare un veicolo extraterrestre. Della sfortuna di non riuscirci.

Come si legge in un altro suo articolo. Apprendiamo che questo suo desiderio è appagato il 23 maggio 1960. Quando assieme alla moglie vide nel cielo di Tokyo quello che poteva essere un ufo a forma di sigaro.

Sull’argomento scrive un romanzo. Dal titolo Utsukushii Hoshi. In italiano La stella meravigliosa.

Un’opera del 1962. Edita inizialmente a puntate. Sulle pagine della rivista letteraria Shinco. Stampata dell’omonima casa editrice giapponese.

All’improvviso vi fu silenzio. L’uomo sollevò lo sguardo al cielo. Un disco volante era sospeso obliquamente sui tetti delle basse case. Pareva un ovale dal bordo sottile. Stava perfettamente immobile. Poi cominciò a colorarsi d’arancione in quattro o cinque secondi. All’improvviso il disco volante vibrò. Divenne totalmente arancione e volò inclinato di circa 45° verso il cielo a sud-est. Con un’incredibile ed estrema velocità. In linea retta. In principio era parso grande come una luna piena. Quindi era rimpicciolito come un chicco di riso, e alla fine non si distingueva più dal colore del cielo.

Con queste parole Mishima descrive la visione dell’ufo da parte di Juichiro Osugi. Uno dei quattro componenti della famiglia Osugi. I protagonisti del romanzo.

Juichiro è protagonista di avvistamento e un successivo contatto che influenzeranno profondamente la vita dei quattro personaggi.

Una trama dove gli alieni rappresentano il bisogno dell’autore di investigare oltre il conosciuto.

 

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