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Angelo Campagnani Ceramica Ghirla
CAMPAGNANI ANGELO – Grande piatto in ceramica di Ghirla.
Piatto prodotto dalla manifattura ceramica di Ghirla, località sita in provincia di Varese, dipinto su tutta la superficie da Angelo Campagnani.
La scena raffigurata è ambientata all’aperto, sul finire dell’estate o all’inizio dell’autunno. Ed è incentrata sulla figura di una donna, con il capo coperto da un fazzoletto che raccoglie dei grappoli d’uva, deponendoli nella grande cesta che tiene infilata nel braccio.
Al bordo inferiore del soggetto la firma per esteso di Angelo Campagnani e la data di esecuzione, il 1963, Angelo Campagnani Ceramica Ghirla.
La tesa del piatto è ornata con l’alternarsi di foglie di vite e grappoli d’uva, fra queste un fitto intreccio di rami.
Tutta la decorazione è abilmente realizzata in color blu.
Angelo Campagnani nasce a Cugliate Fabiasco, un comune sito in provincia di Varese, nel 1912 e decede nel 1989. Pittore di professione, le sue opere ceramiche, quando firnate possono recare la firma per esteso o le sue iniziali: A C.
Il piatto al retro reca la scritta Ghirla Varese. Realizzata in caratteri maiuscoli e in colore blu, ha un diametro di circa 37 cm ed è privo di qualunque difetto e restauro.
La scelta del soggetto è giocata da un sottile equilibrio. Una dualità che in contemporanea attribuisce al raspo e ai numerosi acini sia un carattere profano sia il collegamento al cerimoniale e al divino.
Il primo è collettivo, è quello del momento di festa e divertimento. Il secondo è quello individuale che tocca la sfera spirituale.
L’atto di cogliere l’uva è uno dei gesti più antichi e naturali che l’uomo compie, porta alla mente la vendemmia e il vino. É uno dei momenti magici e fondamentali nel mondo della viticoltura. Dove la raccolta della materia prima colta a maturazione completata porta poi alla produzione del vino e al trionfo di Bacco, il Dio del vino.
Questo aspetto terreno convive con la sacralità dell’uva, un frutto che sin dai tempi remoti ha riconosciuto un carattere sovraumano.
La sacralità dell’uva, con la trasformazione del grappolo in vino, è la metafora della forza dello stesso spirito che si nasconde nella natura.
L’uva è alla base del primo miracolo compiuto da Gesù. Quando, durante un matrimonio che si svolse a Cana di Galilea, trasforma l’acqua in vino durante. Un episodio evangelico conosciuto come le Nozze di Cana




