Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile
Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari stampati in un formato tascabile.
Il testo delinea il clima culturale nel quale si svolse l’innovativo operato editoriale di Aldo Muzio. Stampatore a Venezia di libri in formato tascabile.
Il brano è tratto dal libro scritto da S. H. Steinberg intitolato “Cinque secoli di stampa”. Edito da Einaudi in varie edizioni.
L’importanza di Venezia come centro librario traspare dall’enorme numero di stamperie (circa 150) che vi svolgevano la loro attività verso le fine del secolo XV.
La qualità della produzione era però inversamente proporzionale alla quantità.
Erhard Rataolt è il migliore stampatore rimasto a Venezia dopo la morte di Jeuson. Fece ritornò nella nativa Augusta nel 1486. Il livello generale rimase basso. Una stamperia come quella del fiorentino Lucantonio Giunta é degna di nota solo per la sua brutta ma pretenziosa produzione di serie.
Ancor più fulgida splendette quindi la stella del più grande stampatore veneziani del Cinquecento Aldo Manuzio.
Come tutti gli altri stampatori di qualche importanza Aldo era uno straniero.
Nato nel 1450 circa a Bassiano. Sul limite settentrionale delle Paludi Pontine. Venne presto in contatto personale con Pico della Mirandola. Il brillante campione del platonismo fiorentino.
Da lui imparò ad amare la lingua e la lettura greche. Amore che doveva lasciare una traccia profonda nell’attività editoriale del giovane Aldo.
Due principi di Carpi erano nipoti di Pico e suoi ex allievi. A uno di essi egli dedicò la prima edizione della sua grammatica latina. Uscita il 9 marzo 1493.
Entrambi gli fornirono i capitali per la stamperia che egli aprì a Venezia nel 1490. Avendo come scopo ed interesse principale la pubblicazione di autori greci.
Il successo di queste edizioni incoraggiò Aldo ad applicare la sua erudizione e il suo senso degli affari a una nuova avventura. La produzione di testi latini.
In cui doveva distinguersi in modo particolare.
In quel tempo erano cresciute nuove generazioni di lettori.
Cui i grossi tomi dei libri liturgici e delle edizioni complete di antichi scrittori e padri della Chiesa interessavano poco: conoscenti e dilettanti.
Gentiluomini con molto tempo libero a disposizione che avevano penetrato il gusto e anche un po’ dell’erudizione degli umanisti. Maestri di scuola. preti. avvocati. dottori. I quali avendo superato i corsi universitari di litterae humaniores.
Volevano libri da poter portare in giro durante viaggi e passeggiate. Da leggere senza fretta davanti al caminetto. Il cui prezzo fosse fra l’altro accessibile alle possibilità finanziarie dei più poveri fra questi clienti potenziali.
Aldo Manuzio ebbe una di quelle idee geniali che distinguono il grande editore.
Decise di produrre una serie di testi. Allo stesso tempo di alto livello. raccolti in un numero di pagine relativamente piccolo. di formato maneggevole e a buon prezzo.
Per poter giungere al successo commerciale non gli fu solo necessario aumentare la tiratura di ogni edizione.
Aldo stampò mille copie. Invece delle normali cento, duecentocinquanta o al massimo cinquecento.
Dovette anche far stare quanto più testo possibile nel piccolo formato in sedicesimo scelto per queste sue edizioni tascabili.
Gli fu di molto aiuto in questo frangente il suo amore per i caratteri corsivi.
La serie corsiva di Francesco Griffo soddisfece le sue esigenze.
Nell’aprile 1501 uscivano le opere di Virgilio stampate con il corsivo di Griffo.
Da quella data Aldo pubblicò ogni mese per i cinque anni successivi una delle edizioni aldine di autori antichi.
All’insegna del delfino e dell’ancora. Marca considerata in tutta Europa sicura garanzia di testi eccellenti perchè erano curati da eminenti studiosi e di belle impeccabili edizioni. In commercio a un prezzo ragionevole.
Quale fosse la reputazione internazionale di Aldo Manuzio è dimostrato dalle numerose ristampe apocrife delle edizioni aldine.
Rivali senza scrupoli si diedero a pubblicare e a spacciare le loro edizioni come prodotti autentici della stamperia Manuzio.
Fra il 1501 e il 1526 gli stampatori di Lione ne pubblicarono non meno di 59.
Aiutati in questo da Francesco Griffo. Il quale incise per ditte lionesi parecchie serie di punzoni.
Il colophon In Venetia in impressoria Aldi Minutii apparve perfino sulla prima edizione delle Epistolae obscurorum virorum. Stampata in effetti a Hagenau in Alsazia da Heinrich Gran.
Considerando che in quei tempi vigeva un dilagante disinteresse nei riguardi del plagio, per usare un termine moderno. É perciò raro esempio d’onestà di studioso il riconoscimento da parte di Johannes Sturm. Il fondatore del Gymnasium di Strasburgo nel 1538, del suo debito verso Aldo.
A partire dal 1540 Sturm ristampò alcune edizioni aldine ad uso dei suoi studenti. Ne citò così la fonte:. Aldum per omne secuti sumus tum propter authoritatem viri tum propter Italorum observationes. Ovvero abbiamo seguito Aldo in tutto, sia per l’autorità dell’uomo sia per le annotazioni degli studiosi italiani.
Aldo Manuzio fu anche molto vicino a diventare il pioniere delle Bibbie poliglotte. Onore che doveva toccare al cardinale Ximenes, il promotore della Bibbia complutense[1]. Manuzio progettò nel 1497 o 1498 una Bibbia in ebraico, greco e latino. Per ignote ragioni il grande progetto è abbandonato. Rimane com testimonia un’unica pagina campione. Oggi alla Bibliothèque Nationale di Parigi.
La stamperia di Manuzio si mantenne onorevolmente in vita per oltre un secolo.
Morto Aldo nel 1515. Il suocero Andrea Asolano già proprietario dei torchi della stamperia appartenuta al defunto Nicolas Jenson. Fu il fedele amministratore in nome del nipote Paolo. Nato nel 1511. Gestione che durò fin quando questi non raggiunse la maggiore età.
Paolo studioso più che uomo d’affari. Accrebbe la fama goduta dalla stamperia con eccellenti edizioni. Specialmente quella di Cicerone.
Non seppe migliorarne o anche solo mantenerne stabile il successo commerciale.
Aldo il Giovane figlio di Paolo. Nel 1574 ereditò la ditta dopo la morte del padre.
Fu bravo filologo e cattivo uomo d’affari. Nel 1585 lasciò la guida della stamperia a un direttore. Attività che chiuse nel 1590. Quando è nominato capo della stamperia vaticana.
Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari Aldo Muzio è stampatore a Venezia I suoi libri sono consciuti con il nome di aldine
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[1] La Bibbia Poliglotta Complutense fu voluta e finanziata dal cardinale castigliano Francisco Jiménez de Cisneros. Arcivescovo di Toledo e primate di Spagna. Ė la prima edizione a stampa in più lingue dell’intera Bibbia. Edita in sei volumi. Finiti di stampare il 10 luglio 1517. É impressa in 600 copie. Al momento sono censiti 123 esemplari.
Nell’immagine l’insegna tipografica della bottega di Aldo Manuzio.