Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.
Il restauro procede con la lucidatura del ferro della tsuba.
La rimozione della ruggine rossa necessita di molto tempo ed è faticosa.
Non presenza alternative all’uso dell’osso, del corno o dell’avorio. Uniti alla pulizia periodica della polvere abrasa. Usando un panno umido.
Necessita il frequente controllo del lavoro.
La verifica deve essere effettuata alla luce naturale. In preferenza sotto la luce del sole.
Questo perché la luce artificiale tende a nascondere la ruggine.
Il troppo strofinare anche con l’ausilio di uno strumento della corretta durezza può rimuovere la patina.
Qui ci troviamo di fronte ad un nuovo dilemma.
Quando ci si deve fermare?
Lo scopo di questa operazione è quello di rimuovere qualsiasi corrosione attiva.
Non quello di rendere una tsuba antica simile a una nuova. Troppo splendente e luccicante.
Non si deve snaturare una tsuba d’epoca. Il fine è di ripristinare una nuova purezza delle superfici. Rispettosa della storia passata.
Esagerando nel distacco si ottiene una tsuba sempre antica ma priva patina.
Per evitare questo irreversibile danneggiamento.
L’intervento di pulitura non deve eccedere.
È necessario evitare la rimozione di ogni traccia di sedimento. In quanto mettendo in atto una simile progetto si snaturerà la tsuba in modo definitivo e radicale.
Facendo scomparire l’apprezzata peculiarità di una superficie solcata da un invecchiamento originale.
È corretto agire lungo il bordo il mimi e sull’hira della tsuba. Il primo è il bordo il secondo è il corpo.
Non è opportuno operare sulle le pareti interne del sukashi. Questa operazione è paragonabile alla lucidatura del nakago di una lama.
Rimossa tutta la ruggine che si ritiene necessaria conferiamo alla tsuba la necessaria brillantezza.
Anche questa operazione avviene per strofinio. Il mezzo è un panno in cotone. Nessun altro tessuto è da impiegare. Da escludere tassativamente la moquette e i panni sintetici. Questo perché possono lasciare una finitura grassa.
Questa operazione scurisce il colore nero della superficie. Donandogli una morbida lucentezza. Anche questa è un operazione che richiede molta lentezza. Da ripetere più volte in giorni diversi. Prolungandola per alcune settimane.
Se durante questa operazione ricompare della ruggine rossa è necessario ritornare al passo precedente. Ovvero riprendere a strofinare con l’abrasivo sui nuovi punti affiorati.
A lavoro finito conservare la tsuba in una apposita scatola in legno.
Le precauzioni.
Le scatole in legno per custodire le tsuba hanno il supporto dove incastrare la tsuba fermato da due piccoli chiodi. Può succede che durante il trasporto il supporto si stacchi. Lasciando i chiodi scoperti e la tsuba libera di muoversi entro il contenitore.
Con la sgradita conseguenza di procurare dei graffi alla tsuba.
Buona norma è trasportare l’elsa entro sacchetti in stoffa.
La tsuba va presa con due dita. Queste devono essere appoggiate solo per il bordo e trattenere la tsuba durante la visione. Con questa precauzione si eviteranno la formazione di punti di ruggine.
È un ottima prevenzione lo strofinare periodicamente e delicatamente le tsuba con un panno in cotone.
La disponibilità di tsuba autentiche presenti sul mercato è destinata a diminuire sempre più. Sono sopravvissute sino ai nostro giorni. Cerchiamo di conferire loro la giusta importanza. Evitando di sottoponendole a tragici interventi.
Il restauro cosa fare e cosa non fare.
Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.