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Antiquariato e arte giapponese Kottoya

Antiquariato e arte giapponese Kottoya

Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Acquistare e collezionare degli oggetti d’antiquariato giapponese significa arredare la propria dimora o arricchire la propria collezione di raffinate preziosità. Delle rarità frutto della bravura, della ricerca del dettaglio e della competenza di un artista giapponese. Questa acquisizione indica un amore per l’estetica di un paese che geograficamente si trova molto lontano dall’Italia e dall’Europa. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Una nazione, il Giappone, da sempre legata all’Italia. La prima relazione ufficiale fra i due paesi risale al 1585. Anno nel quale il gesuita Itō Sukemasu Mansho era a capo dell’ambasciata giapponese in Europa. Un viaggio che aveva come meta principale la città di Roma e il papa. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Spetterà al comandante Vittorio F. Arminijon la stipula delle prime relazioni diplomatiche con il Giappone. Siamo nel 1865, anno nel quale la pirocorvetta Magenta parte in missione diplomatica. Il 25 agosto 1866 è firmato il primo accordo di amicizia e commercio tra l’Italia e il Giappone. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Rimanere affascinati dall’arte giapponese non è difficile. Questa attrazione è immediata. Lo sanno bene artisti dell’importanza di Vincent van Gogh, Edgar Degas, Pierre Bonnard, Claude Monet e tantissimi altri. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Le prime forme d’arte giapponese che giungono in Europa sono le stampe giapponesi, le Ukiyoe. Queste arrivano in Olanda, imbarcate sulle navi della Compagnia delle Indie.a.

 

Il loro fascino e il conseguente interesse dimostrato da moltissimi artisti europei risiedeva nella loro rappresentazione bidimensionale. Dalle figure umane caratterizzate dalla sinuosa linea curva che suggeriva il movimento. Un azione in contrasto con la stesura piatta e priva di chiaroscuro del colore. Dei soggetti dall’innovativo taglio e dall’assenza della prospettiva e della simmetria. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Nel 1868, a seguito della Restaurazione Meiji e dei radicali mutamenti politici e sociali che seguirono, il. Giappone inizia la sua apertura commerciale verso l’estero. Complice questa inedita situazione, dall’esportazione delle stampe giapponesi si passa rapidamente a tutte le forme dell’arte giapponese. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

L’eleganza insita in queste opere d’arte e la provenienza da un luogo sconosciuto e misterioso esercitano una forte attrattiva. Queste danno origine a un fenomeno culturale e artistico tipico della seconda metà dell’Ottocento. Avvenimento inizialmente localizzato in Francia, nazione da dove, con rapidità, si estende all’intera Europa. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Una situazione che trova nel Japonisme, in lingua italiana Giapponismo, la sua manifestazione più compiuta. Questa introduzione e il consecutivo coinvolgimento si manifestano come un fenomeno improvviso, dando origine, nell’arte europea, a una forte fase di rinnovamento.

 

Kitagawa Utamaro, Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige sono fra gli artisti giapponesi quelli che più influenzarono l’arte europea. Il primo con le sue rappresentazioni femminili e gli altri due con le loro composizioni paesaggistiche. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Ben presto questo interesse per l’antiquariato giapponese dalle UkiyoE si rivolge a tutte le altre manifestazioni di quest’arte. Nasce il collezionismo della ceramica giapponese. Famose sono le porcellane di Hirado e Nabeshima. Apprezzati sono i manufatti prodotti a Sumida Gawa, Satsuma, Arita e Kutani.

 

Nelle Esposizioni Universali di Londra, Vienna e Parigi sono visibili e apprezzati oggetti d’uso, realizzati in ceramica, lacca e bambù. Anche questi trovano un ampio successo. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Il vivo interesse per tutte le forme d’arte giapponese permette la nascita della rivista. Le Japon Artistique, un mensile edito dal 1899 e interamente dedicato alla divulgazione dell’arte giapponese.

Compaiono i primi netsuke. Questi sono dei minuti oggetti tipici dell’antiquariato giapponese. In origine destinati all’uso pratico e decorativo sugli abiti maschili. Anch’essi, da subito, sono in balia di un forte collezionismo. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

Dalle botteghe degli stessi artisti che producono i netsuke escono i ben più grandiosi Okimono. Degli oggetti decorativi, destinati all’esposizione nel tokonoma o nel butsudan. Il primo è una zona della casa tradizionale giapponese. Il secondo è l’altare presente nella abitazione.

 

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Apprezzatissime e ricercatissime sono le leggerissime Urushi, gli oggetti realizzati in lacca. Caratterizzati dall’eleganza e dalla lucentezza. Questa è una delle forme d’arte giapponesi tradizionali più pregiate. Di questo materiale sono prodotti gli Inro e le Suzuri bako. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

Una tradizione quella della lacca che al giorno d’oggi si ripropone nel corpo delle penne stilografiche prodotte dalla Namiki e delle pipe della Alfred Dunhill. Limited. Questi due ultimi oggetti presentano entrambi la lavorazione chiamata MakiE. Una tecnica artistica che prevede la realizzazione dei motivi decorativi in lacca disposti su una superficie dello stesso materiale.

 

Antiquariato e arte giapponese Kottoya

 

Gli smalti cloisonne sono un altro settore dell’arte dove gli artisti giapponesi hanno saputo esprimersi al meglio. Questa tecnica artistica, nel Paese del Sol Levante, ha una singolare storia. In quanto scoperta, andata persa e in seguito ritrovata.

Sempre all’antiquariato giapponese appartengono i Kakejiku o Kakemono. Questi rappresentano l’analogo giapponese dei quadri europei, come quest’ultimi sono visibili appesi a un muro.

L’unica differenza è nell’esposizione. Questa varia a secondo del periodo dell’anno e delle circostanze. Si presentano come dei rotoli, con alle estremità dei sostegni in legno. L’opera pittorica è realizzata su un supporto in tessuto o in carta.

Un’altra forma di pittura giapponese avviene sulla superficie dei Byōbu, i paraventi.

 

La Cerimonia del tè si caratterizza per l’impiego di una ampia serie di oggetti appositamente realizzati. Questi sono caratterizzati dalla suggestione della sensibilià del Wabi Sabi. Contraddistinguendosi per la raffinata esecuzione a cui fa da contrappeso un significativo costo. La tazza da dove si beve il tè la si vuole con un aspetto naturale e rustico. È scelta fra quelle modellate senza l’ausilio del tornio. In preferenza realizzata da un pezzo di argilla dalla forma concava. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

 

Nell’ambito dell’antiquariato giapponese un ruolo molto particolate è svolto dalle NihonTo, le lame forgiate in Giappone.

 

A queste si aggiungono tutti gli elementi che necessitano per montare e rendere utilizzabile l’arma. Fra quest’ultimi il ruolo principale è svolto dalla Tsuba, l’elsa della spada giapponese. Altri accessori, altrettanto interessanti, sono i Menuki e il Fuchi e il Kashira. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

Le spade giapponesi si classificano in base alla lunghezza, questa è ancora espressa in Shaku. Quest’ultima è l’antica unità di misura della lunghezza giapponese. Basandosi sugli Shaku classifichiamo le lame tradizionali giapponesi in: Tachi, Katana, Wakizashi e Tanto. Dal 1891, uno Shaku equivale a 30,3 cm e a 11,93 pollici.

 

All’antiquariato giapponese appartengono molte altre espressioni, della quali parlerò nei prossimi scritti.

 

 

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L’antiquariato giapponese è un tributo alla raffinata estetica del Giappone.

 

Possedere o semplicemente acquistare un pezzo di antiquariato giapponese mostra un doppio interesse. Innanzitutto per l’arte e l’estetica del Giappone, e in secondo luogo, e forse con maggiore intensità, per la Terra del Sol Levante.

Questo suggestivo appellativo trova nella bandiera ufficiale del Giappone la sua prima e più autentica rappresentazione e giustificazione.

Il vessillo in lingua giapponese si chiama Hinomaru, un termine che letteralmente si traduce come il cerchio del sole. Da qui deriva la denominazione occidentale più nota, la bandiera del sole.

La Nisshōki, un altro termine utilizzato per indicare il vessillo, è caratterizzata da un cerchio di color rosso posto al centro di uno sfondo bianco.

Durante la seconda guerra mondiale, la marina militare giapponese adottò, come gagliardetto nazionale delle navi da guerra, una variante di questa bandiera. Questa manteneva il sole rosso su fondo bianco, ma con l’aggiunta di sedici raggi concentrici.

Un altro simbolo iconico del Giappone è il Fuji San, un vulcano situato sull’isola di Honshū. È la montagna più alta del Giappone e un luogo sacro per i giapponesi.

La sua immagine appare nelle Ukiyoe di Hokusai, un famoso artista giapponese. Autore di una serie di stampe intitolata Le trentasei vedute del Monte Fuji. A questi fogli grafici appartiene la sua xilografia più conosciuta: La grande onda presso la costa di Kanagawa.

Il Fuji San non è solo un soggetto amato dagli artisti giapponesi, ma anche un rinomato luogo di pellegrinaggio. Una monte consacrato dove ogni praticante dello shintoismo dovrebbe recarsi almeno una volta nella vita.

La tradizione del Giappone vuole che la cima del vulcano sia innevata per gran parte dell’anno. La popolazione giapponese crede che le pendici del monte siano abitate da numerosi Kami, le divinità e gli spiriti soprannaturali.

Il Fuji, insieme al monte Tate e al monte Haku, forma il Sanreizan, le tre montagne sacre del Giappone.

Questa premessa fa intuire la profondità nascosta nell’arte giapponese, dove ogni soggetto raffigurato sottintendere numerosi significati.

 

L’anatra mandarina, ad esempio, nel sentire nipponico rappresenta la fedeltà e la fortuna coniugale. Per questo motivo gli oggetti con questa raffigurazione sono graditi regali di nozze.

Questa figura è comune nei decori dei cloisonné, nei ricami, sulle ceramiche e sulle lacche. Tutti degli ambiti artistici dove l’arte giapponese si esprime al meglio.

I cloisonné sono degli oggetti ornamentaliSono realizzati su una base in metallo, sulla quale si realizza una decorazione a smalti colorati.

In Europa, le ceramiche giapponesi sono molto apprezzate e collezionate, in particolare quelle provenienti dalle fornaci di Satsuma, Arita, Kutani, Noritake, Nabeshima e Hirado.

Urushi è il termine giapponese impiegato per indicare la lacca. É questo un materiale con cui gli artisti giapponesi creano eleganti e lucenti oggetti. Caratterizzati dalla leggerezza e dall’utilizzo nella vita quotidiana. Tra i prodotti d’antiquariato giapponese in lacca, molto ricercati sono gli Inro e le Suzuri bako.

Un’altra forma d’arte giapponese è la lavorazione dei metalli, con il ferro come materiale principale. Dall’impiego di questo minerale nascono le famose spade giapponesi, le eleganti tsuba e le sontuose armature. Tutti degli emblemi che evocano la figura del samurai, l’indomabile guerriero giapponese.

La tsuba è l’elsa della spada giapponese, uno degli oggetti d’antiquariato giapponese più collezionati e il principale elemento decorativo della lama.

Se sei incuriosito, prova a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione

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Per i beni d’antiquariato una condizione cruciale si presenta in occasione dell’acquisito e della vendita. In entrambi questi momenti, per muoversi al meglio, necessita conoscere una valutazione certa.

Queste sono tre circostanze decisive per qualunque transazione di beni d’antiquariato.

Questo sia che avvengano da parte di un opere del settore, di un collezionista o di semplice acquirente.

Sono queste tre situazioni correlate dove la possibilità dell’errore è incombente e ampia.

 

La valutazione di un oggetto d’antiquariato è un operazione che si basa su molteplici fattori. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

La partenza è sempre l’accurata analisi del bene d’arte.

Sulla raccolta di questi dati avviene l’inquadratura storica e il riconoscimento delle qualità dell’oggetto esaminato. 

 

È con questa analisi che si decide dell’autenticità dell’oggetto d’antiquariato. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

Conoscendo questi elementi si possono consultare i risultati economici ottenuti per oggetti simili nelle aste. Prezzi, il più delle volte, resi pubblici dalla casa d’asta.

In questi listini può anche capitare di ritrovare lo stesso oggetto che si sta trattando, questo è sempre un dato importante da esaminare con cura.

Dati simili appartengono anche all’esperienza dell’operatore, il quale, in precedenza, ha già trattato oggetti d’antiquariato somiglianti.

Tutti questi elementi sono concreti, sono dei dati reali basati sulle dominanti caratteristiche dell’oggetto trattato.

Questi fattori di giudizio risentono dell’influenza sia delle mode del momento sia della provenienza del bene.

Un oggetto appartenuto o legato a un personaggio molto noto ha da subito un incremento di valutazione.

Entrambi quest’ultimi parametri, per la loro natura, sono delle variabili imponderabili. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

Una diminuzione del valore commerciale è sempre data dalle imperfezioni presenti e dai conseguenti restauri subiti.

 

Al di sopra di tutto questo bagaglio di informazioni inopinabili agisce un fattore irrazionale, basato sul gusto maturato dall’operatore o dal collezionista.

 

Nell’antiquariato quest’ultimo è il vero motore del processo di acquisto e di vendita e opera in modo sostanziale sulla valutazione finale. Quella che le varie parti effettuano prima di concludere la transazione.

Un serio operatore nell’ambito dell’antiquariato compie l’acquisto, la vendita e la valutazione solo dopo l’accurata visione del bene. 

 

Un’immagine fotografica, sia a colori che in bianco e nero, può dare solo una prima idea, tutta da verificare, di persona, sull’oggetto d’arte.

L’operazione di valutazione non ha un iter prestabilito ma, varia a seconda dell’oggetto che ci troviamo di fronte.

 

Diverso è l’approccio di fronte a un quadro, una scultura, una stampa, una ceramica, una porcellana cinese, un libro e questo è un l’elenco che può proseguire all’infinito.

Per esempio nel caso dei dipinti e delle sculture il valore risente dell’artista che ha eseguito l’opera. A questo attributo si aggiunge il soggetto raffigurato, quest’ultimo è un fattore discriminante. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

Un quadro a tema religioso, sul mercato, è molto meno appetibile rispetto a una particolareggiata veduta di una città famosa. Un ritratto non regge il mercato, acquisisce un certo interesse solo se ritrae un personaggio noto.

Più l’oggetto d’arte o d’antiquariato è particolare, più necessita ricercare una persona esperta in quell’ambito.

 

Questo avviene per gli oggetti da collezione, sia antichi che non. Fra questi: i fermacarte, le tabacchiere, le penne stilografiche, i calamai e così via.

Un altro ambito dove la specializzatone è essenziale è l’antiquariato di oggetti orientali. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

In questo settore gli oggetti prodotti in Cina e in Giappone sono fra i più ricercati.
All’antiquariato giapponese appartengono: Tsuba, Menuki, Fuchi e Kashira, Ukiyo-e, Netsuke, Inro, Suzuribako, Cloisonne e cosi via. Queste sono tutte opere d’arte che parlano solo a chi li conosce a fondo.

La rarità è un’ultima caratteristica da prendere in considerazione, è questa da sempre una caratteristica ricercata ed apprezzata nell’ambito del commercio delle opere d’arte.

 

Un qualunque oggetto d’arte si definisce raro solo quando è noto in pochi esemplari. L’eccellenza più estrema è identificata negli oggetti di cui si può provare la certa unicità.

 

Hai un oggetto d’antiquariato, Vuoi domandare il parere gratuito di un esperto ?.

 

Nell’immagine in testa:. Franco Gentilini, Natura morta con bottiglia e melograni, Olio su tela. Il quadro appartiene al periodo precedente al trasferimento definitivo del pittore a Roma.

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Lodovico Pogliaghi, Figura femminile raffigurata di schiena, Carboncino

 

Antiquariato – Le mie consulenze

La consulenza sugli oggetti d’antiquariato o sulle opere d’arte è uno dei servizi che il sito Rari e Antichi offre gratuitamente a chiunque, desideri conoscere informazioni su ciò che possiede in collezione o su quello che arreda casa.

Questa cortesia è strettamente confidenziale e per nulla vincolante.

Una consulenza seria richiede la visione diretta dell’oggetto d’antiquariato o dell’opera d’arte, ma per iniziare si può partire da delle immagini del bene e dei suoi particolari più significativi.

Gli oggetti d’antiquariato o modernariato che più frequentemente mi sono sottoposti includono opere antiche giapponesi e cinesi, quadri antichi, dipinti moderni, disegni, ceramiche europee e orientali, vetri e argenti.

Nell’ambito dell’arte giapponese, i miei studi si concentrano sulle spade giapponesi e la loro montatura. Questa avviene con una serie di raffinati oggetti di piccole dimensioni, come la tsuba, i menuki, il fuchi e kashira.

Le stampe giapponesi Ukiyoe, i netsuke e il cloisonné sono altri ambiti di mio costante interesse.

Questo non esclude la mia attrazione verso tutte le altre forme di arte e antiquariato giapponese.

Le porcellane cinesi occupano una grande parte del mercato dell’antiquariato. Sono sempre difficili da valutare, ma proprio per questo affascinanti. La loro seduzione risiede nel costante margine di errore. La famiglia verde, rosa, gialla e nera esprimono ancora oggi la raffinata eleganza delle corti imperiali.

L’arte cinese ha raggiunto alti livelli nella lavorazione della giada, con oggetti di grande valore sul mercato dell’antiquariato. Questo grazie anche al grande favore che il minerale gode presso il popolo cinese.

Le ceramiche d’antiquariato includono maioliche, porcellane, terracotta e gres. Di origine sia europea che orientale, tutte sono degne della massima attenzione.

Fra le ceramiche giapponesi, trovo particolarmente affascinanti quelle provenienti dalle fornaci di Satsuma, Arita, Kutani, Noritake, Nabeshima e Hirado.

Per una valutazione accurata dei quadri antichi, è necessaria prima di tutto la rimozione della sporcizia che il tempo ha depositato sulla materia pittorica. Dopo quest’operazione, si ritrovano i colori originali o quanto più possibili simili. Non è escluso che compaia una firma, un monogramma o una data.

La rimozione dello sporco deve essere sempre eseguita da un professionista; il fai da te con materiali inadeguati è vivamente sconsigliato. Al restauro finito, è bene prendere contatto con un esperto nell’ambito della pittura suggerita dal quadro.

Per i dipinti moderni, è necessaria l’archiviazione dell’opera presso l’Archivio dell’autore, seguendo le regole della Fondazione o dell’Archivio, solitamente a pagamento. Alla fine, si ottiene l’ammissione o la negazione dell’opera tra quelle riconosciute dell’artista.

Per ceramiche e argenti, è utile cercare il marchio, che può indicare la fornace produttrice o il nome dell’argentiere e il titolo del metallo. Talvolta, fornisce anche l’anno o il periodo di realizzazione.

Il problema di questi marchi è la lettura: alcuni sono consumati e incomprensibili, altri indecifrabili, causando molte difficoltà.

Per le ceramiche del Novecento, l’ideatore è importante. Tra gli italiani più noti: Giò Ponti, Guido Andloviz e Antonia Campi. Altri grandi artisti includono Leoncillo Leonardi, Lucio Fontana, Arturo Martini e Fausto Melotti.

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Russo Varchi arti marziali

Russo Varchi arti marziali

Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

Con grande piacere ospito la presentazione del libro scritto dal Maestro d’arti marziali Christian Russo.

Un testo dal contenuto affascinante!.

Un tributo a una conoscenza tradizionale che la pratica delle arti marziali ha saputo far giungere fino a noi.

Un libro da tenere sempre a portata di mano.

 

 

Christian Russo I Varchi nascosti delle arti marziali.

 

L’universo delle arti marziali giapponesi è un labirinto affascinante di storie, tecniche e filosofie. Tra queste, i Kyūsho, ovvero i punti vitali del corpo umano, assumono un ruolo di spicco.

Spesso associati a tecniche segrete e devastanti, i. Kyūsho offrono uno spunto intrigante per esplorare l’intersezione tra combattimento e conoscenza del corpo umano.

I Kyūsho sono specifici punti sul corpo che, se stimolati correttamente, possono provocare dolore acuto, paralisi temporanea o persino effetti più gravi. Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

 

Questa conoscenza è tramandata attraverso le generazioni in molte scuole marziali,. Dove l’apprendimento di tali tecniche era riservato ai soli discepoli più avanzati. Questo avviene perché richiedono una precisione estrema, una profonda comprensione del corpo umano e un’etica integerrima. Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

L’origine di queste tecniche si perde nella notte dei tempi, ma è plausibile che siano influenzate e importate attraverso le interazioni con la cultura cinese,. Dove concetti simili venivano e sono esplorati attraverso il sistema dei meridiani nella medicina tradizionale e nelle arti marziali autoctone.

Nel Giappone dei samurai, la manipolazione dei. Kyūsho, a mani nude o con armi non letali divenne tattica diversiva, di controllo o persino conclusiva di uno scontro. Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

 

Nella pubblica diffusione del concetto, in. Occidente, abbiamo assecondato l’idea secondo la quale dietro queste tecniche vi fosse un inganno, quando non una sorta di magia o misticismo,. Data la loro presunta capacità di infliggere sconcertanti cambiamenti fisici con minime pressioni o colpi.

Tuttavia, dietro i Kyūsho si nasconde un approccio altamente scientifico e disciplinato, frutto di secoli di osservazioni e adattamenti progressivi. Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

 

I Maestri di arti marziali affinarono queste tecniche quale una delle possibili armi a disposizione del combattente, delle pratiche che potevano interagire con il. Sistema Nervoso Periferico, con il sistema circolatorio, le ossa e le cartilagini.

Russo Varchi arti marziali

Oggi, l’interesse verso i. Kyūsho è rinnovato grazie alle arti marziali contemporanee. Queste intravista la possibilità di utilizzarli ai fini della difesa personale, li hanno spesso sfruttati a livello commerciale, abbattendone l’efficacia. Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

Essi non si offrono, infatti, come un elemento estraibile dai sistemi
marziali più complessi, né il praticante si può esimere dall’addestramento fisico a 360° per poterli utilizzare.

 

Pratico arti marziali dall’età di 12 anni. Nel 2023,. Ho organizzato un ciclo di seminari su questo tema nel mio dōjō indipendente a. Torino, il Kinshinden. Christian Russo Varchi nascosti delle arti marziali.

A seguito delle richieste degli appassionati partecipanti, e avendo già scritto alcuni libri sui temi a me cari, ho deciso di mettere. Nero su Bianco un libro che affrontasse l’argomento da un punto di vista sia storico, culturale e scientifico,. Oltre a servire come un vero e proprio promemoria per i miei allievi e per i lettori. 

Invito chi fosse interessato a scoprire, approfondire o a leggere un punto di vista, ad acquistare il mio libro,. Varchi Nascosti.
Grazie.
Christian Russo.
christianrusso.it.

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Wabi Sabi o Wabi-Sabi

Wabi Sabi o Wabi-Sabi

Il Giappone del Wabi Sabi o Wabi-Sabi.

Il Giappone del Wabi Sabi o Wabi-Sabi.

 

L’incontro con il Wabi. Sabi è tutto e non è niente.

Per alcuni questo appuntamento arriva inaspettato, per altri non arriverà mai. Non ho ancora intuito chi fra i due è il più fortunato. Probabilmente questa è una domanda a cui non saprò mai dare una risposta definitiva.

Il Wabi. Sabi è un poco come una mezza stagione. Un periodo dove alcuni vestono ancora i caldi abiti invernali ed altri sono già proiettati negli afosi climi in probabile arrivo.

 

Di solito chi parla di Wabi Sabi preferisce tralasciare la meteorologia e rifarsi alla cerimonia del . Quest’ultima è un evento condotto con rigore da un maestro di questa disciplina.

Il suo svolgimento è basato sull’apparente semplicità. Anche se questo minimalismo è fatto da oggetti caratterizzati dalla raffinata esecuzione e dal non indifferente costo.

 

La Chanoyu, questo è uno dei nomi giapponesi che la indicano, si svolge orchestrando un incontro fra dei partecipanti. Fra questi si mira a realizzare una comunione di menti, ad instaurare un ideale collegamento fra tutti i presenti.

Per tutti questi ospiti questa vorrebbe essere un esperienza personale ed intima,. Dove l’atto di bere del predispone a uno stato d’animo di semplicità ed accettazione.

La cerimonia prevede l’impiego di una tazza né liscia né perfetta.

 

Wabi Sabi o Wabi-Sabi

 

Ogni utensile è utilizzato minimizzando sia il movimento sia l’energia impiegata nell’uso. Questo per accentuare l’esercizio della meditazione, insito nella pratica della Chado o via del .

Le NihonTo, termine giapponese usato per definire in modo generico tutte spade giapponesi, sono un’altra peculiarità della sensibilità delle popolazioni giapponesi.

 

Anche in questo ambito si manifesta un altro aspetto del Wabi Sabi, ovvero l’imperscrutabilità. É questa una caratteristica ben individuabile nella valutazione delle lame tradizionali forgiate in Giappone.

Questo avviene nella descrizione delle caratteristiche proprie di una lama, realizzata con una spiegazione ricca di termini vaghi ed allusivi. Fra questi, il più abusato è il richiamo all’anima della lama.

 

Tutti questi termini sono pronunciati e scelti solo per enfatizzare e puntualizzare il misterioso e l’inconoscibile. Quelle caratteristiche, per i giapponesi, sempre presenti in questi manufatti.

Il Wabi. Sabi identifica lo spirito e l’etica del popolo giapponese, ne è la base culturale. Un sentire di cui con difficoltà si parla, c’è, lo si percepisce e questo può bastare.

Per questa ragione mi scuso della mia presunzione di voler disquisire di Wabi Sabi. Questo soprattutto per averne parlato o forse anche per averci scherzato.

 

Le due immagini sono degli scatti realizzati dal fotografo Flavio Gallozzi.

 

 

 

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Ukiyo-e Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

Le nendo dango di Masanobu Fukuoka.

 

 

Suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia.

 

 

Giappone Inari il Kami del riso del fuoco e dell’acqua.

 

 

Capodanno in Giappone 108 rintocchi di campana.

 

 

Giappone Gli anni pericolosi.

 

 

Fortuna e sfortuna in Giappone Giorni fortunati e sfortunati.

 

 

La tecnica e il metodo del Kintsugi in Giappone.

 

 

Sushi sashimi e altro cibo che si mangia in Giappone.

 

 

In Giappone le montagne erano abitate dagli yamabushi 山伏.

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Ikebana le composizioni di fiori in Giappone

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

Il vocabolo Ikebana è una parola che da subito trasporta in Oriente. Inevitabilmente evoca, nella mente di chi lo sente, il Giappone e le sue infinite eleganze. Fra queste raffinatezze l’Ikebana indica l’arte di comporre, con armonia, dei fiori e dei rami recisi.

L’Ikebana giunge in Giappone dall’India, passando per la Corea la Cina. Qui, nel Paese del Sol Levante, si afferma inizialmente fra i monaci buddisti e i nobili. Solo più tardi si estende a tutta la popolazione.

L’origine dell’arte dell’Ikebana è molto antica. Questi primordi coincidono con le semplici offerte di fiori agli Dei. Con il tempo, questi doni assumono una struttura più complessa, basata su regole codificate. L’affermazione di queste norme fa dell’Ikebana un’arte vera e propria.

 

Vediamo le principali linee guida per la sua corretta realizzazione. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Un Ikebana nasce solo combinando degli elementi vegetali. Questi ultimi sono scelti fra quelli disponibili nella stagione in svolgimento e, in preferenza, provengono dal un solo e definito luogo.

La composizione si crea con sole sostanze naturali e appena raccolte. Quali: fiori, foglie, rami e tronchi.

Ognuno di questi elementi è carico di un proprio significato. È quest’ultimo, il messaggio che si vuole trasmettere, che giustifica una scelta e un abbinamento.

 

Dei fiori si inseriscono i boccioli. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Questo per far partecipe l’osservatore allo sbocciare del fiore ma, soprattutto per favorirne la durata. Quest’ultima è agevolata dalle regolari nebulizzazioni d’acqua.

 

Nell’Ikebana si ricerca un’armonia fra gli spazi occupati dalle componenti vegetali e le aree vuote circostanti.

Quest’alternanza fra zone piene e vuote è parte essenziale della composizione.

Un Ikebana si completa entro un vaso o un contenitore naturale. Questi sono parte attiva della composizione. Il vaso non è mai trasparente. In genere si compone di sottili strisce di bambù, intrecciare fra loro. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

Un Ikebana ha una struttura di base a forma di triangolo. Questa si ottiene impiegando tre elementi di diversa e proporzionale lunghezza. Tutti e tre con un punto di partenza comune e disposti fra loro seguendo uno schema prestabilito.

 

Il più lungo dei tre simboleggia il cielo. Il mediano rappresenta la terra. Il più corto indica l’uomo.

Lo schema compositivo prevede per il cielo di essere l’elemento principale dell’Ikebana.

La terra e l’uomo si collocano in posizioni fisse rispetto al cielo. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

SOFU TESHIGAHARA – Ikebana Sogetsu.

 

 

Yukio Mishima e gli ufo.

 

 

I kappa in Giappone creature di fantasia abitanti dei fiumi.

 

 

Kyusen l’arco e la frecce.

 

 

Sushi sashimi e altro cibo che si mangia in Giappone.

 

 

Ruyi come tu desideri.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

 

 

Suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia.

 

 

Il Giappone di Inari e Munechika e delle spade giapponesi.

 

 

Lettura dei kanji relativi le Tsuba.

 

 

Libri sulla spada giapponese e sulla storia e l’arte del Giappone.

 

 

MARCO POLO – Le spade del samurai. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

SATO KANZAN – Kanzan Shinto oshigata dictionary.

 

 

Esposizione d’arte giapponese Catalogo.

 

 

HIROSE Nobuko SELF James – Japanese art signatures Le firme degli artisti giapponesi.

 

 

JOLY HENRI L. – Legend in japanese art.

 

 

PICA VITTORIO – L’arte giapponese al museo Chiossone di Genova.

 

 

RIVETTA PIETRO SILVIO Toddi – La pittura moderna giapponese.

 

 

WEBER VF – Ko-ji Ho-ten Dictionnaire a l’usage des amateurs et collectionneurs d’objets art japonais et chinois.

 

 

WICHMANN SIEGFRIED – Il giapponismo.

 

 

AURITI GIACINTO – Compendio di storia della cultura giapponese.

 

 

EMILE ANDRE – 100 coups de jiu jitsu Jujutsu Jujitsu.

 

 

FORMENTO FANNY – La cucina orientale. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Harada Kazutoshi – Jizai okimono Figure articolate di animali realizzate in metallo.

 

 

LANFRANCHI GIACINTO UBALDO – Il netsuke un’arte giapponese.

 

 

OLIPHANT LAURENCE – Le Japon.

 

 

RIVETTA PIETRO SILVIO Toddi – Il paese dell’eroica felicità.

 

 

Diari di dame di corte nell’antico Giappone.

 

 

APPELIUS MARIO – Cannoni e ciliegi in fiore il Giappone moderno.

 

 

CALZINI RAFFAELE – Festival asiatico Amori Misteri Spettacoli Da Porto Said A Tokio. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

HEARN LAFCADIO – Kokoro.

 

 

MISHIMA YUKIO – Morte di mezza estate e altri racconti.

 

 

OOKA SHOHEI – La guerra del soldato Tamura.

 

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Nell’immagine iniziale:. Una collezione di vasi da Ikebana realizzati in banbu intrecciato durante il periodo Meiji e Taisho.