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Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone

Surimono Biglietti augurali dell'antico Giappone

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

I surimono sono dei biglietti d’augurio tipici dell’antico Giappone. Inviati in corrispondenza delle festività o per celebrare delle ricorrenze private.

Per la tecnica con la quale sono prodotti, appartengono alla grande famiglia delle Ukiyo-e.

Realizzati in silografia. Sono stampati a colori su fogli di carta hōsho o di gelso. Un supporto scelto perché al tatto si presenta morbido e di consistente spessore.

Sono il frutto dell’attiva collaborazione fra artista, stampatore e artista. Partecipazione che inizia dalla realizzazione del hanshita-e o disegno preparatorio per giungere sino alla fine del processo di realizzazione.

Questa partecipazione non avveniva per le Ukiyo-e. Dove l’intervento dell’artista si limita alla realizzazione del hanshita-e.

I surimono a volte sono ritoccati con lacca di color nero. Questo per conferire al foglio un aspetto lucido.

Impreziositi con polvere d’oro, d’argento, di rame oppure con inserti in madreperla o mica.

Un’altra tecnica impiegata nei surimono è il karazuri o stampa a secco. In questo caso la matrice non è inchiostra. Dopo l’impressione si ottiene sul fronte della stampa un area o più aree in rilievo e prive di colore.

Con l’impiego di una carta di notevole spessore, un profondo karazuri, si ottiene solo con l’ausilio di una forte pressione. Con questa tecnica si conferiva al surimono un aspetto tridimensionale. Usato per evidenziale un singolo particolare. 

I surimono compaiono verso la metà del Settecento. In un Giappone che con l’ascesa del clan Tokugawa ha superato il periodo di lotta intestina fra i numerosi feudatari. Inaugurando un lungo periodo di pace e isolamento.

Con questo nuovo clima le città e i villaggi s’ingrandiscono in modo smodato.

Sono ora dei luoghi sicuri. Non più minacciati dalle truppe dei diversi daimyō, i signori feudali. Diventano degli spazi urbani tranquilli. Dove artigiani e mercanti s’insediano e svolgono con lucro la loro attività. Permettendo la nascita della borghesia e della cultura borghese.

Il termine giapponese surimono si traduce in cose stampate. In questi fogli la tecnica di stampa raggiunge il massimo della raffinatezza. Dove i dettagli della figurazione sono realizzati con assoluta precisione.

Questi fogli sono caratterizzati da una limitatissima tiratura.

Dall’iniziale uso del formato shikishiban, dalle dimensioni ridotte e sagoma quadrata. In seguito affiancato dal yokonagaban surimono. Quest’ultimo di dimensioni maggiori. Più adatto a contenere maggiore quantità di testo e immagini di paesaggio o scene all’aperto. Per questa esigenza compaiono anche dei surimono composti su più fogli.

Sono dei raffinati esempi dell’estetica giapponese. Frutto di una grande capacità tecnica. Raffigurano oggetti o situazioni della vita quotidiana uniti a eleganti calligrafie. 

Soggetti che rappresentati in una specifica circostanza, per la sensibilità giapponese, assumono un forte  valore simbolico.

Con testi calligrafici, sottilmente legati alla figurazione. Delle brevi composizioni basate su dei complessi giochi di parole.

Erano biglietti privati. Destinati a una circolazione in un ambito ristretto. Commissionati da personaggi abbienti o d’alto rango. Usati per scambiare messaggi augurali fra i membri di circoli letterari. Tutti committenti e destinatari ai quali era facilmente comprensibile la ricca simbologia tradizionale. In grado di apprezzarne a pieno il significato celato. Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

Ukiyo-e Le fluttuanti stampe giapponesi.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

La tecnica delle xilografie Ukiyo-e.

La nascita delle incisioni Ukiyo-e. Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

Nell’immagine:. Surimono di Yashima Gakutei. (1786-1868). Firmato Gakutei Harunobu. Raffigura un ramo fiorito e due fugu o pesci palla. Un prelibato e costoso cibo invernale. Nella parte superiore sono stampate due poesie. Una composta da Mahmansai Iedaru e l’altra da Kanayaen Mahiro.  Stampato attorno al 1810. Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

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Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi

Ukiyo-e Le fluttuanti stampe giapponesi

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

Questo è il titolo di un articolo scritto da Luca Piatti e disponibile in formato pdf.

Il testo è liberamente scaricabile dal sito www.librirarieantichi.it.

Lo scritto si compone di 24 pagine. Ha lo scopo di illustrare tutti i principali aspetti inerenti le Ukiyoe.

Sono descritte:.

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

 

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Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

Ukiyoe è un vocabolo attinente alla lingua giapponese. Il termine indica tutte le immagini che provengono dal mondo fluttuante.

 

Queste raffigurazioni sono tipiche forme d’arte appartenenti all’estetica del Giappone. Delle creazioni che si affermano durante in periodo Edo.

Le Ukiyoe sono delle stampe policrome. Realizzate con la tecnica della silografia. 

Danno una rappresentazione bidimensionale del soggetto. Quest’ultimo realizzato con linee sinuose, l’uso di tinte piatte e privo degli effetti di chiaroscuro. Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi..

Per lo più, il soggetto è tratto da scene della vita quotidiana. Anche se non mancano i ritratti. Sia di personaggi maschili che femminili.

Le stampe policrome giapponesi iniziano ad arrivare in Europa attraverso i commerci intrapresi dalla Compagnia delle Indie. Sbarcano in Olanda e da lì iniziano la loro diffusione nel vecchio continente.

La diffusione delle Ukiyoe in Europa è uno dei fattori che ha permesso la nascita del giapponesismo. Il correspettivo del termine in francese è japonisme oppure japonaiserie.

In Europa, nella seconda metà dell’Ottocento, si afferma il collezionismo dell’arte giapponese. Questo è reso possibile anche dalla forzata apertura dei porti giapponesi. Sbocco avvenuto nel 1853.

Le stampe Ukiyoe sono all’epoca, fra le opere d’arte nipponiche, quelle più collezionate.  Utamaro e Hokusai sono fra gli artisti giapponesi i più apprezzati in Europa. La loro lezione influenza le opere dei migliori artisti del periodo.

Gli insegnamenti delle Ukiyoe sono rintracciabili nei quadri di:. Vincent Van Gogh,. Claude Monet,. Edouard Manet,. Edgar Degas,. Pierre Auguste Renoir,. Camille Pissarro,. Gustav Klimt e molti altri artisti.

 

Il testo intitolato Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi è proprietà di www.librirarieantichi.it. 

In quanto tale non ne è consentita la riproduzione e l’uso, anche parziale, senza esplicita autorizzazione scritta.

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Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

Hiroshige Utagawa,. Edo 1797 – 12 ottobre 1858.

È un pittore e incisore. Allievo di Utagawa Toyohiro, 1773-1829 circa. Autore di stampe raffiguranti attori, guerrieri e cortigiane. Anche se il suo maggiore impegno è rivolto alle immagini tratte dalla natura: fiori, uccelli e pesci e, dopo il 1830, il paesaggio. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

É il primo artista giapponese ad impiegare: la prospettiva, le ombre e i colori anilinici importati dalla Germania.

La serie delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō è la sua opera più conosciuta e di certo il suo capolavoro. Il Tōkaidō era una strada che percorreva il Giappone da Kyoto a Edo.

La serie è composta da cinquantacinque fogli, editi dal 1832 al 1834. Comprendono cinquantatré vedute delle stazioni postali collocate lungo l’arteria, più il punto di partenza e quello d’arrivo. 

Assieme ai suoi allievi incise oltre ottomila Ukiyoe. Muore a seguito di un epidemia di colera.

 

Tōshūsai Sharaku è un mistero. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Compare all’improvviso sulla scena artistica e dopo pochissimo tempo inaspettatamente si eclissa.

Molte sono le ipotesi proposte sulla sua identità ma, nessuna di queste si è potuta dimostrare.

É un incisore attivo per circa dieci mesi, tra il 1794 e il 1795. Periodo nel quale produsse oltre centocinquanta stampe e alcuni disegni.

Tutti i suoi lavori sono pubblicati da un solo editore: Tsutaya Jūzaburō.

I fogli raffigurano per la maggior parte okubie di attori del teatro kabuki e solo in minima parte lottatori di sumo e guerrieri.

Escluso le ultime incisioni tutte le altre sono pubblicate usufruendo della preziosa tecnica del kirazuri.

Dove lo sfondo della stampa è realizzato con il costoso processo della mica chiara o scura.

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

 

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyo-e.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyo-e. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyo-e.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyo-e.

 

 

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

 

Nelle immagini due Ukiyoe di Utagawa Hiroshige.

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Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Gli artisti giapponesi più conosciuti al di fuori del Giappone sono Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Kitagawa Utamaro visse dal 1754 al 1806 e Katsushika Hokusai dal 1760 al 1849, si possono considerare contemporanei.

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Sulla vita di Utamaro si hanno poche certezze e si conoscono molteplici informazioni tutte fra loro dissonanti.

É allievo di Toriyama Sekien (1712 – 1788). Visse fin da bambino con il suo maestro. Per questa ragione alcuni pensano che possa essere suo figlio.

Dalla primavera del 1781 adotta come pseudonimo, in giapponese , il nome di Utamaro.

Dal 1783 e per circa cinque anni visse a casa dell’amico ed editore Tsutaya Jūzaburō. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Con lui realizza i suoi primi ed importanti lavori.

Nel 1788, il Libro illustrato degli insetti scelti. Figurato con quindici doppie pagine raffiguranti una pianta in fiore o un frutto. Accostate a uno o più insetti o a rettili.

Sempre nello stesso anno è edito il Canto del guanciale, illustrato da dodici scene policrome erotiche a doppia pagina.

Donne singole o in gruppo sono per Utamaro un soggetto d’ispirazione continua.

Le raffigura in variate occupazioni. Senza trascurare quelle impegnate nelle occupazioni del quotidiano. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Rappresentandole nella loro corporeità, indagandone i sentimenti o le passioni.

Con le illustrazioni del libro intitolato. Hideyoshi e le sue cinque concubine è accusato di insultare la dignità di Toyotomi Hideyoshi. Questa edizione gli procurò dei problemi con la giustizia che gli costarono una condanna alle manette per cinquanta giorni.

 

Hokusai è un artista eccentrico, un kijin, dalla vita avventurosa e complicata da varie difficoltà. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Questo suo stile di vita motiva la sua abitudine o forse meglio la necessità di non vivere nello stesso luogo per più di pochi mesi.

Durante la sua vita ha cambiato residenza più di novanta volte e mutò il suo nome d’arte numerose volte. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Solo dal 1798 assume il suo pseudonimo più conosciuto. Quello di Hokusai. Una forma abbreviata di Hokushinsai che significa Studio della stella polare.

All’età di sessant’anni muto il nome in Iitsu e negli ultimi anni di vita lo variò in Manji il vecchio pazzo per la pittura.

 

Hokusai è autore di molte opere. Le più conosciute ed apprezzate sono i Manga e le raffigurazioni di paesaggio. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

I Manga sono una serie di manuali didattici. Pensati da Hokusai come uno strumento per l’apprendimento del disegno.

L’opera è composta da quindici libri. Editi a partire dal 1814. Contiene numerosissime immagini, tutte stampate impiegando tre soli colori: il nero, il grigio e un rosa pallido.

Le illustrazioni sono degli schizzi che compendiano lo stile, la vita e le tradizioni del popolo giapponese.

Questo avviene per mezzo di illustrazioni: di paesaggi, di flora e fauna, di scene di vita quotidiana e appartenenti al soprannaturale.

Alla seconda categoria appartengono le Trentasei vedute del monte Fuji. Edite fra il 1830 e il 1832. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

A questa serie appartiene la sua stampa più nota:. La grande onda presso la costa di Kanagawa.

Troviamo anche un capolavoro quale la Giornata limpida col vento del sud.

Dove il monte Fuji è raffigurato di color rosso. Una rappresentazione di un fenomeno conosciuto con il nome di Fuji rosso. Evento atmosferico che con il tempo è diventato un secondo nome con cui si indica questa stampa.

La prima tiratura delle Trentasei vedute del monte Fuji è composta da trentasei stampe. Nelle edizioni successive ne sono aggiunte altre dieci, portando l’edizione a quarantasei fogli. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Il soggetto della montagna sacra è ripreso e variato in un’altra serie le Cento vedute del Fuji.

Un opera stampata in formato minore e in sumizurie. Composta di tre libri. I primi due editi fra il 1834 e il 1835. Il terzo attorno al 1849.

Il libro ha varie edizioni. Tutte tratte dalle matrici originali.

L’edizione originale dei primi due volumi è impressa da Egawa Tomekichi per l’editore Nishimuraya Yohachi. L’edizione originale del terzo volume è stampata da Sentaro Tomekichi, il figlio di Egawa. K

 

 

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

 

 

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

 

Nell’immagine:. Kitagawa Utamaro, La donna con il fischietto.

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai

Il monte Fuji o il Fuji san è l’indiscusso simbolo del Giappone. É un vulcano inattivo dal 1708, situato nell’Honshū, il principale arcipelago giapponese. Con i suoi  3776 metri è la cima più alta del paese, innevata per la maggior parte dell’anno. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

La quasi perenne presenza della neve in vetta al Fuji è anche parte della mitologia giapponese.

Nella quale si narra del dio Miogi no Mikoto e della sua vendetta sul monte. Reo di avegli negato l’ospitalità per una notte. Per questo la divinità, con l’ausilio della neve, volle condannare il Fuji a passare la sua esistenza in isolamento. 

Il Fuji è una delle tre montagne sacre. Fra queste è la più venerata dalla popolazione giapponese. Il suo culto risale a prima dell’inizio del periodo Heian e dal periodo Muromachi il pellegrinaggio al Fuji san si è molto diffuso. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Un luogo dove ogni giapponese, almeno una volta nella vita, deve compiere un pellegrinaggio.

Le altre due montagne considerate come sacre sono il monte Tate e al monte Haku.

Il Tateyama o Monte Tate si trova nella Prefettura di Toyama.

Il Monte Haku o Haku san è un vulcano localizzato ai confini delle prefetture di Gifu, Fukui e Ishikawa.

 

 

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Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

 

Molteplici sono gli incisori attivi nell’antico Giappone. Di seguito un essenziale elenco delle figure maggiormente significative nello sviluppo di questa forma d’arte.

 

Hishikawa Moronobu. 1618? – 1694.

É pittore e incisore. A lui si attribuisce il merito di essere il primo artista che conferisce alla tecnica xilografica una dignità artistica. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Con il suo lavoro nasce la xilografia giapponese moderna.

Le sue stampe sono realizzate da una sola matrice incisa in legno. Impressa in color nero e successivamente colorate a mano, principalmente in color arancione.

Questa tinta è tipica di questo periodo e chiamata tan.

É autore di rare e per lo più non firmate stampe. Impresse su fogli singoli e di altre che ornano almeno un centinaio di libri illustrati, forse centocinquanta, attribuendogli delle opere anonime.

Questi volumi sono per lo più romanzi, una parte dei quali erotici.

 

Torii Kiyonobu I. 1664 – 22 agosto 1729. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Questo artista subisce l’influenza del tipo d’arte affermata da Hishikawa Moronobu.

Assieme al padre Torii Kiyomoto è il fondatore della scuola Torii. Una corrente artistica giapponese ancora oggi operante e attualmente giunta alla nona generazione. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Torii Kiyonobu I, al seguito della famiglia, giunse da Ōsaka a Edo nel 1687.

Il padre è un attore di teatro kabuki e autore di manifesti per il teatro. É in questo momento, con il lavoro di questi artisti che ha inizio la storia artistica della xilografia giapponese.

Questi incisori sono chiamati primitivi.

 

Nella scuola Torii operano un gran numero di incisori.

Per la maggior parte autori di stampe con soggetti tratti dal teatro kabuki. Dove gli attori sono raffigurati e impressi con figurazioni audaci e colorate.

La scuola vede l’attività di:. Torii Kiyomitsu (1735 – 1785) e del discepolo. Torii Kiyohiro (? – 1776), attivo dal 1750 al 1765 circa. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Sono loro due a introdurre nella consolidata tematica della scuola dei nuovi soggetti.

Con loro si assiste alla nascita delle prime incisioni raffiguranti bellezze femminili.

Questa innovazione si consolidò con Torii Kiyonaga, 1752 – 1815.

Allievo di Kiyomitsu.

Torii Kiyonaga è il più rappresentativo esponente della scuola.

La sua attività artistica vede l’abbandono del convenzionalismo. Una peculiarità dei suoi predecessori. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe

Inserì nelle sue stampe le figurazioni di paesaggio.

Suddivide la produzione di impressioni della scuola in due tipologie: le raffigurazioni teatrali e quelle di belle donne. Trovando per le prime la rivalità di Katsukawa Shunshō, 1780 – 1795, e per le seconde quella di Kitagawa Utamaro. 1754 ? – 1806.

 

Sukuki Harunobu. 1725? – 1770. incisori stampe giapponesi Ukiyoe.

É una figura determinante nella storia della silografia giapponese.

Con la sua opera si afferma nelle stampe silografiche la policromia. É  autore di fogli dove le tinte sono scelte con grande cura.

Le sue opere ritraggono giovani donne dall’aria sognante. Preferendo questo soggetto alle raffigurazioni di attrici e cortigiane.

É autore di dipinti, incisioni singole e libri illustrati. Il suo stile influenzò la produzione delle Ukiyoe per molto tempo dopo la sua morte.

 

Okumura Masanobu. 1686 – 1764. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

É incisore, editore e distributore di stampe e libri. Le sue prime opere risalgono al 1701.

A lui si attribuiscono numerose innovazioni.

Quali:. L’introduzione della prospettiva. L’uso della mica polverizzata nella preparazione dei colori. Le stampe su pietra dette ishizurie. Le stampe pilastro, dette hashira-e. Queste sono delle xilografie lunghe e strette, usate per decorare i pilastri presenti nell’architettura tradizionale delle case giapponesi. Le urushie o stampe laccate e infine le benizurie, delle stampe impresse con due soli colori.

 

Katsukawa Shunshō. 1726 – 1792. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

É il fondatore della scuola Katsukawa. Con la sua opera fece venir meno la prerogativa che la scuola Torii godeva nel circuito del teatro kabuki.

Inventa una nuova raffigurazione dell’attore. Dove sono ben presenti ed evidenziati i suoi tratti fisici e caratteriali.

Come all’epoca era in uso, Katsukawa Shunshō raffigura l’attore nel suo ruolo e nella sua posa più conosciuta. Su questi innestata la sua innovativa rappresentazione. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

In questo modo fa venir meno lo stile allora in auge che prevedeva l’attore rappresentato con una interpretazione stereotipata ed idealizzata.

Ai suoi allievi e alla sua scuola appartengono due artisti che in onore al maestro assunsero il suo nome.

Sono:. Katsukawa Shunshō, attivo dal 1780 al 1795 e Katsukawa Shunshō, attivo dal 1743 al 1812. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Il primo è autore di ritratti di attori e immagini di bellezze femminili. Quest’ultime sono raffigurate in dittici o trittici e ambientate in un paesaggio. Caratteristica dei suoi fogli è l’uso di un contenuto numero di colori e ampio uso di mezzi toni.

Al secondo è attribuita la nascita delle okubie. Delle stampe nelle quali la raffigurazione del soggetto è ridotta alla sola testa oppure al capo completato dalla parte superiore del busto.

Le grandi teste raffigurate da Katsukawa Shunshō sono a pieno campo. Appaiono fra il 1780 e il 1790. Appartenevano esclusivamente ad attori di teatro kabuki di sesso maschile. Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Rappresentano la più interessante novità del periodo nell’ambito delle Ukiyoe.

Le prime ōkubi-e raffiguranti delle donne sono realizzate da Utamaro. Su questa tipologia ci fu un intervento governativo che le vietò dal 1800 al 1808.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe

 

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

 

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

 

 

 

Il kabuki è una forma teatrale tipica del Giappone. Nata all’inizio del XVII secolo. Si caratterizza dal fatto che tutti gli attori in scena sono di sesso maschile, anche se recitano in ruoli femminili. Questo avviene dal 1929, anno in cui alle donne è vietato esibirsi in questo tipo di spettacolo teatrale.