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Falsificazione e Falsi in Arte: Guida alla valutazione dei Disegni Antichi

 

Il mondo dei disegni antichi rappresenta uno dei comparti più affascinanti, ma al contempo insidiosi, del collezionismo e dell’antiquariato. Distinguere un foglio autentico da una sofisticata contraffazione richiede non solo un occhio allenato, ma una conoscenza profonda della storia dei supporti e dei mezzi traccianti.

Per chiunque desideri muoversi in quest’ambito collezionistico, vi sono due coordinate cronologiche storiche e tecnologiche che non ammettono deroghe:

  • Il XIII Secolo: è questo il periodo che vede la affermazione della carta. La prima cartiera europea è spagnola, risale del 1173, ed era attiva a Xàtiva, oggi San Felipe nella provincia di Valencia. In Italia centri di produzione erano Amalfi e Fabriano, per quest’ultima con una produzione documentata già nel 1264.
  • Il biennio 1560-1570: in questo periodo inizia l’utilizzo della grafite naturale. I primi disegni documentati eseguiti con questo materiale non possono essere antecedenti a questa data. Di conseguenza, un disegno attribuito al primo Rinascimento che presenti tracce di grafite rivela immediatamente la sua natura apocrifa.

 

La Fenomenologia del Falso nel disegno

 

L’universo delle opere su carta è, da sempre, uno dei terreni più frequentati e proficui per l’attività dei falsari. Nell’ambito del disegno, l’opera di imitazione è fortemente agevolata dall’immensa disponibilità di modelli iconografici a cui ispirarsi e dalla relativa facilità con cui è possibile intercettare e soddisfare le specifiche richieste dei collezionisti.

Il mercato dei disegni antichi si concentra principalmente su due generi specifici:

  1. Gli schizzi di figure: Studi anatomici, di movimento o di panneggio.
  2. Gli abbozzi preliminari: Tracciati spesso in modo frettoloso, concepiti originariamente come primo spunto visivo per la successiva esecuzione di opere monumentali.

Proprio da quest’ultima richiesta scaturisce una delle tecniche più insidiose: il falso di traduzione a ritroso. Il falsario non inventa una composizione, ma copia un’opera pittorica finita e storicamente celebre. Utilizzando il dipinto come fonte, ricrea graficamente i temi, le singole figure e le strutture compositive, identificando  il foglio ottenuto come il “bozzetto preparatorio” inedito del maestro.

 

Manipolazioni e Integrazioni sui Fogli Autentici, falsificazione falsi disegni antichi

A questa sorte non si sottraggono nemmeno i disegni realmente antichi. Fogli autentici ma frammentari nella composizione o esteticamente deboli sono spesso destinati a integrazioni da parte di mani esperte. Questo per migliorarne la composizione complessiva, rendendola più accattivante e commerciale.

Allo stesso modo, se un disegno antico di buona fattura è anonimo, la frode consiste nell’aggiungere ex novo una firma o un monogramma con le iniziali di un artista celebre e coerente con l’epoca del supporto.

In entrambi questi casi, se il supporto cartaceo e il medium grafico corrispondono perfettamente all’epoca dichiarata, l’unica difesa per il collezionista risiede nell’esame filologico dello storico dell’arte. Tuttavia, per quanto autorevole, l’occhio dell’esperto fornirà sempre un giudizio di valore soggettivo.

Più il lavoro di imitazione o di completamento è eseguito a regola d’arte, più risulterà ardua la scoperta dell’inganno. L’unico appiglio oggettivo risiede nell’analisi scientifico-diagnostica dei materiali: le caratteristiche fisiche della carta e la natura dello strumento impiegato per tracciare il segno.

 

La Chimica dei Materiali: Dalle Punte Metalliche alla Grafite

 

Prima della diffusione della grafite pressata, la tracciatura del disegno si affidava allo stilo, l’antenato delle odierne matite, costituito da una lega metallica tenerissima di piombo e stagno. Nel suo fondamentale trattato Il Libro dell’arte, Cennino Cennini consigliava per la sua realizzazione una proporzione ben precisa: una parte di stagno e due parti di piombo.

Sebbene questa informazione tecnica sia ampiamente nota ai falsari, la moderna scienza dei materiali offre un valido strumento di datazione. I progressi industriali nella raffinazione dei metalli hanno radicalmente modificato i materiali contemporanei rispetto a quelli antichi: nei metalli odierni le impurità interne sono drasticamente ridotte. L’analisi chimica degli elementi traccia presenti nel segno permette quindi di identificare la purezza moderna del metallo, svelando l’anacronismo.

Anche la morfologia del tratto è un indicatore e rivelatore. Un segno estremamente fine, nitido e costante è reso possibile solo dalle matite moderne, calibrate in più gradazioni di durezza e temperabili fino a raggiungere punte finissime. Uno stilo antico in piombo e stagno, per sua natura, non consentirà mai una simile modulazione del tratto.

analisi filigrana carta antica
Studio della filigrana storica sotto luce radente per la datazione di un foglio antico

 

Un ulteriore ausilio fondamentale giunge dalla carta stessa, la quale può presentare una filigrana. Lo studio spettrografico e d’archivio di questo marchio impresso nella pasta cartacea rappresenta l’aiuto decisivo per determinare con esattezza il luogo e l’epoca di manifattura del foglio.

 

Grandi Falsari e Cronache Storiche: Da Michelangelo a Eric Hebborn, falsificazione falsi disegni antichi

 

Le cronache dedicate alla contraffazione dei disegni hanno origini antiche e annoverano protagonisti insospettabili. Lo stesso scultore Michelangelo Buonarroti nello svolgersi della sua epopea artistica si misura con il falso. Il Vasari narra nelle sue Vite come il giovane Michelangelo copiasse i disegni del suo maestro Domenico Ghirlandaio in modo talmente perfetto da trarlo in inganno; non solo, l’artista era solito realizzare repliche impeccabili di disegni di antichi maestri, invecchiandoli artificialmente per poi restituirli ai legittimi proprietari al posto degli originali, che tratteneva per sé.

Nel corso dell’Ottocento, lo scultore fiorentino Egisto Rossi si distinse come abilissimo artefice di falsi disegni attribuiti ad artisti a lui contemporanei o di poco antecedenti, con una particolare e fortunata specializzazione nelle grafiche di Antonio Canova.

Nel panorama della falsificazione contemporanea, un posto d’onore spetta all’inglese Eric Hebborn (1934–1996). Dotato di una tecnica d’eccezione e di una profonda conoscenza dei ricettari storici, Hebborn è l’autore di centinaia di falsi disegni attribuiti a importanti maestri di tutte le epoche, come: Jan Brueghel, Giambattista Tiepolo, Francesco del Cossa, Antoon van Dyck, Jean-Baptiste Camille Corot, Andrea Mantegna, Pieter Paul Rubens e Giovan Battista Piranesi.

Molti di questi fogli furono riconisciuti come autentici dalle più grandi case d’asta e istituzioni museali del mondo. La parabola terrena di Hebborn si concluse tragicamente a Roma nel 1996, dove morì a seguito di una misteriosa e violenta aggressione stradale, un episodio che molti cronisti dell’arte lessero come l’oscura testimonianza della pericolosità e degli interessi economici legati al mondo dei falsari.

 

Quando dal disegno originale nasce una stampa silografica falsa

 

Nel variopinto mondo dell’arte si trova anche il fantasioso operato dell’americano Earl M. Washington entrato nelle cronache come falsario specializzato in stampe. Abile incisore, Washington si specializzò nella tecnica della xilografia, intagliando matrici di legno per riprodurre disegni di altri grandi artisti. Creando delle grafiche totalmente estranee alla reale produzione di quegli autori, che il falsario immetteva sul mercato spacciandole per fortuiti ritrovamenti di edizioni storiche sconosciute.

 

Un accenno ad altre fantasiose falsificazioni cartacee

 

Spostandoci dall’ambito storico-artistico a quello strettamente documentario e bibliografico, spicca la figura dell’irlandese William Henry Ireland, attivo alla fine del Settecento. Ireland realizzò una imponente serie di documenti contraffatti interamente dedicati alla figura di William Shakespeare.

Il principale acquirente di queste imitazioni era paradossalmente suo padre, un collezionista ossessionato dai cimeli shakespeariani. Dopo avergli venduto il primo falso (un finto contratto d’affitto per un immobile nell’area londinese di Blackfriars), Ireland ne produsse molti altri. La mole dei documenti contraffatti fu tale che il padre, nel 1796, diede alle stampe il volume Miscellaneous Papers and Legal Instruments under the Hand and Seal of William Shakespeare. L’esposizione pubblica del testo scatenò il vaglio della critica scientifica, costringendo William Henry a confessare la frode. Ciononostante, in virtù di un curioso cortocircuito psicologico, il padre e numerosi amatori rimasero fermamente convinti dell’autenticità di quei documenti.

 

Quando il disegno svela il falso: Il Laboratorio di Reinhold Vasters

 

Esistono infine circostanze storiche in cui il disegno d’archivio compie il percorso inverso, trasformandosi nello strumento definitivo per smascherare un falso. È il caso di Reinhold Vasters, orafo e restauratore attivo ad Aquisgrana tra il 1853 e il 1890.

Accanto alla sua regolare e stimata attività professionale, Vasters creò segretamente una splendida serie di gioielli e manufatti in metallo prezioso, immessi sul mercato internazionale e acquistati dai più grandi musei come inestimabili capolavori del Rinascimento.

La prova inconfutabile della gigantesca truffa emerse solo nel XX secolo, grazie al ritrovamento dei disegni tecnici d’officina provenienti dal suo laboratorio: i dettagliati schizzi preparatori a firma di Vasters dimostrarono che quei celebri monili non erano antichi, bensì raffinate creazioni ottocentesche uscite dalla sua mano.

 

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stampe d’arte incisioni secolo

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

stampe d’arte incisioni secolo.

Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo.

 

 

L’arte del XX secolo è caratterizzata dalla rapita nascita di numerosi movimenti artistici, tutti fra loro conviventi e nel pensiero molto distanti.

Il periodo si apre vedendo l’affermazione del movimento artistico dell’Art Nouveau. Portatore di un arte che trova nella linea armoniosa e piacevole una delle sue espressioni più conosciute e apprezzate. Sostenitore di uno stile dove l’aspetto ornamentale si connette e forse si sottomette alle necessità della produzione industriale.

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo
Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

 

Nella grafica, Alphonse Mucha e pochi altri, si dedicano all’incisione. Questo perché l’epoca rispecchiava la volontà di creare un multiplo. Un prodotto nel quale l’intervento dell’artista si limitava al bozzetto, progetto in seguito affidato per l’esecuzione ad un artigiano.

Ci troviamo alla vigilia di una stagione dove l’arte è alla ricerca di una sua nuova funzione, stampe d’arte incisioni secolo.

 

Nella quale i movimenti artistici si slegano dai tradizionali processi figurativi. E dove si assiste alla nascita di mai usati modi espressivi, in contrasto, apparente o effettivo, con la tradizione e il gusto precedente. Queste tendenze si susseguono rapidamente, portando alla decontestualizzazione della figurazione e per giungere sino alla dissoluzione o alla scomparsa dell’immagine reale.

All’interno di questi mutamenti la stampa d’arte del XX secolo assume dei nuovi ruoli.

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo
Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

 

Il più evidente lo si trova nella comparsa dell’affiche, dove la grafica trova una nuova mansione, quella di affidare a un manifesto la comunicazione. Una innovazione avvenuta grazie a Henri de Toulouse-Lautrec.

 

Cambiano anche i tempi e gli scopi in cui l’artista di dedica all’incisione grafica. Ora incide nei soli momenti di calma e riflessione, lasciando alla pittura i momenti di euforia.

Questo avviene perché l’esecuzione di una matrice risulta per tempo e complessità ben più lunga di quella necessaria per la stesura di un dipinto.

La realizzazione della lastra richiede sempre riflessione e questo stato d’animo, non è escluso che sia il preludio di una maturazione dell’artista. Oppure più semplicemente di un mutamento, stampe d’arte incisioni secolo.

 

Questo è vero per artisti quali PicassoAnticipatore nelle sue opere grafiche dei temi che poi si ritroveranno nei quadri di li a poco dipinti.

 

In altre situazioni il foglio grafico è invece ridotto a una mera merce, un qualcosa destinato al puro guadagno di galleristi, critici e case d’asta. In questa situazione la stampa originale non è più il mezzo di diffusione di nuove idee e uno strumento atto alla maturazione del gusto.

Qui ci troviamo lontanissimi dalla figura del mercante d’arte promotore del movimento artistico a lui contemporaneo. Da figure quali il mercante Durand Ruel e il gallerista Ambroise Vollard. Il primo, nel 1876, promotore della seconda mostra degli impressionisti. Il secondo, nel 1895, fautore della prima importante mostra di Paul Cézanne.

Ambroise Vollard era contemporaneamente venditore di dipinti ed editore di stampe originali, da lui pensate come il mezzo per la diffusione e affermazione dell’arte d’avanguardia.

 

Per questa ragione stampa libri e album illustrati con fogli grafici originali. Fra questi è da ricordare l’edizione di una delle opere piu significative di Pierre Bonnard, l’album intitolato: Quelques aspects de la vie de Paris. Ha anche editato la Suite des saltimbanques, composta da 14 fogli incisi, all’ acquaforte e puntasecca, da Pablo Picasso. E il celebre Miserere di Georges Rouault, stampe d’arte incisioni secolo.

 

 

 

Fogli di grafica.

 

 

 

Scarica gratuitamente il Catalogo di incisioni originali.

 

 

 

CARMASSI ARTURO – Acquaforte Saunier Marco Crestomazia La leggenda dei simboli 13.

 

 

 

BAJ ENRICO – Nixon Parade I Acquaforte originale.

 

 

 

DORAZIO PIERO – Acquatinta Incisione.

 

 

 

CIRANNA – Giorgio de Chirico.

 

 

 

CIRANNA ALFONSO – Giacomo Manzu.

 

 

 

SORLIER – Bernard Buffet Lithographe.

 

 

 

SUTHERLAND GRAHAM VIVIAN – Picton.

 

 

 

FERRIANI LUCIANO – Deposizione.

 

 

 

VIVIANI GIUSEPPE – La rapa.

 

 

 

SALAMINI DANTE – Siepe ed alberi.

 

 

 

AIMONE NINO – Composizione 2 Acquaforte.

 

 

 

DE MICHELI MARIO – Luciano Minguzzi al Castello Sforzesco.

 

 

 

MOORE HENRY – La poesie Les poetes.

 

 

 

COURTHION PIERRE Georges Rouault.

 

 

 

DELTEIL LOŸS – Manuel de l’amateur d’estampes.

 

 

 

Radius Emilio – Quel matto di Manet.

 

 

 

DE MAROLLES – Livre des peintres et graveurs.

 

 

 

VITALI LAMBERTO – L’incisione italiana.

 

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mostra grafica Ex libris

mostra Grafica Ex libris

mostra Grafica Ex libris.

La XVI° mostra di Grafica ed Ex libris è un appuntamento biennale e internazionale, nato ed organizzato dal Gruppo Arte Casale.

 

Scarica il catalogo della XVI° edizione della mostra di Grafica ed Ex Libris.

 

L’evento trova negli artisti: Pio Carlo Barola, Gianpaolo Cavalli e Antonio Barbato i suoi fondatori e instancabili organizzatori.

In questa edizione sono esposte le opere di 100 artisti, autori di 544 fogli calcografici.

Una grande varietà di opere che permette di rappresentare qualunque tecnica artistica di grafica d’arte. Dalle acqueforti e acquetinte incise da Agim Sako, alle acqueforti a più colori di Elena Hlodes,. Sino alle silografie di Gianfranco Schialvino e Gianni Verna, gli indiscussi autori della rinascita di questa tecnica grafica.

Non mancano degli incisori rappresentanti il Giappone, un incarico affidato alle silografie di Masaki Sugita e alle accurate litografie di Ayaka Yamada.

Dalla Cina provengono le opere di Zhou Ying e Emily Hung.

 

mostra Grafica Ex libris
XVI° mostra di Grafica ed Ex libris

 

Vasta è la presenza di autori legati alle cattedra di grafica presso l’Accademia Albertina di. Torino, di diplomati presso questa istituzione e più in generale di incisori piemontesi di nascita.

Fra i primi: Sergio Saroni, Francesco Tabusso, Filippo Scroppo e Piero Martina. Fra gli altri: Umberto Mastroianni, Om Bosser, Amelia Platone, Mario Surbone, Antonio Carena e Lorenzo Alessandri.

mostra Grafica Ex libris
XVI° mostra di Grafica ed Ex libris

 

Altri incisori italiani presenti sono: Giovanni Dettori, Carlo Iacomucci, Stefano Patrone, Gennaro Pisco, Remo Wolf e molti altri.

Folta è la presenza di artisti internazionali, solo alcuni fra i tanti: Cleo Wilkinson dall’Australia, Jiri Brazda e Gunter Hujber dalla Repubblica Ceca,. Mariya Kolyshkina, Liudmila ProKhorova e Vera Stanishevskaja dalla Russia, Leo Maillet dalla Germania, Hristo Naidenov dalla Bulgaria. Ed infine Kvartalny Vladislav dalla Bielorussia.

Altri partecipanti arrivano dalla Polonia, dal Belgio, dal Messico, dalla Lettonia, dal Canada, dal Montenegro, dalla Argentina e dalla Bielorussia. 

Questa edizione è dedicata alla memoria di Antonio Barbato e in ricordo del Dott. Gian Carlo Torre.

 

La manifestazione oltre ai patrocini istituzionali vanta quello dell’Associazione Librai Antiquari d’Italia e dell’Associazione italiana di Ex libris.

 

Scarica il catalogo della XVI° edizione della mostra di Grafica ed Ex Libris.

 

Dal testo di Luigi Edoardo Torre intitolato: Da l’Eroica a inPressioni Gian Carlo Torre 1944-2025.

Appassionato di arte fin da ragazzino, Gian Carlo Torre grazie a Renato Righetti conosce Ettore Cozzani e il mondo della silografia.

Compiuti gli studi di medicina e divenuto medico.

É animato dalla sua passione per la grafica e questa si concretizza nella realizzazione della sua prima importante mostra intitolata: Emilio Vedova Grafica e didattica.

Allestita a Aosta, nel 1975, presso la Tour Fromage.

Nel corso degli anni la sua attività si concentra sull’Ex Libris.

Un foglio grafico che nel corso dei secoli si è trasformato. Passato da segno identificativo e di proprietà del libro a opera d’arte di piccolo formato.

Portando con sé tutta la sua capacità comunicativa. E la possibilità di raccontare le persone, i fatti della vita, i personaggi e gli eventi dell’Arte e della Storia.

Negli ultimi anni diede vita a una piccola rivista, denominata inPressioni Colloquia graphica et exlibristica. Nata e cresciuta anche grazie alla collaborazione della Scuola Grafica Genovese dei Pavaniani Ettore Fassicomo.

L’ultimo numero uscì a pochi mesi dalla sua morte. Programmato anni prima dalla sua Bella testa piena di idee e di progetti per il futuro.

Mi piace pensare che il ciclo della sua vita exlibristica si chiuda allo stesso modo in cui è iniziata. Con una rivista di carta, ben stampata, piena di immagini e sogni.

inPressioni ha abbracciato idealmente l’Eroica, la rivista che ha nutrito nel tempo la sua passione.

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Armando Testa pubblicitario e artista

Armando Testa pubblicitario e artista

Armando Testa pubblicitario e artista.

Armando Testa pubblicitario e artista.

 

Un uomo curioso, Armando Testa è un uomo curioso, questa sua caratteristica si manifesta sin dall’infanzia. Quando è già animato da un forte desiderio di conoscere. Una cognizione che a suo vedere è la partenza della creatività. Una capacità che a Testa non era certo sconosciuta. Da lui applicata in tutti i campi che lo vedono protagonista. In primo luogo nella pubblicità, senza eludere il disegno, l’animazione e la pittura.

Un vero creativo non può esimersi dal burlesco, deve andare a braccetto con la presa in giro e la risata. Armando Testa pubblicitario e artista.

Basandosi su questo connubio, nascono i personaggi che animano le pubblicità, da lui prodotte, per i marchi italiani più conosciuti. 

Fra questi protagonisti il primo in ordine di tempo è Re Carpano.

Un sovrano nato per pubblicizzare il Vermut. Un vino aromatizzato, apparso, nella città di Torino, nel 1786. Da allora è ancora prodotto dalla casa Carpano.

Testa delinea una sua maestà tratta dalle vignette satiriche, in bilico fra il benvolere e la maldicenza. Simile a una bella comparsa dentro una sfilata di un Carnevale.

Un riassunto di tante caratteristiche che rendono il coronato reale molto accattivante e ancor oggi vivo e vegeto. Armando Testa pubblicitario e artista.

Segue una serie di altri soggetti, ora per gran parte presenti nella memoria e nella immaginazione di molti se non di tutti.

Un elenco composto dal Caballero e dalla inseparabile Carmencita. Personaggi nati nel 1965, per pubblicizzare il gran caffè Paulista, commercializzato dalla Lavazza.

Un anno dopo, nel 1966, troviamo i Papalla, dei pupazzi animati impiegati per pubblicizzare i televisori e le lavatrici prodotte dalla Philco. Saranno gli incontrastati e amati protagonisti dei Caroselli messi in onda dalla RAI dal 1996 al 1972. Armando Testa pubblicitario e artista.

Chiamami Peroni sarò la tua birra è di certo lo slogan più noto ideato da Armando Testa. Proposto durante il Carosello serale abbinandolo all’accattivante sorriso dell’attrice Solvi Stubing e dalle altrettanto apprezzate sue sostitute. Una pubblicità diventata parte della storia e del costume contemporaneo, giocata associando il colore biondo della birra alla fluente chioma bionda delle protagoniste.

Pippo è il nome del testimonial del marchio Lines. È un ingombrante ippopotamo di color azzurro, promotore dei pannoloni usa e getta per bambini, all’epoca un vero cambiamento. Armando Testa pubblicitario e artista.

Al suo interno due dipendenti dell’agenzia pubblicitaria Studio Testa. Avevano il compito di muovere e animare il pupazzo. Al suo esterno la vernice di color blu. Ispirata agli ippopotami in ceramica prodotti nell’antico Egitto.

Armando Testa vede negli animali dei soggetti su cui lavorare divertendosi. Ironizzando con questi amati protagonisti realizza una serie di divertenti serigrafie stampate su tela a più colori. Alcune realizzano degli animali componendoli con degli oggetti che solo nella forma richiamano il tema raffigurato. Altre ironizzano sulle peculiarità del soggetto.

Un altro soggetto destinato ad analoga interpretazione è il cibo.

Buona visione: Le serigrafie di Armando Testa – YouTube

 

Armando Testa pubblicitario e artista
Armando Testa pubblicitario e artista. 

 

 

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Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

Hiroshige Utagawa,. Edo 1797 – 12 ottobre 1858.

È un pittore e incisore. Allievo di Utagawa Toyohiro, 1773-1829 circa. Autore di stampe raffiguranti attori, guerrieri e cortigiane. Anche se il suo maggiore impegno è rivolto alle immagini tratte dalla natura: fiori, uccelli e pesci e, dopo il 1830, il paesaggio. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

É il primo artista giapponese ad impiegare: la prospettiva, le ombre e i colori anilinici importati dalla Germania.

La serie delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō è la sua opera più conosciuta e di certo il suo capolavoro. Il Tōkaidō era una strada che percorreva il Giappone da Kyoto a Edo.

La serie è composta da cinquantacinque fogli, editi dal 1832 al 1834. Comprendono cinquantatré vedute delle stazioni postali collocate lungo l’arteria, più il punto di partenza e quello d’arrivo. 

Assieme ai suoi allievi incise oltre ottomila Ukiyoe. Muore a seguito di un epidemia di colera.

 

Tōshūsai Sharaku è un mistero. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Compare all’improvviso sulla scena artistica e dopo pochissimo tempo inaspettatamente si eclissa.

Molte sono le ipotesi proposte sulla sua identità ma, nessuna di queste si è potuta dimostrare.

É un incisore attivo per circa dieci mesi, tra il 1794 e il 1795. Periodo nel quale produsse oltre centocinquanta stampe e alcuni disegni.

Tutti i suoi lavori sono pubblicati da un solo editore: Tsutaya Jūzaburō.

I fogli raffigurano per la maggior parte okubie di attori del teatro kabuki e solo in minima parte lottatori di sumo e guerrieri.

Escluso le ultime incisioni tutte le altre sono pubblicate usufruendo della preziosa tecnica del kirazuri.

Dove lo sfondo della stampa è realizzato con il costoso processo della mica chiara o scura.

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

 

 

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La tecnica delle xilografie Ukiyo-e. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

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Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyo-e.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyo-e.

 

 

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

 

Nelle immagini due Ukiyoe di Utagawa Hiroshige.