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stampe d’arte incisioni secolo

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

stampe d’arte incisioni secolo.

Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo.

 

 

L’arte del XX secolo è caratterizzata dalla rapita nascita di numerosi movimenti artistici, tutti fra loro conviventi e nel pensiero molto distanti.

Il periodo si apre vedendo l’affermazione del movimento artistico dell’Art Nouveau. Portatore di un arte che trova nella linea armoniosa e piacevole una delle sue espressioni più conosciute e apprezzate. Sostenitore di uno stile dove l’aspetto ornamentale si connette e forse si sottomette alle necessità della produzione industriale.

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo
Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

 

Nella grafica, Alphonse Mucha e pochi altri, si dedicano all’incisione. Questo perché l’epoca rispecchiava la volontà di creare un multiplo. Un prodotto nel quale l’intervento dell’artista si limitava al bozzetto, progetto in seguito affidato per l’esecuzione ad un artigiano.

Ci troviamo alla vigilia di una stagione dove l’arte è alla ricerca di una sua nuova funzione, stampe d’arte incisioni secolo.

 

Nella quale i movimenti artistici si slegano dai tradizionali processi figurativi. E dove si assiste alla nascita di mai usati modi espressivi, in contrasto, apparente o effettivo, con la tradizione e il gusto precedente. Queste tendenze si susseguono rapidamente, portando alla decontestualizzazione della figurazione e per giungere sino alla dissoluzione o alla scomparsa dell’immagine reale.

All’interno di questi mutamenti la stampa d’arte del XX secolo assume dei nuovi ruoli.

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo
Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

 

Il più evidente lo si trova nella comparsa dell’affiche, dove la grafica trova una nuova mansione, quella di affidare a un manifesto la comunicazione. Una innovazione avvenuta grazie a Henri de Toulouse-Lautrec.

 

Cambiano anche i tempi e gli scopi in cui l’artista di dedica all’incisione grafica. Ora incide nei soli momenti di calma e riflessione, lasciando alla pittura i momenti di euforia.

Questo avviene perché l’esecuzione di una matrice risulta per tempo e complessità ben più lunga di quella necessaria per la stesura di un dipinto.

La realizzazione della lastra richiede sempre riflessione e questo stato d’animo, non è escluso che sia il preludio di una maturazione dell’artista. Oppure più semplicemente di un mutamento, stampe d’arte incisioni secolo.

 

Questo è vero per artisti quali PicassoAnticipatore nelle sue opere grafiche dei temi che poi si ritroveranno nei quadri di li a poco dipinti.

 

In altre situazioni il foglio grafico è invece ridotto a una mera merce, un qualcosa destinato al puro guadagno di galleristi, critici e case d’asta. In questa situazione la stampa originale non è più il mezzo di diffusione di nuove idee e uno strumento atto alla maturazione del gusto.

Qui ci troviamo lontanissimi dalla figura del mercante d’arte promotore del movimento artistico a lui contemporaneo. Da figure quali il mercante Durand Ruel e il gallerista Ambroise Vollard. Il primo, nel 1876, promotore della seconda mostra degli impressionisti. Il secondo, nel 1895, fautore della prima importante mostra di Paul Cézanne.

Ambroise Vollard era contemporaneamente venditore di dipinti ed editore di stampe originali, da lui pensate come il mezzo per la diffusione e affermazione dell’arte d’avanguardia.

 

Per questa ragione stampa libri e album illustrati con fogli grafici originali. Fra questi è da ricordare l’edizione di una delle opere piu significative di Pierre Bonnard, l’album intitolato: Quelques aspects de la vie de Paris. Ha anche editato la Suite des saltimbanques, composta da 14 fogli incisi, all’ acquaforte e puntasecca, da Pablo Picasso. E il celebre Miserere di Georges Rouault, stampe d’arte incisioni secolo.

 

 

 

Fogli di grafica.

 

 

 

Scarica gratuitamente il Catalogo di incisioni originali.

 

 

 

CARMASSI ARTURO – Acquaforte Saunier Marco Crestomazia La leggenda dei simboli 13.

 

 

 

BAJ ENRICO – Nixon Parade I Acquaforte originale.

 

 

 

DORAZIO PIERO – Acquatinta Incisione.

 

 

 

CIRANNA – Giorgio de Chirico.

 

 

 

CIRANNA ALFONSO – Giacomo Manzu.

 

 

 

SORLIER – Bernard Buffet Lithographe.

 

 

 

SUTHERLAND GRAHAM VIVIAN – Picton.

 

 

 

FERRIANI LUCIANO – Deposizione.

 

 

 

VIVIANI GIUSEPPE – La rapa.

 

 

 

SALAMINI DANTE – Siepe ed alberi.

 

 

 

AIMONE NINO – Composizione 2 Acquaforte.

 

 

 

DE MICHELI MARIO – Luciano Minguzzi al Castello Sforzesco.

 

 

 

MOORE HENRY – La poesie Les poetes.

 

 

 

COURTHION PIERRE Georges Rouault.

 

 

 

DELTEIL LOŸS – Manuel de l’amateur d’estampes.

 

 

 

Radius Emilio – Quel matto di Manet.

 

 

 

DE MAROLLES – Livre des peintres et graveurs.

 

 

 

VITALI LAMBERTO – L’incisione italiana.

 

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mostra grafica Ex libris

mostra Grafica Ex libris

mostra Grafica Ex libris.

La XVI° mostra di Grafica ed Ex libris è un appuntamento biennale e internazionale, nato ed organizzato dal Gruppo Arte Casale.

 

Scarica il catalogo della XVI° edizione della mostra di Grafica ed Ex Libris.

 

L’evento trova negli artisti: Pio Carlo Barola, Gianpaolo Cavalli e Antonio Barbato i suoi fondatori e instancabili organizzatori.

In questa edizione sono esposte le opere di 100 artisti, autori di 544 fogli calcografici.

Una grande varietà di opere che permette di rappresentare qualunque tecnica artistica di grafica d’arte. Dalle acqueforti e acquetinte incise da Agim Sako, alle acqueforti a più colori di Elena Hlodes,. Sino alle silografie di Gianfranco Schialvino e Gianni Verna, gli indiscussi autori della rinascita di questa tecnica grafica.

Non mancano degli incisori rappresentanti il Giappone, un incarico affidato alle silografie di Masaki Sugita e alle accurate litografie di Ayaka Yamada.

Dalla Cina provengono le opere di Zhou Ying e Emily Hung.

 

mostra Grafica Ex libris
XVI° mostra di Grafica ed Ex libris

 

Vasta è la presenza di autori legati alle cattedra di grafica presso l’Accademia Albertina di. Torino, di diplomati presso questa istituzione e più in generale di incisori piemontesi di nascita.

Fra i primi: Sergio Saroni, Francesco Tabusso, Filippo Scroppo e Piero Martina. Fra gli altri: Umberto Mastroianni, Om Bosser, Amelia Platone, Mario Surbone, Antonio Carena e Lorenzo Alessandri.

mostra Grafica Ex libris
XVI° mostra di Grafica ed Ex libris

 

Altri incisori italiani presenti sono: Giovanni Dettori, Carlo Iacomucci, Stefano Patrone, Gennaro Pisco, Remo Wolf e molti altri.

Folta è la presenza di artisti internazionali, solo alcuni fra i tanti: Cleo Wilkinson dall’Australia, Jiri Brazda e Gunter Hujber dalla Repubblica Ceca,. Mariya Kolyshkina, Liudmila ProKhorova e Vera Stanishevskaja dalla Russia, Leo Maillet dalla Germania, Hristo Naidenov dalla Bulgaria. Ed infine Kvartalny Vladislav dalla Bielorussia.

Altri partecipanti arrivano dalla Polonia, dal Belgio, dal Messico, dalla Lettonia, dal Canada, dal Montenegro, dalla Argentina e dalla Bielorussia. 

Questa edizione è dedicata alla memoria di Antonio Barbato e in ricordo del Dott. Gian Carlo Torre.

 

La manifestazione oltre ai patrocini istituzionali vanta quello dell’Associazione Librai Antiquari d’Italia e dell’Associazione italiana di Ex libris.

 

Scarica il catalogo della XVI° edizione della mostra di Grafica ed Ex Libris.

 

Dal testo di Luigi Edoardo Torre intitolato: Da l’Eroica a inPressioni Gian Carlo Torre 1944-2025.

Appassionato di arte fin da ragazzino, Gian Carlo Torre grazie a Renato Righetti conosce Ettore Cozzani e il mondo della silografia.

Compiuti gli studi di medicina e divenuto medico.

É animato dalla sua passione per la grafica e questa si concretizza nella realizzazione della sua prima importante mostra intitolata: Emilio Vedova Grafica e didattica.

Allestita a Aosta, nel 1975, presso la Tour Fromage.

Nel corso degli anni la sua attività si concentra sull’Ex Libris.

Un foglio grafico che nel corso dei secoli si è trasformato. Passato da segno identificativo e di proprietà del libro a opera d’arte di piccolo formato.

Portando con sé tutta la sua capacità comunicativa. E la possibilità di raccontare le persone, i fatti della vita, i personaggi e gli eventi dell’Arte e della Storia.

Negli ultimi anni diede vita a una piccola rivista, denominata inPressioni Colloquia graphica et exlibristica. Nata e cresciuta anche grazie alla collaborazione della Scuola Grafica Genovese dei Pavaniani Ettore Fassicomo.

L’ultimo numero uscì a pochi mesi dalla sua morte. Programmato anni prima dalla sua Bella testa piena di idee e di progetti per il futuro.

Mi piace pensare che il ciclo della sua vita exlibristica si chiuda allo stesso modo in cui è iniziata. Con una rivista di carta, ben stampata, piena di immagini e sogni.

inPressioni ha abbracciato idealmente l’Eroica, la rivista che ha nutrito nel tempo la sua passione.

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Armando Testa pubblicitario e artista

Armando Testa pubblicitario e artista

Armando Testa pubblicitario e artista.

Armando Testa pubblicitario e artista.

 

Un uomo curioso, Armando Testa è un uomo curioso, questa sua caratteristica si manifesta sin dall’infanzia. Quando è già animato da un forte desiderio di conoscere. Una cognizione che a suo vedere è la partenza della creatività. Una capacità che a Testa non era certo sconosciuta. Da lui applicata in tutti i campi che lo vedono protagonista. In primo luogo nella pubblicità, senza eludere il disegno, l’animazione e la pittura.

Un vero creativo non può esimersi dal burlesco, deve andare a braccetto con la presa in giro e la risata. Armando Testa pubblicitario e artista.

Basandosi su questo connubio, nascono i personaggi che animano le pubblicità, da lui prodotte, per i marchi italiani più conosciuti. 

Fra questi protagonisti il primo in ordine di tempo è Re Carpano.

Un sovrano nato per pubblicizzare il Vermut. Un vino aromatizzato, apparso, nella città di Torino, nel 1786. Da allora è ancora prodotto dalla casa Carpano.

Testa delinea una sua maestà tratta dalle vignette satiriche, in bilico fra il benvolere e la maldicenza. Simile a una bella comparsa dentro una sfilata di un Carnevale.

Un riassunto di tante caratteristiche che rendono il coronato reale molto accattivante e ancor oggi vivo e vegeto. Armando Testa pubblicitario e artista.

Segue una serie di altri soggetti, ora per gran parte presenti nella memoria e nella immaginazione di molti se non di tutti.

Un elenco composto dal Caballero e dalla inseparabile Carmencita. Personaggi nati nel 1965, per pubblicizzare il gran caffè Paulista, commercializzato dalla Lavazza.

Un anno dopo, nel 1966, troviamo i Papalla, dei pupazzi animati impiegati per pubblicizzare i televisori e le lavatrici prodotte dalla Philco. Saranno gli incontrastati e amati protagonisti dei Caroselli messi in onda dalla RAI dal 1996 al 1972. Armando Testa pubblicitario e artista.

Chiamami Peroni sarò la tua birra è di certo lo slogan più noto ideato da Armando Testa. Proposto durante il Carosello serale abbinandolo all’accattivante sorriso dell’attrice Solvi Stubing e dalle altrettanto apprezzate sue sostitute. Una pubblicità diventata parte della storia e del costume contemporaneo, giocata associando il colore biondo della birra alla fluente chioma bionda delle protagoniste.

Pippo è il nome del testimonial del marchio Lines. È un ingombrante ippopotamo di color azzurro, promotore dei pannoloni usa e getta per bambini, all’epoca un vero cambiamento. Armando Testa pubblicitario e artista.

Al suo interno due dipendenti dell’agenzia pubblicitaria Studio Testa. Avevano il compito di muovere e animare il pupazzo. Al suo esterno la vernice di color blu. Ispirata agli ippopotami in ceramica prodotti nell’antico Egitto.

Armando Testa vede negli animali dei soggetti su cui lavorare divertendosi. Ironizzando con questi amati protagonisti realizza una serie di divertenti serigrafie stampate su tela a più colori. Alcune realizzano degli animali componendoli con degli oggetti che solo nella forma richiamano il tema raffigurato. Altre ironizzano sulle peculiarità del soggetto.

Un altro soggetto destinato ad analoga interpretazione è il cibo.

Buona visione: Le serigrafie di Armando Testa – YouTube

 

Armando Testa pubblicitario e artista
Armando Testa pubblicitario e artista. 

 

 

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Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

Hiroshige Utagawa,. Edo 1797 – 12 ottobre 1858.

È un pittore e incisore. Allievo di Utagawa Toyohiro, 1773-1829 circa. Autore di stampe raffiguranti attori, guerrieri e cortigiane. Anche se il suo maggiore impegno è rivolto alle immagini tratte dalla natura: fiori, uccelli e pesci e, dopo il 1830, il paesaggio. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

É il primo artista giapponese ad impiegare: la prospettiva, le ombre e i colori anilinici importati dalla Germania.

La serie delle Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō è la sua opera più conosciuta e di certo il suo capolavoro. Il Tōkaidō era una strada che percorreva il Giappone da Kyoto a Edo.

La serie è composta da cinquantacinque fogli, editi dal 1832 al 1834. Comprendono cinquantatré vedute delle stazioni postali collocate lungo l’arteria, più il punto di partenza e quello d’arrivo. 

Assieme ai suoi allievi incise oltre ottomila Ukiyoe. Muore a seguito di un epidemia di colera.

 

Tōshūsai Sharaku è un mistero. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Compare all’improvviso sulla scena artistica e dopo pochissimo tempo inaspettatamente si eclissa.

Molte sono le ipotesi proposte sulla sua identità ma, nessuna di queste si è potuta dimostrare.

É un incisore attivo per circa dieci mesi, tra il 1794 e il 1795. Periodo nel quale produsse oltre centocinquanta stampe e alcuni disegni.

Tutti i suoi lavori sono pubblicati da un solo editore: Tsutaya Jūzaburō.

I fogli raffigurano per la maggior parte okubie di attori del teatro kabuki e solo in minima parte lottatori di sumo e guerrieri.

Escluso le ultime incisioni tutte le altre sono pubblicate usufruendo della preziosa tecnica del kirazuri.

Dove lo sfondo della stampa è realizzato con il costoso processo della mica chiara o scura.

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku

 

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyo-e.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyo-e. Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyo-e.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyo-e.

 

 

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

 

Nelle immagini due Ukiyoe di Utagawa Hiroshige.

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Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Gli artisti giapponesi più conosciuti al di fuori del Giappone sono Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Kitagawa Utamaro visse dal 1754 al 1806 e Katsushika Hokusai dal 1760 al 1849, si possono considerare contemporanei.

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Sulla vita di Utamaro si hanno poche certezze e si conoscono molteplici informazioni tutte fra loro dissonanti.

É allievo di Toriyama Sekien (1712 – 1788). Visse fin da bambino con il suo maestro. Per questa ragione alcuni pensano che possa essere suo figlio.

Dalla primavera del 1781 adotta come pseudonimo, in giapponese , il nome di Utamaro.

Dal 1783 e per circa cinque anni visse a casa dell’amico ed editore Tsutaya Jūzaburō. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Con lui realizza i suoi primi ed importanti lavori.

Nel 1788, il Libro illustrato degli insetti scelti. Figurato con quindici doppie pagine raffiguranti una pianta in fiore o un frutto. Accostate a uno o più insetti o a rettili.

Sempre nello stesso anno è edito il Canto del guanciale, illustrato da dodici scene policrome erotiche a doppia pagina.

Donne singole o in gruppo sono per Utamaro un soggetto d’ispirazione continua.

Le raffigura in variate occupazioni. Senza trascurare quelle impegnate nelle occupazioni del quotidiano. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Rappresentandole nella loro corporeità, indagandone i sentimenti o le passioni.

Con le illustrazioni del libro intitolato. Hideyoshi e le sue cinque concubine è accusato di insultare la dignità di Toyotomi Hideyoshi. Questa edizione gli procurò dei problemi con la giustizia che gli costarono una condanna alle manette per cinquanta giorni.

 

Hokusai è un artista eccentrico, un kijin, dalla vita avventurosa e complicata da varie difficoltà. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Questo suo stile di vita motiva la sua abitudine o forse meglio la necessità di non vivere nello stesso luogo per più di pochi mesi.

Durante la sua vita ha cambiato residenza più di novanta volte e mutò il suo nome d’arte numerose volte. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

Solo dal 1798 assume il suo pseudonimo più conosciuto. Quello di Hokusai. Una forma abbreviata di Hokushinsai che significa Studio della stella polare.

All’età di sessant’anni muto il nome in Iitsu e negli ultimi anni di vita lo variò in Manji il vecchio pazzo per la pittura.

 

Hokusai è autore di molte opere. Le più conosciute ed apprezzate sono i Manga e le raffigurazioni di paesaggio. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

I Manga sono una serie di manuali didattici. Pensati da Hokusai come uno strumento per l’apprendimento del disegno.

L’opera è composta da quindici libri. Editi a partire dal 1814. Contiene numerosissime immagini, tutte stampate impiegando tre soli colori: il nero, il grigio e un rosa pallido.

Le illustrazioni sono degli schizzi che compendiano lo stile, la vita e le tradizioni del popolo giapponese.

Questo avviene per mezzo di illustrazioni: di paesaggi, di flora e fauna, di scene di vita quotidiana e appartenenti al soprannaturale.

Alla seconda categoria appartengono le Trentasei vedute del monte Fuji. Edite fra il 1830 e il 1832. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

A questa serie appartiene la sua stampa più nota:. La grande onda presso la costa di Kanagawa.

Troviamo anche un capolavoro quale la Giornata limpida col vento del sud.

Dove il monte Fuji è raffigurato di color rosso. Una rappresentazione di un fenomeno conosciuto con il nome di Fuji rosso. Evento atmosferico che con il tempo è diventato un secondo nome con cui si indica questa stampa.

La prima tiratura delle Trentasei vedute del monte Fuji è composta da trentasei stampe. Nelle edizioni successive ne sono aggiunte altre dieci, portando l’edizione a quarantasei fogli. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Il soggetto della montagna sacra è ripreso e variato in un’altra serie le Cento vedute del Fuji.

Un opera stampata in formato minore e in sumizurie. Composta di tre libri. I primi due editi fra il 1834 e il 1835. Il terzo attorno al 1849.

Il libro ha varie edizioni. Tutte tratte dalle matrici originali.

L’edizione originale dei primi due volumi è impressa da Egawa Tomekichi per l’editore Nishimuraya Yohachi. L’edizione originale del terzo volume è stampata da Sentaro Tomekichi, il figlio di Egawa. K

 

 

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

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Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

 

 

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

 

Nell’immagine:. Kitagawa Utamaro, La donna con il fischietto.

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai

Il monte Fuji o il Fuji san è l’indiscusso simbolo del Giappone. É un vulcano inattivo dal 1708, situato nell’Honshū, il principale arcipelago giapponese. Con i suoi  3776 metri è la cima più alta del paese, innevata per la maggior parte dell’anno. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

La quasi perenne presenza della neve in vetta al Fuji è anche parte della mitologia giapponese.

Nella quale si narra del dio Miogi no Mikoto e della sua vendetta sul monte. Reo di avegli negato l’ospitalità per una notte. Per questo la divinità, con l’ausilio della neve, volle condannare il Fuji a passare la sua esistenza in isolamento. 

Il Fuji è una delle tre montagne sacre. Fra queste è la più venerata dalla popolazione giapponese. Il suo culto risale a prima dell’inizio del periodo Heian e dal periodo Muromachi il pellegrinaggio al Fuji san si è molto diffuso. Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Un luogo dove ogni giapponese, almeno una volta nella vita, deve compiere un pellegrinaggio.

Le altre due montagne considerate come sacre sono il monte Tate e al monte Haku.

Il Tateyama o Monte Tate si trova nella Prefettura di Toyama.

Il Monte Haku o Haku san è un vulcano localizzato ai confini delle prefetture di Gifu, Fukui e Ishikawa.