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stampe d’arte incisioni secolo

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

stampe d’arte incisioni secolo.

Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo.

 

 

L’arte del XX secolo è caratterizzata dalla rapita nascita di numerosi movimenti artistici, tutti fra loro conviventi e nel pensiero molto distanti.

Il periodo si apre vedendo l’affermazione del movimento artistico dell’Art Nouveau. Portatore di un arte che trova nella linea armoniosa e piacevole una delle sue espressioni più conosciute e apprezzate. Sostenitore di uno stile dove l’aspetto ornamentale si connette e forse si sottomette alle necessità della produzione industriale.

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo
Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

 

Nella grafica, Alphonse Mucha e pochi altri, si dedicano all’incisione. Questo perché l’epoca rispecchiava la volontà di creare un multiplo. Un prodotto nel quale l’intervento dell’artista si limitava al bozzetto, progetto in seguito affidato per l’esecuzione ad un artigiano.

Ci troviamo alla vigilia di una stagione dove l’arte è alla ricerca di una sua nuova funzione, stampe d’arte incisioni secolo.

 

Nella quale i movimenti artistici si slegano dai tradizionali processi figurativi. E dove si assiste alla nascita di mai usati modi espressivi, in contrasto, apparente o effettivo, con la tradizione e il gusto precedente. Queste tendenze si susseguono rapidamente, portando alla decontestualizzazione della figurazione e per giungere sino alla dissoluzione o alla scomparsa dell’immagine reale.

All’interno di questi mutamenti la stampa d’arte del XX secolo assume dei nuovi ruoli.

stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo
Considerazioni sulle stampe d’arte e incisioni impresse nel XX secolo

 

Il più evidente lo si trova nella comparsa dell’affiche, dove la grafica trova una nuova mansione, quella di affidare a un manifesto la comunicazione. Una innovazione avvenuta grazie a Henri de Toulouse-Lautrec.

 

Cambiano anche i tempi e gli scopi in cui l’artista di dedica all’incisione grafica. Ora incide nei soli momenti di calma e riflessione, lasciando alla pittura i momenti di euforia.

Questo avviene perché l’esecuzione di una matrice risulta per tempo e complessità ben più lunga di quella necessaria per la stesura di un dipinto.

La realizzazione della lastra richiede sempre riflessione e questo stato d’animo, non è escluso che sia il preludio di una maturazione dell’artista. Oppure più semplicemente di un mutamento, stampe d’arte incisioni secolo.

 

Questo è vero per artisti quali PicassoAnticipatore nelle sue opere grafiche dei temi che poi si ritroveranno nei quadri di li a poco dipinti.

 

In altre situazioni il foglio grafico è invece ridotto a una mera merce, un qualcosa destinato al puro guadagno di galleristi, critici e case d’asta. In questa situazione la stampa originale non è più il mezzo di diffusione di nuove idee e uno strumento atto alla maturazione del gusto.

Qui ci troviamo lontanissimi dalla figura del mercante d’arte promotore del movimento artistico a lui contemporaneo. Da figure quali il mercante Durand Ruel e il gallerista Ambroise Vollard. Il primo, nel 1876, promotore della seconda mostra degli impressionisti. Il secondo, nel 1895, fautore della prima importante mostra di Paul Cézanne.

Ambroise Vollard era contemporaneamente venditore di dipinti ed editore di stampe originali, da lui pensate come il mezzo per la diffusione e affermazione dell’arte d’avanguardia.

 

Per questa ragione stampa libri e album illustrati con fogli grafici originali. Fra questi è da ricordare l’edizione di una delle opere piu significative di Pierre Bonnard, l’album intitolato: Quelques aspects de la vie de Paris. Ha anche editato la Suite des saltimbanques, composta da 14 fogli incisi, all’ acquaforte e puntasecca, da Pablo Picasso. E il celebre Miserere di Georges Rouault, stampe d’arte incisioni secolo.

 

 

 

Fogli di grafica.

 

 

 

Scarica gratuitamente il Catalogo di incisioni originali.

 

 

 

CARMASSI ARTURO – Acquaforte Saunier Marco Crestomazia La leggenda dei simboli 13.

 

 

 

BAJ ENRICO – Nixon Parade I Acquaforte originale.

 

 

 

DORAZIO PIERO – Acquatinta Incisione.

 

 

 

CIRANNA – Giorgio de Chirico.

 

 

 

CIRANNA ALFONSO – Giacomo Manzu.

 

 

 

SORLIER – Bernard Buffet Lithographe.

 

 

 

SUTHERLAND GRAHAM VIVIAN – Picton.

 

 

 

FERRIANI LUCIANO – Deposizione.

 

 

 

VIVIANI GIUSEPPE – La rapa.

 

 

 

SALAMINI DANTE – Siepe ed alberi.

 

 

 

AIMONE NINO – Composizione 2 Acquaforte.

 

 

 

DE MICHELI MARIO – Luciano Minguzzi al Castello Sforzesco.

 

 

 

MOORE HENRY – La poesie Les poetes.

 

 

 

COURTHION PIERRE Georges Rouault.

 

 

 

DELTEIL LOŸS – Manuel de l’amateur d’estampes.

 

 

 

Radius Emilio – Quel matto di Manet.

 

 

 

DE MAROLLES – Livre des peintres et graveurs.

 

 

 

VITALI LAMBERTO – L’incisione italiana.

 

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Il fascino del libro figurato d’autore

Il fascino del libro figurato d’autore

Il fascino del libro figurato d’autore.

Il fascino del libro figurato d’autore.

 

Un collezionista che dirige il suo interesse verso i libri figurati d’autore è un esigente e raffinato bibliofilo.

Un amatore che raccoglie solo degli esemplari rari di edizioni per lo più moderne. Quest’ultime tutte accomunate e caratterizzate da un elevato valore tipografico e artistico.

Questi preziosi volumi correlano al testo le illustrazioni da un’artista. Si presentano numerati, posti in commercio o fuori commercio, figurati con disegni e grafica originale. Gli editori sono sia italiani sia stranieri. Il fascino del libro figurato d’autore.

La storia del libro figurato d’autore non può prescindere dalla figura e dalla sensibilità di Ambroise Vollard, di professione mercante d’arte.

 

Ambroise Vollard è un uomo bonario e singolare. Un figlio di una Parigi vivace e raffinata. Nasce a Saint Denis, all’epoca una colonia francese posta nell’Oceano Indiano. É il 3 luglio 1866. Perde la vita nel comune francese di Versailles. Questo tragico evento avviene a seguito di un incidente stradale. É il 21 luglio 1939. Il fascino del libro figurato d’autore.

É un gallerista che preponeva ai suoi clienti opere di artisti quali:. Edgar Degas,. Pierre Auguste Renoir,. Henri Toulouse Lautrec,. Pierre Bonnard,. Henri Matisse,. Georges Braque,Paul Cézanne,. Aristide Maillol,. Pablo Picasso,. Georges Rouault,. Paul Gauguin,. Vincent van Gogh,. Marc Chagall e di molti altri. Ora tutti pittori annoverati nelle pagine di qualunque volume di storia dell’arte.

 

Ambroise Vollard apre la sua galleria a Parigi, al 6 di Rue Laffitte. Qui inizia la sua attività commerciale in campo artistico. Caratterizzata dal farsi promotore dell’arte all’epoca giudicata d’avanguardia. Il fascino del libro figurato d’autore.

Fedele a questa logica, nel 1901, è uno dei primi galleristi a promuovere le opere di Pablo Picasso. In quell’anno appena arrivato a Parigi. Il fascino del libro figurato d’autore.

Spinto dalla sua passione per quella che considerava la buona pittura diventa un protettore e amico fraterno degli artisti che espone in galleria.

Tutto questo gli ha permesso di diventare uno dei mercanti d’arte più importanti di sempre.

Molte informazioni sulla sua vita si traggono dalla lettura del suo scritto autobiografico. Un testo intitolato: Souvenir d’un marchand de tableaux. Edito a Parigi, da Albin Michel, nel 1937. 

Proprio su queste pagine, Ambroise Vollard confessa la sua passione per la buona pittura. Rivela anche di essere un autentico estimatore dei lavori ottenuti dall’impiego delle tecniche incisorie. Il fascino del libro figurato d’autore.

Quest’ultimo grande interesse lo spinse a pubblicare le Estampes d’auteurs.

 

Questa è una raccolta di incisioni originali, caratterizzate dall’essere realizzate e stampate dagli artisti che gravitano attorno alla sua galleria.

Con questa iniziativa nascono i peintre graveurs, i pittori incisori. Il fascino del libro figurato d’autore.

Questi sono un gruppo di pittori d’avanguardia, tutti soggetti all’influenza culturale esercitata da Ambroise Vollard. Un ascendente che li porta a lavorare impiegando le tecniche artistiche proprie della grafica originale.

Sono un assieme d’artisti che affiancano al famigliare pennello lo studio e il raffronto con la più severa esecuzione richiesta dalla tecnica incisoria.

I peintre graveurs sono autori di fogli grafici dove trasportano e realizzano in una nuova forma il loro linguaggio. In questo modo danno vita a delle incisioni che parlano il lessico proprio dell’avanguardia pittorica. Una comunicazione già presente nelle loro opere dipinte e ora riproposta nelle loro incisioni.

 

In questo modo nascono le incisioni originali realizzate da pittori quali:. Bonnard,. Cézanne,. Renoir,. Redon,. Sisley e da molti altri artisti aderenti all’impressionismo. Tutti dei fogli grafici di grande qualità e originalità creativa. Il fascino del libro figurato d’autore.

Tuttavia lo spirito imprenditoriale di  Ambroise Vollard non si ferma qui.

In un passo della sua autobiografia si legge:. Durante le mie passeggiate sovente mi fermavo dai rivenditori di libri usati. Sfogliando i volumi trovai sul frontespizio l’indicazione all’editore Ambroise Firmin Didot. In casuale richiamo al mio nome mi indusse a pensare a Ambroise Vollard editore.

Lo sviluppo di questa casualità porta Ambroise Vollard all’idea di imprimere dei testi di poesia o di letteratura. Libri nei quali il testo è illustrato dai peintre graveurs.

Sempre il caso dirige Ambroise Vollard verso la sua prima edizione. Il fascino del libro figurato d’autore.

Tutto avviene a seguito di un incontro occasionale, avvenuto su un omnibus. Qui intravede Paul Verlaine e scopre la poesia. Immediato segue lo sfogliare il Parallèlement e provare la certezza che quello era il giusto scritto da pubblicare.

Verlaine pubblica Parallèlement nel 1889. Un volume edito in 500 copie, da Léon Vanier, a Paris. Il testo si compone da una serie di poesie erotiche e religiose. Nelle quali l’autore traccia un parallelo tra la sua vita dissoluta e l’innocenza della vita religiosa.

Per ultimo il novello editore sceglie Pierre Bonnard come pittore a cui affidare l’esecuzione delle figure ad integrazione del testo poetico. Il fascino del libro figurato d’autore.

Bonnard lavora con fervore al progetto. Per la realizzazione trae spunto da opere dipinte in precedenza. Quali i ritratti di nudo che raffigurano la sua compagna Marthe.

Questi quadri sono la base di molte litografie poste nel libro.

Altre illustrazioni derivano da immagini fotografiche scattare da Bonnard a Marthe. Scatti nei quale l’amante posa nuda nel suo appartamento.

Queste fotografie sono caratterizzate da uno stile casuale e da inquadrature informali. Tutte delle particolarità volutamente ricercate. Alla base di quella libertà che ispira tutte le illustrazioni presenti in questa edizione del Parallèlement. Il fascino del libro figurato d’autore.

 

In questo momento nasce il primo libro figurato d’autore. Capostipite di una lunga serie di tesori d’arte. Il fascino del libro figurato d’autore.

 

Il fascino del libro figurato d’autore

 

Nell’immagine:. Jentsch Ralph, I libri d’artista italiani del Novecento, Allemandi 1993.

 

 

DI SAN LAZZARO GUALTIERI – Parigi era viva.

 

 

MOORE HENRY – La poesie Les poetes.

 

 

CARLUCCIO LUIGI – Antologia di scrittori piemontesi.

 

 

DE NERVAL GERARD – Sylvie Dessins de Vittorio Accornero Unite 8 tavole originali Il fascino del libro figurato d’autore..

 

 

D’AZEGLIO MASSIMO – Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta.

 

 

DAUDET ALFONSO – Tartarin sulle alpi 1887.

 

 

HUSSON JULES FRANÇOIS FÉLIX Champfleury – Souvenirs des funambules.

 

 

KAISSERLIAN GIORGIO – Una serata al caffè nord.

 

 

CHIARA PIERO – Le cinque lettere della monaca portoghese.

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Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta

Pinocchio nelle edizioni più significative dopo gli anni settanta

Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Pinocchio nelle edizioni più significative edite dagli anni settanta.

 

Le edizioni illustrate da Sergio Rizzato, Roland Topor e Attilio Cassinelli.

Le avventure di Pinocchio illustrate da Sergio Rizzato sono pubblicate a Milano, dalle Edizioni Accademia nel 1976.

Appartengono alla collana:. I grandi classici per la gioventù.

L’interpretazione data dall’illustratore prevede una trasposizione del libro di spirito iperrealista. Dove il particolare è posto volutamente in evidenza.

Questa è frutto di uno carattere puntiglioso. Con un risultato complessivo simile al cartone animato. Fatto di reali personaggi alle prese con avventure inverosimili.

Per evitare confusioni. Esiste una edizione del Pinocchio con le illustrazioni a firma Sergio. In questo caso l’autore è Romano Rizzato che firmava le sue opere con lo pseudonimo Sergio.

Questa è una edizione di facile reperibilità. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Individuabile dalla presenza del testo integrale del romanzo per bambini, con la prefazione di Luigi Volpicelli.

Impressa a Milano, dai Fratelli Fabbri Editori, nel 1965.

Il libro è in 4°, misura 31 x 23 cm. Pagine 200,(4). Contiene 236 illustrazioni. Un ritratto di Collodi a mezzatinta. Una vignetta in nero. 36 vignette in nero in testa ai capitoli. 14 illustrazioni a piena pagina a colori. 4 illustrazioni a doppia pagina a colori. 180 illustrazioni a colori intercalate nel testo o interposte sulle pagine. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Rilegato in similpelle di colore blu. Al piatto anteriore è illustrata da una grande figura di Pinocchio, impressa in oro. Al dorso in oro il titolo, due raffigurazioni di Pinocchio e filetti.

 

 

Roland Topor è autore di una delle più significative interpretazioni del romanzo di Collodi. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Lui è un personaggio eclettico: romanziere, drammaturgo, pittore, incisore, fotografo, attore e scenografo.

É ammiratore del dadaismo e del surrealismo.

Il suo Pinocchio sembra appena disceso dal celeberrimo lettino dello psicologo. Dove durante la seduta era comodamente disteso. In balia del libero trasporto del suo flusso dei suoi pensieri. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

L’interpretazione data da Roland Topor è in chiave volutamente simbolica.

Addossa al burattino una molteplicità di significati latenti, ambiguità non dichiarate e nascoste tentazioni.

Il suo Pinocchio è raro da trovare.

Ha una prima ed unica edizione. Edita nel 1972, per conto della Olivetti. Una edizione fuori commercio.

In 4° di 34 x 28 cm. Pagine 142, (5). Contiene 23 tavole di 13 a colori e 10 in bianco e nero.

 

 

Attilio Cassinelli pensa un Pinocchio di grandi dimensioni, in folio. Edito a Firenze, da Giunti nel 1981. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Come Mussino firma Attilio.

È autore di semplici illustrazioni a colori. Questo sono immagini dirette,. Lampanti,. Geometriche,. Dai tratti essenziali. Delle figure che non indugiano sulla caratterizzazione del personaggio.

Per chi volesse saperne di più.

Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Rodolfo Biaggioni, Pinocchio. Cent’anni d’avventure illustrate. Bibliografia delle edizioni illustrate italiane di C. Collodi. Le avventure di Pinocchio. 1881/83-1983,.Firenze,.Giunti Marzocco,.1984.

Valentino Baldacci, Andrea Rauch. Pinocchio e la sua immagine. Editore Giunti Marzocco 1981 pp. 154. Catalogo della mostra In calce l’elenco degli illustratori italiani di Pinocchio. Nel volume sono presentati:. Mazzanti,. Chiostri,. Mussino,.Tofano,. L. e M. A. Cavalieri,. Sarri,. Mannini,. Bernardini,. Faorzi,. Disney,. Manca,. Galizzi,. Porcheddu,. Nicouline,. Mosca,. Sinòpico,. Angoletta,.Mattioli,. Jacovitti,. Accornero,. Longoni,. Topor e. Cassinelli.

Nell’immagine Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Roland Topor.

 

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Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta.

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta.

In questo periodo le edizioni contemporanee del capolavoro di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, sono numerosissime.

Questo fa si che sia un arduo lavoro individuare e sintetizzare le più significative.

Tutte queste edizioni si basano sulla lettura del testo originale. Nutrendosi e appropriandosi di quel universo uscito dalla penna dell’autore. Dando vita a un mondo che l’illustratore deve rielaborate in base alle proprie esperienze d’infanzia e di vita.

Con questa partenza, di certo, non possiamo escludere dall’elenco le stampe illustrate da:. Jacovitti, Alberto Longoni e Guido Bertelli.

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Benito Franco Jacovitti si è più volte cimentato con il Pinocchio, un burattino da lui molto amato.

Il suo primo approccio lo vede l’autore di disegni a commento del romanzo per ragazzi. Queste illustrazioni comparvero nel 1943, con i tipi della casa editrice La Scuola, di Brescia. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta.

A questo iniziale avvicinamento segue una versione a fumetti.

Prima stampata sulle pagine del periodo cattolico il Vittorioso.
In seguito pubblicata, dal 1946 al 1947, per i tipi della Casa editrice AVE, editore gravitante nell’ambito dell’Azione Cattolica Italiana.

Nel 1964, sempre la AVE, pubblica in forma di libro un suo nuovo lavoro.
Composto da vivaci e colorate tavole che animano il racconto delle avventure del famoso burattino. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Qui Pinocchio è immerso nel mondo di Jacovitti. Uno spazio composto dall’abbondanza e dalla imprevedibilità della figure. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

 

A questa stampa seguono numerose ristampe ad opera di vari editori.
Edite dai Fratelli Spada sono la seconda del 1969 e terza 1973, riedita nel 1977.
La quarta, con allegato disco, dalla C.S.E.I. nel 1982.
La quinta è del 1983, per l’Editrice Fratelli Spada.

La sesta del 1992, la settima del 2001 e l’ottava del 2011 sono di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri con postfazione a cura di Gianni Brunoro. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Nel 1963, Alberto Longoni illustra il suo Pinocchio in bianco e nero.

É questa una edizione di grande formato, le dimensioni:. 70 cm di altezza e 50 di base. Edita da Vallardi.

É questa una stampa che fuoriesce con forza dalla tradizione. Caratterizzata da una personale interpretazione. Realizzata da finissimi tratti, quasi calligrafica.
L’edizione è fuori commercio, dedicata ai bambini dei medici italiani. Realizzata dall’ufficio pubblicità Midy.

Il volume comprende 8 tavole pubblicitarie. Illustrazioni eliminate nell’edizione commerciale del 1964. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Nel novembre 1965 l’editore Arnoldo Mondadori imprime Le Avventure di Pinocchio, illustrate da Guido Bertelli.

Libro in 8°, di circa 28 x 24 cm.

Commercializzato in una rilegatura rigida, figurata da un Pinocchio. Qui la figura del burattino è posta di traverso e si estende su tutta la superficie dei piatti e del dorso. Pinocchio è rappresentato sdraiato, su un fondo di colore bianco, con le braccia sotto la testa. Vestito di un abito in tessuto a fondo rosa con decori in lilla e verde. 

Sin da questo primo impatto si da vita a un Pinocchio più che umano. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

All’interno un susseguirsi di suggestive tavole dai bei colori. Giocati a forti contrasti.

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine:. Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Jacovitti.

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Pinocchio nell’editoria del dopoguerra

Pinocchio nell’editoria del dopoguerra

Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

 

Per le edizioni illustrate di Pinocchio il dopoguerra ci riserva una grande possibilità di scelta.

Alternando edizioni molto comuni a reperirsi ad altre decisamente rare.

Primo Sinopico, pseudonimo di Raoul de Chareun, è autore di una edizione datata 1946. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

Edita a Milano, per le Edizioni Cenobio, in 3.000 esemplari, di cui 500 in edizione di lusso numerata. Contiene 70 illustrazioni complessive, di cui 6 a doppia pagina e 1 nella pagina. Il volume è caratterizzato da disegni dai colori pastello e dalla resa irreale del paesaggio. Peculiarità che portano in un mondo irreale e nella atmosfera della favola.

Libico Romano Maraja nasce a Bellinzona, nel Canton Ticino. Si spegne a Montorfano in provincia di Como. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

La sua interpretazione di Pinocchio appare nel 1947, dall’editore il Carroccio. Inizia con questa edizione una lunghissima serie di ristampe. Nelle quali al Carroccio si affiancano anche i Fratelli Fabbri.

Le illustrazioni si presentano con colori accurati, dal sapore sdolcinato. Con caratterizzazioni dei personaggi poco variate. L’edizione preannuncia quel gusto che diverrà prevalente negli anni cinquanta del Novecento.

Un volume di certo degno da essere alloggiato senza sfigurare in qualunque collezione.

Aurelio Galleppini è un disegnatore che firmava con lo pseudonimo di Galep. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

È un fumettista. Alla sua matita si riconduce Tex Willer, il protagonista di avventurosi fumetti di genere westernEroe tenuto a battesimo con la striscia intitolata Il totem misterioso edita il 30 settembre 1948.

Galep è l’autore delle illustrazioni di un Pinocchio dove il testo originale di Carlo Collodi vede un adattamento a cura di Marcello Serra. Questa è una pubblicazione composta da 32 pagine. Edita a Firenze, dalla Nerbini, probabilmente nel 1947.

Agli inizi degli anni Cinquanta appare l’interpretazione di Bruno Angoletta, edita nel 1951, a Milano, per le edizioni Garzanti.

 

Il Pinocchio di Carlo Jacono è illustrato con 8 tavole a colori impresse al fronte e al retro.

Edito a Milano, dall’Editrice Carroccio, probabilmente nel 1952.

È certo più significativo ricordare questo illustratore nei panni dell’Uomo del cerchio. Pseudonimo motivato dal suo stile inconfondibile. Caratterizzato dalla presenza di un cerchio nella composizione di molte sue copertine anteriori. Quest’ultime apparse nella collana dei gialli Mondadori ed in molte altre simili pubblicazioni. Tutte firmate col solo cognome Jacono. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

Nel 1953 sarà commercializzata l’opera illustrata da Guido Moroni Celsi.

Edita, a Milano, per le edizioni Boschi, nella collana Strenna 1. Volume in 4° di 33,7 x 24,3 cm. Composto da 125,(1) pagine. Illustrato da 8 tavole a colori e 119 illustrazioni suddivise sulle pagine di testo e poste in una riserva in alto a destra.

Su ogni  pagina è anche presente una cornice contenente da successione di nove disegni in color azzurro, firmati Peter. Raffigurano in sequenza ripetuta:. La fatina turchina,. Geppetto,. Mastro Ciliegia,. La volpe,. Il gatto,. Mangiafuoco,. Lucignolo e. Il carabiniere. Tutti sovrastati da un burattino. Lo stesso editore in contemporanea commercializzava edizioni di dimensioni minori in 8°. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

La matita del fiorentino Leonardo Mattioli delinea un raffinato Pinocchio. Ridotto alla sola silhouette geometrica.

Il burattino appare come una piatta stesura in color nero. In contrasto con tutti gli altri personaggi e gli spazi, sempre illustrati a colori. Il volume appare a Firenze, dall’editore Vallecchi, nel 1955. Come si legge al verso del frontespizio Edizione nazionale in occasione delle onoranze a Carlo Lorenzini (Collodi) promosse dal comune di Pescia. In contemporanea c’è anche la diffusione di una: Edizione nazionale economica in occasione delle onoranze a Carlo Lorenzini (Collodi) promosse dal comune di Pescia.

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine:. Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Leonardo Mattioli.