Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
Per le edizioni illustrate di Pinocchio il dopoguerra ci riserva una grande possibilità di scelta.
Alternando edizioni molto comuni a reperirsi ad altre decisamente rare.
Primo Sinopico, pseudonimo di Raoul de Chareun, è autore di una edizione datata 1946. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
Edita a Milano, per le Edizioni Cenobio, in 3.000 esemplari, di cui 500 in edizione di lusso numerata. Contiene 70 illustrazioni complessive, di cui 6 a doppia pagina e 1 nella pagina. Il volume è caratterizzato da disegni dai colori pastello e dalla resa irreale del paesaggio. Peculiarità che portano in un mondo irreale e nella atmosfera della favola.
Libico Romano Maraja nasce a Bellinzona, nel Canton Ticino. Si spegne a Montorfano in provincia di Como. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
La sua interpretazione di Pinocchio appare nel 1947, dall’editore il Carroccio. Inizia con questa edizione una lunghissima serie di ristampe. Nelle quali al Carroccio si affiancano anche i Fratelli Fabbri.
Le illustrazioni si presentano con colori accurati, dal sapore sdolcinato. Con caratterizzazioni dei personaggi poco variate. L’edizione preannuncia quel gusto che diverrà prevalente negli anni cinquanta del Novecento.
Un volume di certo degno da essere alloggiato senza sfigurare in qualunque collezione.
Aurelio Galleppini è un disegnatore che firmava con lo pseudonimo di Galep. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
È un fumettista. Alla sua matita si riconduce Tex Willer, il protagonista di avventurosi fumetti di genere western. Eroe tenuto a battesimo con la striscia intitolata Il totem misterioso edita il 30 settembre 1948.
Galep è l’autore delle illustrazioni di un Pinocchio dove il testo originale di Carlo Collodi vede un adattamento a cura di Marcello Serra. Questa è una pubblicazione composta da 32 pagine. Edita a Firenze, dalla Nerbini, probabilmente nel 1947.
Agli inizi degli anni Cinquanta appare l’interpretazione di Bruno Angoletta, edita nel 1951, a Milano, per le edizioni Garzanti.
Il Pinocchio di Carlo Jacono è illustrato con 8 tavole a colori impresse al fronte e al retro.
Edito a Milano, dall’Editrice Carroccio, probabilmente nel 1952.
È certo più significativo ricordare questo illustratore nei panni dell’Uomo del cerchio. Pseudonimo motivato dal suo stile inconfondibile. Caratterizzato dalla presenza di un cerchio nella composizione di molte sue copertine anteriori. Quest’ultime apparse nella collana dei gialli Mondadori ed in molte altre simili pubblicazioni. Tutte firmate col solo cognome Jacono. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
Nel 1953 sarà commercializzata l’opera illustrata da Guido Moroni Celsi.
Edita, a Milano, per le edizioni Boschi, nella collana Strenna 1. Volume in 4° di 33,7 x 24,3 cm. Composto da 125,(1) pagine. Illustrato da 8 tavole a colori e 119 illustrazioni suddivise sulle pagine di testo e poste in una riserva in alto a destra.
Su ogni pagina è anche presente una cornice contenente da successione di nove disegni in color azzurro, firmati Peter. Raffigurano in sequenza ripetuta:. La fatina turchina,. Geppetto,. Mastro Ciliegia,. La volpe,. Il gatto,. Mangiafuoco,. Lucignolo e. Il carabiniere. Tutti sovrastati da un burattino. Lo stesso editore in contemporanea commercializzava edizioni di dimensioni minori in 8°. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.
La matita del fiorentino Leonardo Mattioli delinea un raffinato Pinocchio. Ridotto alla sola silhouette geometrica.
Il burattino appare come una piatta stesura in color nero. In contrasto con tutti gli altri personaggi e gli spazi, sempre illustrati a colori. Il volume appare a Firenze, dall’editore Vallecchi, nel 1955. Come si legge al verso del frontespizio Edizione nazionale in occasione delle onoranze a Carlo Lorenzini (Collodi) promosse dal comune di Pescia. In contemporanea c’è anche la diffusione di una: Edizione nazionale economica in occasione delle onoranze a Carlo Lorenzini (Collodi) promosse dal comune di Pescia.
Per chi volesse saperne di più.
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Nell’immagine:. Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Leonardo Mattioli.