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Cesare Pavese e Moby Dick

Libri antichi Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville

Libri antichi Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Libri antichi Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

 

L’edizione originale italiana del romanzo di Herman Melville intitolato Moby Dick è uno fra i libri antichi più desiderati da qualunque collezionista. La traduzione del testo è a cura da Cesare Pavese.

Moby Dick è modestamente definito da Melville un romanzo d’avventura. Ma i posteri sono di ben altro avviso.

L’autore scrive una storia di mare. Di una nave che si chiama Pequod. Narra della caccia a una balena bianca di nome Moby Dick. Un inseguimento operato dal capitano Achab e dell’equipaggio in forza al suo peschereccio. Dell’inabissarsi del Pequod per opera della balena bianca.

 

Cesare Pavese è il primo traduttore italiano di Moby Dick. Cesare Pavese e Moby Dick.

Fu l’autore della prefazione e della traduzione integrale del capolavoro di Melville. 

 

La versione in italiano è conclusa nel 1930. Impressa nel 1932.
L’editore fu Carlo Frassinelli. Stampò il libro con la sua casa editrice. Le Edizioni Frassinelli da poco attive a Torino.

 

É stampato con il titolo: Moby dick o la balena.

É il primo libro appartenete alla collana Biblioteca europea. Diretta da Franco Antonicelli.

 

Il testo era composto in due volumi. Cesare Pavese e Moby Dick.

Entrambi misurano 19,0 x 13,5 cm. Le pagine del primo tomo sono 410, IV. Quelle del secondo 466, IV.

Rilegati in una cartonatura editoriale. Illustrata da Mario Sturani. Autore della copertina anteriore figurata in bianco con il profilo di una balena con tanto di soffio uscito dallo sfiatatoio. Collocata su uno sfondo di colore blu. Con segnalibro in cotone.

 

Cesare Pavese fu anche l’autore della presentazione al testo Moby dick.

Tradurre Moby Dick è un mettersi al corrente con i tempi. Il libro ignoto sinora in Italia ha tacitamente ispirato per tutta la metà del secolo scorso i maggiori libri di mare. E da qualche decina di anni gli anglosassoni ritornano a Melville. Come a un padre spirituale. Scoprendo in lui. enormi e vitali. i molti motivi che la letteratura esoticheggiante ha poi ridotto in mezzo secolo alla volgarità“.

Sue sono queste righe. Tratte dell’introduzione e ben rappresentati delle ragioni che motivarono il suo lavoro.

Sempre alle Edizioni Frassinelli spettano le edizioni successive.

La seconda edizione fu edita nel 1941.

Con prefazione e traduzione di Cesare Pavese riveduta e migliorata. Edita in un solo volume composto da 893 pagine. Tutte le altre indicazioni sono identiche all’edizione originale.

 

La terza edizione fu edita nel 1950.

In 16° Altezza 18,5 cm. Pagine XIV, (2), 775, (9). Cofanetto editoriale in color rosso con decori in oro e titoli. Tutte le altre indicazioni sono identiche all’edizione originale. Cesare Pavese e Moby Dick.

 

Seguono due traduzioni integrali in lingua italiana.

La prima di Pietro Meneghelli. Nel 1995 per le edizioni Newton.

La seconda di Ottavio Fatica. Nel 2015 per Einaudi. Cesare Pavese e Moby Dick.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

 

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

 

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

 

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Cesare Pavese e Moby Dick.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

 

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

 

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

 

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

 

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

 

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

 

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

 

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

 

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

 

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

 

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

 

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Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick

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Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Fra i libri antichi di letteratura il libro scritto da Herman Melville intitolato Moby Dick è un volume molto apprezzato e ricercato.

É collezionato per tre ragioni.

  • A seguito dell’importanza che ricopre all’interno della letteratura americana e della letteratura internazionale.

  • Per la sua storia editoriale.

  • A causa del ruolo assunto all’interno della produzione letteraria di Herman Melville.

Moby Dick è il libro più importante scritto da Herman Melville. Un opera conclamata come un classico della letteratura.

È il sesto romanzo di Melville.

Una storia di mare. Della baleniera Pequod e del suo capitano Achab. Della sete di vendetta del comandante verso una enorme balena bianca. Dell’inabissarsi della nave ad opera della balena bianca.

L’edizione originale inglese è pubblicata con il titolo The Whale.

Impressa a Londra dall’editore Richard Bentley. In tre volumi editi il 18 ottobre del 1851. L’edizione era composta da 500 copie.

In questa edizione londinese la traduzione del titolo è semplicemente La balena.

Scelta di certo né accattivante né corretta. Poiché il cetaceo in azione è un capodoglio. Una imprecisione destina a perdurare fino al quotidiano.

La decisione di Melville di variare il titolo del romanzo fu dell’ultimo minuto. Comunicata a Bentley. Questi non ebbe il tempo di attuarla. Lasciando il cetaceo privo del nome.

Il 14 novembre dello stesso anno il volume fu edito a New York da Harper & Collins. In un unico volume. Con il titolo mutato in Moby Dick or the Whale.

Questa doppia pubblicazione era uno stratagemma consueto usato dagli autori americani per usufruire delle leggi inglesi sul copyright.

Permetteva loro di avere il testo protetto in Gran Bretagna. In contemporanea l’organizzazione quasi contemporanea di un edizione americana evitava la stampa di copie pirata nel paese natio.

Le differenze di testo fra le due edizioni sono numerosissime. Gli studiosi hanno contato 600 varianti. Alcune anche importanti.

L’edizione inglese si presentava priva dell’epilogo.

Parte di testo essenziale per la completa comprensione del romanzo. In queste righe Ismaele racconta come è sopravvissuto all’affondamento della baleniera Pequod. Assolvendo al suo ruolo di narratore. Uno dei compiti che svolge nel romanzo.

Il testo di questa stampa subì anche delle notevoli ripercussioni dalla censura.

Il clima morale dell’età vittoriana e la conseguente necessità di emendare la composizione delle parti giudicate sconvenienti causarono numerose modifiche e cancellature. La più clamorosa è la rimozione dell’intero venticinquesimo capitolo.

Nell’edizione americana sono numerosi gli errori di copiatura.

Entrambi queste prime edizioni furono un fallimento critico ed commerciale.

Questi sono i controversi esordi di uno dei libri di narrativa tra i più letti e amati.

 

 

Appunti di un bibliofilo

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Una favolosa asta di libri introvabili.

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

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Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta

Pinocchio nelle edizioni più significative dopo gli anni settanta

Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Pinocchio nelle edizioni più significative edite dagli anni settanta.

 

Le edizioni illustrate da Sergio Rizzato, Roland Topor e Attilio Cassinelli.

Le avventure di Pinocchio illustrate da Sergio Rizzato sono pubblicate a Milano, dalle Edizioni Accademia nel 1976.

Appartengono alla collana:. I grandi classici per la gioventù.

L’interpretazione data dall’illustratore prevede una trasposizione del libro di spirito iperrealista. Dove il particolare è posto volutamente in evidenza.

Questa è frutto di uno carattere puntiglioso. Con un risultato complessivo simile al cartone animato. Fatto di reali personaggi alle prese con avventure inverosimili.

Per evitare confusioni. Esiste una edizione del Pinocchio con le illustrazioni a firma Sergio. In questo caso l’autore è Romano Rizzato che firmava le sue opere con lo pseudonimo Sergio.

Questa è una edizione di facile reperibilità. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Individuabile dalla presenza del testo integrale del romanzo per bambini, con la prefazione di Luigi Volpicelli.

Impressa a Milano, dai Fratelli Fabbri Editori, nel 1965.

Il libro è in 4°, misura 31 x 23 cm. Pagine 200,(4). Contiene 236 illustrazioni. Un ritratto di Collodi a mezzatinta. Una vignetta in nero. 36 vignette in nero in testa ai capitoli. 14 illustrazioni a piena pagina a colori. 4 illustrazioni a doppia pagina a colori. 180 illustrazioni a colori intercalate nel testo o interposte sulle pagine. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Rilegato in similpelle di colore blu. Al piatto anteriore è illustrata da una grande figura di Pinocchio, impressa in oro. Al dorso in oro il titolo, due raffigurazioni di Pinocchio e filetti.

 

 

Roland Topor è autore di una delle più significative interpretazioni del romanzo di Collodi. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Lui è un personaggio eclettico: romanziere, drammaturgo, pittore, incisore, fotografo, attore e scenografo.

É ammiratore del dadaismo e del surrealismo.

Il suo Pinocchio sembra appena disceso dal celeberrimo lettino dello psicologo. Dove durante la seduta era comodamente disteso. In balia del libero trasporto del suo flusso dei suoi pensieri. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

L’interpretazione data da Roland Topor è in chiave volutamente simbolica.

Addossa al burattino una molteplicità di significati latenti, ambiguità non dichiarate e nascoste tentazioni.

Il suo Pinocchio è raro da trovare.

Ha una prima ed unica edizione. Edita nel 1972, per conto della Olivetti. Una edizione fuori commercio.

In 4° di 34 x 28 cm. Pagine 142, (5). Contiene 23 tavole di 13 a colori e 10 in bianco e nero.

 

 

Attilio Cassinelli pensa un Pinocchio di grandi dimensioni, in folio. Edito a Firenze, da Giunti nel 1981. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Come Mussino firma Attilio.

È autore di semplici illustrazioni a colori. Questo sono immagini dirette,. Lampanti,. Geometriche,. Dai tratti essenziali. Delle figure che non indugiano sulla caratterizzazione del personaggio.

Per chi volesse saperne di più.

Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta. Pinocchio Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Rodolfo Biaggioni, Pinocchio. Cent’anni d’avventure illustrate. Bibliografia delle edizioni illustrate italiane di C. Collodi. Le avventure di Pinocchio. 1881/83-1983,.Firenze,.Giunti Marzocco,.1984.

Valentino Baldacci, Andrea Rauch. Pinocchio e la sua immagine. Editore Giunti Marzocco 1981 pp. 154. Catalogo della mostra In calce l’elenco degli illustratori italiani di Pinocchio. Nel volume sono presentati:. Mazzanti,. Chiostri,. Mussino,.Tofano,. L. e M. A. Cavalieri,. Sarri,. Mannini,. Bernardini,. Faorzi,. Disney,. Manca,. Galizzi,. Porcheddu,. Nicouline,. Mosca,. Sinòpico,. Angoletta,.Mattioli,. Jacovitti,. Accornero,. Longoni,. Topor e. Cassinelli.

Nell’immagine Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Roland Topor.

 

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Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta.

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta.

In questo periodo le edizioni contemporanee del capolavoro di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, sono numerosissime.

Questo fa si che sia un arduo lavoro individuare e sintetizzare le più significative.

Tutte queste edizioni si basano sulla lettura del testo originale. Nutrendosi e appropriandosi di quel universo uscito dalla penna dell’autore. Dando vita a un mondo che l’illustratore deve rielaborate in base alle proprie esperienze d’infanzia e di vita.

Con questa partenza, di certo, non possiamo escludere dall’elenco le stampe illustrate da:. Jacovitti, Alberto Longoni e Guido Bertelli.

Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Benito Franco Jacovitti si è più volte cimentato con il Pinocchio, un burattino da lui molto amato.

Il suo primo approccio lo vede l’autore di disegni a commento del romanzo per ragazzi. Queste illustrazioni comparvero nel 1943, con i tipi della casa editrice La Scuola, di Brescia. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta.

A questo iniziale avvicinamento segue una versione a fumetti.

Prima stampata sulle pagine del periodo cattolico il Vittorioso.
In seguito pubblicata, dal 1946 al 1947, per i tipi della Casa editrice AVE, editore gravitante nell’ambito dell’Azione Cattolica Italiana.

Nel 1964, sempre la AVE, pubblica in forma di libro un suo nuovo lavoro.
Composto da vivaci e colorate tavole che animano il racconto delle avventure del famoso burattino. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Qui Pinocchio è immerso nel mondo di Jacovitti. Uno spazio composto dall’abbondanza e dalla imprevedibilità della figure. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

 

A questa stampa seguono numerose ristampe ad opera di vari editori.
Edite dai Fratelli Spada sono la seconda del 1969 e terza 1973, riedita nel 1977.
La quarta, con allegato disco, dalla C.S.E.I. nel 1982.
La quinta è del 1983, per l’Editrice Fratelli Spada.

La sesta del 1992, la settima del 2001 e l’ottava del 2011 sono di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri con postfazione a cura di Gianni Brunoro. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Nel 1963, Alberto Longoni illustra il suo Pinocchio in bianco e nero.

É questa una edizione di grande formato, le dimensioni:. 70 cm di altezza e 50 di base. Edita da Vallardi.

É questa una stampa che fuoriesce con forza dalla tradizione. Caratterizzata da una personale interpretazione. Realizzata da finissimi tratti, quasi calligrafica.
L’edizione è fuori commercio, dedicata ai bambini dei medici italiani. Realizzata dall’ufficio pubblicità Midy.

Il volume comprende 8 tavole pubblicitarie. Illustrazioni eliminate nell’edizione commerciale del 1964. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

Nel novembre 1965 l’editore Arnoldo Mondadori imprime Le Avventure di Pinocchio, illustrate da Guido Bertelli.

Libro in 8°, di circa 28 x 24 cm.

Commercializzato in una rilegatura rigida, figurata da un Pinocchio. Qui la figura del burattino è posta di traverso e si estende su tutta la superficie dei piatti e del dorso. Pinocchio è rappresentato sdraiato, su un fondo di colore bianco, con le braccia sotto la testa. Vestito di un abito in tessuto a fondo rosa con decori in lilla e verde. 

Sin da questo primo impatto si da vita a un Pinocchio più che umano. Pinocchio Gli illustratori degli anni sessanta. 

All’interno un susseguirsi di suggestive tavole dai bei colori. Giocati a forti contrasti.

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine:. Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Jacovitti.

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Pinocchio nell’editoria del dopoguerra

Pinocchio nell’editoria del dopoguerra

Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

 

Per le edizioni illustrate di Pinocchio il dopoguerra ci riserva una grande possibilità di scelta.

Alternando edizioni molto comuni a reperirsi ad altre decisamente rare.

Primo Sinopico, pseudonimo di Raoul de Chareun, è autore di una edizione datata 1946. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

Edita a Milano, per le Edizioni Cenobio, in 3.000 esemplari, di cui 500 in edizione di lusso numerata. Contiene 70 illustrazioni complessive, di cui 6 a doppia pagina e 1 nella pagina. Il volume è caratterizzato da disegni dai colori pastello e dalla resa irreale del paesaggio. Peculiarità che portano in un mondo irreale e nella atmosfera della favola.

Libico Romano Maraja nasce a Bellinzona, nel Canton Ticino. Si spegne a Montorfano in provincia di Como. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

La sua interpretazione di Pinocchio appare nel 1947, dall’editore il Carroccio. Inizia con questa edizione una lunghissima serie di ristampe. Nelle quali al Carroccio si affiancano anche i Fratelli Fabbri.

Le illustrazioni si presentano con colori accurati, dal sapore sdolcinato. Con caratterizzazioni dei personaggi poco variate. L’edizione preannuncia quel gusto che diverrà prevalente negli anni cinquanta del Novecento.

Un volume di certo degno da essere alloggiato senza sfigurare in qualunque collezione.

Aurelio Galleppini è un disegnatore che firmava con lo pseudonimo di Galep. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

È un fumettista. Alla sua matita si riconduce Tex Willer, il protagonista di avventurosi fumetti di genere westernEroe tenuto a battesimo con la striscia intitolata Il totem misterioso edita il 30 settembre 1948.

Galep è l’autore delle illustrazioni di un Pinocchio dove il testo originale di Carlo Collodi vede un adattamento a cura di Marcello Serra. Questa è una pubblicazione composta da 32 pagine. Edita a Firenze, dalla Nerbini, probabilmente nel 1947.

Agli inizi degli anni Cinquanta appare l’interpretazione di Bruno Angoletta, edita nel 1951, a Milano, per le edizioni Garzanti.

 

Il Pinocchio di Carlo Jacono è illustrato con 8 tavole a colori impresse al fronte e al retro.

Edito a Milano, dall’Editrice Carroccio, probabilmente nel 1952.

È certo più significativo ricordare questo illustratore nei panni dell’Uomo del cerchio. Pseudonimo motivato dal suo stile inconfondibile. Caratterizzato dalla presenza di un cerchio nella composizione di molte sue copertine anteriori. Quest’ultime apparse nella collana dei gialli Mondadori ed in molte altre simili pubblicazioni. Tutte firmate col solo cognome Jacono. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

Nel 1953 sarà commercializzata l’opera illustrata da Guido Moroni Celsi.

Edita, a Milano, per le edizioni Boschi, nella collana Strenna 1. Volume in 4° di 33,7 x 24,3 cm. Composto da 125,(1) pagine. Illustrato da 8 tavole a colori e 119 illustrazioni suddivise sulle pagine di testo e poste in una riserva in alto a destra.

Su ogni  pagina è anche presente una cornice contenente da successione di nove disegni in color azzurro, firmati Peter. Raffigurano in sequenza ripetuta:. La fatina turchina,. Geppetto,. Mastro Ciliegia,. La volpe,. Il gatto,. Mangiafuoco,. Lucignolo e. Il carabiniere. Tutti sovrastati da un burattino. Lo stesso editore in contemporanea commercializzava edizioni di dimensioni minori in 8°. Pinocchio nell’editoria del dopoguerra.

La matita del fiorentino Leonardo Mattioli delinea un raffinato Pinocchio. Ridotto alla sola silhouette geometrica.

Il burattino appare come una piatta stesura in color nero. In contrasto con tutti gli altri personaggi e gli spazi, sempre illustrati a colori. Il volume appare a Firenze, dall’editore Vallecchi, nel 1955. Come si legge al verso del frontespizio Edizione nazionale in occasione delle onoranze a Carlo Lorenzini (Collodi) promosse dal comune di Pescia. In contemporanea c’è anche la diffusione di una: Edizione nazionale economica in occasione delle onoranze a Carlo Lorenzini (Collodi) promosse dal comune di Pescia.

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine:. Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Leonardo Mattioli.