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Pinocchio libri figurati Novecento

Pinocchio libri figurati Novecento

Pinocchio I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

Pinocchio I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

Le edizioni di Pinocchio stampate negli anni quaranta del Novecento sono volumi impressi in un periodo non facile per l’editoria.

Questo non solo per la difficoltà nel reperimento dei prodotti necessari alla stampa. Primo materiale fra tutti la carta.

Di certo queste edizioni sono tutte non comuni a trovarsi.

E’ del 1942 l’edizione figurata da Vittorio Accornero. Pinocchio libri figurati Novecento.

Nella quale i personaggi sono collocati entro ampi e colorati spazi. In paesaggi o in ambienti architettonici che si allargano sull’intero foglio.

Di un anno successivo, il 1943, è quella realizzata dall’autodidatta Giuseppe detto Beppe Porcheddu. Questo volume è considerato uno dei suoi più bei libri illustrati.

Il bergamasco Giambattista Galizzi è l’autore di una bellissima edizione.

Dalle illustrazioni di grande suggestione. Caratterizzate dal sapore gotico.

Tavole a colori e disegni realizzati con grande maestria. L’edizione reca la presentazione di Renato Simoni.

É edita dalla Società Editrice Internazionale.

L’edizione originale è del 1942, Ristampata nel 1944 e 45. Nel dopoguerra nel 1951 e 61.

Sante detto Rino Albertarelli è un disegnatore strettamente legato al fumetto. Pinocchio libri figurati Novecento.

Nel 1944 compare una edizione della bambinata da lui figurata nel testo con disegni in color verde e da 8 tavole a colori.

Nelle tavole delle rotelle dentate che permettono di far cambiare l’espressione ai personaggi.

All’inizio del volume si trova un dialogo fra Pinocchio e l’illustratore. Nel colloquio i due spiegano ai bambini l’uso del meccanismo di mobilita.

Nel 1944 la casa editrice Italgeo pubblica il Pinocchio illustrato dall’artista ucraino naturalizzato italiano Vsevolode Nicouline. Pinocchio libri figurati Novecento.

Pinocchio è trasportato dall’illustratore sulle rive del fiume Volga. I personaggi e i paesaggi che circondano il burattino sono ora quelli che trovano i loro natali nella Russia europea.

Un edizione di enorme pregio. Voluta dall’editore per festeggiare la nascita del primogenito.

Stampata in grande formato. Impressa in 999 copie. In commercio al prezzo di 900 lire.

Rilegata in seta di color bianco impressa colori. Figurata a colori con 71 illustrazioni nel testo e 12 tavole dai colori dolci e sfumati. 

Giovanni Mosca è illustratore e umorista. Caratteristiche ben evidenti nel suo Pinocchio.

Riscontrabili sia nella breve prefazione al volume sia nelle figure colorate e argute. Stampato nel 1944, a Milano, dall’editore Rizzoli. Nella collana per tutti. Serie verde  18. Pinocchio libri figurati Novecento.

Giambattista Conti è un illustratore cattolico.

Impegnato a disegnare la storia sacra.

Il suo segno è nitido e tagliente mai dubbioso. Con questo tratto esprime graficamente la sua etica.

Con queste premesse il suo Pinocchio è raffigurato in preda alle tentazioni del demonio. Mangiafuoco e il Pescatore verde sono raffigurati nei panni del diavolo.

Il libro è pubblicato a Roma, dalle edizioni Reda, nel 1945.

Sempre negli anni quaranta del Novecento troviamo le pubblicazioni di Pinocchio figurato da:. Pinocchio libri figurati Novecento.

  • Giovanni Manca, con le illustrazioni a firma GIM. Edita nel 1941. Ristampata nel 1944, a Milano, per le edizioni S.A.C.S.E.

  • Roberto Sgrilli. Autore di tre diverse edizioni. Tutte stampate a Milano, per Casa editrice Bietti.

Della prima non si conosce la data di stampa. Appartiene alla Collana Fantasia 10. Con copertina e tavole di Umberto Faini. Disegni nel testo di Roberto Sgrilli.

La seconda è impressa nel 1942 e nel 1943, Con 28 illustrazioni di Alberto bianchi e 14 tavole in fotolito a colori di Roberto Sgrilli.

La terza è impressa nel 1944. Con 28 illustrazioni di Alberto Bianchi e 15 tavole in fotolito a colori del pittore Roberto Sgrilli.

  • Carlo Bisi. Edita nel 1945, a Milano, per le edizioni Impero nella Collana Azzurra 1.

É una collana portante del Corriere dei Piccoli. Sulle pagine del giornale comparve il Sor Pampurio. Accompagnato dal suo tormentone: Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento.

  • Marino Parigi, detto Marino da Montevarchi. É autore di una interpretazione umoristica del romanzo per ragazzi. Edita nel 1945, a Milano e a Messina, per le edizioni della Casa Editrice Giuseppe Principato. Pinocchio libri figurati Novecento.

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Vittorio Accornero.

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Pinocchio edizioni illustrate 900

Pinocchio edizioni illustrate 900

Pinocchio Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

Pinocchio nelle edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Qui non si può iniziare se non dall’edizione illustrata da Attilio Mussino.

Costata all’illustratore tre anni di lavoro. Nei quali Mussino realizza un volume riccamente illustrato a colori. In grande formato. 

L’editore è Bemporad. L’opera è posta sul mercato a fascicoli. Disponibili a scadenza settimanale.
Il primo commercializzato riporta la data del 2 ottobre 1910. L’ultimo comparirà il 7 settembre 1911.

Il volume sarà composto da 50 dispense.

Seguirà la commercializzazione di una edizione in brossura. Anch’essa datata 7 settembre 1911.

Questa l’edizione ha due meriti.

Il primo è la consacrazione della figura di Attilio Mussino come un illustratore.
In secondo è la vincita della medaglia d’oro all’editore.

Conferimento che avvenne all’Esposizione internazionale dell’industria e del lavoro di Torino del 1911.

Si assiste con questa stampa alla prima reinterpretazione del libro. Pinocchio edizioni illustrate 900.

Fatta di vivaci colori.
Dall’allontanamento dalla voluta toscanità del testo inserita dell’autore.
Non più personaggi che si esprimono toscano.
Per Mussino i bambini sono vestiti secondo i canoni in auge presso la borghesia piemontese.
La fata dai capelli turchini ricorda una massaia tirolese. Questi ed altri personaggi subiscono una vera trasformazione.

Dieci anni dopo la stampa dell’edizione di Mussino compare quella illustrata da Sergio Tofano. 

Personaggio eclettico. Di professione attore e disegnatore.
Autore del signor Bonaventura e del suo assegno da un milione. Un personaggio per lunghissimo tempo presente sulle pagine del Corriere dei Piccoli. In colorate strisce a fumetti. Firmate STO.
Perseguendo questa poetica Tofano colloca il suo Pinocchio in un mondo di gioia. Dove lo stupore fa capolino nella raffigurazione del burattino al quale sono cresciute le ali.

Nel 1924 Luigi e Lina Cavalieri partoriscono un Pinocchio che trabocca della sensibilità propria dello stile liberty. Pinocchio edizioni illustrate 900.

Il burattino è ora un adolescente con labbra carnose e evidente tirabaci.
Una interpretazione dove: La fata è diventata il più possibile turchina e Mangiafuoco ancora più spaventoso.

Verso la fine degli anno Venti compare l’edizione dell’illustratore fiorentino Corrado Sarri.

Una figurazione che fin dal copricapo indossato da Pinocchio trova riferimento nelle immagini popolari.
Con tavole che rimarcano lo strano e l’inusuale.

Nel 1931 compare un edizione figurata dalla collaborazione fra Mario Pompei e Giorgio Mannini. Pinocchio edizioni illustrate 900.

Impressa per i tipi della Bemporad.
Il primo è l’autore della copertina anteriore. Il secondo delle illustrazioni presenti sulle pagine.
Creano una edizione poco nota. Dove Beppetto e i carabinieri richiamano le caricature di Giuseppe Mazzini ed Giovanni Giolitti.

Nel 1935 l’edizione di Fiorenzo Sarri.

Pur con differenze sembrerebbe una emanazione dell’edizione di Luigi e Lina Cavalieri.

Il fiorentino Piero Bernardini si è rapportato con continuità con Pinocchio.

Nelle sue illustrazioni il vero protagonista non è più il burattino. Pinocchio edizioni illustrate 900.

L’attore principale diviene il paesaggio toscano. Illustrato con dovizia di particolari e dove sono insidiati i personaggi.

 

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Pinocchio edizioni illustrate 900.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine. Il frontespizio dell’edizione originale illustrata con disegni a colori di Attilio Mussino.

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Il Pinocchio di Carlo Collodi

Il Pinocchio di Carlo Collodi

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Il Pinocchio di Carlo Collodi è un libro pensato per i ragazzi. Questo è un titolo che tutti conoscono. Di questa opera moltissime e di tutte le epoche sono le edizioni stampate.

 

Il titolo iniziale, dato dall’autore, è Le avventure di Pinocchio Storia di un burattino. Uno scritto composto da Carlo Lorenzini e dato alle stampe usando lo pseudonimo di Carlo Collodi.

Con il passare del tempo e del susseguirsi delle numerose edizioni il titolo si riduce, semplificandosi sino ad arrivare all’attuale e più conosciuto Pinocchio. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Carlo Lorenzini è uno scrittore e un giornalista. Nasce e vive a Firenze.

Carlo Collodi il suo pseudonimo. Un nome fittizio, impiegato dal 1856, sulle pagine del giornale umoristico fiorentino La Lente.

Il Pinocchio è la sua opera più nota. Prima di questo scrive altri due libri di lettura educativa destinati ai ragazzi. Questi sono il:. Giannettino, Firenze Paggi 1877 e il Minuzzolo, Firenze Paggi 1878.

Entrambi i libri hanno dei punti in comune:. I due racconti narrano la storia di bambini ricondotti sulla retta via. Le trame si svolgono nella città di Firenze. Tutti e due presentano lo stesso schema narrativo che, in seguito, sarà applicato anche al Pinocchio.

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Pinocchio è un romanzo per ragazzi.

 

Il protagonista del libro è Pinocchio. Una marionetta animata, scolpita dal falegname Mastro Geppetto. É un burattino animato dal desiderio di diventare un bambino vero.

 

Tre sono le edizioni dell’opera che me fanno la storia. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Pinocchio è inizialmente edito a puntate.

In questa forma compare sul primo numero del periodico per l’infanzia intitolato il Giornale per i Bambini. Il fascicolo è datato 7 luglio 1881. Il racconto, su queste pagine, è edito fino al 25 gennaio 1883. Si stampa con il titolo la Storia di un burattino la prima puntata de Le Avventure di Pinocchio. Questa prima versione è suddivisa in 30 capitoli. Usciti in 26 numeri con illustrazioni di Ugo Fleres. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Nel dicembre 1882 Collodi firmò un contratto con l’editore Paggi. L’accordo prevedeva la stampa e la cessione di proprietà del racconto intitolato Le avventure di Pinocchio. L’autore è compensato con 500 Lire.

 

Dopo la conclusione delle puntate apparse sul periodico per l’infanzia il Pinocchio compare in forma di libro.

Questa edizione è edita a Firenze, da Felice Paggi, nel 1883.

 

Prima della pubblicazione in forma di libro, Lorenzini sottopone a revisione il testo del racconto. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

L’edizione è figurata con i disegni di Enrico Mazzanti. Quest’ultimo è il solo illustratore che, per realizzare il suo compito, ha potuto confrontarsi con l’autore della bambinata.

Mazzanti, in pochissimo tempo, realizza i nove disegni presenti sull’edizione originale. Queste figurazioni costituiscono il modello al quale nessun futuro illustratore ha potuto sottrarsi.

La prima edizione ha il formato in 8°. Misura 19,8 x 12,5 cm. E’ composta da 236, (IV di catalogo editoriale) pagine.

 

L’antiporta è figurato e raffigura Pinocchio. Il burattino è collocato in primo piano, in piedi, circondato, sullo sfondo, dagli altri personaggi presenti nella fiaba.

Il volume è illustrato da 62 incisioni xilografiche, poste nel testo.

Commercializzato rilegato in brossura editoriale di color verde/azzurro, con copertina anteriore impressa e figurata.

Questa edizione è composta da 3000 copie. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Marino Parenti nella sua opera intitolata Rarità bibliografiche così ne parla:. È questo uno dei pezzi più rari. Se non il più raro senz’altro, dell’Ottocento italiano. Fino al 1944, l’unico esemplare conosciuto in collezioni private era il mio.

 

Il 16 giugno 1889 Roberto Bemporad acquista dai fratelli Paggi la Libreria Editrice Felice Paggi. Questo gli permise di dare vita, sempre a Firenze, alla casa editrice R Bemporad & figlio.

 

Nel 1901, per i tipi della Bemporad, esce una edizione del Pinocchio illustrata dai disegni a china ideati da Carlo Chiostri.

Alle figurazioni, trasposte in silografia da Adolfo Bogini, si uniscono cinque acquerelli. Quest’ultimi riprodotti con tecnica fotomeccanica a mezzatinta. Il frontespizio è figurato e stampato virato in color blu.

Questa stampa avviene sotto la direzione di Enrico Bemporad. Dal 1890 successore del padre Roberto nella direzione della casa editrice.

Enrico Bemporad vuole dare alle stampe un’edizione del Pinocchio che, al contrario delle due precedenti, non fosse più povera graficamente. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Una scelta oculata che gli permise di disporre di un prodotto editoriale appetibile ai giovanissimi.

Bemporad, basandosi su questo successo, prosegue ideando la stampa di una edizione a dispense. Pensata di grande formato e ricca di illustrazioni a colori. Quest’ultime scaturiranno dallo straordinario talento artistico di Attilio Mussino.

 

Le avventure di Pinocchio illustrate da Mussino uscirono in 50 dispense a cadenza settimanale. La prima è datata 7 settembre 1911. É in vendita a 25 centesimi. L’abbonamento all’opera completa è di 12 lire. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Ogni fascicolo è composto di 16 o 20 pagine. Si presenta con una sovraccoperta editoriale in carta colorata e figurata al tratto.

L’opera stampata è in grande formato e, per la prima volta, interamente e riccamente illustrata a colori.

Si presenta con 420 illustrazioni. Suddivise in: Tavole fuori testo, Capi capitolo, Illustrazioni nel testo, Capilettera, Finalini, Vignette e Copertina.

Tutte recano la firma Attilio.

Si poteva scegliere l’acquisto di due diversi tipi di rilegatura editoriale.

Una in cartoncino molle.

L’altra in cartone in tela di color grigio. Impressa con il disegno, di Mussino, raffigurante Pinocchio, stampato in serigrafia e a colori. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Il torinese Attilio Mussino, per la realizzazione delle illustrazioni dell’opera, impiega tre anni di lavoro.

Impegno che gli valse il diploma d’onore e la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Torino del 1911.

Attilio Mussino nasce a Torino nel 1878. Decede a Cuneo nel 1954. É illustratore, autore di fumetti e pittore.

Le sue illustrazioni per Le avventure di Pinocchio sono il suo lavoro più celebre. Mussino visse nel paese di Vernante, una località in provincia di Cuneo. Ora sede del museo di Pinocchio.

É banale dire che il libro con queste coloratissime illustrazioni ebbe un clamoroso successo che permise numerose edizioni.

 

Il-Pinocchio-di-Carlo-Collodi

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Per chi volesse saperne di più.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

 

Pinocchio. Nell’editoria nel dopoguerra.

 

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

Alcune edizione da collezione del racconto di Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’immagine:. L’antiporta del libro scritto da Carlo Collodi intitolato Pinocchio Storia di un burattino. Illustrato da Enrico Mazzanti. Edito da Felice Paggi nel 1883.

 

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Vittorio Accornero Sylvie Nerval

Vittorio Accornero Sylvie Nerval

 

 

Vittorio Accornero de Testa e le illustrazioni per la Sylvie di Gerard de Nerval

 

Vittorio Accornero de Testa è l’autore delle illustrazioni di una delle più eleganti edizioni della Sylvie di Gerard de Nerval. É questo un volume dove Accornero realizza una raffinata e innovativa opera grafica. Qui, come in altri incarichi, compie un interessante lavoro che ben giustifica la sua meritata fama. Autore, a ben ragione, considerato una delle figure di maggiore spicco nell’ambito dell’illustrazione italiana del Novecento

Vittorio Accornero è un artista poliedrico. É illustratore, pittore, scenografo, costumista e scrittore.

Nasce a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, il 18 giugno 1896 e decede a Milano, il 2 marzo 1982.

 

Di Accornero si parla nel libro intitolato Storia dell’illustrazione italiana, scritto da Paola Pallottino ed edito da Zanichelli. L’autrice dedica un ampio spazio ai suoi successi e alla sua opera grafica.

Queste, in sintesi, le parole della Pallottino, dedicate a Accornero e alla sua grafica:.

Victor Max Ninon è lo pseudonimo impiegato fino al 1934 da Vittorio Accornero de Testa, autodidatta, è pittore, autore, illustratore e scenografo.

Esordì nel 1919 sulle pagine de Il Giornalino della Domenica e In Penombra.

Lavora, in seguito, ad una quindicina di periodici, tra i quali: Lidel, La Lettura e il Corriere dei Piccoli.

Nel 1923 vince il concorso per le copertine della rivista argentina El Hogar.

I suoi pochoirs, nel 1925, ottengono la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi, Vittorio Accornero Sylvie Nerval

 

Nel 1936 esordì nella scenografia cinematografica, il debutto avviene nel film intitolato Squadrone bianco, pellicola con la regia di Augusto Genina.

È l’autore dei libri con protagonista il cane Tomaso. Firmò, da solo o con la moglie Edina Altara, le illustrazioni per una sessantina di libri. Opere che nell’impaginato e nella liquida fissità dell’allestimento sembrano preludere e confermare la sua vocazione scenografica.

 

Edina Altara è la prima moglie. Dopo la loro separazione, Accornero abbandona lo pseudonimo Victor Max Ninon, una firma, molte volte, impiegata anche nelle forme ridotte di Ninon o Max Ninon.

Vittorio Accornero de Testa illustra numerosi libri con personalità e originalità. Famose sono le illustrazioni per le fiabe di Andersen, di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Per i racconti di Edgar Allan Poe. Ed infine per i celebri romanzi per ragazzi: Le avventure di Pinocchio e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.

 

Vittorio Accornero Sylvie Nerval
Vittorio Accornero de Testa

I suoi libri per bambini più noti sono pubblicati negli anni quaranta e cinquanta del Novecento, Vittorio Accornero Sylvie Nerval

In questo periodo Accornero scrive e illustra per la casa editrice Mondadori sei libri per ragazzi.

  • Tomaso, del 1944
  • Giacomino, del 1949
  • Tomaso cacciatore, del 1950
  • Zio Stefano, del 1950
  • In campagna che delizia!, del 1953
  • Tomaso, caro Tomaso, del 1955

La trilogia dedicata al cane Tomaso è ripubblicata dalle edizioni Atlantide, un operazione editoriale avvenuta dal 2015 al 2017.

Famose sono le sue 28 illustrazioni a colori delle Fiabe di Carlo Perrault. Poste a corredo del testo a cura di Mary Tibaldi Chiesa, edito da Hoepli, nel 1952.

Nel 1960 inizia la sua collaborazione con casa di moda italiana Gucci. Dalla sua immaginazione nascono i disegni per la realizzazione di circa 80 foulard, caratterizzati dall’affermazione di un motivo decorativo suggerito dalla stagionalità del capo.

Tra queste realizzazioni la più conosciuta e desiderata è il Flora, un foulard disegnato, nel 1966, per Grace Kelly.

La principessa di Monaco, in visita a Rodolfo Gucci, chiese un foulard floreale a colori vivaci. Mancando questo capo nella collezione, Accornero, in una intensa notte di lavoro, esaudì il reale desiderio.

Era nato Flora, un foulard che diventerà uno dei simboli della moda italiana.

Vittorio Accornero Sylvie Nerval
Vittorio Accornero de Testa Illustrazione originale ad acquerello

Le illustrazioni create per la Sylvie di Gerard de Nerval sono un importante episodio nell’opera grafica realizzata da Vittorio Accornero de Testa.

Le immagini sono ideate per essere introdotte in un libro particolare.

Una impresa editoriale ideata da un ingegnere milanese, da lui pensata in veste di papà. Voluta per essere un dono alla giovane figlia. Tutti dei presupposti che già fanno intuire quale grande cura sarà posta nella realizzazione del volume. Libro che apparirà con una stampa e una veste editoriale di lusso.

Il babbo commissiona a Accornero 14 immagini. Ideate per illustrare un opera che lui desiderava far stampare e dedicare alla sua bimba. Un libro destinato a essere un regalo per la bambina, una giovinetta che avrebbe avuto la possibilità di intervenire sulle tavole a suo piacimento.

Per questa ragione l’edizione era composta da tavole amovibili. Nelle quali Accornero aveva disegnato i soli contorni di tutte le parti componenti l’immagine, colorando solo i visi e pochi altri particolari.

Le figure a illustrazione del testo sono così ideate per permettere alla bambina di finirle a suo piacimento. Impiegando i colori che più le potevano essere graditi, questi per concludere le parti pensate e lasciate bianche in stampa.

Un libro da colorare fra i più raffinati che mai si possa sognare. Un’opera non comune nel panorama delle pubblicazioni del Novecento in Italia e per Accornero uno dei pochissimi esempi di questa tipologia illustrativa. 

 

Gérard de Nerval è lo pseudonimo del poeta e scrittore francese Gérard Labrunie. Letterato, nato a Parigi il 22 maggio 1808 e lì deceduto il 26 gennaio 1855.

É un autore di testi visionari, intrisi di richiami al simbolismo, al sogno e all’esoterismo.

Il racconto intitolato Sylvie Souvenirs du Valois è edito nel 1853. Lo scritto è un’evocazione chiara e accorata dei ricordi d’infanzia dell’autore, di una fanciullezza segnata dalla precoce morte della madre.

Il testo è accorpato da Nerval nella raccolta di novelle intitolata Les filles du feu. Un antologia che comprende anche i 12 sonetti di Les Chimères.

La riunione dei testi avviene nel 1854, questa raccolta di scritti è considerata dalla critica fra le pagine più belle composte da Nerval.

 

Nell’illustrazione: Una delle immagini commissionate ad Accornero per illustrare il libro di Gerard de Nerval, intitolato SYLVIE Dessins de Vittorio Accornero, Milan, MCMXLVI

 

 

 

Stampe d’arte e loro tecniche artistiche

 

 

 

La tiratura, l’acciaiatura della lastra, la prova d’autore e la firma

 

 

 

La carta, la filigrana e lo stato

 

 

 

Nino Za il caricaturista lo scrittore e il mercante d’arte

 

 

 

Angelo Bottigelli pittore incisore scrittore e antiquario a Busto Arsizio