Libri antichi – Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.
Libri antichi – Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.
La città di Torino e i torinesi vissero e subirono l’assedio della città del 1706. Pietro Micca è una delle figure storiche che più sono legate a questo episodio storico.
L’assedio è un evento causato dalla guerra per la successione al trono di Spagna.
Una contesa che si protrasse per più di dieci anni. Conclusa con i trattati di Utrecht del 1713 e Rastadt del 1714.
Il conflitto vedeva l’alleanza fra Spagna e Francia.
Il Ducato di Savoia si trovò immischiato nella guerra solo a causa della sua collocazione geografica.
Lo stato sabaudo confinava con la Francia e con il milanese. Territorio all’epoca sotto il dominio spagnolo.
Di fatto diventando un ostacolo nel collegamento fra i due alleati. La soluzione per i due stati associati fu di tentare l’annessione.
Per questa ragione il 12 maggio del 1706 la città di Torino è assediata da 44.000 soldati francesi e spagnoli. Comandati dal duca La Feuillade.
Di contro la capitale sabauda è difesa da soli 10.500 militari.
L’assedio vede i francesi e gli spagnoli sferrare frequenti assalti alle fortificazioni che cingevano la città. Aggressioni sempre respinte.
Il non felice esito degli attacchi fa cambiare tattica. Gli assalitori iniziarono a scavare gallerie sotterranee per cercare di entrare nella città sabauda.
Proprio in uno di questi cunicoli si svolse il famoso episodio che vide come protagonista Pietro Micca.
Pietro Micca è un militare sabaudo. Nasce a Sagliano Micca. Località ora in provincia di Biella. il 6 marzo 1677. Trovò la morte a Torino nella notte tra il 29 e 30 agosto del 1706. Si fece esplodere in una galleria. Con lo scopo di impedire ai soldati francesi di introdursi nella Cittadella.
Un sacrificio personale ed un episodio saliente avvenuti durante l’assedio di Torino del 1706.
Il suo gesto passò sotto silenzio presso i contemporanei. Per trasformarsi per tutto il XIX secolo in simbolo di amor patrio.
Nell’Ottocento l’avvenimento diventò il soggetto di molteplici quadri, romanzi, canzoni e rappresentazioni teatrali.
L’apice è raggiunto nel 1906 quando sono celebrate le sue onoranze.
Le milizie a difesa della capitale sabauda pur minori per numero riuscirono a costringere i nemici ad una precipitosa ritirata.
Cedimento che avvenne il 7 settembre. A seguito della vittoriosa battaglia condotta dal principe Eugenio e dal duca Vittorio Amedeo II.
Due sono i cronisti di questo episodio.
Il conte Giuseppe Maria Solaro della Margarita.
Comandante dell’Artiglieria sabauda. Autore del Journal historique du siège de la ville et de la citadelle de Turin. L’année 1706. Avec le veritable plan. Edito a Amsterdam. Dal libraio Pierre Mortier. Nel 1708. in 4°. pagine 2, 165, 3.
Don Francesco Antonio Tarizzo.
Un sacerdote originario di Favria Canavese. Autore del Ragguaglio istorico dell’assedio, difesa, e liberazione della città di Torino. Edito in Torino. Dallo stampatore Gio. Battista Zappata nel 1707. In vendita presso nella bottega del libraro Marone. in 4°. pagine 8, 103, 1. Arricchito da 2 tavole e una carta geografica.
Eugenio di Savoia Soissons, principe di Savoia Carignano e conte di Soissons è una figura di spicco per l’esito vittorioso della battaglia.
Più noto come Principe Eugenio, è da giovanissimo al servizio degli Asburgo. All’epoca alleati con i piemontesi.
La sua strategia permise la vittoria sulle truppe francesi e la liberazione della città di Torino dall’assedio. Di fatto eliminando l’esercito francese dalla penisola.
Uno dei testi che illustrano l’operato del Principe Eugenio durante l’assedio di Torino del 1706 è volgarizzato dal Pietro Savi. Un appartenete alla Compagnia di Gesù. Autore del libro intitolato Fatti d’arme di Eugenio in Italia. Stampato a Torino. A spese di Giovanni Martin mercante libraio, nel 1767, in 16° ( 16,5 x 9,5 cm ), pagine 195, frontespizio figurato, 3 finalini figurati xilografici.
Nel 2005 Guido Amoretti e Piergiuseppe Menietti diedero alle stampe il libro intitolato Torino 1706. Cronache e memorie di una città assediata.
Il testo descrive le azioni militari. Arricchite dalle biografie dei protagonisti. Ricostruisce le ripercussioni sulla città e alla popolazione basandosi sui censimenti dell’epoca. In conclusione fornisce l’itinerario fra le testimonianze ancora presenti nella Torino moderna.
Nell’ immagine. Il frontespizio del libro di Pietro Savi intitolato Fatti d’arme di Eugenio in Italia. Stampato a Torino. nel 1767.in 16°. pagine 195. Pieno marocchino coevo.