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La datazione della ceramica tramite termoluminescenza

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La datazione della ceramica tramite termoluminescenza

 

Il procedimento di datazione della ceramica tramite termoluminescenza è una tecnica di indagine scientifica.

Un mezzo impiegato per effettuare la datazione di oggetti realizzati per lo più in terracotta. 

L’utilizzo permette di determinare con limiti accettabili la data di cottura del pezzo ceramico.

Questo impiego ha permesso l’affermazione di questo metodo diagnostico per i manufatti in ceramica.

Diventando un metodo per accertare l’autenticità o la falsità del manufatto.

Promuovendolo a valido ausilio per le istituzioni museali e i mercanti d’arte antica.

E’ un procedimento distruttivo.

Così chiamato perchè per l’applicazione necessita il prelievo dal pezzo da analizzare di un piccolo campione.

Una quantità che raggiunge al massimo il peso di dieci grammi.

Il materiale è sottoponibile alla prova una sola volta. Se necessita un nuovo esame serve un ulteriore campione.

Il prelievo avviene con un trapano a bassa velocità. La sua azione forma un foro del diametro e della profondità di 2,5 mm.

Si cerca di effettuare l’asportazione in un punto situato in una zona mai troppo visibile.

Questa precauzione non è sempre attuabile.

Con la conseguenza che il prelievo del saggio andrà a compromettere l’integrità del pezzo.

Questo avviene agendo sulle ceramiche smaltate e sulle porcellane.

Su questi materiali l’azione del trapano crea un foro che compromette la coperta.

Quando la ceramica presenta dei restauri. Ê possibile il prelievo del campione da analizzare in quella zona.

La datazione della ceramica tramite termoluminescenza è una tecnica intuita nel 1962.

Il lavoro di perfezionamento è durato molti anni. Giungendo a renderla applicabile e affidabile.

Research Laboraty Oxford University e dal Max Plank Institut Heidelberg sono gli enti promotori delle ricerche.

L’analisi si basa sulle caratteristiche fisiche di alcuni materiali presenti nell’impasto costituente il manufatto ceramico.

Questi diventano accumulatori dell’energia radioattiva naturale. Un potenziale che con il passare del tempo diviene misurabile ed è alla base di questo esame.

Entro l’impasto ceramico l’esame della termoluminescenza è consentito da tre minerali: il quarzo, il feldspato e più raramente lo zirconio.

Quando un oggetto costituito da terracotta è sottoposto a un rapido riscaldamento libera l’energia accumulata nel tempo.

Questa carica si manifesta sotto forma di radiazione elettromagnetica.

Questo permette di azzerare il potenziale radioattivo accumulato nel periodo precedente all’esposizione alla fonte di calore.

Dando inizio a un nuovo accumulo di energia. Coincidente con il momento della cottura.

Questo è il  limite della tecnica. Anche se ipotesi remota. Può avvenire che un recipiente di epoca antica è sottoposto a una seconda cottura.

L’esame è effettuato presso laboratori specializzati.

Prelevando un campione dall’oggetto.

Quindi sottoponendolo a riscaldamento lineare. Passando da 20° C /al sec  fino a 500° C.

Durante questo lasso di tempo si assiste all’emissione di impulsi luminosi. Proporzionali al tempo di accumulo dell’energia radioattiva.

Una acquisizione che inizia dal momento dell’ultima cottura.

Un indicazione sulla data di cottura è ottenuta da una comparazione.

Questa avviene fra le emissioni del campione durante il riscaldamento. Confrontate con quelle dello stesso campione dopo essere stato sottoposto a una dose di raggi beta.

L’età è indicata con una tolleranza. L’intervallo varia da un minimo del ± 5% sino a un massimo del ± 25%.

Intervallo che permette di dare una risposta certa in termini di autenticità del manufatto.

La tolleranza risiede nella quantità di irraggiamento subita durante l’anno.

Una radiazione con energia non costante nel tempo.

Dipendente dal terreno impiegato. Variabile in ogni punto del globo.

Un dato privo di approssimazioni si ottiene solo conoscendo il punto reale nel quale la ceramica è realizzata.

Questa analisi si applica a oggetti archeologici e storici realizzati in ceramica.

É applicabile a: terrecotte, laterizi e porcellane. Si estende ai vetri, alle terre di fusione e ai resti di focolari.

L’affermarsi di questa analisi ha costretto i falsari a prendere delle contromisure.

Risposta che ha privato l’uso della sola termoluminescenza come unico strumento di autenticazione.

Nel mercato antiquario sono entrati oggetti sottoposti ad irraggiamento artificiale. Una esposizione dosata con precisione e alternata con trattamenti termici.

Con queste contraffazioni la validità della tecnica viene meno. 

 

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