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Mostri e dei in Giappone

Mostri e dei in Giappone

Mostri e dei in Giappone.

Mostri e dei in Giappone.

 

 

Il Giappone è un mondo ricco di figure mitologiche o sovrannaturali. Queste, agli occhi di un non giapponese, appaiono tutte delle raffigurazioni di dei o di mostri. Mostri e dei in Giappone.

Sono tutti degli abitanti che si ritrovano in ogni forma artistica del Paese del Sol Levante. Possono apparire dipinti in un kakejiku, stampati sul foglio di una UkiyoE, oppure in forme plastiche. Fra quest’ultime troviamo i minuti netsuke e giungiamo sino alle monumentali sculture fuse in metallo oppure scavate nel legno.

Mostri e dei in Giappone

Mostri e dei in Giappone.

Fra le prime forse la più conosciuta, al di fuori dal Giappone, è il monumentale Daibutsu o Grande Buddha. Una scultura realizzata in bronzo, con una altezza di 13,35 metri e un peso attorno alle 93 tonnellate. La statua raffigura l’ Amida Buddha ed è collocata nel Kotoku-in Mostri e dei in Giappone.

Quest’ultimo è un tempio buddista, costruito nella città di Kamakura, un centro abitato della prefettura di Kanagawa. Ci troviamo a circa a circa 50 km a sud-ovest della capitale Tokyo.

Da questa figura religiosa passo al ricco universo di quelle fantastiche. Fra queste il più noto, al di fuori del Giappone e forse anche il simpatico, è il Kappa. Mostri e dei in Giappone.

A lui si affiancano altre mitiche creature, quali i complementari Ashinaga e Tenaga Mostri e dei in Giappone.

 

I primi caratterizzati dalle lunghe gambe, degli arti che arrivano a misurare fino a sette metri. I secondi dalla lunghe braccia, parti del corpo che raggiungono i nove metri. Anche in questo caso la natura è bizzarra, gli Ashinaga hanno dei bracci cortissimi e, per analogia, i Tenaga hanno delle gambe ridotte.

I Tengu sono altri residenti di questo leggendario universo Mostri e dei in Giappone.

 

La tradizione li vuole abitanti nelle montagne del Giappone e abili spadaccini. Il nome raggruppa numerose varietà di esseri viventi, genericamente individuabili come un misto fra le fattezze di un uomo e quelle di un uccello. Mostri e dei in Giappone.

Ne troviamo alcuni con un aspetto umanoide, ma caratterizzato da un prominente naso e a volte questa figura si può arricchire di ali. Con l’introduzione di quest’ultimo attributo ci troviamo di fronte a una raffigurazione di un uomo in grado di volare. Questo a giustificare la successiva trasformazione, dove il lungo naso diviene un becco e le sembianze da umane diventano quelle di un uccello. Un richiamo alla mitologia buddista, nella quale si parla dei GarudaUna razza divina di uomini-uccello Mostri e dei in Giappone.

Mostri e dei in Giappone

Fra i volatili, appartenenti ai racconti leggendari, compare lo Yatagarasu, un corvo a tre zampe, incaricato di portare in terra i messaggi provenienti dagli dei.

 

Questa sua occupazione si manifesta sin dai primordi. Quando è incaricato dalla dea Amaterasu di guidare Jinmu, il primo e leggendario imperatore e fondatore del  Giappone. Mostri e dei in Giappone.

 

 

 

 

 

 

 

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Antiquariato e arte giapponese Kottoya

Antiquariato e arte giapponese Kottoya

Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Acquistare e collezionare degli oggetti d’antiquariato giapponese significa arredare la propria dimora o arricchire la propria collezione di raffinate preziosità. Delle rarità frutto della bravura, della ricerca del dettaglio e della competenza di un artista giapponese. Questa acquisizione indica un amore per l’estetica di un paese che geograficamente si trova molto lontano dall’Italia e dall’Europa. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Una nazione, il Giappone, da sempre legata all’Italia. La prima relazione ufficiale fra i due paesi risale al 1585. Anno nel quale il gesuita Itō Sukemasu Mansho era a capo dell’ambasciata giapponese in Europa. Un viaggio che aveva come meta principale la città di Roma e il papa. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Spetterà al comandante Vittorio F. Arminijon la stipula delle prime relazioni diplomatiche con il Giappone. Siamo nel 1865, anno nel quale la pirocorvetta Magenta parte in missione diplomatica. Il 25 agosto 1866 è firmato il primo accordo di amicizia e commercio tra l’Italia e il Giappone. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Rimanere affascinati dall’arte giapponese non è difficile. Questa attrazione è immediata. Lo sanno bene artisti dell’importanza di Vincent van Gogh, Edgar Degas, Pierre Bonnard, Claude Monet e tantissimi altri. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Le prime forme d’arte giapponese che giungono in Europa sono le stampe giapponesi, le Ukiyoe. Queste arrivano in Olanda, imbarcate sulle navi della Compagnia delle Indie.a.

 

Il loro fascino e il conseguente interesse dimostrato da moltissimi artisti europei risiedeva nella loro rappresentazione bidimensionale. Dalle figure umane caratterizzate dalla sinuosa linea curva che suggeriva il movimento. Un azione in contrasto con la stesura piatta e priva di chiaroscuro del colore. Dei soggetti dall’innovativo taglio e dall’assenza della prospettiva e della simmetria. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Nel 1868, a seguito della Restaurazione Meiji e dei radicali mutamenti politici e sociali che seguirono, il. Giappone inizia la sua apertura commerciale verso l’estero. Complice questa inedita situazione, dall’esportazione delle stampe giapponesi si passa rapidamente a tutte le forme dell’arte giapponese. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

L’eleganza insita in queste opere d’arte e la provenienza da un luogo sconosciuto e misterioso esercitano una forte attrattiva. Queste danno origine a un fenomeno culturale e artistico tipico della seconda metà dell’Ottocento. Avvenimento inizialmente localizzato in Francia, nazione da dove, con rapidità, si estende all’intera Europa. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Una situazione che trova nel Japonisme, in lingua italiana Giapponismo, la sua manifestazione più compiuta. Questa introduzione e il consecutivo coinvolgimento si manifestano come un fenomeno improvviso, dando origine, nell’arte europea, a una forte fase di rinnovamento.

 

Kitagawa Utamaro, Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige sono fra gli artisti giapponesi quelli che più influenzarono l’arte europea. Il primo con le sue rappresentazioni femminili e gli altri due con le loro composizioni paesaggistiche. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

 

Ben presto questo interesse per l’antiquariato giapponese dalle UkiyoE si rivolge a tutte le altre manifestazioni di quest’arte. Nasce il collezionismo della ceramica giapponese. Famose sono le porcellane di Hirado e Nabeshima. Apprezzati sono i manufatti prodotti a Sumida Gawa, Satsuma, Arita e Kutani.

 

Nelle Esposizioni Universali di Londra, Vienna e Parigi sono visibili e apprezzati oggetti d’uso, realizzati in ceramica, lacca e bambù. Anche questi trovano un ampio successo. Antiquariato e arte giapponese Kottoya.

Il vivo interesse per tutte le forme d’arte giapponese permette la nascita della rivista. Le Japon Artistique, un mensile edito dal 1899 e interamente dedicato alla divulgazione dell’arte giapponese.

Compaiono i primi netsuke. Questi sono dei minuti oggetti tipici dell’antiquariato giapponese. In origine destinati all’uso pratico e decorativo sugli abiti maschili. Anch’essi, da subito, sono in balia di un forte collezionismo. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

Dalle botteghe degli stessi artisti che producono i netsuke escono i ben più grandiosi Okimono. Degli oggetti decorativi, destinati all’esposizione nel tokonoma o nel butsudan. Il primo è una zona della casa tradizionale giapponese. Il secondo è l’altare presente nella abitazione.

 

Antiquariato e arte giapponese Kottoya

 

Apprezzatissime e ricercatissime sono le leggerissime Urushi, gli oggetti realizzati in lacca. Caratterizzati dall’eleganza e dalla lucentezza. Questa è una delle forme d’arte giapponesi tradizionali più pregiate. Di questo materiale sono prodotti gli Inro e le Suzuri bako. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

Una tradizione quella della lacca che al giorno d’oggi si ripropone nel corpo delle penne stilografiche prodotte dalla Namiki e delle pipe della Alfred Dunhill. Limited. Questi due ultimi oggetti presentano entrambi la lavorazione chiamata MakiE. Una tecnica artistica che prevede la realizzazione dei motivi decorativi in lacca disposti su una superficie dello stesso materiale.

 

Antiquariato e arte giapponese Kottoya

 

Gli smalti cloisonne sono un altro settore dell’arte dove gli artisti giapponesi hanno saputo esprimersi al meglio. Questa tecnica artistica, nel Paese del Sol Levante, ha una singolare storia. In quanto scoperta, andata persa e in seguito ritrovata.

Sempre all’antiquariato giapponese appartengono i Kakejiku o Kakemono. Questi rappresentano l’analogo giapponese dei quadri europei, come quest’ultimi sono visibili appesi a un muro.

L’unica differenza è nell’esposizione. Questa varia a secondo del periodo dell’anno e delle circostanze. Si presentano come dei rotoli, con alle estremità dei sostegni in legno. L’opera pittorica è realizzata su un supporto in tessuto o in carta.

Un’altra forma di pittura giapponese avviene sulla superficie dei Byōbu, i paraventi.

 

La Cerimonia del tè si caratterizza per l’impiego di una ampia serie di oggetti appositamente realizzati. Questi sono caratterizzati dalla suggestione della sensibilià del Wabi Sabi. Contraddistinguendosi per la raffinata esecuzione a cui fa da contrappeso un significativo costo. La tazza da dove si beve il tè la si vuole con un aspetto naturale e rustico. È scelta fra quelle modellate senza l’ausilio del tornio. In preferenza realizzata da un pezzo di argilla dalla forma concava. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

 

Nell’ambito dell’antiquariato giapponese un ruolo molto particolate è svolto dalle NihonTo, le lame forgiate in Giappone.

 

A queste si aggiungono tutti gli elementi che necessitano per montare e rendere utilizzabile l’arma. Fra quest’ultimi il ruolo principale è svolto dalla Tsuba, l’elsa della spada giapponese. Altri accessori, altrettanto interessanti, sono i Menuki e il Fuchi e il Kashira. Antiquariato e arte giapponese Kottoya. 

Le spade giapponesi si classificano in base alla lunghezza, questa è ancora espressa in Shaku. Quest’ultima è l’antica unità di misura della lunghezza giapponese. Basandosi sugli Shaku classifichiamo le lame tradizionali giapponesi in: Tachi, Katana, Wakizashi e Tanto. Dal 1891, uno Shaku equivale a 30,3 cm e a 11,93 pollici.

 

All’antiquariato giapponese appartengono molte altre espressioni, della quali parlerò nei prossimi scritti.

 

 

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L’antiquariato giapponese è un tributo alla raffinata estetica del Giappone.

 

Possedere o semplicemente acquistare un pezzo di antiquariato giapponese mostra un doppio interesse. Innanzitutto per l’arte e l’estetica del Giappone, e in secondo luogo, e forse con maggiore intensità, per la Terra del Sol Levante.

Questo suggestivo appellativo trova nella bandiera ufficiale del Giappone la sua prima e più autentica rappresentazione e giustificazione.

Il vessillo in lingua giapponese si chiama Hinomaru, un termine che letteralmente si traduce come il cerchio del sole. Da qui deriva la denominazione occidentale più nota, la bandiera del sole.

La Nisshōki, un altro termine utilizzato per indicare il vessillo, è caratterizzata da un cerchio di color rosso posto al centro di uno sfondo bianco.

Durante la seconda guerra mondiale, la marina militare giapponese adottò, come gagliardetto nazionale delle navi da guerra, una variante di questa bandiera. Questa manteneva il sole rosso su fondo bianco, ma con l’aggiunta di sedici raggi concentrici.

Un altro simbolo iconico del Giappone è il Fuji San, un vulcano situato sull’isola di Honshū. È la montagna più alta del Giappone e un luogo sacro per i giapponesi.

La sua immagine appare nelle Ukiyoe di Hokusai, un famoso artista giapponese. Autore di una serie di stampe intitolata Le trentasei vedute del Monte Fuji. A questi fogli grafici appartiene la sua xilografia più conosciuta: La grande onda presso la costa di Kanagawa.

Il Fuji San non è solo un soggetto amato dagli artisti giapponesi, ma anche un rinomato luogo di pellegrinaggio. Una monte consacrato dove ogni praticante dello shintoismo dovrebbe recarsi almeno una volta nella vita.

La tradizione del Giappone vuole che la cima del vulcano sia innevata per gran parte dell’anno. La popolazione giapponese crede che le pendici del monte siano abitate da numerosi Kami, le divinità e gli spiriti soprannaturali.

Il Fuji, insieme al monte Tate e al monte Haku, forma il Sanreizan, le tre montagne sacre del Giappone.

Questa premessa fa intuire la profondità nascosta nell’arte giapponese, dove ogni soggetto raffigurato sottintendere numerosi significati.

 

L’anatra mandarina, ad esempio, nel sentire nipponico rappresenta la fedeltà e la fortuna coniugale. Per questo motivo gli oggetti con questa raffigurazione sono graditi regali di nozze.

Questa figura è comune nei decori dei cloisonné, nei ricami, sulle ceramiche e sulle lacche. Tutti degli ambiti artistici dove l’arte giapponese si esprime al meglio.

I cloisonné sono degli oggetti ornamentaliSono realizzati su una base in metallo, sulla quale si realizza una decorazione a smalti colorati.

In Europa, le ceramiche giapponesi sono molto apprezzate e collezionate, in particolare quelle provenienti dalle fornaci di Satsuma, Arita, Kutani, Noritake, Nabeshima e Hirado.

Urushi è il termine giapponese impiegato per indicare la lacca. É questo un materiale con cui gli artisti giapponesi creano eleganti e lucenti oggetti. Caratterizzati dalla leggerezza e dall’utilizzo nella vita quotidiana. Tra i prodotti d’antiquariato giapponese in lacca, molto ricercati sono gli Inro e le Suzuri bako.

Un’altra forma d’arte giapponese è la lavorazione dei metalli, con il ferro come materiale principale. Dall’impiego di questo minerale nascono le famose spade giapponesi, le eleganti tsuba e le sontuose armature. Tutti degli emblemi che evocano la figura del samurai, l’indomabile guerriero giapponese.

La tsuba è l’elsa della spada giapponese, uno degli oggetti d’antiquariato giapponese più collezionati e il principale elemento decorativo della lama.

Se sei incuriosito, prova a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione

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Per i beni d’antiquariato una condizione cruciale si presenta in occasione dell’acquisito e della vendita. In entrambi questi momenti, per muoversi al meglio, necessita conoscere una valutazione certa.

Queste sono tre circostanze decisive per qualunque transazione di beni d’antiquariato.

Questo sia che avvengano da parte di un opere del settore, di un collezionista o di semplice acquirente.

Sono queste tre situazioni correlate dove la possibilità dell’errore è incombente e ampia.

 

La valutazione di un oggetto d’antiquariato è un operazione che si basa su molteplici fattori. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

La partenza è sempre l’accurata analisi del bene d’arte.

Sulla raccolta di questi dati avviene l’inquadratura storica e il riconoscimento delle qualità dell’oggetto esaminato. 

 

È con questa analisi che si decide dell’autenticità dell’oggetto d’antiquariato. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

Conoscendo questi elementi si possono consultare i risultati economici ottenuti per oggetti simili nelle aste. Prezzi, il più delle volte, resi pubblici dalla casa d’asta.

In questi listini può anche capitare di ritrovare lo stesso oggetto che si sta trattando, questo è sempre un dato importante da esaminare con cura.

Dati simili appartengono anche all’esperienza dell’operatore, il quale, in precedenza, ha già trattato oggetti d’antiquariato somiglianti.

Tutti questi elementi sono concreti, sono dei dati reali basati sulle dominanti caratteristiche dell’oggetto trattato.

Questi fattori di giudizio risentono dell’influenza sia delle mode del momento sia della provenienza del bene.

Un oggetto appartenuto o legato a un personaggio molto noto ha da subito un incremento di valutazione.

Entrambi quest’ultimi parametri, per la loro natura, sono delle variabili imponderabili. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

Una diminuzione del valore commerciale è sempre data dalle imperfezioni presenti e dai conseguenti restauri subiti.

 

Al di sopra di tutto questo bagaglio di informazioni inopinabili agisce un fattore irrazionale, basato sul gusto maturato dall’operatore o dal collezionista.

 

Nell’antiquariato quest’ultimo è il vero motore del processo di acquisto e di vendita e opera in modo sostanziale sulla valutazione finale. Quella che le varie parti effettuano prima di concludere la transazione.

Un serio operatore nell’ambito dell’antiquariato compie l’acquisto, la vendita e la valutazione solo dopo l’accurata visione del bene. 

 

Un’immagine fotografica, sia a colori che in bianco e nero, può dare solo una prima idea, tutta da verificare, di persona, sull’oggetto d’arte.

L’operazione di valutazione non ha un iter prestabilito ma, varia a seconda dell’oggetto che ci troviamo di fronte.

 

Diverso è l’approccio di fronte a un quadro, una scultura, una stampa, una ceramica, una porcellana cinese, un libro e questo è un l’elenco che può proseguire all’infinito.

Per esempio nel caso dei dipinti e delle sculture il valore risente dell’artista che ha eseguito l’opera. A questo attributo si aggiunge il soggetto raffigurato, quest’ultimo è un fattore discriminante. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

Un quadro a tema religioso, sul mercato, è molto meno appetibile rispetto a una particolareggiata veduta di una città famosa. Un ritratto non regge il mercato, acquisisce un certo interesse solo se ritrae un personaggio noto.

Più l’oggetto d’arte o d’antiquariato è particolare, più necessita ricercare una persona esperta in quell’ambito.

 

Questo avviene per gli oggetti da collezione, sia antichi che non. Fra questi: i fermacarte, le tabacchiere, le penne stilografiche, i calamai e così via.

Un altro ambito dove la specializzatone è essenziale è l’antiquariato di oggetti orientali. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

In questo settore gli oggetti prodotti in Cina e in Giappone sono fra i più ricercati.
All’antiquariato giapponese appartengono: Tsuba, Menuki, Fuchi e Kashira, Ukiyo-e, Netsuke, Inro, Suzuribako, Cloisonne e cosi via. Queste sono tutte opere d’arte che parlano solo a chi li conosce a fondo.

La rarità è un’ultima caratteristica da prendere in considerazione, è questa da sempre una caratteristica ricercata ed apprezzata nell’ambito del commercio delle opere d’arte.

 

Un qualunque oggetto d’arte si definisce raro solo quando è noto in pochi esemplari. L’eccellenza più estrema è identificata negli oggetti di cui si può provare la certa unicità.

 

Hai un oggetto d’antiquariato, Vuoi domandare il parere gratuito di un esperto ?.

 

Nell’immagine in testa:. Franco Gentilini, Natura morta con bottiglia e melograni, Olio su tela. Il quadro appartiene al periodo precedente al trasferimento definitivo del pittore a Roma.

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Lodovico Pogliaghi, Figura femminile raffigurata di schiena, Carboncino

 

Antiquariato – Le mie consulenze

La consulenza sugli oggetti d’antiquariato o sulle opere d’arte è uno dei servizi che il sito Rari e Antichi offre gratuitamente a chiunque, desideri conoscere informazioni su ciò che possiede in collezione o su quello che arreda casa.

Questa cortesia è strettamente confidenziale e per nulla vincolante.

Una consulenza seria richiede la visione diretta dell’oggetto d’antiquariato o dell’opera d’arte, ma per iniziare si può partire da delle immagini del bene e dei suoi particolari più significativi.

Gli oggetti d’antiquariato o modernariato che più frequentemente mi sono sottoposti includono opere antiche giapponesi e cinesi, quadri antichi, dipinti moderni, disegni, ceramiche europee e orientali, vetri e argenti.

Nell’ambito dell’arte giapponese, i miei studi si concentrano sulle spade giapponesi e la loro montatura. Questa avviene con una serie di raffinati oggetti di piccole dimensioni, come la tsuba, i menuki, il fuchi e kashira.

Le stampe giapponesi Ukiyoe, i netsuke e il cloisonné sono altri ambiti di mio costante interesse.

Questo non esclude la mia attrazione verso tutte le altre forme di arte e antiquariato giapponese.

Le porcellane cinesi occupano una grande parte del mercato dell’antiquariato. Sono sempre difficili da valutare, ma proprio per questo affascinanti. La loro seduzione risiede nel costante margine di errore. La famiglia verde, rosa, gialla e nera esprimono ancora oggi la raffinata eleganza delle corti imperiali.

L’arte cinese ha raggiunto alti livelli nella lavorazione della giada, con oggetti di grande valore sul mercato dell’antiquariato. Questo grazie anche al grande favore che il minerale gode presso il popolo cinese.

Le ceramiche d’antiquariato includono maioliche, porcellane, terracotta e gres. Di origine sia europea che orientale, tutte sono degne della massima attenzione.

Fra le ceramiche giapponesi, trovo particolarmente affascinanti quelle provenienti dalle fornaci di Satsuma, Arita, Kutani, Noritake, Nabeshima e Hirado.

Per una valutazione accurata dei quadri antichi, è necessaria prima di tutto la rimozione della sporcizia che il tempo ha depositato sulla materia pittorica. Dopo quest’operazione, si ritrovano i colori originali o quanto più possibili simili. Non è escluso che compaia una firma, un monogramma o una data.

La rimozione dello sporco deve essere sempre eseguita da un professionista; il fai da te con materiali inadeguati è vivamente sconsigliato. Al restauro finito, è bene prendere contatto con un esperto nell’ambito della pittura suggerita dal quadro.

Per i dipinti moderni, è necessaria l’archiviazione dell’opera presso l’Archivio dell’autore, seguendo le regole della Fondazione o dell’Archivio, solitamente a pagamento. Alla fine, si ottiene l’ammissione o la negazione dell’opera tra quelle riconosciute dell’artista.

Per ceramiche e argenti, è utile cercare il marchio, che può indicare la fornace produttrice o il nome dell’argentiere e il titolo del metallo. Talvolta, fornisce anche l’anno o il periodo di realizzazione.

Il problema di questi marchi è la lettura: alcuni sono consumati e incomprensibili, altri indecifrabili, causando molte difficoltà.

Per le ceramiche del Novecento, l’ideatore è importante. Tra gli italiani più noti: Giò Ponti, Guido Andloviz e Antonia Campi. Altri grandi artisti includono Leoncillo Leonardi, Lucio Fontana, Arturo Martini e Fausto Melotti.

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Ikebana le composizioni di fiori in Giappone

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

Il vocabolo Ikebana è una parola che da subito trasporta in Oriente. Inevitabilmente evoca, nella mente di chi lo sente, il Giappone e le sue infinite eleganze. Fra queste raffinatezze l’Ikebana indica l’arte di comporre, con armonia, dei fiori e dei rami recisi.

L’Ikebana giunge in Giappone dall’India, passando per la Corea la Cina. Qui, nel Paese del Sol Levante, si afferma inizialmente fra i monaci buddisti e i nobili. Solo più tardi si estende a tutta la popolazione.

L’origine dell’arte dell’Ikebana è molto antica. Questi primordi coincidono con le semplici offerte di fiori agli Dei. Con il tempo, questi doni assumono una struttura più complessa, basata su regole codificate. L’affermazione di queste norme fa dell’Ikebana un’arte vera e propria.

 

Vediamo le principali linee guida per la sua corretta realizzazione. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Un Ikebana nasce solo combinando degli elementi vegetali. Questi ultimi sono scelti fra quelli disponibili nella stagione in svolgimento e, in preferenza, provengono dal un solo e definito luogo.

La composizione si crea con sole sostanze naturali e appena raccolte. Quali: fiori, foglie, rami e tronchi.

Ognuno di questi elementi è carico di un proprio significato. È quest’ultimo, il messaggio che si vuole trasmettere, che giustifica una scelta e un abbinamento.

 

Dei fiori si inseriscono i boccioli. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Questo per far partecipe l’osservatore allo sbocciare del fiore ma, soprattutto per favorirne la durata. Quest’ultima è agevolata dalle regolari nebulizzazioni d’acqua.

 

Nell’Ikebana si ricerca un’armonia fra gli spazi occupati dalle componenti vegetali e le aree vuote circostanti.

Quest’alternanza fra zone piene e vuote è parte essenziale della composizione.

Un Ikebana si completa entro un vaso o un contenitore naturale. Questi sono parte attiva della composizione. Il vaso non è mai trasparente. In genere si compone di sottili strisce di bambù, intrecciare fra loro. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

Un Ikebana ha una struttura di base a forma di triangolo. Questa si ottiene impiegando tre elementi di diversa e proporzionale lunghezza. Tutti e tre con un punto di partenza comune e disposti fra loro seguendo uno schema prestabilito.

 

Il più lungo dei tre simboleggia il cielo. Il mediano rappresenta la terra. Il più corto indica l’uomo.

Lo schema compositivo prevede per il cielo di essere l’elemento principale dell’Ikebana.

La terra e l’uomo si collocano in posizioni fisse rispetto al cielo. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

SOFU TESHIGAHARA – Ikebana Sogetsu.

 

 

Yukio Mishima e gli ufo.

 

 

I kappa in Giappone creature di fantasia abitanti dei fiumi.

 

 

Kyusen l’arco e la frecce.

 

 

Sushi sashimi e altro cibo che si mangia in Giappone.

 

 

Ruyi come tu desideri.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

 

 

Suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia.

 

 

Il Giappone di Inari e Munechika e delle spade giapponesi.

 

 

Lettura dei kanji relativi le Tsuba.

 

 

Libri sulla spada giapponese e sulla storia e l’arte del Giappone.

 

 

MARCO POLO – Le spade del samurai. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

SATO KANZAN – Kanzan Shinto oshigata dictionary.

 

 

Esposizione d’arte giapponese Catalogo.

 

 

HIROSE Nobuko SELF James – Japanese art signatures Le firme degli artisti giapponesi.

 

 

JOLY HENRI L. – Legend in japanese art.

 

 

PICA VITTORIO – L’arte giapponese al museo Chiossone di Genova.

 

 

RIVETTA PIETRO SILVIO Toddi – La pittura moderna giapponese.

 

 

WEBER VF – Ko-ji Ho-ten Dictionnaire a l’usage des amateurs et collectionneurs d’objets art japonais et chinois.

 

 

WICHMANN SIEGFRIED – Il giapponismo.

 

 

AURITI GIACINTO – Compendio di storia della cultura giapponese.

 

 

EMILE ANDRE – 100 coups de jiu jitsu Jujutsu Jujitsu.

 

 

FORMENTO FANNY – La cucina orientale. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Harada Kazutoshi – Jizai okimono Figure articolate di animali realizzate in metallo.

 

 

LANFRANCHI GIACINTO UBALDO – Il netsuke un’arte giapponese.

 

 

OLIPHANT LAURENCE – Le Japon.

 

 

RIVETTA PIETRO SILVIO Toddi – Il paese dell’eroica felicità.

 

 

Diari di dame di corte nell’antico Giappone.

 

 

APPELIUS MARIO – Cannoni e ciliegi in fiore il Giappone moderno.

 

 

CALZINI RAFFAELE – Festival asiatico Amori Misteri Spettacoli Da Porto Said A Tokio. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

HEARN LAFCADIO – Kokoro.

 

 

MISHIMA YUKIO – Morte di mezza estate e altri racconti.

 

 

OOKA SHOHEI – La guerra del soldato Tamura.

 

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Nell’immagine iniziale:. Una collezione di vasi da Ikebana realizzati in banbu intrecciato durante il periodo Meiji e Taisho.

 

 

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Lo scoglio nel mare in pittura

Lo scoglio nel mare in pittura

Lo scoglio nel mare in pittura.

Lo scoglio nel mare in pittura.

 

Nella pittura europea il soggetto dello scoglio nel mare deve la sua comparsa e affermazione alle xilografie giapponesi.

Nelle Ukiyo-e questa raffigurazione si presenta con il ruolo del soggetto principale nella composizione artistica.

Le pietre dipinte o stampate dagli artisti giapponesi compaiono come l’unico soggetto del kakemono o della xilografia. Di queste l’artista ne esalta la forma. Questo avviene rappresentando la struttura della roccia in tre chiare dimensioni. Al fine di non farle sembrare morte ma, creando un vivo ritratto.

Esaltandone il corroso e lo strano. Immortalandone il contatto con la superficie dell’acqua.

Dalle raffigurazioni giapponesi questa interpretazione della pietra scaturisce, si afferma e influenza pesantemente le successive opere pittoriche europee di analoga raffigurazione. Lo scoglio nel mare in pittura.

 

Nell’arte europea questo mutamento nel ruolo assunto dallo scoglio avviene agli inizi del Novecento.

In questo periodo i faraglioni, le scogliere frastagliate e le pietre arrotondate assurgono a principale soggetto. Sono raffigurati tutti avvolti dalla spuma e levigati dall’azione dell’acqua. Diventano ritratti a sé stanti.

L’interesse per questo soggetto accomuna pittori impressionisti, simbolisti e aderenti al movimento Liberty. Tutti questi artisti trovano nel nuovo tema dello scoglio una propria ragione d’indagine e d’interesse.

Nelle loro tele gli impressioni raffigurano il contrasto fra il colore scuro dello scoglio e quello luminoso del mare. Arricchendolo con i riflessi della luce sull’acqua e la scomposizione della forma dovuta alla movimento repentino delle onde.

Il simbolismo apprezza la concezione peculiare della popolazione giapponese dello scoglio. Lo scoglio nel mare in pittura.

Pensato come un sito di residenza primigenio, luogo di dimora di santi e divinità. Seguendo questa visione questi artisti dipingono sulla tela degli scogli raggruppati. Dando loro un aspetto minaccioso o incantato. Mirando a enfatizzare la forza presente nell’elemento naturale.

Il Liberty è attratto dalla bizzarria dello scoglio.

Ridotto a elemento grafico e ornamentale. Da impiegare come un motivo ripetitivo nelle più varie occasioni.

Per similitudine, anche il movimento dell’onda diventa un elemento decorativo di questo movimento artistico. Questo ingresso trova origine nella Kōrin Nami o Onda di Kōrin. Una interpretazione delle onde simile agli arabeschi. Elaborata dal pittore Ogata Kōrin 尾形 光琳. Un artista della scuola Rinpa. Nato nel 1658 e deceduto il 20 luglio 1716.

La prima comparsa in pittura dello scoglio nel mare è ben precedente a queste tre correnti.

Nei tempi più remoti il soggetto era impiegato col fine di aumentare la drammaticità della raffigurazione. In questa logica sono da interpretare le scogliere rappresentate nei quadri a soggetto marino. Comparsa che per la prima volta avviene nella pittura del Seicento.

 

I pittori romantici e le successive correnti ottocentesche non disdegnano la raffigurazione dello scoglio ma, questo è presente in funzione di un tema principale. Ancora lo scoglio assume il ruolo di comparsa entro una più ampia composizione.

Lo scoglio nel mare in pittura.

Nell’immagine un paesaggio marino con scogli. Dipinto da Alberto Malaspina. Abile pittore di paesaggio e marine. Nato a Pisa nel 1853. Vissuto e morto a Milano.

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra, in nero:. A. Malaspina 1891.

Lo scoglio nel mare in pittura.

Glossario dei termini giapponesi inerenti le stampe giapponesi ukiyoe.

Ukiyo-e Le fluttuanti stampe giapponesi.

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyo-e.

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

La tecnica delle xilografie Ukiyo-e.

La nascita delle incisioni Ukiyo-e.

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

  Lo scoglio nel mare in pittura.