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Tsuba La scuola Kiami 其阿弥

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Tsuba La scuola Kiami 其阿弥

Tsuba La scuola Kiami  其阿弥  è attiva nella produzione di tsuba dal XVII al XIX secolo.

I membri della scuola Kiami producevano per lo più tsuba in ferro. Caratterizzate da un decoro realizzato con l’uso della punzonatura a caldo.

A questa tipologia era aggiunta una seconda categoria con decori realizzati a traforo. Realizzato seguendo un audace disegno. Prodotto con la tecnica del ji sukashi e del kage sukashi. Spesso con i dettagli evidenziati in ottone, oro e argento. Metalli applicati con la tecnica dell’hira-zogan.

È probabile ipotizzare un’influenza da parte dei primi maestri delle scuole Chōshū e Kinai.

Le notizie disponibili su questa tradizione sono scarse.

La scuola forse è fondata da Kiami Kanenobu. Egli è con buona probabilità un allievo degli Hōan.

Alcuni studiosi considerano la firma Kiami come un ulteriore nome assunto della famiglia Hoan.

Kiami Kanenobu fu un costruttore di tsuba operante nella città di Hiroshima.

La capitale della provincia di Aki no kuni 安芸国anche detta in lettura on’yomi Geishū 芸州. Antica provincia del Giappone situata nella regione di Chugoku nella parte occidentale dell’isola di Honshū. Al giorno d’oggi è la parte occidentale della prefettura di Hiroshima.

La firma apposta su queste tsuba è spesso semplicemente Kiami.

Kiami 其阿弥 è un cognome con le letture alternative di Goami e Sonoami.

Elencata come Goami. Questa scuola è descritta in dettaglio nella traduzione realizzata da Afu Watson del Nihon Tō Kōza. Volume VI. Parte I. Pagine316-7. Illustrazioni a pagina318.

Si conosce. Un primo Goami era un forgiatore di lame attivo nel periodo Muromachi. Un secondo Goami di nome Masanaga 正命 era un artigiano che realizzava tusba. Quest’ultimo per lavorare si trasferì a Hiroshima nel 1631 corrispondente al nengo Kanei 8.

Della scuola Goami si conoscono altri due rappresentanti. Entrambi usavano il nome Masachika e firmato il loro lavoro Goami Masachika. Il primo era attivo durante il primo periodo Edo. Il secondo durante il nengo Tenmei. Periodo che inizia nell’aprile 1781 e si conclude nel gennaio 1789.

Da notare che la scrittura in kanji della scuola Kiami 其阿弥 e della scuola Shoami 正阿弥 hanno in comune la parte ami 阿弥. Un termine risalente al periodo Muromachi in rapporto con la dinastia shogunale degli Ashikaga. I quali lo conferivano come titolo a individui con riconosciute capacità artistiche.

L’uso della decorazione realizzata per mezzo di matrici impresse a caldo sulle superfici adottata dalla scuola Kiami risale alla maniera della scuola Tempo.

Le tsuba Tempo erano prodotte nel XVII secolo nella provincia di Yamashiro no kuni山城国. Durante il periodo Muromachi era la sede dello shogunato Ashikaga. Oggi corrisponde alla parte meridionale della prefettura di Kyoto nell’isola di Honshū.
È probabile che risalgano alla seconda metà del XVI secolo. Quando nella città di Nara lavorava un artista di nome Tembo o Ten ho. Autore di tsuba decorate con soggetti impressi con una stampo. Incise prima di effettuare il riscaldamento finale del ferro dell’elsa.

Questo metodo è impiegato anche da altri artisti. A Sendai da Hirokuni nel XVIII secolo. A Kyoto nel IX secolo da Mitsuhaya. Nel XVIII secolo da Kiami nella provincia di Aki.

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Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba

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Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

Il restauro  procede con la lucidatura del ferro della tsuba.

La rimozione della ruggine rossa necessita di molto tempo ed è faticosa.
Non presenza alternative all’uso dell’osso, del corno o dell’avorio. Uniti alla pulizia periodica della polvere abrasa. Usando un panno umido.

Necessita il frequente controllo del lavoro.

La verifica deve essere effettuata alla luce naturale. In preferenza sotto la luce del sole.

Questo perché la luce artificiale tende a nascondere la ruggine.

Il troppo strofinare anche con l’ausilio di uno strumento della corretta durezza può rimuovere la patina.

Qui ci troviamo di fronte ad un nuovo dilemma.

Quando ci si deve fermare?

Lo scopo di questa operazione è quello di rimuovere qualsiasi corrosione attiva.
Non quello di rendere una tsuba antica simile a una nuova. Troppo splendente e luccicante.

Non si deve snaturare una tsuba d’epoca. Il fine è di ripristinare una nuova purezza delle superfici. Rispettosa della storia passata.

Esagerando nel distacco si ottiene una tsuba sempre antica ma priva patina.

Per evitare questo irreversibile danneggiamento.
L’intervento di pulitura non deve eccedere.

È necessario evitare la rimozione di ogni traccia di sedimento. In quanto mettendo in atto una simile progetto si snaturerà la tsuba in modo definitivo e radicale.
Facendo scomparire l’apprezzata peculiarità di una superficie solcata da un invecchiamento originale.

È corretto agire lungo il bordo il mimi e sull’hira della tsuba. Il primo è il bordo il secondo è il corpo.

Non è opportuno operare sulle le pareti interne del sukashi. Questa operazione è paragonabile alla lucidatura del nakago di una lama.

Rimossa tutta la ruggine che si ritiene necessaria conferiamo alla tsuba la necessaria brillantezza.

Anche questa operazione avviene per strofinio. Il mezzo è un panno in cotone. Nessun altro tessuto è da impiegare. Da escludere tassativamente la moquette e i panni sintetici. Questo perché possono lasciare una finitura grassa.

Questa operazione scurisce il colore nero della superficie. Donandogli una morbida lucentezza. Anche questa è un operazione che richiede molta lentezza. Da ripetere più volte in giorni diversi. Prolungandola per alcune settimane.

Se durante questa operazione ricompare della ruggine rossa è necessario ritornare al passo precedente. Ovvero riprendere a strofinare con l’abrasivo sui nuovi punti affiorati.

A lavoro finito conservare la tsuba in una apposita scatola in legno.

Le precauzioni.                            

Le scatole in legno per custodire le tsuba hanno il supporto dove incastrare la tsuba fermato da due piccoli chiodi. Può succede che durante il trasporto il supporto si stacchi. Lasciando i chiodi scoperti e la tsuba libera di muoversi entro il contenitore.
Con la sgradita conseguenza di procurare dei graffi alla tsuba.
Buona norma è trasportare l’elsa entro sacchetti in stoffa.

La tsuba va presa con due dita. Queste devono essere appoggiate solo per il bordo e trattenere la tsuba durante la visione. Con questa precauzione si eviteranno la formazione di punti di ruggine.

È un ottima prevenzione lo strofinare periodicamente e delicatamente le tsuba con un panno in cotone.

La disponibilità di tsuba autentiche presenti sul mercato è destinata a diminuire sempre più. Sono sopravvissute sino ai nostro giorni. Cerchiamo di conferire loro la giusta importanza. Evitando di sottoponendole a tragici interventi.

 

Il restauro cosa fare e cosa non fare.

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

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Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine

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Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

Il restauro della tsuba procede con la rimozione della ruggine.

La tsuba proveniente dal trattamento precedente non sarà di certo un bel vedere!

Inizia ora la seconda parte. Nella quale avverrà la asportazione della ruggine residua. Sarà un’operazione lunga e faticosa. Soprattutto per le dita delle mani.

L’eliminazione avverrà con un procedimento meccanico. Per strofinamento si asporterà la corrosione attiva di color rosso. Lasciando al suo posto una patina di magnetite di color nero. Leggermente più dura rispetto alla ruggine.

Il metodo si avvale del potere abrasivo dell’osso, del corno o dell’avorio. Usando questi materiali si inizierà a grattare la ruggine rossa.

Due accorgimenti.
Il primo: È meglio agire su una piccola area. Sulla quale agire con lentezza. Finita questa porzione si passa a una successiva piccola area.
Il secondo: Pulire con periodicità la polvere abrasa. Usando un panno umido.

In questo modo stai impiegando uno strumento più duro della ruggine e più morbido della patina. Agisce sulla prima e lascia intatta la seconda.

Da non fare.

Agire rapidamente su una vasta area.
Non impiegare strumenti con durezza maggiore a quella della patina. Da escludere: acciaio, ferro, vetro o carta vetrata.
Non usare nessun trattamento chimico. I prodotti in commercio per distaccare la ruggine se impiegati rimuoveranno la patina e danneggeranno il ferro.

Non agire con nessuna fonte di calore.

Prima dell’uso dell’osso, del corno e dell’avorio questi materiali andranno rotti. Creando una serie di pezzi di varie forme e dimensioni. Sono questi frammenti da impiegare. Scegliendoli in base alle caratteristiche della superficie e agli angoli presenti nelle zone sulle qual lavorare.

Necessita un grosso martello, uno scalpello e l’indossare degli occhiali protettivi.

L’avorio sembrerebbe fra i tre il materiale più adatto. L’osso da impiegare è meglio che sia di manzo e sottoposto a lunga cottura.

Attieniti scrupolosamente a tutte queste indicazioni. Sono le uniche che permettono l’eliminazione della ruggine rossa senza intaccare la patina.

Non cercare un metodo più veloce. Nessuna alternativa.

Solo in questo modo si eliminerà la ruggine. Sostituendola con un bel colore nero.

Necessita solo tanta pazienza. Molta pazienza. Delicatezza e lentezza.

 

Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare.

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

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Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine

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Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

 

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine

Come intervenire su una tsuba?

La prima fase del restauro. La pulizia e l’asportazione della ruggine.

Nel corso del tempo e dell’uso della sporcizia si è accumulata sulla superficie, nei trafori e lungo i decori. L’asportazione non è che un bene.

È sempre corretto iniziare con una accurata asportazione della polvere. Sarà perfetto un pennello morbido e di dimensioni adeguate alle zone sulle quali operare. Un poco più grande per le superfici. Decisamente piccolo per i particolari e gli interstizi.

Non è certo dannoso sottoporre una tsuba a un bagno in acqua distillata e sapone neutro.

Evitare interventi con qualunque strumento abrasivo. Leggi pagliette saponate e simili.
Asciugarla con cura. Ottimo uno straccio in cotone.
Osservare il risultato alla luce del sole.

A questo punto si possono vedere i diversi interventi passati. Quali l’applicazione di: strati di cera, lucido da scarpe, vernici o altro di difficile identificazione.

Necessita l’intervento un professionista per poter far fronte a gravi danni. Quali quelli provocati da incendi, da spatinature e crepe.

Se la tsuba ha una base in ferro sarà ben evidente tutta la ruggine presente.

Prima di operare qualunque azione bisogna essere certi che la ruggine sia collegata a una pesante corrosione. Questa è la prima informazione da acquisire per poter decidere sul da farsi.

Di fronte alla ruggine necessita cautela e mettere in conto molte ore di lavoro. Un azione che è priva di scorciatoie.

A seguito del bagno in acqua distillata e sapone neutro la parte più superficiale della ruggine scompare.

Proseguite facendo bollire la tsuba in acqua distillata per una ventina di minuti. Questo intervento non agisce in nessun modo sul metallo.

Ad operazione finita si ottiene una tsuba priva di qualunque residuo in origine presente.

Non si deve aggiungere nessun altro prodotto. L’azione dell’acqua è sufficiente a questo scopo.

La presenza di agenti chimici aumenterebbe il rischio di danneggiare il metallo costituente la tsuba.

La tsuba uscirà da questi primo processo presentando la realtà della ruggine che la ricopre.

Non sarà un bel vedere!

 

Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare.

Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

鍔 鐔 Tsuba

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Lettura dei kanji relativi le Tsuba

Kottoya_antiquariatogiapponese_japaneseart_tsuba_artegiapponese (14)

Lettura dei kanji relativi le Tsuba

Nella tabella la lettura dei 56 kanji relativi le Tsuba.

 

鍔 鐔 Tsuba Le scuole

Di seguito la tabella per la lettura di 56 kanji relativi alle Tsuba.

Nella colonna di sinistra i kanji. Nella colonna di destra la lettura corrispondente.

La traduzione e la spiegazione dei termini si trova consultando il dizionario dei termini relativi alle tsuba.    Diviso in tre parti.        Dalla lettera A alla J.        K alla N.        O alla Z.

 

当金 Ategane
縮緬 Chirimen
土手耳 Dote mimi
覆輪 Fukurin
Gata
Gata Kata
Hira
櫃穴 Hitsu anche Bitsu
地金 Jigane
地透 Ji
影絵透 Kage Sukashi
管耳 Kan mimi
角耳 Kaku mimi
鎌倉 Kamakura tsuba
毛彫 Kebori
笄櫃 Kôgai bitsu
小肉角耳 Koniku kakumimi
小柄櫃 Kôzuka bitsu
古金工 Ko kinkō
小透 Kô Sukashi
丸耳 Maru mimi
Mei
Mimi
木瓜 Mokkô
文透 Mon Sukashi
紫寂 Murasaki Sabi
撫丸 Nademaru
撫木瓜型 Nade Mokkô Gata
中心穴 Nakago ana
布目象嵌 Nunome zōgan
応仁 Onin tsuba
お多福 Otafuku
留守 Rusumoyo
責金 Sekigane
切羽 Seppa
切羽台 Seppa Dai
赤銅 Shakudo
仕入物 Shiiremono
心鉄 Shingane
白金師 Shiroganeshi
素銅 Suaka
据紋 Suemon
据紋象嵌 Suemon zôgan
透鍔 Sukashi tsuba
鏨跡 Tagane Ato
鉄骨 Tekkotsu
anche Tsuba
槌目地 Tsuchime Ji
打返耳 Uchikaeshi mimi
腕貫穴 Udenuki ana
Ume
焼手 Yakite
焼き鈍し Yakinamashi
山銅 Yamagane
陽透 Yô Sukashi
象嵌 Zôgan

鍔 鐔 Tsuba Le scuole

 

Tsuba  Dizionario  dei  termini.

A alla J.   K alla N.   O alla Z