Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Guido Andloviz o Andlovitz l’impiego artistico della Lavenia e il suo ruolo di direttore artistico.
Il nome di Guido Andloviz si lega in modo indissolubile alla ceramica. Questo binomio si crea con la sua assunzione presso la Società Ceramica Italiana di Laveno, in acronimo SCI oppure S.C.I.
In questa manifattura Guido Andloviz ricopre il ruolo di direttore artistico. Qui firmerà parte della produzione della fabbrica lavenese con il marchio Lavenia e collaborerà con la fabbrica di porcellana battezzata Verbano. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Guido Andloviz è un designer, un ceramista e un architetto.
Nasce a Trieste il 7 marzo 1900. Decede a Grado, in provincia di Gorizia, il 9 settembre 1971. La scomparsa avvenne a seguito di un incidente stradale.
All’anagrafe il suo cognome è Andlovitz, in seguito, da lui snellito in Andloviz. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Questa mutazione è un’operazione simbolica, compiuta per indicare la sua visione dell’arte. Una concezione basata sulla purezza della forma.
La sua formazione artistica si compie a Milano. Città dove frequenta la Reale Accademia di Belle Arti di Brera, scuola dove è allievo di Piero Portaluppi.
In contemporanea studia architettura presso il Politecnico di Milano. Ateneo dove si laurea nel 1923.
Appena conclusi gli studi universitari inizia la sua collaborazione presso la Società Ceramica Italiana. In questo primo momento assume il ruolo di consulente artistico.
Lavora negli stabilimenti situati a Laveno Mombello, in provincia di Varese. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
È questo l’inizio di un lungo e continuativo periodo di intenso lavoro. Un lasso di tempo che si concluderà solo con il suo pensionamento, avvenuto all’inizio degli anni ’60 del Novecento.
Nel 1927 è nominato direttore di produzione della SCI. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
In contemporanea, un altro architetto è attivo presso la fabbrica di porcellana Richard Ginori di Doccia, il suo nome è Giò Ponti.
Assieme sono gli indiscussi protagonisti del rinnovamento della ceramica italiana di quel periodo.
In questo campo le loro attività diventano complementari.
Ponti assume il ruolo concettuale. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Andloviz quello operativo. É lui che concretizza quello che il collega teorizzava.
In questo modo Andlovitz acquisisce un ruolo che sembra quasi preordinato e che ricoprirà per tutta la vita. Infatti, con profitto, si occuperà in continuazione della creazione delle più svariate forme ceramiche. Dunque un ruolo che ben gli si addiceva e che gli calza a pennello.
La conferma di questa collaborazione fra i due architetti si trova con la lettura del numero di luglio del 1933, della rivista Domus.
Su queste pagine Giò Ponti è l’autore di un’articolo, scritto a commento della Triennale del 1933. Con questo testo riconosce a Guido Andloviz di essere il suo massimo interprete.
Il lavoro di Guido Andloviz presso la Lavenia è complesso e articolato.
Da una parte vede la reinvenzione dei decori sulle sagome già esistenti e dall’altra la creazione di nuove forme.
Quest’ultime sono inizialmente caratterizzate dal nome Monza, seguito da un numero. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Questa denominazione è un esplicito richiamo al luogo designato alla loro prima esposizione e al loro primo giudizio, la villa reale di Monza. Nella quale, dapprima con scadenza annuale poi biennale, avrà luogo la Mostra internazionale delle arti decorative.
Monza è una denominazione che accomunerà tutti gli oggetti destinati all’esposizione in quel luogo.
Una manifestazione alla quale Guido Andloviz e la Lavenia partecipano sin dalla prima edizione del 1925. Proseguendo per tutte le successive.
Di quella prima presenza rimangono le parole di Giò Ponti, apparse sulle pagine della rivista Domus, sul numero di dicembre del 1928. Dove si legge:. Andloviz espose per la priva volta con successo a Monza nel 1925. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Gli oggetti d’arte denominati Monza sono un gruppo non omogeneo per forma e destinazione d’uso. Tutti recano il marchio Lavenia. Sono identificabili come i primi lavori che Andloviz realizzò all’interno della S.C.I.
Ricoprono un periodo di tempo che inizia attorno al 1925 e si conclude con il 1929. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Andloviz sarà sempre animato dall’interesse per la ricerca di nuove forme per vasi, ciotole e scatole.
Proprio in questo ambito è riconosciuto come un esponente italiano di grande rilievo.
La sua attenzione si rivolge verso la realizzazione di forme pure e semplici, in preferenza non adornate. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Introduce decorazioni realizzate con macchie e colature, entrambe lasciate alla casualità.
Suoi sono gli innovativi vasi o contenitori di forma irregolare.
Sulla produzione già in essere alla S.C.I. Società Ceramica Italiana prima del suo arrivo compie un’operazione di svecchiamento e adattamento.
Elimina quei prodotti ancora in catalogo ma, oramai fuori mercato. Adegua al nuovo gusto e alle nuove esigenze economiche quelli che presentavano delle caratteristiche ancora appetibili per l’epoca. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Il capolavoro di questo ritocco è l’innesto sulla classica forma battezzata vecchio Milano del nuovo decoro Lago Maggiore.
Con questa operazione da vita a un servizio da tavola concepito per una produzione in una piccola serie. Firmato dall’autore a riprova di quanto l’esito lo rese compiaciuto. Nell’opera di Guido Andloviz il siglare le sue creazioni è un raro evento.
Il repertorio iconografico dei decori ideati da Guido Andloviz comprende anche dei soggetti carpiti dal vero. Molti derivati dall’ambiente lagunare da cui proveniva. Troviamo: i pesci, le barche e gli stilizzati paesaggi d’acqua.
Da questi si giunge alle Maschere d’Italia del 1948. Alla Primavera, ai Costumi regionali, alle Mongolfiere, alle Marine a Capri e Portofino. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.
Suo è il recupero di alcuni temi decorativi propri della ceramica del Settecento.
Questo da vita alle Figure vecchio Milano, dei personaggi stilizzati che ripropongono aggiornandolo il gusto delle fabbriche ceramiche milanesi del XVIII secolo. Inoltre, porta alla scoperta delle decorazioni di ispirazione cinese che compaiono su tazze, piatti e vasi.
Serie quali: Siena, Orvieto, Vittuone e Volterra sono caratterizzate da un decoro descrittivo, nel quale Andloviz tralascia il sintetico e grafico. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.

Per concludere, Guido Andloviz come direttore artistico della ceramica Lavenia è l’autore di numerosissime tipologie ceramiche.
Tutte sono delle forme pure ed innovatrici ma, non tutte idonee ad entrare nella produzione della fabbrica.
Lavori di Guido Andloviz prodotti dalla ceramica Lavenia:. Guido Andloviz Andlovitz Lavenia.