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Il culto delle montagne in Giappone il pellegrinaggio sull’Onkate

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Il culto delle montagne in Giappone il pellegrinaggio sull’Onkate

Il culto delle montagne in Giappone è molto vivo e il pellegrinaggio sull’Onkate è una delle forme più sentite.

Durante  tutto il pellegrinaggio i devoti rivolgono tutta la loro attenzione verso la divinità insediata sulla cima del monte.

Questo kami diviene il ponte fra gli adepti e i poteri occulti. Di quest’ultimi il monte rappresenta la manifestazione nel mondo tangibile. Questa forza appare come una presenza costante. Alla quale il penitente si accosta con timore e riverenza.

Questi pellegrini ritengono che la divinità si manifesti sotto la forma di un appariscente animale selvatico. Oppure sia ospitata all’interno di un albero imponente e dalla forma inusuale.

L’Associazione del monte Fuji ha un carattere locale. I raduni maggiori avvengono in corrispondenza dei solstizi. Quelli minori in giorno 12 di ogni mese.

Ben diversa è la situazione dell’associazione dell’Onkate e della salita sulla cima di questo vulcano.

A seguito di alcune eruzioni il percorso del pellegrinaggio ha subito delle modifiche. Non è più possibile arrivare sulla cima e nemmeno salire da un versante e scendere da quello opposto.

Il Monte Ontake si trova sull’isola di Honshū. Con i suoi 3.067 metri è il secondo vulcano più alto del Giappone. Ha eruttato quattro volte. I risvegli sono avvenuti nell’ottobre del 1979. nel 1991. nel 2007 e in fine nel 27 settembre 2014.

Vari sono i sentieri percorsi dai fedeli e dai pellegrini. Il percorso completo inizia ai piedi del vulcano. Nella città di Kiso. Nella valle percorsa dal fiume omonimo. Immersi nel Giappone più rurale.

Un altro sentiero di pellegrinaggio parte dal villaggio di Otaki. Qui si trovano due delle cascate più sacre della regione: Kiyotaki e Shintaki. Sotto le quali i pellegrini si purificano prima di iniziare la salita sull’Ontake.

Tutti gli antichi sentieri di pellegrinaggio si snodano lungo la montagna. Attraversano la foresta. Entro un paesaggio mistico. Movimentato dai pellegrini vestiti di bianco. Animato dalle cantilene e dai riti dei fedeli. Sul percorso un susseguirsi di santuari. Di assi con iscrizioni votive verso i kami.

Un pellegrinaggio che si snoda fra natura e spiritualità.

La guarigione dei pellegrini avviene per intercessione di un sacerdote sciamano. Chiamato nakasa. Ruolo che può essere sia di un uomo che di una donna.

Questa figura è coadiuvata da un aiutante. Detto maiasa. Il suo compito è il recitare delle preghiere per facilitare la trance dello sciamano.

In trance il nakasa fa profezie e compie esorcismi. La voce con cui si esprime è sempre maschile.

Qui è vivo un antico passato. Fatto di luoghi sacri. Dove si pratica una religione che riunisce scintoismo, buddismo esoterico e antiche tradizioni sciamaniche.

Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake

Il culto delle montagne in Giappone Il pellegrinaggio sull’Onkate.

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Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake

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Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake.

 

In Giappone il pellegrinaggio sul Fuji e sull’Ontake è un tributo rivolto ai due vulcani. Considerati montagne sacre dalla popolazione del Giappone.

Questo pellegrinaggio appartiene al culto per le montagne. Nei quali l’oggetto di venerazione è il monte stesso.

Per accedere alla salita necessita che il partecipante compia una purificazione preliminare.

I culti per il monte Fuji e l’Onkate si diffondono in contemporanea. Questa affermazione risale al diciassettesimo secolo.

In origine godevano di sola rinomanza locale. Trovano la ragione della loro genesi nella bellezza e nell’imponenza di quei luoghi.

La popolazione identificava quei territori come una dimora temporanea prescelta dai loro antenati.

Ai nostri giorni esistono associazioni di fedeli uniti dalla dedizione verso il monte Fuji e l’Ontake.

Non mancano devoti riuniti dalla venerazione verso altre vette. Come il monte Omine. Un’altra montagna sacra. Sede principale della setta Shugendō. Luogo di pellegrinaggio e di addestramento per gli yamabushi.

Queste comunità hanno sede nelle principali città del Giappone. Associazione del Fuji ha la sede primaria a Tokyo. Quella dell’ Onkate a Osaka.

Entrambe organizzano dei pellegrinaggi o delle riunioni sulle cime da loro onorate.

Ai membri di entrambe le associazioni è richiesto il recarsi sul monte almeno una volta l’anno.

Questo permette alle anime dei vivi di rinnovarsi. Cambiamento che avviene grazie al contatto con i luoghi dove gli spiriti dei morti risiedono.
Dimora non solo soprannaturale. Poiché sulle pendici di questi vulcani sono collocati numerosi monumenti funebri. Contenenti parte delle ceneri del defunto. Pratica che permette ai sacri antenati oltre alla presenza spirituale anche la reale residenza in luogo.

Il pellegrinaggio è vissuto dai partecipanti come un continuo passaggio di energie vitali. Un trasferimento di forze fra il pellegrino e la natura. Cessione ininterrotta e reciproca.

Entrambe le associazioni attribuiscono al pellegrinaggio dei poteri miracolosi. Alla base della guarigione di qualunque malattia. Risanamento operato direttamente dal kami 神 del monte o mediato dai sacerdoti.

Il fuoco acceso sul monte è parte principale di questo culto per le montagne.

I fedeli innalzano un cumulo composto da una grande quantità di tavolette votive. Bruciate sia per portare agli spiriti i messaggi dei fedeli che per placare quelli maligni. Avvalendosi dell’azione purificatrice del fuoco.

Il culto delle montagne in Giappone Il pellegrinaggio sull’Onkate

Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake.

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In Giappone le montagne erano abitate dagli yamabushi 山伏

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In Giappone le montagne erano abitate dagli yamabushi 山伏.

In Giappone le montagne erano e ritornano ad essere località abitate dagli yamabushi  山伏.
Gli eremiti delle montagne. Dei monaci asceti. 

Da tempo immemore in Giappone alcune montagne sono escluse da qualunque sfruttamento economico e di insediamento urbano.

Fin dall’antichità fra il popolo giapponese e le montagne vige un profondo rapporto.
La popolazione giapponese riconosce a questi luoghi l’essere spazi depositari di energie particolari.

Al Fuji, all’Ontake e a molte altre cime è riconosciuta questa peculiarità.
Dei siti privilegiati. Località dove avviene il connubio fra gli uomini e le forze mistiche.
Spazi dove da sempre sono presenti queste energie.

I matsuri  sono delle feste organizzate in loro onore.
Durante queste celebrazioni queste forze scendono dalla cima dei monti. Visitando gli uomini.

Con le necessarie precauzioni i mortali possono salire verso i luoghi nei quali questi spiriti risiedono.
Ascesa avente lo scopo di: rendere loro visita. entrare in contatto con loro. cercare protezione. acquisire poteri magici.

Mine mairi significa risalire un monte con scopo rituale.

È in contemporanea una liberazione fisica e un’elevazione spirituale.

Per facilitare l’incontro con lo spirito necessitano delle privazioni e il superamento di prove.

Astenersi dal bere alcolici, dal mangiare carne e da rapporti sessuali.
Superare periodi di digiuno.
Notti all’addiaccio.
Camminare sui tizzoni ardenti.
Sostare sotto cascate d’acqua gelida.

A tutti questi esami si sottopongono gli yamabushi.

Questa prima parte di verifica deve essere superata dagli aspiranti eremiti delle montagne.

In questo modo hanno guadagnato la possibilità di accedere a una prova ben più impegnativa.

Il misurarsi con l’austerità di una vita in ambienti naturali. 

Luoghi non accoglienti.

Dove si sottopongono a prove fisiche e pericolose.
Nei quali  ricevono la trasmissione segreta di conoscenze occulte.

Diventando praticanti dello Shugendo 修験道. Dove shu vuol dire praticare. Gen esprimere. Do è la via.
La via per esprimere la spiritualità necessita della pratica.

Percorrendo una via basata sulla pratica ascetica.
Alla ricercava dell’acquisizione di poteri spirituali, mistici e soprannaturali.

Abbracciano un credo nel quale è identica la natura del Buddha e quella degli esseri umani .

Dove gli yamabushi precedono tutti gli altri esseri viventi. Anticipati dal Buddha.
Corrispondenti a tre diversi mondi dello spirito.

Gli antichi yamabushi praticavano l’eremitaggio sulle montagne. Alternandolo a pratiche di magia, esorcismo e di guarigione di uomini.

A loro erano riconosciuti dei poteri magici e delle virtù ascetiche.
Provenienti dal controllo che esercitavano sugli spiriti dei morti e sugli animali stregati.
Comando che permetteva l’asservimento ai loro fini.

Erano figure al margine della società. Scomparse con la riforma Meiji. Risorte con la fine della seconda guerra mondiale

 

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