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Porcellana cinese

Porcellana cinese

Porcellana cinese.

Porcellana cinese.

 

Il periodo più significativo per la porcellana cinese inizia con la salita al trono imperiale della dinastia Ming. Questa casa regnante assunse il controllo assoluto sulla Cina dal 1368 al 1644. In questi duecentosettantsei anni di regno si susseguirono diciassette imperatori.

Le caratteristiche principali della porcellana cinese prodotta durante la dinastia. Ming sono la forma massiccia dei pezzi ceramici e la realizzazione, su di essi, di intrigati decori. Questi ultimi ottenuti con l’impiego di colori che dopo la cottura risulteranno notevolmente brillanti.

Ching te chen è una città della Cina, situata nel Fuliang, nella provincia dello Jiangxi. Questa è una località simbolo della porcellana cinese e della sua lavorazione.

Una territorio dove questa attività è favorita dalla presenza di grandi quantità di caolino e di pietra feldspatica. Queste sono le due componenti fondamentali per la fabbricazione della porcellana. Porcellana cinese.

A questo si aggiunge la vicinanza del Chang Jiang, il Fiume Azzurro, e delle sue innate potenzialità nel trasporto delle merci.

La convergenza di tutte queste risorse e la collocazione di. Ching te chen entro una vallata, circondata da montagne, favorirono la creazione in loco di fornaci atte alla lavorazione della porcellana. Porcellana cinese.

Qui si realizzavano tutti i preziosi manufatti ceramici destinati all’uso nella corte imperiale. Questa prerogativa ha inizio durante la dinastia Ming, nel corso del regno del primo imperatore Hung Wu. 

In questo momento inizia la lunga protezione imperiale della fornace e la conseguente concentrazione della produzione della porcellana destinata al palazzo di corte. Porcellana cinese.

Una tutela che si estenderà per un lunghissimo arco di tempo. Iniziato nel XVI secolo e arrivato sino al 1912. Anno che pone fine alla dinastia Qing e nel quale si proclama la prima repubblica cinese.

Nel tempo, la località si afferma, sempre più, come un polo produttivo ceramico. Un accentramento, dove la maggior parte dei manufatti era realizzata dalla manifattura imperiale. Una situazione che favorì anche la nascita di numerosi forni privati, caratterizzati da una produzione di entità ridotta. Porcellana cinese.

Durante il regno dell’imperatore Hung Wu si producono porcellane con decoro in color rosso e in color blu sotto coperta.

A queste si uniscono le ceramiche celadon, realizzate coprendo il manufatto con uno smalto di in colore verde pallido, a evocazione dei manufatti in giada. Porcellana cinese.

 

A questo periodo risale la coppia di imponenti vasi di proprietà della Percival David Foundation of Chinese Art.

Questi sono due manufatti realizzati in porcellana, sontuosamente decorati sotto smalto, in vari toni di color blu.

Al collo recano una estesa scritta, contenente anche la data del realizzo, corrispondente all’anno 1351. Una collocazione temporale che li rende le più antiche porcellane cinesi datate di cui, al momento, si ha conoscenza. 

Il testo calligrafico è posto entro un tipico decoro del periodo, composto di una serrata serie di foglie di forma lanceolata. Un ornamentato dipinto in color blu, sulla cui stesura compare una successione di punteggiature nerastre.

Un altro decoro peculiare del periodo sono le successioni di foglie dalla forma triangolare e appuntita, dipinte in color blu scuro e punti neri. Porcellana cinese.

Tutte le figure raffigurate si caratterizzano per un disegno estremamente preciso.

I Vasi David sono entrambi permanentemente visibili a Londra, al British Museum, nella Sala 95.

Il color blu usato nelle decorazioni è realizzato con l’impiego dell’ossido di cobalto. Porcellana cinese.

Per realizzare la decorazione, il pigmento è miscelato con l’acqua e in seguito applicato sulla superficie della porcellana.

Quest’ultima è un biscuit. Ovvero un materiale ceramico che ha già subito una prima cottura. A seguito di questa si presenta con un aspetto opaco e biancastro. Porcellana cinese.

L’ornamento è poi lasciato seccare, ricoperto di smalto trasparente e la porcellana è sottoposta a una seconda e conclusiva cottura.

Nella porcellana cinese questa tinta è soggetta a numerose variazioni, tutte dovute al cambiamento dei giacimenti di provenienza del colorante. L’importazione si motiva dalla scarsa qualità dell’analogo materiale disponibile nelle miniere locali. Porcellana cinese.

Per tutto il regno Hsuan Te il cobalto impiegato era il Blu di Sumatra. All’uso di questo pigmento si deve la realizzazione delle più pregiate porcellane cinesi in bianco e blu.

Durante il regno dell’imperatore Cheng Te il cobalto impiegato era il Blu Maomettano, cosi chiamato perché preveniente dalla Persia. Porcellana cinese.

Questo pigmento è conosciuto in Cina con il nome di Hoei Tsing.

É caratterizzato dall’inconfondibile tonalità violacea e dall’elevatissimo costo.

Era venduto a peso e costava il doppio dell’oro.

Un altro colorante impiegato nella decorazione sotto coperta della  porcellana cinese è l’ossido di rame,. Il cui utilizzo permette la realizzazione di decorazioni in color rosso puro. I primi pezzi ceramici realizzati con questa tecnica risalgono alla fine del XIV secolo.

L’impiego dell’ossido di rame risulta più difficoltoso rispetto all’ossido di cobalto. Questo perché in cottura richiede una temperatura costante, se questo non avviene il colore sfuma nel marrone e poi nel nero. Porcellana cinese.

I motivi ornamentali dipinti in color blu e quelli in color rosso sono del tutto simili. Entrambi rispecchiano perfettamente le tipologie decorative in auge nel XIV secolo.

L’impiego dell’ossido di rame permise lo sviluppo dei manufatti monocromatici sang de boeuf o sangue di bue. In lingua cinese Long Yao.

Un analogo uso del cobalto consente la realizzazione di pezzi in porcellana di color monocromatico blu cobalto. Porcellana cinese.

Porcellana cinese

In Cina, fin dalla metà del XV secolo, un altro pigmento è impiegato, in ceramica, per la realizzazione del color rosso. Questo è l’ossido di ferro.

Utilizzato perché meno problematico nella cottura. Questo pigmento permise la realizzazione di manufatti monocromatici tra il color corallo e pomodoro.

Altre coperte monocromatiche sono di color bianco, marrone e verde celadon.

Di non facile reperibilità sono le porcellane monocromatiche di color turchese e verde, queste ultime, alcune volte, arricchite da dorature.

Le porcellane di color giallo erano destinate al solo uso dell’imperatore e alla corte. Questa consuetudine con buona probabilità inizia durante il regno Hsuan Te. Porcellana cinese.

 

Porcellana cinese
Tratto da Anthony Du Boulay PORCELLANE CINESI Mursia 1967

 

 

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