
Porcellane cinesi Qing Ching.
Porcellane cinesi Qing Ching.
La dinastia Ch’ing regnò sulla Cina per un lungo lasso di tempo. Il suo governo inizia nel 1644 e si conclude nel 1916, in questi duecentosettanta due anni si susseguono undici imperatori.
I Qing erano una popolazione originaria della Manciuria, una regione situata nel Nord Est della Cina attuale. Dimoravano ai confini dell’impero cinese e con gradualità sconfissero la dinastia Ming e conquistarono il controllo sul regno cinese. Porcellane cinesi Qing Ching.
É durante questa dinastia e in questo periodo che l’industria della porcellana vive un momento stupefacente. Nel quale la produzione ceramica vede sia uno straordinario sviluppo sia il suo perfezionamento.
In questa epoca alla manifattura imperiale, da secoli attiva a attiva a Ching Te. Chen, si affiancano, dislocate in tutta la nazione, numerose industrie e fornaci private. Tutte nate in corrispondenza dei luoghi ove la presenza di caolini e pietra feldspatica era più ingente. Porcellane cinesi Qing Ching.
Il primo imperatore appartenete alla dinastia Qing a saliere al trono cinese è Shun Chih. Il suo regno è caratterizzato da numerose ribellioni.
Una di queste portò al saccheggio e alla distruzione della città di Ching Te. Chen, il centro simbolo della porcellana cinese e il luogo ove aveva sede la manifattura imperiale. Porcellane cinesi Qing Ching.
Alla devastazione di Ching Te Chen, oggi Jingdezhen, avvenuta fra il 1673 e il 1675, segue la sua ricostruzione, terminata verso il 1683. Ci troviamo nel ventiduesimo anni del regno dell’imperatore Kang Hsi o Kangxi, il secondo della dinastia Ch’ing.
É da questo momento che inizia l’ininterrotta fortuna della porcellana cinese, segnata dalla comparsa delle prime porcellane imperiali della dinastia Qing.
A questo periodo datano le due lettere scritte dal gesuita francese François Xavier d’Entrecolles, missionario a Ching Te Chen. Porcellane cinesi Qing Ching.
La prima è datata 1º settembre 1712 e la seconda 25 gennaio 1722, entrambe indirizzate a Parigi, al padre Orty. Queste rappresentano il primo dettagliato resoconto sulla tecnica di fabbricazione della porcellana arrivato in Europa.
Nelle lettere si apprende anche del metodo di decorazione:. Il lavoro di pittura è distribuito nelle stessa bottega fra molti operai. Uno non fa altro che tracciare la prima linea colorata, posta sotto i bordi della base del pezzo. Un altro disegna fiori, mentre un terzo li dipinge. Un altro dipinge solo acqua e montagne, un altro solo uccelli e altri animali. Le figure umane sono eseguite solo dal più abile. Porcellane cinesi Qing Ching.
Da queste frasi si deduce che il lavoro compiuto da ogni operaio era sempre lo stesso. Inoltre che i pezzi ceramico, prima della loro conclusione, passavano in molte mani. Un metodo che garantiva sia la velocità d’esecuzione sia la qualità del decoro.
A Ching Te Chen, la produzione di oggetti in porcellana faceva capo sia alla manifattura imperiale sia ai numerosi forni privati. Entrambi ricevevano commissioni da parte di mercanti stranieri. Porcellane cinesi Qing Ching.
La prima forniva i pezzi più complicati, quelli con angolature macchinose, come: le terrine, le scatole e i candelieri. Le seconde si occupavano dei pezzi tondi o sferici.
Quest’ultimi, quelli provenienti da forni privati, si presentano con impasti e decorazioni molto variate. Nella maggior parte dei casi, l’impasto è sottile e di color bianco grigio. Porcellane cinesi Qing Ching.
Tutte queste ceramiche sono accumunate dalla tonalità bluastra della coperta. Talvolta possono presentarsi con rare e minime macchie nere irregolari. Oppure, per i pezzi di maggiori dimensioni, con la perdita della coperta, localizzata attorno al bordo inferiore esterno.
Queste porcellane sono più facilmente soggette a leggere inclinature, le felure, raramente si presentano con profonde scheggiature.

A questi tempi risale la consuetudine di classificare gli oggetti in porcellana in famiglie. Dove l’appartenenza si fonda sul colore più utilizzato nella resa del disegno o sulla superficie di fondo.
Inizialmente abbiamo le famiglie: verde, gialla e nera.
A queste, durante i regni degli imperatori Yung Cheng e Ch’ien Lung, si aggiungerà la rosa. Porcellane cinesi Qing Ching.
Questa suddivisione è ancora utilizzata, riguarda anche le porcellane di recente fabbricazione che replicano quelle antiche.
Per queste porcellane l’attribuzione a un periodo deve avvenire valutando: il. Tipo di pasta, la Tonalità dei colori, il Disegno della composizione e le Iscrizioni apposte. Porcellane cinesi Qing Ching.
Gli smalti propri della famiglia verde o famille verte si compongono di due sfumature di verde, da questo ne deriva il nome. Unite ai colori: rosso ferro, giallo e melanzana. A questi occasionalmente si aggiunge lo smalto di color nero.
Inizialmente il color blu era dato sotto coperta, in seguito sostituto con lo smalto di analoga tinta. Porcellane cinesi Qing Ching.
Tutte queste porcellane sono decorate con scene di genere.
In questo vario repertorio troviamo:. Delle stanze popolate da molteplici persone, Edifici posti nelle vicinanze di laghi,. Uccelli e piante fiorite posti fra rocce, Leoni buddisti che giocano, Draghi,. Giardini fioriti popolati di personaggi e le Raffigurazioni di temi tratti dal Taoismo o dal Buddismo.
É in questo periodo che appaiono i complicati disegni attorno ai bordi. É questa una caratterizzazione che riguarda per lo più i pezzi destinati all’esportazione e meno quelli venduti sul mercato cinese. Porcellane cinesi Qing Ching.
Si assiste anche a un ampliamento delle forme, con l’introduzione di vasi e teiere di sagoma esagonale, ottagonale e quadrilobata.

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