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Gli whisky prodotti in Giappone

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Gli whisky prodotti in Giappone.

Gli whisky prodotti in Giappone.

Il Giappone da bere porta subito alla mente il sakè e non certo l’whisky. Quest’ultimo è un liquore che ai più rimanda alla Scozia. Nazione nella quale l’whisky è la bevanda nazionale e il principale prodotto destinato all’esportazione.

L’whisky è un distillato ottenuto dalla fermentazione e successiva distillazione di una miscela di cereali. Una selezione eterogenea. Dove il mais è considerato la base. La segale e il grano gli aromatizzanti. Il malto è introdotto per innescare la fermentazione. L’estratto è poi invecchiato in botti di legno. Il rovere è il legname più usato. Gli anni il nemico da sconfiggere.

Un procedimento che immaginavamo avvenire solo nelle località scozzesi, canadesi e americane. Il Giappone per i più è solo sushi e sashimi. Non sospettando che anche il Giappone è diventato una terra di creazione di whisky.

La produzione giapponese di whisky merita una grande attenzione. L’alta qualità del distillato ne è la più valida conferma. Apprezzata da un numero sempre crescente di conoscitori.

I distillatori giapponesi sono fautori di whisky caratterizzati dalla grande morbidezza. Capaci di soddisfare le esigenze e il palato di un qualunque estimatore.

Il riferimento dei produttori giapponesi di whisky si trova nella Scozia. Dalla trazione scozzese hanno appreso i vecchi metodi di produzione. Processi dimenticati dai produttori scozzesi. Dai giapponesi riportati in vita.

In Giappone la produzione di questo liquore ha antica origine. Risale alla fine del XVIII e agli inizi XIX secolo. Periodo nel quale l’whisky era prodotto e bevuto solo in ambito domestico. Gustato dai famigliari e dai conoscenti. Non prodotto a fini commerciali ma esclusivamente ludici.

Questo fu l’inizio di un processo irreversibile. L’evoluzione fa tappa nella città di Osaka. Luogo dove Shinjiro Torii il primo giorno di febbraio dell’anno 1899 apre Kotobukiya. Un negozio che propone vini e distillati esteri. Una aperta sfida al nostrano sakè. Rivalità ben contrastata da Kotobukiya. L’attività commerciale si afferma. Gli affari prosperano. Il negozio si tramuta in un’azienda. Nel 1923 finanzia la nascita della distilleria Yamazaki. Dai suoi alambicchi, nel 1928, nascerà il Suntory Whisky Sirofuda. Il primo whisky distillato in Giappone.

Una partenza che ha portato l’whisky prodotto in Giappone alla vincita di svariati importanti premi.

Il whisky Yoichi 余市 invecchiato 20 anni ha ricevuto la qualifica miglior single malt da Whisky Magazine. Un premio internazionale conferito da una importante rivista di settore. Il primo distillato non scozzese a vincere questo premio. Vinto in precedenza dal Talisker 18 anni. Uno Scotch whisky prodotto sull’isola di Skye.

Un’altra gloria è l’Hibiki. Un whisky prodotto dalla distilleria Yamazaki. Ramo d’azienda della Suntory. Un distillato portatore al di grandi soddisfazioni alla proprietà. Il Suntory Hibiki 30 anni è dichiarato il miglior blended whisky esistente e Hibiki 21 Years Old è vincitore di numerosi importanti riconoscimenti.

Il monopolio scozzese si incrina. James Bond come agente speciale l’aveva già intuito. Quando agli inizi degli anni Novanta nelle vesti di Sir Sean Connery aveva accetto di interpretare la pubblicità per la giapponese Suntory. Attirandosi le dure critiche di alcuni parlamentari laburisti. Rimediando anni dopo pronunciando la frase “alcuni invecchiano, altri maturano” per reclamizzare il Dewar’s 12 Special Reserve.

 

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