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Libri antichi – Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova

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Libri antichi – Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova

 

I fratelli Salmin a Padova nella loro Tipografia patavina alla Minerva stamparono tre libri in miniatura.

Per la realizzazione di queste edizioni minuscole impiegarono con successo il carattere chiamato occhio di mosca.

Con questo carattere tipografico diedero alle stampe Il famoso Dantino.

Datato 9 giugno 1878. La più piccola edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri mai impressa. Caratteristica non tanto riferita alle pur minime dimensioni fisiche del volume. Quanto al tipo di carattere impiegato.

Usufruendo del successo ottenuto i fratelli Antonio e Luigi Salmin stamparono altri due libri in miniatura.

Il primo di questi libri antichi è l’edizione a stampa di una lettera di Galileo diretta a Madama Cristina di Lorena. Il minuscolo libro è intitolato: Galileo a madame Cristina di Lorena (1615). Fu edito nel 1897. Composto da 206 pagine. Con l’antiporta figurato con il ritratto inciso di Galileo. Venduto in brossura editoriale di color grigio chiaro. Impressa alla copertina anteriore e al dorso. Misura 15,0 x 92,0 millimetri.

Di certo uno dei libri in miniatura realizzati a caratteri mobili più piccoli nel mondo.

Una consapevolezza presente anche negli stampatori. Autori della frase apposta in calce. Dove si legge:“stampato coi caratteri del Dantino onde superare qualsiasi altra minuscola edizione Maggio 1897”.

Come per la composizione del “Dantino” anche il “Galileo a madame Cristina di Lorena” è composto dall’operaio tipografo Giuseppe Gech. In questo secondo libro il suo lavoro consistette nell’assemblare 24102 caratteri delle dimensioni di uno spillo. Da maneggiare con le pinzette. Mettendo a grande prova la propria vista.
Una vera passeggiata al confronto della composizione dei 496.000 caratteri contenuti nelle 500 pagine della Divina Commedia di Dante Alighieri.

A Giuseppe Gech si deve la frase che compare sull’ultima pagina del Galileo: “onde superare qualsiasi minuscola edizione”.

L’edizione del Galileo è presentata all’Esposizione generale italiana di Torino nel 1898. Occasione durante la quale da tutti è considerato un gioiello dell’arte tipografica.

Non sembra impossibile che in quella occasione apparisse fasciato da un astuccio a forma di libro. Realizzato in metallo. Un anello posto sulla custodia lo rendeva simile a un pendaglio.

Il secondo è una pregevole edizione del romanzo di Alessandro Manzoni intitolato I promessi sposi.

Impressa nel 1902. Usando un carattere con corpo 4. Esattamente il doppio di quello adoperato nelle due precedenti edizioni. Anche questo libro rimane di ridotte dimensioni. Misura 60 × 40 millimetri. Lo spessore è di 30 millimetri. Composto da circa mille pagine. Per i più pignoli XV, 1097, (4). Un antiporta figurato con il ritratto dell’autore. Era commercializzato in due versioni. Una edizione numerata composta da cento esemplari con figure. Rilegato con la dura e resistente pelle di zigrino. Con fregi con tagli in oro. Una seconda comune e priva di figure.

 

Libri antichi Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici.

Libri antichi Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

Appunti di un bibliofilo.

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Libri in miniatura il Dantino Salmin

Libri in miniatura il Dantino Salmin

Libri in miniatura il Dantino Salmin.

Fra i libri antichi un particolare rilevo assumono i libri in miniatura, fra questi il Dantino è il più noto Salmin.

Un volumetto dapprima edito a Padova, dalla tipografia Salmin  e in seguito arrivato nella disponibilità della libreria Ulrico Hoepli.

 

I fratelli Antonio e Luigi Salmin sono tipografi, editori e librai. Svolgono la loro attività nella città di Padova. Qui sono i proprietari della Tipografia patavina alla Minerva. Nella loro stamperia realizzarono diversi libri in miniatura, fra questi il conosciutissimo Dantino.

La loro attività si trovava nei locali della chiesa dedicata a Santa Giuliana, un edificio ecclesiastico soppresso in epoca napoleonica. 

Al giorno d’oggi, l’edificio è ubicato nell’attuale in via Roma, nelle vicinanze delle vie San Martino e Solferino. Libri in miniatura il Dantino Salmin.

Libri in miniatura il Dantino Salmin

Fra gli amanti dei libri antichi i fratelli Salmin sono molto rinomati. Questo perché dai loro torchi tipografici uscirono apprezzatissimi libri in miniatura, leggibili solo con l’ausilio di una lente d’ingrandimento.

Tutti questi minuscoli libretti sono stampati impiegando il carattere tipografico chiamato occhio di mosca.

Delle piccolissime lettere ideate dal tipografo e incisore piacentino Antonio Farina. In precedenza l’autore dei caratteri impiegati dalla Stamperia Reale di Torino. Autore del piccolissimo carattere impiegato alla Tipografia patavina alla Minerva. Da lui disegnato e inciso su acciaio nel 1834 con corpo 2 su 3 punti. Libri in miniatura il Dantino Salmin.

Il carattere è fuso solo dopo molto tempo. La realizzazione avviene nel 1850, a Monza, da Luca Corbetta e Francesco Pirola. Questo a spese degli editori Giacomo e Giovanni Gnocchi.

La difficoltà d’impiego fece si che rimase inutilizzato per lungo tempo. Libri in miniatura il Dantino Salmin.

 

Due raffronti inerenti il corpo del carattere, uno ci riconduce agli esordi della stampa, l’altro ai tempi della sua progettazione.

Per il primo ci troviamo nel 1468, fra le mura del monastero benedettino di Subiaco. In questo luogo Arnold Pannartz e Konrad Sweynheym stampano le duecentosettantacinque copie del De oratore di Cicerone. Il libro è impresso impiegando il carattere Cicero. Ora riconosciuto di corpo 12, quando, nel presente, i libri impiegano un corpo 9 o superiore.

 

L’Occhio di mosca rivaleggia con il Non Plus Ultra. Quest’ultimo opera del parigino Henri Didot. Realizzato nel 1827, sin dal nome scelto: non più oltre si capisce che sarà un limite difficile da superare.

Libri in miniatura il Dantino Salmin

L’Occhio di mosca trovò un felice impiego a seguito di un accordo stipulato fra Giovanni Gnocchi e i fratelli Salmin. Il primo pensò a una edizione della Divina Commedia e i secondi la realizzarono. Libri in miniatura il Dantino Salmin.

 

La stampa è conclusa il 9 giugno 1878. La realizzazione è merito del lavoro compiuto dall’operaio tipografo Giuseppe Gech, l’artefice della lunga composizione, durata tre anni. L’impressore è Luigi Baldan.

Edito in mille copie. Composto da 500 pagine. Le dimensioni della pagina sono di 57 millimetri di altezza e 37 di larghezza. Ogni pagina è composta da 30 righe con margini di 10 millimetri. All’antiporta il ritratto di Dante. Commercializzato in brossura editoriale. Al volume è quasi sempre aggiunta una importante rilegatura coeva. In questa condizione arriva a misurare circa 55,0 x 35,00 millimetri.

Da qui si intuisce il soprannome di Dantino. Libri in miniatura il Dantino Salmin.

Libri in miniatura il Dantino Salmin

Il libro ha una seconda tiratura della prima edizione, realizzata dall’editore Ulrico Hoepli.

Questo avviene acquistando i fogli del Dantino già impressi dai Salmin e apponendovi un nuovo frontespizio, stampato in color rosso e in nero. Sul quale si legge: Milano Ulrico Hoepli 1878 Libri in miniatura il Dantino Salmin.

 

Al frontespizio della prima tiratura della prima edizione si legge il nome dell’editore Gnocchi di Milano e quello della Tipografia Salmin di Padova.

 

 

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Appunti di un bibliofilo.