Pubblicato il

Giappone Inari il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

Inari_Sadanobu_Hasegawa_Kyoto_Fushimi_Inari_kottoya_antiquariatogiapponese_artegiapponese

Giappone Inari il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

Giappone Inari Il Kami del riso del fuoco e dell’acqua Inari è un Kami che sovraintende a molti aspetti della vita dei popolo del Giappone

Inari è una divinità giapponese. La tradizione assegna a questa sacra creatura il compito di sovraintende a molti aspetti della vita dei popolo del Giappone. È il Kami dei campi di riso, del fuoco, dell’acqua, del mare, della campagna, della montagna.

Solo per elencare le principali occupazioni della sovrannaturale entità.

La natura dei Kami permette loro la completa libertà di movimento. Questo è valido anche per Inari. Tuttavia i suoi movimenti sono scanditi dal susseguirsi delle stagioni. Questi in vece della sua natura di spirito della montagna e dei campi coltivati.

In primavera si vuole che Inari scenda dalla montagna e si diraga a valle. In questo luogo sovraintenede alla crescita della piantina del riso. Eliminando i rischi conseguenti alla crescita.

A raccolto avvenuto Inari lascia la pianura in favore della montagna. Luogo nel quale si riposerà per tutto l’inverno.

Il calendario dei riti shintoisti fissa delle date precise per gli spostamneti della divinità. La discesa verso la valle avviene nel primo giorno del secondo mese lunare. La partenza avviene nell’ottavo guorno dell’undicesimo mese.

Per celebrare entrambi gli eventi si organizzano due diverse cerimonie.

All’arrivo del Kami si predispone il trattamento destinato a un ospite di gran riguardo.

Questo momento è festeggiato con l’offerta dei cibi migliori.

Gli ortaggi, l’orata, le uova e la frutta sono elegantemente disposti sull’altare .

Alla partenza sono bruciati dei fasci di paglia di riso provenienti dall’ultimo raccolto. La luce sprigionata dal fuoco unita alla musica della festa accompagnano gradevolmente l’allontanarsi di Inari.

L’inizio dell’estate è l’epoca del trapianto delle piantine di riso nei campi. È questo il momento in cui avviene una terza cerimonia. Questa di svolge entro i campi consacrati ad Inari. Consiste nel riprodurre ritualmente i gesti compiuti dai coltivatori durante il momento di trasferiento della pianta di riso.

Questa è una richiesta di attenzione rivolta allo spirito. Levata in un momento cruciale per il buon risultato del raccolto.

Inari sovraintende ai luoghi e agli elementi naturali che sono sede dell’uomo e della natura da lui utilizzata. Qui è in veste di Kami della pianura e dell’acqua. Si occupa della piantina di riso. dei cereali. dei campi coltivati e delle attività agricole.

Come Kami della montagna e del fuoco. Presiede alla dimora degli spiriti e delle forze incontrollate della natura. Dedicandosi agli alberi. agli antenati. al metallo e alla caccia.

I due ambiti sono fra loro collegati. Il fuoco e il metallo sono utlizzati dall’uomo. L’acqua che proviene dai monti irriga la campagna. Gli uomini salgoni sui monti a visitare gli antenati.

Inari regolarmente scende al piano e risale al monte. Mettendo i due mondi in contatto.

 

Il Giappone dei Kami di Inari delle spade giapponesi

Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Nell’immagine. Il Santuario Fushimi Inari. Xilografia a colori. Opera di Sadanobu Hasegawa I. Appartiene alla serie dei Luoghi famosi a Kyoto.

Pubblicato il

Il Giappone di Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Munechika mentre forgia la spada per l’imperatore Ichijo UkiyoE di Ogata Gekko (3) (Copia)

Il Giappone di Inari e Munechika e delle spade giapponesi.

Il Giappone a leggenda che narra di Inari e del fabbro Munechika forgiatore di spade giapponesi si perde nei tempi più remoti.

Dell’episodio non si conosce l’autore e nemmeno una data di comparsa.

Con molta probabilità la nascita è da far risalire al periodo Muromachi. Un’epoca della storia del Giappone che inizia nel 1336. Con l’ascesa a shōgun di Ashikaga Takauji e si conclude nel 1573. Con Ashikaga Yoshiaki. Il quindicesimo e ultimo shōgun dello shogunato Ashikaga.

Durante questa epoca il racconto era conosciuto come un testo teatrale. Da rappresentarsi negli spettacoli di teatro Nō.

È l’episodio più famoso inerente l’attività di forgiatore di spade giapponesi del fabbro di nome Sanjō no Kokaji Munechika. Un kaji vissuto verso la fine del X secolo a Kyoto.

Contemporaneo a Tomonari attivo a Bizen e Masakuni operante a Satsuma.

Dall’attività di questi tre maestri di forgia ebbe inizio la tradizione ancora viva degli spadai operanti in Giappone.

L’avvenimento si svolge durante il regno dell’imperatore Ichijō.

Seguendo il tradizionale ordine di successione è il sessantaseiesimo imperatore del Giappone.

La racconto prende origine da un sogno. Avuto dall’inperatore Ichijō. Durante il quale gli è suggerito di farsi forgiare una spada.

Al suo risveglio inviò un messaggero imperiale di nome Tachibana no Michinari alla fucina di Munechika.

L’inviato aveva l’incarico di commissionare al fabbro la spada vista in sogno dal suo signore.

Munechika è esultante dell’importante commissione ricevuta. Tripudiante dall’idea di dover forgiare una lama di cosi alta qualità e destinata a una figura così importante.

All’ulteriore richiesta di una rapida consegna. Munechika replicò di non disporre dell’aiuto di nessun assistente e per questo di non per poter iniziare il lavoro.

Il fabbro per non venir meno all’impegno assunto con l’imperatore si recò al vicino santuario Fushimi Inari Taisha. Il principale luogo in Giappone dedicato alla preghiera a Inari. Un Kami associato alle volpi. Con il compito di sovraintendere e tutelare le lavorazioni in metallo. Eseguite con l’ausilio del fuoco.

In Giappone i santuari dedicati a Inari sono costruiti in legno. Laccato in color rosso. Con le pareti in stucco bianco. Al loro ingresso dipinti di color arancio e nero sono collocati uno o più Torii. Una costruzione realizzata da due colonne sulla cui sommatità è posto un palo orizzontale. Il loro compito è segnalare la via d’ingresso a una zona sacra.

L’entrata al Fushimi Inari Taisha presenta un lungo corridoio composto da una successione di Torii.

Questa galleria è percorsa da Munechika al crepuscolo.

Attraversando i numerosi Torii il fabbro vide nella penombra un ragazzo sconosciuto. Fra loro avvenne un breve colloquio. Il ragazzo era lì perché già conosceva la ragione della visita al tempio da parte di Kokaji Munechika di Sanjō. Subito assicurò il fabbro. Per l’indomani gli propose di purificare la sua fucina secondo le vecchie regole e si impegnò a lavorare come assistente.

Munechika era confuso e inginocchiato. E il giovane scomparve velocemente proprio come quando era apparso.

Il giorno successivo Munechika dopo il lavaggio rituale, vestì l’abito bianco. Purificò la fucina e la racchiuse con shimenawa e gohei. Le protezioni a separazione fra il mondo terreno e divino.

Subito dopo aver pronunciato la preghiera rivolta ai Kami, con la silenziosità di una volpe riapparve il ragazzo.

A questo punto Munechika capì la natura divina di quella presenza. Era Inari. Il Kami a cui aveva rivolto la sua richiesta d’aiuto.

Il lavoro dell’assistente si dimostrò capace e sicuro. Non richiedeva nessuna direzione.

Assieme forgiarono la spada destinata all’imperatore. Una lama di grande bellezza.

 

Sul codolo è inciso al lato anteriore il nome di Munechika. Su quello posteriore in onore all’assistente è cesellato Kogitsune che significa piccola volpe.

 

Questa lama è una tachi ed è soprannominata Kogitsune-maru 小狐丸.

Il Giappone dei Kami delle spade giapponesi e di Inari.

Inari Il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

Nell’immagine. Inari assiste il fabbro Munechika mentre forgia la spada per l’imperatore Ichijo.

Pubblicato il

Il Giappone dei Kami le spade giapponesi e Inari

Munechika_ Ichijo_Swordsmith_Inari_Kottoya_antiquariatogiapponese_Artegiapponese AA (Copia)

Il Giappone dei Kami le spade giapponesi e di Inari.

Il Giappone è la terra dei Kami e delle spade giapponesi e Inari presiede entrambre queste due tipicità.

In Giappone Inari è una divinità appartenente allo Shintoismo e al Buddismo. Per un giapponese non è semplicemente un Kami. Uno degli interlocutori privilegiati per raccordare il mondo degli uomini con le forze della natura.

Nell’immaginario popolare giapponese una delle principali preoccupazioni che affligge l’uomo è quella di stabilire dei buoni rapporti con gli elementi espressione del cosmo. Dai quali la persona dipende. Per questa ragione ritenuti per l’umanità sempre potenzialmente pericolosi. Da propiziare per assicurarsi il benessere.

I Kami sono manifestazioni della natura. Per questo sono in grado di comunicare con le forze primordiali.

Questi spiriti mettono in contatto l’uomo con un mondo dove non può accedere se privo di mediazione. Permettendo un incontro che in altro modo non può avvenire.

Da questo contatto avviene una mediazione fra le forze naturali e le esigenze umane. Consapevoli che le ultime dipendono dalle prime.

Inari fra tutti i Kami è quello che assomma in sé tutte le qualità e i poteri per meglio riuscire in questo scambio.

Inari in lingua giapponse è scritto con due kanji. Il primo allude alla piantina del riso. Il secondo al verbo essere. In questa lettura Inari è il Kami del riso. Per estensione dei cereali. In quanto il riso è per i giapponesi la principale varietà fra questi prodotti agricoli. Da qui l’identificazione come Kami del cibo. Con il primario compito di assicurare il nutrimento agli uomini.

A Inari non si chiedono grazie trascendentali. A questo Kami ci si rivolge per avere una mediazione per un abbondante raccolto, la fortuna negli affari e la buona salute.

Si chiede un appoggio per fronteggiare le tangibili preoccupazioni della vita. Una attitudine che mantiene sempre attuale la devozione a questo spirito.

Inari è una rassicurazione per il destino della futura sorte. Chi invoca questo spirito è alla ricerca di un aiuto. In qualche modo invoca la fortuna. Quest’ultima è un altro attributo conferito a Inari.

È un Kami legato al fuoco. Dove non assolve il compito di protezione dagli incendi. A questo spirito non è attribuito nemmeno il compito di difesa del focolare domestico.

È nume tutelare delle lavorazioni in metallo. Effettuate con l’ausilio del fuoco.

Varie leggende attribuiscono al suo intervento la realizzazione di famose lame. Partecipazione che avviene durante la fase di forgia. Coadiuvando nella realizzazione dell’arma un celebre maestro di fucina.

Il legame di Inari con il processo di forgia del metallo è ben più solido. Non si limita al fuoco. Infatti, questo spirito è anche il Kami della montagna.

Il luogo dove il metallo usato durante il processo di forgia è estratto. Sempre per questo rapporto con la montagna Inari è anche protettrice della caccia. Un’altra tradizionale fonte di sopravvivenza.

Il Giappone di Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Inari Il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

Nell’immagine. Inari assiste il fabbro Munechika mentre forgia la spada per l’imperatore Ichijo.