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Pier Ighina ATOMO MAGNETICO

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL'ATOMO MAGNETICO Imola Cooperativa Tipografico-Editrice Paolo Galeati Gennaio 1954

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO.

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO Un libro appassionante.

 

 

LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO è il titolo del libro più conosciuto e ricercato scritto da Pier Luigi Ighina. L’edizione originale è stampata a Imola, dalla Cooperativa Tipografico Editrice Paolo Galeati, nel Gennaio 1954.

L’edizione del 1954 è ampliata e corretta e ristampata nel 1960.

 

Nella riga successiva il link per leggere il testo completo di questa seconda pubblicazione.

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO Seconda edizione ampliata e corretta.

Un ringraziamento alla signora Teresita e al signor Giulio, figli di Pier Luigi Ighina, per aver permesso la pubblicazione integrale del testo.

Sarà pseudoscienza ?

 

Di seguito il testo completo e tutte le immagini contenute nel libro nell’edizione originale edita nel 1954.

Come ho identificato l’atomo e come ho conosciuto quello magnetico, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Scrivo queste righe perché invitato da parecchie persone a fornire qualche ragguaglio sui miei studi. Cercherò di dare alcune spiegazioni su esperimenti che si possono facilmente eseguire in un laboratorio attrezzato. Prima di tutto farò vedere quale è la via che hanno preso gli scienziati sullo studio atomico e quale quella che io ho seguita.

Via percorsa dagli scienziati, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Cosa probabilmente hanno fatto gli scienziati?

Hanno preso, io penso, un gruppo atomico. Messolo sotto un potente microscopio atomico e analizzatolo hanno constatato che

l’atomo è eccitato dall’atomo luce e che questo provoca l’annullamento dell’atomo in esplorazione.

Per il fatto che l’atomo in osservazione, eccitato dall’atomo luce, scompare in una massa luminosa. Non potendo però in questo modo ottenere la conoscenza esatta dell’atomo.

Gli studiosi hanno cominciato ad eccitarlo con potenti campi magnetici e con tensioni fortissime di elettricità.

Conseguendo così l’alterazione dell’atomo stesso. Da queste alterazioni hanno ricavato sottoprodotti dell’atomo alterato. Hanno anche  constatato le leggi dell’atomo alterato.

Infatti, a mio parere, elettroni, protoni, sotto protoni, neutroni, positroni, ecc. sono prodotti da un atomo alterato.

Quindi le loro leggi sono alterate rispetto all’atomo normale. Questa, credo è la strada che hanno percorso e stanno percorrendo gli scienziati.

Via da me percorsa, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Sulla via da me seguita il giudizio potrà essere dato dal lettore che, in questo caso, è il miglior giudice.  È mia abitudine confrontare sempre quello che può avvenire nella vita pratica coi metodi che si adottano quando si prospettano impossibilità di soluzione.

Prendiamo il caso dell’atomo, Come fermarlo nel suo movimento?

Immaginano che un atomo sia un uomo. Poiché sappiamo che l’atomo si muove sempre. Supponiamo di prendere un uomo che continuamente e così rapidamente si muova da impedirci di conoscere il suo viso.

In questo modo che si dovrebbe fare?

Si prenderebbe forse questo uomo e si aumenterebbe il suo movimento per conoscerne il suo viso?

No certamente. E allora perché gli studiosi hanno aumentato il movimento dell’atomo? In questo modo non potevano venire a conoscenza dell’atomo e neppure conoscere le esatte leggi fisiche fondamentali che lo governano.

Ritorniamo all’uomo che si muove sempre.

(che abbiamo supposto rappresenti l’atomo) e vediamo cosa si potrebbe fare per arrestarlo. Ci si avvicinerebbe a questo uomo e si cercherebbe di fermarlo. Tenderebbe un primo uomo a fermarlo, Non riuscendo, proverebbe un secondo, un terzo, un quarto ecc. Sin ad immobilizzare completamente l’uomo che si muove.

Vediamo ora cosa avviene per la persona in contatto coll’uomo che si muove sempre.

La persona che cercherà di fermarlo assorbirà una parte del suo movimento e così succederà alla seconda, alla terza, alla quarta persona. Sino al completo assorbimento del movimento dell’uomo che si muove sempre. Il quale, in tal modo, rimarrà fermo perché tutte quelle persone ne ‘avranno assorbito il movimento.

È giusto quanto ho detto? Avviene così in pratica?

Senza dubbio. Ebbene, io ho adottato lo stesso metodo per fermare l’atomo.

Osservazioni sulle proprietà degli atomi, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Prendiamo un gruppo di atomi, mettiamolo sotto un microscopio atomico e osserviamolo. Dopo un certo periodo di tempo gli atomi in osservazione scompaiono dai nostri occhi.

Giacché, eccitati dagli atomi luce, i primi si muovono come gli atomi luce. Quindi noi vediamo solo della luce.

Ciò perché gli atomi luce attirano gli atomi in osservazione. I quali, eccitati, scompaiono. Da questa semplice osservazione sì possono trarre quattro leggi fondamentali, e cioè:

  1. Cessione di movimento, Gli atomi luce, con l’eccitare gli atomi in osservazione, cedono, parte del loro movimento

  2.  Assorbimento, Gli atomi in osservazione assorbono dagli atomi luce parte del movimento di quest’ultimi per aumentare il proprio

  3. Attrazione, Per poter eccitare un atomo occorre che questo venga in contatto con un altro atomo di maggior movimento. L’atomo che ha maggior movimento attirerà l’atomo di minor movimento

  4. Luminosità, Quanto più l’atomo si muove. Tanto più questo diventa luminoso e viceversa

Constatate queste importanti proprietà dell’atomo, si potrebbe fare questo ragionamento. Se l’atomo luce avesse, ad esempio, 600 di movimento e l’atomo, in osservazione 400.

Quando l’atomo in osservazione scomparirà dai nostri occhi i due atomi avranno preso un movimento medio, Cioè un movimento di 600 + 400 — 1000 : 2. Quindi un movimento di 500.

Calcolo contradetto da una nuova osservazione. Esaminiamo bene gli atomi delle varie materie: constateremo che i singoli atomi non hanno lo steso movimento. Perché ogni atomo ha un assorbimento suo proprio.

Non potremo quindi ottenere un movimento medio.

Bensì un movimento differente da ambo le parti. In che modo ciò avviene? Ammettiamo che l’atomo luce abbia un movimento di 600 e l’atomo in osservazione un assorbimento, ad esempio, di 350. Non potrà mai quest’ultimo avere un movimento medio di 475 perché il suo assorbimento è solo di 350.

Da quanto sopra, si può constatare che gli atomi hanno un assorbimento differente l’uno dall’altro a seconda della categoria della materia cui appartengono.

 

Conosciuti questi diversi assorbimenti. Ho cercato di formare una scala di atomi di varie materie. Dove gli assorbimenti, rispetto all’atomo luce, variano da un massimo di 95 % ad un minimo di 1 %.

Spiegazione della scala atomica, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Diamo, ad esempio, come base di unità 100 movimenti all’atomo luce. Cerchiamo fra tutte le materie quella che ha un assorbimento del 95% rispetto a tale atomo e assegniamo a detta materia la categoria A.

Lo stesso facciamo per la materia con assorbimento dell’85 % e continuiamo questo procedimento sino ad attivare alla materia meno assorbente.

Mettiamo tutte queste materie una accanto all’altra. Formeremo così una scala che avrà un assorbimento da un massimo di 95 4% ad un minimo di 1%. Per formare questa scala, date de varie numerosissime materie esistenti in natura, mi sono occorsi quattro anni.

Lasciamo, per ora, da parte questa scala che ci servirà al momento opportuno e ritorniamo ad osservare gli atomi.

Vediamo che quelli in osservazione sono disturbati, oltre che dagli atomi luce, dagli atomi esterni. Per ovviare a questo inconveniente cerchiamo di eliminare anzitutto gli atomi esterni. Facendo ancora un confronto con la mostra. vita pratica.

Immaginiamo di vedere una partita di calcio e cerchiamo di eliminare i curiosi che stanno al di là del campo. Per ottenere ciò occorre circondare i giocatori con un muraglione e impedirne loro la vista.

 Così ho fatto con gli atomi esterni. Ho formato uno spessore tra gli atomi in osservazione e gli atomi esterni. Adoperando la materia avente atomi meno assorbenti allo scopo di impedire l’eccitamento degli atomi stessi. In contemporanea prelevando la materia dalla scala che avevo costruita.

Ma l’eccitamento degli atomi dello spessore si produceva ugualmente.

Perché contemporaneamente eccitati dagli atomi interni ed esterni. Ho allora formato uno strato interno ed uno esterno di materia composta di atomi con maggior assortimento. Ottenendo così una specie di impermeabilità e di isolamento degli atomi interni da quelli esterni.

Rimosso questo primo inconveniente, ho procurato di rimediare al secondo.

Cioè l’eccitamento degli atomi luce sugli atomi in osservazione. Inconveniente che, come ho detto più sopra, li rende invisibili. Eliminati però gli atomi luce, non potevo più scorgere quelli in osservazione. Cioè quelli interni, perché anche la luce veniva a mancare. Unico mezzo mi parve quello di cercare di fermare gli atomi in osservazione.

Come fare?

La scala che avevo costruita mi venne in soccorso, ed ecco come: Cerchiamo anzitutto di vedere come la scala funziona. Se avviciniamo il massimo della scala ad un atomo in osservazione.

Noteremo che la scala verrà a formare come un piccolo canaletto di scarico.

Perché l’atomo della scala con assorbimento 95% assorbirà il 95% del movimento dell’atomo in osservazione. L’atomo di assorbimento 85 % assorbirà l’85% dell’atomo 95%. Così di seguito fino all’atomo di assorbimento 1% che assorbirà l’1% dell’atomo 2%.

Si verrà in tal modo a formare, come ho detto, una specie di canaletto di scarico

Ora, se il movimento dell’atomo luce è costante, per fermare l’atomo in osservazione si dovrà procedere nella stessa maniera. Quella supposta per poter fermare l’uomo che si muove sempre. Quindi se un canaletto non è sufficiente. Se ne metteranno due, tre, quattro, ecc. Sino ad ottenere l’immobilità dell’atomo in osservazione.

Praticamente ho introdotto il canaletto nello spessore.

Lasciando gli atomi con assorbimento 95 % in contatto con gli atomi in osservazione, e quelli con assorbimento minimo quasi alla fine dello spessore stesso. I canaletti venivano così ad assorbire continuamente i movimenti degli atomi in osservazione, e ciò sino alla loro immobilità.

Nello stesso tempo la visibilità degli atomi in osservazione è migliorata, lasciando intravvedere le forme infinitamente piccole degli atomi stessi.

Occorreva, per poterle conoscere meglio, aumentare |’ingrandimento. Più sopra ho brevemente esposto come sono riuscito a fermare gli atomi in osservazione sotto l’influenza degli atomi luce. Sempreché la fonte di questi ultimi sia uguale e costante.

Ingrandimento lenticolare e prima visione col nuovo microscopio, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Mi si presentava, come ho detto nella introduzione, il maggior problema, di ottenere; cioè, un ingrandimento superiore a quelli fino allora conosciuti. Dopo aver consultato le varie opere pubblicate in materia. Mi recai in Germania e visitai la fabbrica Zeiss per avere maggiori ragguagli sugli ingrandimenti lenticolari, ma senza alcun pratico risultato.

Dopo anni di studi e vari tentativi, mi sì palesò inaspettatamente uno strano fenomeno ottico mentre mi trovavo in un cinema.

Dall’osservazione di quel fenomeno sorse il principio del mio microscopio atomico. {Nella fig. 2 a pag. 17 è rappresentato l’apparecchio completo, i cui dettagli ti riservo di spiegare in una mia prossima pubblicazione). Conseguiti i risultati che desideravo, mi misi a studiare gli atomi in movimento, cioè quelli che erano in osservazione.

Adottato il metodo dei canaletti per fermare il movimento degli atomi in osservazione.

Cominciai a studiarli all’ingrandimento di 100 mila e poi di 200 mila, ma nulla mi si presentò di importante. Raggiunto però l’ingrandimento di 700 milioni, cominciai a notare uno stranissimo movimento nel centro di ogni atomo. Si presentava, cioè, ai miei occhi un movimento prodotto di un battito. Ora montante, ora rientrante, nella nebulosa dell’atomo.

Ogni battito produceva una energia sotto forma di un circolo luminoso attorno all’atomo.

Circolo che sempre più si ingrandiva quanto più si allontanava dal centro dell’atomo e ciò fino all’esaurimento della spinta ricevuta. Ogni circolo si univa al primo e sempre più si impiccioliva verso il centro dell’atomo sino a racchiuderlo come in uno scudo protettore. [vedi fig. 3 a pag. 21).

Non potevo comprendere come mai fosse stato possibile colpire e dividere l’atomo in quel modo protetto.

Dal momento che la maggiore forza dell’atomo è racchiusa nel centro e nessun atomo può distruggere un altro. Questo perché l’energia esterna è inferiore a quella interna.

Ed è perciò che nel 1946 pubblicai sui giornali che l’atomo non oscilla ma vibra.

Che non si può dividerlo. Che sarebbe però possibile dividere la sua energia ma non l’atomo stesso.

Non sono tuttavia ancora finite le mie constatazioni.

Mi accorsi che dopo un certo periodo di tempo l’atomo in osservazione messo in movimento dall’atomo luce. Ricoperto dal suo scudo protettore produceva come una esplosione sotto forma di una intensa massa luminosa. Terminata l’esplosione, si presentavano sotto le lenti del microscopio non più un atomo, bensì due atomi.

E ciò perché.

Raggiunto il massimo del suo movimento, l’atomo esplodeva suddividendosi in due parti. Fenomeno che si verificava su tutti gli atomi in osservazione. Avveniva, cioè, che da un atomo dopo breve tempo se ne produceva un altro. Da questi due ne derivavano quattro, e così di seguito. Avevo in tal modo compreso come avveniva il fenomeno della riproduzione della materia.

Portai allora a 850 milioni l’ingrandimento del microscopio. Ciò allo scopo di poter meglio analizzare il fenomeno.

Cominciai a studiare le parti più interessanti.

Constatai che gli atomi delle varie materie non hanno la stessa pulsazione. Poiché ognuno di essi ha una propria composizione a seconda del suo spessore, della sua grandezza e della sua elasticità.

Osservai pure che le differenti pulsazioni corrispondevano alle diverse materie.  Siffatta constatazione mi interessò in modo particolare.

Varie categorie di atomi, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Questi atomi, che io chiamò riproduttivi non permanenti, si possono trovare in tutte le materie organiche. Mentre nei minerali gli atomi sono fermi e, non hanno alcuna riproduzione. A meno che non siano eccitati da altri atomi di maggior potenza.

Le varie colorazioni e forme della materia sono dovute ad alterazioni delle vibrazioni degli atomi stessi che compongono la materia.

Prendiamo, ad esempio, un fiore e supponiamo che le sue pulsazioni atomiche siano di 1000. Gli atomi esterni della materia del fiore a contatto con altri atomi estranei, come quelli della luce, del calore, dei gas ecc.

Si alterano e producono pulsazioni alterate di 1000,01 di 1000,02 corrispondenti ai colori o alle forme della materia.

In seguito a tale osservazione riuscii a formare una scala completa di dette alterazioni di pulsazioni. Che così classificai: 1000,01 – 1000,02 – 1000,03 – 1000,04 e di seguito sino a 1001. Raggiunta la quale pulsazione la materia si trasforma.

L’atomo magnetico, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Constatati i detti fenomeni. Divisi gli atomi in varie categorie: Atomi riproduttivi. Atomi fermi, atomi non riproduttivi. Atomi semi riproduttivi e permanenti riproduttivi ecc. Mi dedicai alla classificazione delle diverse materie a seconda delle differenti pulsazioni degli atomi. Ero intento a queste prove.

Quando, spostando inavvertitamente una calamità li vicina. Vidi che tutti gli atomi in osservazione e i canaletti di assorbimento si sono messi vertiginosamente in movimento.

Scomparendo poi in una massa luminosa. Dopo aver eseguito varie prove con la calamita per vedere quali effetti producevano i flussi magnetici sugli atomi in osservazione.

Notai che non producevano alcuna eccitazione.

Cercai allora di esplorare gli atomi dell’ossido di magnetite. Portando l’ingrandimento del microscopio ad oltre un miliardo riuscii a vedere gli atomi di questo ossido.

Mi si palesarono molto più piccoli e molto più veloci di tutti gli altri atomi fino allora conosciuti.

Cercai di fermarli coi normali canaletti assorbenti, ma inutilmente, Compreso che avevo in osservazione degli atomi potentissimi, mi misi a studiarli. Questi nuovi atomi si presentavano al microscopio come atomi in movimento riproduttivo permanente ma assai più rapidi degli altri.

Aumentai ancora l’ingrandimento sino a raggiungere un miliardo e duecento milioni.

A questo punto constatai che in tutte le materie. Specialmente nell’aria. Vi sono moltissimi di tali atomi e che non vi erano atomi della materia che non avessero attorno a sé vari di questi atomi.

Decisi di chiamarli atomi magnetici.

Cercai anzitutto di isolare qualche atomo magnetico: vi riuscii dopo molti e prolungati esperimenti, applicando agli atomi magnetici bicanali e tricanali di atomi assorbenti. Ebbi qui un’altra grande sorpresa. Mentre isolando gli atomi comuni da quelli in osservazione. Questi ultimi diminuivano il loro movimento.

Isolando invece quelli magnetici questi lo aumentavano rapidamente.

Sviluppando col loro moltiplicarsi una energia atomica talmente potente. Tanto da influenzare col loro contatto tutti gli atomi delle altre materie. lo, personalmente, ne provai conseguenze che avrebbero potuto essere anche pericolose.

Studiai allora come potermi isolare da tale energia.

Vi riuscii con una sostanza semi grassa composta di varie materie aventi atomi assorbenti. In tal modo fui in grado di studiare l’atomo magnetico nei suoi più piccoli particolari.

Questo atomo, così isolato, è identico a quello riproduttivo, con la sola differenza che il suo movimento è perenne.

Mi interessava anche conoscere l’utilità di questo atomo e il suo funzionamento. Comincia ad avvicinarlo a qualche altro atomo, senza che per altro quest’ultimo ne fosse influenzato, mentre avevo già constatato, come sopra ho detto, il contrario. Continuai allora a metterlo in contatto con atomi di numerose altre materie.

A un certo punto osservai che l’atomo magnetico influenzava realmente l’atomo col quale era venuto a contatto.

Quest’ultimo, raggiunto il massimo del proprio movimento, si distaccava da quello magnetico. Eccone la spiegazione. L’atomo magnetico, isolato dagli altri atomi, produce il massimo del proprio movimento. Finché va ad incontrare un altro atomo della stessa sua sensibilità di movimento.

L’atomo della materia così influenzato si muove e comincia ad assorbire pulsazioni dall’atomo magnetico e arrivato al massimo del suo movimento, abbandona l’atomo magnetico.

Nello steso tempo l’atomo della materia produce una diminuzione del movimento dell’atomo magnetico. Movimento che corrisponde poi a quello di un altro atomo di diversa materia.

Il ciclo così continua fino alla minima pulsazione dell’atomo magnetico.

Giunto a tal punto, esso non potrà influenzare altri atomi. Perché è rimasto solo. Ma, essendo perenne il suo movimento, lo aumenterà di muovo fino a trovare quell’atomo che alla sua volta assorbirà il movimento del primo.

Avevo, così constatato che l’atomo magnetico è il promotore di tutti gli altri atomi.

In altre parole avevo notato che l’atomo magnetico si trova in mezzo agli altri atomi per dar loro il movimento continuo. Pensai che se si fosse riuscito ad isolare gli atomi della materia dagli atomi magnetici, i primi non avrebbero più la possibilità di muoversi.

E questo ottenni: gli atomi della materia isolati da quelli magnetici rimanevano fermi e la materia non si trasformava.

Pensai allora che se l’atomo magnetico poteva influenzare tutti gli atomi esistenti, avrebbe anche potuto produrre tutte le variazioni degli atomi della materia. È anche ciò constatai dopo essere riuscito a regolare il movimento dell’atomo magnetico.

Trasformazione della materia con l’atomo magnetico, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

In seguito a questa ultima scoperta. Compresi che, se fossi riuscito a imprigionare quella energia e a regolarla a mio piacimento. Avrei potuto fare svariati ed interessanti esperimenti.

Decisi di costruire un apparecchio regolatore di vibrazioni atomiche magnetiche.

Dopo aver rinchiuso l’atomo magnetico isolandolo dagli altri per mezzo di spessori di materie aventi atomi assorbenti.

Dopo essere riuscito ad ottenere tutte le varie combinazioni di vibrazioni. Con regolatori multipli a numero e a indice per la sintonia.

Arrivai a regolare l’energia stessa. Cominciai a mettermi in sintonia con diverse materie per constatare se potevo conoscerne l’esatta vibrazione. Conseguita tale prova. Mi accinsi a fare alcuni esperimenti. Un giorno, regolato l’apparecchio e messolo in sintonia con una data materia, lo lasciai nella medesima posizione sino al giorno dopo.

Nel frattempo l’apparecchio aveva variato da solo la sua vibrazione e quella della materia sintonizzata era, alla sua volta, aumentata.

Constatai che la materia sottoposta a questo aumento aveva cambiato parte della sua struttura. Assomigliava moltissimo alla materia con atomi aventi le stesse vibrazioni.

Altre prove mi fecero comprendere che variando la vibrazione di una materia si sarebbe potuto trasformare questa in un’altra materia.

Descriverò alcuni esperimenti eseguiti in quel periodo. Con lo stesso apparecchio.

Un giorno identificai l’esatta vibrazione degli atomi di una pianta di melo.

Mi avvicinai quindi ad una pianta di pesco. Mi sintonizzai anche con questa materia e cominciai ad aumentarne piano piano la vibrazione sino a raggiungere quella precisa del melo. L’aumento duro otto ore. Dopo di che lasciai sempre in sintonia, per 16 giorni, il pesco con la stessa vibrazione del melo.

A poco per volta vidi il pesco trasformarsi e a completarsi in melo.

La fig. 4 a pag. 23 fa vedere la trasformazione. Col medesimo sistema. Una pesca fior di maggio» che per sua natura è di piccola dimensione. Poté essere trasformata in una pesca ala. Assai più grossa. {Vedi fig. 5 a pag. 25).

Presi a fare esperimenti con lo stesso sistema su animali.

Riuscii così, a trasformare la coda di un topo in quella di un gatto. La durata, della trasformazione della coda durò quattro giorni. Dopo di che ritornò allo stato normale di quella del topo. Poi si distaccò e il topo mori. Gli atomi della coda del topo non avevano sopportato a lungo l’alterazione.

Ancora più interessante è lo sviluppo di un osso di coniglio.

Un giorno in una conigliera constatai che un piccolo coniglio di due mesi aveva una zampa infettata. A causa una ferita prodotta da una scheggia di legno. L’infezione arrivò ben presto a corrodere l’osso. Cercai di guarire l’animale, ma inutilmente. Perché il male progrediva sempre più.

Per mera curiosità volli analizzare se le vibrazioni dell’osso malato corrispondevano a quelle degli ossi sani.

L’apparecchio le segnalò debolissime e tali da farmi comprendere che erano interrotte proprio nel punto ammalato.

Le due estremità dell’osso sano vicine a quelle infette avevano le vibrazioni alterate in confronto a quelle dell’osso sano.

Perché con l’interruzione dell’osso malato non era avvenuta la continuità dell’assorbimento delle vibrazioni degli atomi.

Mi sintonizzai a mezzo dell’apparecchio, con le vibrazioni delle estremità sane dell’osso e cominciai ad alterarle sino al loro massimo. Ottenendo in tal modo il fenomeno della riproduzione dell’atomo.

Ben presto, con questa riproduzione, le due estremità dell’osso sano si avvicinarono fra di loro sino ad unirsi. Procurarono la continuità delle vibrazioni che si erano interrotte. La materia ritornò normale. Come pure normali ritornarono le vibrazioni, e così la febbre scomparve.

Tale constatazione mi fece comprendere come si produce il fenomeno della febbre in una persona malata.

Per interruzione delle vibrazioni della materia. Gli atomi aumentano le proprie vibrazioni per il mancato assorbimento degli atomi della materia malata. I quali, appena possono assorbire e riprendere la normale continuità delle vibrazioni, fanno sì che la febbre cessi.

Da quanto ho potuto capire dalle mie osservazioni, una malattia si produce nel seguente modo.

Gli atomi del nostro corpo hanno una continua e costante vibrazione prodotta principalmente calle reazioni chimiche della alimentazione. Se queste vibrazioni vengono a diminuire, si produce in una parte del corpo un punto che è più debole degli altri.

Attorno agli atomi stanno continuamente in agguato piccoli esseri. Come microbi, ecc.

Non sono altro che impurità emesse dagli atomi stessi. I quali, non appena rallentano il loro movimento, rendono possibile a quelle impurità di introdursi tra di essi. Dato il peso e la conformazione di dette impurità. L’atomo perde quasi completamente la propria elasticità di movimento.

Gli atomi del nostro corpo, per il mancato assorbimento di movimento, subiscono una accelerazione maggiore che noi chiamiamo febbre.

Ma tutt’attorno agli atomi bloccati stanno gli atomi magnetici. Questi  immediatamente si sintonizzano con gli atomi interrotti e li eccitano fino al massimo della loro vibrazione.

Raggiunto tal punto, le impurità sono espulse. Gli atomi magnetici abbandonano gli atomi eccitati.

Questi, una volta liberi, cominciato ad assorbire le vibrazioni degli atomi del nostro corpo. Viene così a ripristinarsi la continuità delle vibrazioni e la febbre scompare.

Se invece la febbre non viene a cessare. Significa che gli atomi magnetici non sono riusciti a sintonizzarsi con gli atomi bloccati e ad espellere le impurità.

Bisogna allora ricorrere al fenomeno della riproduzione come sopra accennato e unire l’interruzione delle vibrazioni. In seguito a queste mie osservazioni. Mi permisi di asserire in alcuni giornali del 1946 che l’energia atomica magnetica, adoperata nel modo sopra detto, avrebbe potuto far guarire qualsiasi malattia.

Nessuno credette alle mie parole e molti medici: mi consigliarono un corso di discipline mediche prima di fare affermazioni del genere.

Però diversi anni dopo. Precisamente nell’estate del 1955. Valenti scienziati dichiararono che mediante l’energia atomica sarebbe stato possibile Far guarire il maggior numero delle malattie infettive. Ebbi così la soddisfazione di vedere affermate le mie asserzioni del 1946.

Fusione dei metalli a distanza, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

I metalli sono materie aventi atomi fermi. Cioè atomi che non si muovono se non sono sempre eccitati.

Infatti, sintonizzando gli atomi dei metalli ed aumentandone le vibrazioni, si distaccano fra di loro.

Producendo, come si dice, la fusione del metallo. Nel fare una di queste prove osservai che con l’apparecchio si poteva sintonizzare il metallo in esame anche ad una certa distanza. Questo solo in determinati casi.

Cercai allora di approfondire la cosa e non malto tempo dopo risolsi il problema.

Nell’aria vi sono in grandissima quantità atomi magnetici sempre pronti per fare da promotori degli altri atomi. Per il fenomeno di attrazione degli atomi.

In forza del quale più un atomo è veloce nel suo movimento più attira un altro atomo.

Col mio apparecchio si producono invece vibrazioni di atomi molto più veloci che attirano uno dietro all’altro gli atomi magnetici che incontriamo nell’etere. Formando un canaletto con questi ultimi atomi.

Più aumenta la vibrazione, più il canaletto aumenta di lunghezza tenendosi però sempre nella direzione prestabilita dall’apparecchio.

Ma poiché mi accorsi che il canaletto veniva disturbato dagli altri atomi non magnetici, decisi di eliminare l’inconveniente. Invece di formare un solo canaletto, ne formai cinque nella stessa direzione creando così una specie di tubo, vuoto nel mezzo.

Mentre nel tubo formato dai cinque canaletti mantenevo costante le vibrazioni sino al punto voluto.

Calcolando il tempo occorrente per la formazione del tubo stesso ed il punto delle vibrazioni. Lanciai nel tubo un altro canaletto con vibrazioni variabili sino a raggiungere la sintonizzazione degli atomi della materia che volevo eccitare.

Neutralizzazione della bomba atomica, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Col metodo sopra accennato riuscii, mediante il canaletto centrale, a sintonizzarmi con la bomba atomica Bikini.

Ma un ritorno imprevisto delle vibrazioni degli atomi della bomba produsse una perforazione nel tubo che proteggeva il canaletto.

Quindi una perturbazione dell’apparecchio stesso, che mi costrinse a sospendere l’esperimento di neutralizzazione. Comunque, con l’assorbimento delle vibrazioni verificatosi nel tubo, veniva necessariamente a diminuirsi l’effetto dello scoppio.

Vari esperimenti di fusione di metalli a distanza, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Il primo esperimento a distanza èeseguito nel 1946. Nel tratto fra la piazza maggiore d’Imola e la torre del mio laboratorio in via Aldrovandi. É la fusione di metalli a distanza. Per non arrecate danni a terzi, formai un metallo composto di rame, stagno e molibdeno.

Ed eseguii l’esperimento alla presenza del giornalista Giuliano Zanotti. Redattore di un quotidiano bolognese, e dell’agente di campagna Andrea Folli e dei suoi famigliari.

Il metallo è da me collocato nella stessa torre del mio laboratorio. La fusione è eseguita dalla terrazza della casa del predetto signor Folli, In via Emilia n 51.

L’esperimento riuscì senza alcun inconveniente e la fusione risultò perfetta.

Vedi fig. 7 a pag 31. Altro esperimento venne da me fatto nei sotterranei della cantina del Castellaccio, In via Romeo Galli 4. Alla presenza di alcuni operai, Ottenendo i medesimi risultati.

Esperimenti di televisione con l’atomo magnetico, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Nel 1943. Quando ancora avevo il mio laboratorio nella cantina del Castellaccio. Riuscii per mezzo di un apparecchio trasmittente televisivo da me costruito a trasmettere la configurazioni della camera di quel mio laboratorio. All’abitazione della mia famiglia in città. Tale esperimento risultò perfettamente. Assistettero lo stesso signor Folli, l’operaio agricolo Giannetto Pelliconi e il personale di casa.

Mediante l’atomo magnetico ero riuscito a rendere conduttori di energia elettrica gli atomi della luce.

Questi così eccitati, trasmettevano su di uno schermo metallico vibrazioni di atomi di energia elettrica. Se fra gli atomi della luce in tal modo eccitati e quelli dello schermo metallico veniva ad interporsi una data proiezione.  La parte di ombra di questa impediva agli atomi luce, così eccitati, di far vibrare quelli del metallo.

In tal modo avveniva la trasmissione.

Con questo metodo si eliminava l’inconveniente della suddivisione delle immagini nella televisione e le immagini stesse potevano essere ricevute attraverso l’etere, a qualsiasi distanza.

Esperimenti di prelevamento di energia elettrica dai fili di alta tensione con l’atomo magnetico e su trasmissione.

Durante i suaccennati esperimenti, pensai che sarebbe stato possibile utilizzare il canaletto, protetto dal tubo, per trasmettere e ricevere energia elettrica attraverso l’etere. Formai il canaletto è, messolo in direzione dei fili elettrici che passavano a circa venti metri dal mio laboratorio.

Cercai di sintonizzarmi con gli atomi del filo di rame già, così, eccitati dalla energia elettrica.

Ottenni immediatamente l’assorbimento di questa energia e i miei strumenti segnalarono il passaggio della corrente. Predisposi ogni cosa per avere la sintonizzazione degli atomi degli altri fili aerei con voltaggio di 3000 Volt. Allo scopo, costruii una piccola centrale per l’isolamento della corrente.

La prova riuscì perfettamente e compresi che era possibile attuare la mia idea.

Volli allora trasmettere fino alla torre di Imola la corrente di bassa tensione del mio contatore. Ottenni esiti tali da far muovere nella torre stessi, con quella corrente, un motorino per grammofono e ad accendere una lampadina di 25 W.

Cosa è la energia elettrica, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

In base a questi esperimenti potei comprendere cosa è l’energia elettrica. Questa non è altro che l’eccitazione degli atomi del metallo provocata dagli atomi magnetici.

Non essendosi ancora riuscito a immagazzinare atomi magnetici, perché l’atomo magnetico non era conosciuto.

Se ne è sfruttata la sua energia con una rotazione dell’energia stessa. Infatti, con gli atomi magnetici mi è stato possibile eccitare gli atomi di altre materie isolanti rendendole conduttrici. Dunque l’energia elettrica è soltanto una eccitazione di atomi.

Pericolose conseguenze che si verificano nell’aria con l’esplosione di bombe atomiche.

Scoperta la bomba atomica, si sono con facilità provate le reazioni delle esplosioni. Con queste reazioni sì sposta tutto il complesso di assorbimento degli atomi magnetici esistenti nell’aria e se ne provocano continui ammassamenti.

Tali ammassamenti creano fortissime eccitazioni su atomi di altre materie.

Il loro ciclo, causa la riproduzione degli atomi eccitati fino al massimo della loro vibrazione, seguita continuamente. Nello stesso tempo si forma per ogni ammassamento una differente vibrazione atomica e gli ammassamenti stessi, incontrandosi fra loro, provocano potentissime scariche elettriche.

Se si proseguirà a far esplodere bombe atomiche, continui e sempre più potenti saranno anche gli ammassamenti e le scariche elettriche.

Si creeranno allora sul nostro emisfero perturbazioni sempre maggiori. Venendo le eccitazioni a contatto con organi viventi. Si provocheranno facilmente, su questi, alterazioni tali da trasformare le loro strutture. Questa mia induzione è la conseguenza logica dei vari esperimenti sopra descritti

Incisione di energia elettrica su un disco per mezzo dell’atomo magnetico.

Come ho detto, l’energia elettrica è l’eccitazione degli atomi dei metalli. L’atomo che è più sensibile alla sua eccitazione diventa anche l’atomo maggiormente conduttore. Ed è su questo che mi sono regolato per incidere la corrente elettrica.

Se si prende un metallo avente atomi sensibili alle eccitazioni.

Se si eccitano questi atomi con un altro metallo composto di atomi con vibrazioni più potenti. Si avrà l’eccitazione del primo metallo. Se poi per mezzo di una rotazione si eccitano tutti gli atomi di un disco metallico. Si otterrà una determinata vibrazione di atomi. Mentre, se si produrranno con due dischi due differenti vibrazioni, si creerà dell’energia elettrica.

Constatato così che il consumo di corrente è soltanto un assorbimento di vibrazioni di altri atomi messi fra di loro in contatto.

Occorrerà aumentare le vibrazioni iniziali per giungere ad eccitare i nuovi atomi in assorbimento. Tale maggiore eccitazione provocherà un aumento eccessivo di movimento sui primi atomi.

Produrrà anche un riscaldamento se gli atomi del metallo sono in piccolo numero.

Bisognerà allora ingrandire lo spessore del metallo per accrescere il numero degli atomi. Aumentando questo numero, aumenterà pure l’assorbimento delle vibrazioni e si avrà in tal modo una maggiore eccitazione di atomi.

Perciò ho cercato di produrre nel disco il maggior numero possibile di atomi eccitati e di ottenere così una elevata intensità di corrente elettrica.

Sono in tal modo riuscito a produrre energia elettrica in un disco. Dopo un certo numero di rotazioni. A far girare anche il motorino del disco stesso, a far funzionare un ventilatore e ad accendere una lampadina elettrica.

Scandagli nel sottosuolo con l’atomo magnetico, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Nel 1946, in un terreno irriguo di mia proprietà da me trasformato a in orlo, mi accinsi ad eseguire varie esperienze. All’uopo mi servii del mio apparecchio. Con appositi accorgimenti, mediante il canaletto di cui ho sopra parlato e utilizzando gli atomi magnetici esistenti nel terreno, riuscii a scandagliare quest’ultimo.

Ciò ottenni variando le vibrazioni degli atomi del canaletto e uguagliandole a quelle dei minerali (carboni, olii, ecc).

Con mia sorpresa trovai che a 4865 metri vi era una piccola vena petrolifera larga 25 cm. La quale partiva da est e si dirigeva verso sud. A 12.000 metri, per una larghezza di circa 300 mq. rinvenni un giacimento carboniero di grosso spessore. Non palesai la cosa per evitare un eventuale esproprio del terreno.

Mi interessò anzitutto verificare come avveniva la trasformazione degli idrocarburi.

Sapendo che nel terreno fino allora da me esplorato giaceva gas metano a una profondità di circa 2800 metri. Cercai di sintonizzarmi anche con quello. Presi il mio apparecchio e per ognuna delle materie sopra indicate formai il tubo con il canaletto centrale di atomi magnetici.

Partivano così dall’apparecchio tre tubi. Sintonizzai uno di quei canaletti con il carbone. Un altro col petrolio e il terzo col metano.

Ad ogni canaletto collocai un indicatore delle vibrazioni degli atomi. Ciò allo scopo di controllare le fasi di cambiamento delle tre materie. Per non rimanere sempre sul posto per il relativo controllo.

Applicai a ciascun canaletto un vibratore scrivente. Formato da una sottilissima puntina di pelo bagnata con un liquido colorato.

Essa mi indicava su carta millimetrata il continuo procedimento, nel sottosuolo, delle vibrazioni degli atomi delle materie sintonizzate.

Il controllo durò circa due mesi e mezzo e ne ricavai preziose indicazioni.

Avevo sempre ritenuto che il gas metano fosse un prodotto delle esalazioni di idrocarburi esistenti nel sotto suolo, e che il carbone fosse lignite fossilizzata. Ma dai prelievi eseguiti col mio apparecchio. constatai il contrario: il gas metano è la sostanza principale della quale sono formati gli idrocarburi.

Il carbon fossile non è altro che l’insieme di idrocarburi solidificati.

Proseguendo nelle mie ricerche. Ebbi a notare che per trasformare il gas metano in idrocarburi occorrevano tre sostanze e che l’unione di queste produceva il liquido. Constatai anche che sé esse subivano un riscaldamento eccessivo in una zona particolarmente umida, nel raffreddarsi si trasformava in carbone.

Decisi allora di procedere ad esperimenti pratici.

Presi una bombola di metano col suo regolatore della pressione e in un recipiente a parte collocai le sostanze occorrenti per la trasformazione. Feci l’identico procedimento suggeritomi dalle mie suddette osservazioni e ottenni idrocarburi.

La loro composizione poteva presentarsi densa, semidensa o liquida, a seconda della quantità delle sostanze immessevi.

Tali sostanze si trovano soltanto in determinate profondità. Qualora nel sottosuolo, ove esiste metano, si potessero iniettare le materie mancanti. Penso che la trasformazione del metano in idrocarburi potrebbe avvenire in una zona calda.

Proseguendo nei miei esperimenti.

Presi degli idrocarburi, lì raccolsi in un recipiente e procedetti come avevo fatto dopo le mie prime constatazioni. In seguito a queste prove ottenni, sia pure in modo imperfetto, un autentico carbone.

Trasformazione del metano e degli idrocarburi con l’atomo magnetico.

Conseguiti i suaccennati risultati. Cercai di ottenere le medesime trasformazioni variando le vibrazioni atomiche degli idrocarburi e dei gas. Vi riuscii eccitando gli aromi con energia atomica magnetica. Feci parecchie delle suindicate prove. Ho qui voluto accennare soltanto a quelle che avrebbero potuto essere, in seguito più facilmente controllate.

Esperimenti con l’atomo magnetico nel campo dell’agricoltura, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Ero venuto a Imola nel 1946 per accudire all’azienda agricola di mio cognato. In tale occasione cercai di apprendere il maggior numero possibile di cognizioni anche in agricoltura.

Scoperta mediante l’atomo magnetico di come avviene l’irrigazione naturale del sottosuolo.

In campagna. quando un terreno rimane umido anche nei mesi caldi. Si suol dire che è un terreno fresco. Nel mio orto avevo appunto un appezzamento del genere. Non sapendo spiegarmi l’origine di questo fatto.

Volli scandagliare il sottosuolo per avere un’idea del suo funzionamento.

Mediante il mio apparecchio e i canaletti cercai di sintonizzarmi col sottosuolo a varie profondità. Riuscii, così, ad avere l’esatta cognizione del funzionamento irriguo. In seguito ai prelievi fatti. Potei costruire un perfetto irrigatore che diede subito risultati di gran lunga superiori a qualsiasi altro sistema di irrigazione sino allora esistente.

Nel mio orto l’irrigazione è fatta a scorrimento e viene diramata in tutti gli appezzamenti mediante pozzetti pieni di acqua sopraelevati a livello.

Tali da dare in tutto il terreno; per mezzo di bocche di uscita con canali sotterranei, l’acqua occorrente. Questa irrigazione, pure essendo la migliore, comporta anch’essa difetti non trascurabili.

Primo inconveniente è quello dell’inondazione.

La quale può facilmente verificarsi per l’eccessivo gettito di acqua che va a colpire le radici delle piante. Ancor più, quello dell’infangarsi della frutta maggiormente a contatto del terreno. Altresì, il rapido raffreddamento di questo nelle giornate molto calde anche se l’irrigazione avviene di notte.

Altri inconvenienti.

Quello di non poter camminate sul terreno per la raccolta del prodotto. Quello dell’impoverimento del terreno stesso in seguito al continuo dileguarsi delle sue sostanze. Il pericolo di bruciare il raccolto per la cosiddetta ribollitura, ed altri ancora. Ebbene, coll’irrigatore da me costruito qualsiasi difetto è eliminato. Con l’80 % di risparmio di acqua.

Con tale sistema si può irrigare qualsiasi terreno sia di pianura che di collina. Senza che sia necessaria sorveglianza o manutenzione.

Poiché tutto avviene automaticamente. Come pure automaticamente avviene il regolarsi delle acque. Oltre a ciò le sostanze del terreno non sono asportate, anzi, se ne facilita la trasformazione per l’alimentazione delle radici. Infine, quanto maggiormente il terreno è battuto dal sole, tanto maggiormente è bagnato e viceversa.

Una nuova scoperta sui concimi chimici per mezzo dell’atomo magnetico.

Nell’azienda, cui sopra ho accennato, ho cercato di aiutare quei terreni che erano assai scarsi di sostanza fosfoazotate, somministrando loro periodicamente concimi chimici. Si impiegavano allora nell’azienda dai 500 ai 600 quintali all’anno di concimi vari e lo spargimento veniva sempre da me sorvegliato.

Avendo constatato che lo sviluppo delle piantagioni non era uniforme. Cioè, in alcune posizioni è abbondante e in altre scarso.

Chiesi spiegazioni all’agente di campagna e ai coloni. Mi risposero che la cosa dipendeva probabilmente dal diverso impasto del terreno. Però avevo constatato che l’inconveniente non si verificava nei terreni ai quali era somministrato letame.

Cercai di rendermi ragione del fenomeno, ma non vi riuscii.

Non appena venni in possesso del mio orto, feci vari esperimenti. Scelsi dapprima due appezzamenti della stessa estensione e di ugual impasto. In uno sparsi concimi chimici nella misura prescritta. Nell’altro del letame nella stessa proporzione di quella dei concimi chimici.

Seminai sui due appezzamenti barbabietole da zucchero e ne attesi la nascita e lo sviluppo.

La vegetazione si rivelò rigogliosa e uniforme in entrambi. Dopo un lungo periodo di stagione asciutta. Venne un forte acquazzone che riuscì di grande vantaggio alla vegetazione.

Trascorse due settimane, esaminai lo stato della vegetazione.

Constatai che lo sviluppo delle barbabietole, seminate nell’apprezzamento trattato con concimi chimici, si era arrestato.  A differenza di quello dell’altro apprezzamento.

Pensai di avere somministrato nel primo una quantità eccessiva di concimi.

Di conseguenza, le radici delle barbabietole si fossero ustionate. Prelevata qualche piantina ed esaminatene le radici, vidi che queste erano in ottimo stato. Analizzai allora il terreno e con sorpresa verificai che vi erano solo tracce di fosfoazotati, mentre abbondante era stata la somministrazione del concime.

Aiutati la crescita delle piantine con azotati di rapida efficacia.

Al raccolto, però, constatai una sensibile differenza nel peso delle barbabietole. Essendo risultate maggiormente sviluppate quelle nate nell’apprezzamento trattato con letame. Rifeci lo stesso esperimento, in misura più piccola, con l’insalata. Prelevai, tanto alla mattina che alla sera, piccoli quantitativi di terreno sul quale era nata l’insalata e li analizzai.

Per una quindicina di giorni lo sviluppo avvenne normale.

In seguito a una pioggia durata circa 48 ore. Constatai che l’analisi del terreno seminato con sostanze chimiche mi dava lo stesso fenomeno più sopra accennato. Cioè minime tracce di fosfoazotati.

Pensando che la causa potesse dipendere dalla pioggia.

Mediante il mio apparecchio mi sintonizzai con le nubi. Da queste prelevai le vibrazioni per confrontarle con quelle dell’acqua piovana.

Trovai che quest’ultima è impregnata di molte sostanze gassose assorbite dall’aria. Sostanze utilissime per la trasformazione nel terreno di quelle non ancora modificate.

Non doveva però essere questa la causa.

Eseguiti altri prelevamenti di terreno. Rinvenni in una cunetta una forte quantità di concime chimico. Compresi allora che l’acqua piovana scioglieva i concimi chimici e li trasportava nei solchi di sfogo. Disperdendoli poi lungo i ruscelli.

Se tale inconveniente avveniva per i concimi; lo stesso avrebbe dovuto succedere per il letame.

Per meglio assicurarmi. Analizzai una piccola quantità di quest’ultimo per vedere quanto poteva contenere di fosfoazotati. La interrai. Quindi dopo oltre sei mesi feci di nuovo l’analisi.

Durante questi mesi il letame aveva subito parecchie innaffiature naturali e artificiali.

Rilevai che pressoché uguali sono rimaste le sostanze contenute nel letame. Allora, per circa un anno, cercai di produrre sostanze organiche con foraggio, pozzo nero e stallatico e ne studiai il funzionamento.

Feci molte nuove constatazioni senza però riuscire a svelare il fenomeno più sopra accennato.

Avevo quasi perduto ogni speranza. Quando mi venne in mente di analizzare il letame con il mio apparecchio. Al fine di vedere quali sono le materie che lo componevano.

Dopo molte prove riuscii a rinvenire sostanze che, nei laboratori, sfuggono a qualsiasi analisi chimica.

Calcolai le percentuali delle varie sostanze. Le immisi nei concimi chimici. Con mia sorpresa constatai che questi sono diventati refrattari al loro scioglimento nell’acqua.

Eseguiti altri esperimenti nel mio orto coi concimi in tal modo composti.

Notai che quei concimi non si scioglievano nell’acqua. Che l’assimilazione delle radici delle piante poteva raggiungere il 95%. I raccolti si raddoppiavano. Si conseguivano bellissimi prodotti e di fragrante profumo.

Quasi tutte le malattie delle piante venivano ad eliminarsi. Verificai inoltre che la maggior parte degli insetti non infestava le piante nate in un terreno così trattato.

I concimi perduravano inalterati per vari anni. Sempre atti al nutrimento delle piante. Nessuna reazione chimica si produceva nel terreno. Al sesto anno di spargimento il terremo stesso si arricchiva del 60 % di fosfoazotati.

Come con l’atomo magnetico sia possibile aumentare la grossezza del grano.

Conosciuto, come ho già detto, in qual modo avviene la riproduzione della materia, ho voluto vedere il funzionamento della germinazione del grano. Messo a punto il mio apparecchio, Mi sono sintonizzato con le vibrazioni degli atomi del grano.

Allorché la sua germinabilità è in pieno sviluppo e mi sono accinto a controllare tutto il funzionamento della crescita.

Sono così riuscito a comprendere come avviene il procedimento dell’ingrossamento del grano. Preparate le sostanze principali per il procedimento. Ho cominciato a mantenere costanti le vibrazioni degli atomi della germinabilità e ho ottenuto in tal modo prodotti bellissimi. Di gran lunga superiori ai normali.

Le numerose prove da me fatte per conseguire questi risultati mi hanno suggerito la costruzione di un apposito apparecchio per lo sviluppo del grano.

Questo apparecchio ha la proprietà di mantenere sempre costanti le vibrazioni degli atomi del grano senza necessità di controllo.

La continua riproduzione delle vibrazioni crea un maggior sviluppo ed una maggiore assimilazione delle radici delle piante.

Con i seguenti risultati. In una spiga di grano mentana così trattato è stato possibile ottenere gli stessi chicchi con un peso dieci volte superiore a quello normale. Sei volte maggiore il contenuto del glutine. Triplicata la grossezza dello stelo.

Disco volante preso nella rete dell’atomo magnetico, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Mentre, durante un esperimento sui concimi chimici, ero intento ad esplorare i vapori acquei delle nubi. Passò, casualmente, tra i canaletti vibratori di energia atomica magnetica, un cosiddetto disco volante.

Il mio apparecchio ne segnalò la forma, la composizione e il funzionamento propulsore.

In seguito alle mie analisi, mi è possibile conoscere il sistema resistenza spinta del motore. Rilevare che la sua velocità è di circa 5000 km. orari. Le due figure a pagg. 44 e 45 rappresentano i grafici delle vibrazioni atomiche delle materie del disco e il modellino del disco stesso. Da me costruito in base alle predette verifiche.

Una nuova scoperta sugli atomi magnetici in via di attuazione, Pier Ighina ATOMO MAGNETICO.

Dopo gli ultimi studi sull’atomo magnetico, mi è stato possibile constatare che di tali atomi si possono distinguere (in ndr) due specie.

Se l’atomo magnetico comincia il suo movimento con la pulsazione rientrante. Questo atomo ha la proprietà negativa.

mentre se la pulsazione è montante, la sua proprietà è positiva. In seguito a tale constatazione.

Ho pensato che se mi fosse possibile separare questi atomi magnetici in due categorie.

Una di atomi magnetici negativi e l’altra di atomi magnetici positivi. Unendole assieme per mezzo di atomi assorbenti potrei avere continuamente e perennemente produzione di energia elettrica. Questa sarebbe uno delle più importanti realizzazioni.

Cos’è che fa muovere permanentemente l’atomo magnetico?.

 

É la domanda che mi sono posto varie volte dopo la scoperta dell’atomo magnetico. Difficile poterlo sapere, ma le speranze non sono del tutto perdute. Credo che tale scoperta potrà essere realizzata.

Ho, ripeto, brevemente accennato ad alcuni miei esperimenti eseguiti con l’atomo magnetico, esperimenti che i tecnici e gli scienziati potranno controllare nei loro laboratori.

 

Da parte mia, sono pronto a fornire i necessari chiarimenti.

Questo per la riproduzione degli apparecchi di cui mi sono valso durante i miei studi e le mie osservazioni. Sempre ché mi sia garantita la dovuta priorità ed esclusività.

link al libro di Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO Seconda edizione ampliata e corretta

Immagini e didascalie delle figure:

1 – Scala atomica

2 – Microscopio atomico lenticolare

3 – Questo atomo magnetico è fotografato nel laboratorio di P. L. IGHINA nell’anno 1940 per mezzo del suo microscopio atomico

Ingrandimento dell’atomo: UN MILIARDO. Nella foto si vedono i cinque canaletti di atomi assorbenti che servono a frenare l’atomo magnetico.

Nel centro si nota la dilatazione prodotta dalla pulsazione dell’atomo stesso.

Ognuna di queste pulsazioni produce e lancia attorno all’atomo magnetico una energia, che nella foto è raffigurata dal sottile circoletto luminoso attorno all’atomo centrale.

Il circoletto luminoso si espande alla sua volta tanto da formare un circolo più grande e così fino all’esaurimento della sua pulsazione.

Il susseguirsi dei circoletti generati dalle pulsazioni produce l’adagiamento dei circoletti stessi uno sempre più vicino all’altro. Come risulta dal grosso circolo luminoso che si vede nella fotografia.

Questo fino a coprite e nascondere completamente, come uno scudo protettore, l’atomo centrale.

Questo atomo è il più piccolo di tutti gli altri atomi. É per legge atomica più piccolo è l’atomo più veloce è la sua pulsazione. Esso è quello che imprime a tutti gli altri atomi il loro movimento diventando così il promotore di essi.

4 – Questo melo prima della trasformazione era un pesco

5 – Due pesche Fior di maggio La prima è trasformata in pesca Ala.

6 – Apparecchio per la fusione

7 – Metallo composto di rame, stagno e molibdeno fuso e fotografato dopo l’esperimento

8 – Apparecchio incisore di energia elettrica

9 – Nei due vasetti contenenti la medesima quantità di acqua è immessa della calciocianamide in parti uguali

Nel primo vasetto, nel quale è versata calciocianamide trattata col nuovo sistema, si riscontra la sua insolubilità. Nell’altro vasetto, a destra, In cui é sciolto calciocianamide comune, se né nota invece la sua solubilità.

Altra prova è fatta con un vasetto, Contenente acqua, uno strato di perfosfato, di nitrato di calcio, di nitrato di soda, di calciocianamide.

Tutti trattati col nuovo sistema e lascati nell’acqua oltre sei mesi.

Non si è rivelata alcuna reazione chimica né scioglimento dei concimi

10 e 11 –  Due alberi di ciliegio dello stesso impianto. Della stessa età e dello stesso innesto. Trattate il primo col nuovo concime e il secondo col comune concime commerciale

12 – Alcuni steli di grano visti al naturale trattati con il nuovo procedimento

13 – Grafici delle vibrazioni delle materie del disco

14 – Modellino in terracotta costruito dopo le verifiche

Figura1_Scala_atomica_LA-SCOPERTA-DELLATOMO-MAGNETICO-1954-Pierluigi-Ighina
1 Scala atomica
Figura2_microscopio_atomico_lenticolare_LA-SCOPERTA-DELLATOMO-MAGNETICO-1954-Pierluigi-Ighina
2 Microscopio atomico lenticolare
Figura3_LA-SCOPERTA-DELLATOMO-MAGNETICO-1954-Pierluigi-Ighina
3 Atomo magnetico
Figura4_LA-SCOPERTA-DELLATOMO-MAGNETICO-1954-Pierluigi-Ighina
4 Questo melo prima della trasformazione era un pesco
Figura5_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
5 Due pesche “Fior di maggio”. La prima è stata trasformata in pesca “Ala”
Figura6_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
6 Apparecchio per la fusione
Figura7_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
 7 Metallo composto di rame, stagno e molibdeno fuso e fotografato dopo l’esperimento
figura8_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
8 Apparecchio incisore di energia elettrica
Figura9_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
9 Nei due vasetti . . .</strong>
figura10 e11_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
ght=”215″ /> <strong>10 e 11 Due alberi di ciliegio dello stesso impianto, della stessa età e dello stesso innesto, trattate il primo col nuovo concime e il secondo col comune concime commercial
Figura12 Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
12 Alcuni steli di grano visti al naturale trattati con il nuovo procedimento
Figura13Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
13 Grafici delle vibrazioni delle materie del disco
Figura14_Pier_Luigi_Ighina_SCOPERTA_ATOMO_MAGNETICO
14 Modellino in terracotta costruito dopo le verifiche.

 

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É il 24 giugno 1947. Da questa data si inizia a delineare quella che nel tempo diventa la moderna Ufologia.

Tutto inizia nel cielo sovrastante il Monte Rainier. Nello Stato di Washington. A ottantasette chilometri da Seattle. Quando l’aviatore Arnold Kenneth è in volo alla ricerca di un velivolo militare disperso. Durante la perlustrazione avvista una formazione composta da nove oggetti volanti a forma di disco. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

L’acronimo UFO è definito nel dizionario Treccani come la sigla di. Unidentified Flying Object.

Il termine indica degli oggetti volanti veri o presunti tali e di natura non precisabile.

Per la maggior parte sono rilevati visivamente. Altri in modo strumentale. Per esempio mediante l’uso del radar.

Questi oggetti in moltissimi casi sono delle apparenze ottiche luminose poste sulla volta celeste. Dovute a fenomeni atmosferici. Quali rifrazioni anormali, miraggi e cosi via. In altri casi sono dei manufatti reali. Identificabili dagli esperti. Quali  per esempio i palloni sonda meteorologici. Qualche raro caso è di incerta identificazione. Questi sono quelli che danno luogo a fantasiose ipotesi. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

L’acronimo OVNI indica gli Oggetti Volanti Non Identificati. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

É un termine in uso nel Reparto Generale Sicurezza o RGS dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana.

L’organismo istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti gli avvistamenti di O.V.N.I. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

La definizione del termine ufologia la traiamo dal dizionario Treccani. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

Sul quale appare come:. La trattazione e la discussione dei problemi che concernono il rilevamento e l’identificazione degli ufo. Nell’ipotesi che possa trattarsi di oggetti extraterrestri. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Il termine esobiologia indica una scienza. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi libri sugli Ufo le edizioni italiane sugli Oggetti volanti non identificati e note sugli ufologi.

Sempre dal dizionario Treccani prendiamo la definizione. Qui è decritta come:, Parte della biologia. Chiamata anche cosmobiologia o biologia spaziale. 

L’esobiologia attraverso lo studio di meteoriti indaga le rocce lunari e quello che arriva sulla terra dallo spazio. Al fine di ricercare se nei corpi celesti extraterrestri esistano organismi viventi.

In caso positivo come hanno origine e quale relazione hanno con gli organismi terrestri. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Queste sono le parole di Carlos Diaz Martinez. L’argomento sono gli extraterrestri. Bibliografia Ufologia Ufo Ufologi.

Vengono da altri mondi e sono sempre venuti qui.  La terra è una perla di rara bellezza nell’infinità dell’Universo. Nulla di strano perciò che in molti la visitano. Mescolandosi talvolta in mezzo a noi.

Dal primo incontro con loro nel 1981 ho imparato a conoscerli. Sono esseri di grande sapienza e intelligenza. Anche se questa non corrisponde alla loro natura originaria.

Sono esseri in grado di assumere forma umana. Operando così tra noi. Sono esseri di luce.

Io conosco solo loro anche se mi hanno detto che il nostro pianeta è spesso visitato anche da altri extraterrestri.

Tratto dal libro di Roberto Pinotti:. UFO. Il fattore contatto. Alieni. Intelligence ed esopolitica. Milano. Oscar Mondadori. 2007. Pagina 64.

Carlos Diaz Martinez. Messicano. Fotografo. Contattista. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Dal marzo 1981, nella valle di Tepoztlan in Messico, sono iniziati i suoi incontri con le astronavi di luce e i loro occupanti.

Descrive i veicoli spaziali provenienti da un altro pianeta. Identificandoli come cellule viventi di plasma luminoso e pulsante.

Pier Fortunato Zanfretta nasce a Nova Milanese. Il 28 dicembre 1952. Di professione è un metronotte. Operativo a Genova.

Tra il 1978 e il 1981 afferma di avere vissuto undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo.

Avvenuti con esseri alieni di tipo rettiliano. Intenzionati, in un prossimo futuro, a trasferirsi sulla Terra. Ora risiedono sul loro pianeta di nome Titania. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

L’extraterrestre è mio fratello. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi libri sugli Ufo le edizioni italiane sugli Oggetti volanti non identificati e note sugli ufologi.

É questo il titolo dell’articolo comparso nel maggio 2008, sulle colonne de L’Osservatore Romano. Il quotidiano edito nella Città del Vaticano.

Lo scritto segna una vera e propria apertura della Chiesa Cattolica verso il cosmo,. I suoi abitanti e le eventuali conseguenze sull’umanità a seguito di un contatto con civiltà aliene. Gli oggetti volanti non identificati in Vaticano sono chiamati RIV. Ossia:. Res Inesplicata Volantes. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

La teoria degli antichi astronauti o del paleocontatto o paleoastronautica. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

Questa modello ipotizza in un remoto passato un incontro tra civiltà extraterrestri e le popolazioni umane.

Contatto avvenuto con i Sumeri,. Con gli Egizi,. Nell’India e con quei popoli che vivevano nel continente americano precolombiano.

Delle numerose e prolungate visite degli alieni sulla Terra la teoria degli antichi astronauti individua molteplici testimonianze.

Queste sono sparse su tutto il pianeta nel quale viviamo. Sono indicazioni figurative, scritte ed orali.

Un solo esempio. La leggenda hawaiana che parla di alieni provenienti dalle Pleiadi.

Questi extraterrestri si stabiliscono sulla terra e qui vi portano la filosofia Huna.

A questa loro conoscenza e ai loro insegnamenti si fa risalire l’Ho’oponopono.

Un’antica pratica. Basata sull’attivazione del perdono interiore e la conseguente riconciliazione.

Questo avviene con la trasmutazione energetica dei pensieri negativi. Un metodo di attivazione della cancellazione delle memorie e della conseguente risoluzione dei conflitti. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

La teoria paleoastronautica ipotizza anche un’influenza aliena diretta sull’evoluzione del genere umano. Avvenuta per mezzo della manipolazione del codice genetico degli ominidi.

Di questi collegamenti si trova sulla Terra una ulteriore traccia nei OOPArt. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

Questi sono dei ritrovamenti archeologici non spiegabili all’interno del contesto nel quale sono rinvenuti. Tanto da rappresentare un anacronismo. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Ivan Terence Sanderson noto anche con lo pseudonimo di Terence Roberts.

Nasce ad Edimburgo, il 30 gennaio 1911, Decede a New Jersey, il 19 febbraio 1973.

É uno scozzese naturalizzato statunitense. Naturalista, scrittore e criptozoologo.

A lui si deve la creazione dell’acronimo OOPArt. Derivato dall’inglese:Out Of Place ARTifacts.

In lingua italiana si traduce in:. Manufatti o reperti fuori posto. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Dopo il ritrovamento, parte di questi oggetti inizialmente presentano una difficile collocazione storica. Risolta solo a seguito dell’indagine scientifica. Con questa si dimostra l’appartenenza al loro tempo. Permettendo di chiarirne pienamente l’uso.

Per molti altri rimangono delle grandi incognite.

Un solo esempio:. La diorite è una roccia di color grigio. Ancora misteriosi sono i blocchi di questo materiale modellati con precisione a formare complesse opere in muratura. 

Questi muri si trovano sulle Ande peruviane. Nella località chiamata Hatun Rumiyoc. Nella città di Cusco. Nel sud est del Perù.

Il Project Blue Book è conosciuto anche come Progetto Blue Book. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Nasce per indagare sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati segnalati nel territorio statunitense.

Non trascurando le investigazioni sui casi che si segnalano nel continente americano ed europeo.

É avviato nel 1951,. Dall’aeronautica militare statunitense USAF. Si concluse il 17 dicembre 1969.

Indagò su 12.618 casi di avvistamento. Dei quali 701 sono classificati come non identificati. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Il concetto di incontro ravvicinato lo si deve a J. Allen Hynek. Astrofisico e ufologo. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

É introdotto nel suo libro intitolato:. The UFO Experience. A Scientific Inquiry. Edizioni Capo Press. 1972. 1998.

Questo al fine di definire un sistema di classificazione delle testimonianze ricevute. Dalle persone venute in contatto con un oggetto volante non identificato e con gli esseri ad esso collegati.

Hynek indica tre tipi diversi di possibilità di incontro. In seguito portati a cinque. Successivamente a sette. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

Al momento abbiamo una classificazione che parte dall’incontro ravvicinato di primo tipo. Quando avviene il semplice avvistamento. 

Attraverso tappe intermedie si giungere al settimo. Dove si prevede una ibridazione fra razza umana e aliena. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Durante il giorno e la notte nell’atmosfera avvengono moltissimi fenomeni provocati dall’uomo o da cause naturali.

Diversi di questi avvenimenti possono essere scambiati per oggetti volanti non identificati.

Infatti molti avvistamenti trovano completa spiegazione:. Nella luminosità estiva del pianeta Venere. Nelle nubi lenticolari o nottilucenti. Nelle comete e nei meteoriti. Negli aerei che compiono manovre insolite. Nei palloni sonda, satelliti e fulmini globulari.

Questa ricca casistica non esclude che una piccola quantità di queste segnalazioni. Alla fine di tutte le analisi richieste dal caso. Rimane inspiegabile. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Al paradosso di Fermi: Se l’Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate. dove sono tutte quante?.

Risponde il fumettista Bill Watterson: La prova che nell’universo esistono altre forme di vita intelligente è che non ci hanno ancora contatto. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

 

Bibliografia delle edizioni italiane sugli Ufo.

Edite dal 1950 al 2010. Redatta in ordine alfabetico per autore.

Con note sull’operato dei principali ufologi.

 

Adamski George. A bordo dei dischi volanti. Mediterranee. Roma. 1974 1977 e 1996.

Adamski George. I dischi volanti torneranno. Mediterranee. Roma. 1978 e 1996.

George Adamski,. Bromberg,. Polonia 17 aprile 1891. – Maryland,. USA,. 23 aprile 1965. Ufologo e celebre contattista. Per descrivere il suo caso nasce il neologismo contactee che è tradotto in lingua italiana in contattista.

 

Aimé Michel. L’enigma dei dischi volanti. Massimo. Milano. 1955. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Aimé Michel. Saint Vincent les Forts,. 12 maggio 1919 – Saint Vincent les Forts,. 28 dicembre 1992. Filosofo. Scrittore specializzato in ufologia. É l’autore della teoria sull’ortotenia. Sconfessata nel 1976. Basata sull’idea che in periodi di 24 ore gli avvistamenti di UFO sulla terra sono allineati.

 

Alaimo Giuseppe. Alle frontiere dell’impossibile. Longanesi. Milano. 1976 (riedito Giannone. Palermo. 1984).

Alberti Angela Maria. Biografia di un extraterrestre. Giannone. Palermo. 1989.

Allegri Renzo. A colazione con E.T.. Reverdito. Trento. 1988.gi.

Alvarez Lopez J.. Uomo: un naufrago nel cosmo. Hobby & Work. Milano. 1993.

Anderson P.. Se c’è vita sugli altri pianeti. Bompiani. Milano. 1966.

Andrews George C. Extraterrestri Amici e ostili. Macro Edizioni. Diegaro di Cesena. Forlì Cesena. 2001.

Angela Piero. Viaggio nel cosmo alla ricerca della vita. Garzanti. Milano. 1978 1979 1983 e 1984.

Anny (pseudonimo) Messaggio di un extraterrestre. Mediterranee. Roma. 1974 e 1978.

Anonimo (Pugh Liebe). Fine dei tempi. Kappa. Roma. 1970.

Anselmi Reindjen. Il corpo di Luce. Macro Edizioni. Diegaro di Cesena Forlì Cesena.

Appel-Guery I.J.P. Scienza unitaria nell’intrauniverso. Transtar. Gièvres. France. 1992.

Archdeacon E. M.. Allarme UFO. De Vecchi. Milano. 1977.

Asimov Isaac. Civiltà extraterrestri. Mondadori. Milano. 1979 e 1986 (riedito Club degli Editori. Milano 1980 e Mondadori De Agostini. Novara 1994 e 1998).

Isaac Asimov,. Russia,. 2 gennaio 1920 – New York,. 6 aprile 1992. Naturalizzato statunitense. Biochimico e prolifico scrittore di letteratura di fantascienza, letteratura per ragazzi, romanzi polizieschi e di testi di divulgazione scientifica. Nel saggio Extraterrestrial Civilizations (Civiltà extraterrestri),. New York,. Crown Publishers Inc. 1979. Con rigore scientifico, esamina la possibilità che nell’universo e in particolare nella Via Lattea ci siano, oltre a quella terrestre, altre civiltà.

 

La categoria Autori vari è in ordine alfabetico per titolo e divisa in due parti:.

  • Autori vari1. Comprende i libri dove sono dichiarati gli autori. Riportati di seguito entro parentesi.
  • Autori vari2  quando non compaiono.

 

Autori vari 1 . (Russo Edoardo & Verdi Giuseppe). 1947 Come tutto cominciò. UPIAR. Torino. 1997.

Autori vari. (Del Amo Magdalena. Freixedo Salvador). Abitanti occulti del pianeta. Hobby & Work. Milano. 1993.

Autori vari. (Stilo Giuseppe & Toselli Paolo). Altreriviste ‘96. UPIAR. Torino. 1997.

Autori vari. (Centini Massimo. Ghezzo Davide. Tacchino Danilo). Antropologia degli Alieni. MEB. Santarcangelo di Romagna RN. 1998.

Autori vari. (Raffaelli Roberto & Stilo Giuseppe). Area 51 tra mito e realtà. UPIAR. Torino. 1998.

Autori vari. (Cremaschi Inìsero e Pederiali Giuseppe). Arrivano gli UFO. Inchiesta sui dischi volanti benvenuti. Edifumetto. Milano. 1974 (riedizione del precedente).

Autori vari. (Malanga Corrado e Pinotti Roberto). BVM Beata Vergine Maria: le apparizioni mariane in una nuova luce. Mondadori. Milano. 1996 (Riedizione di: Autori vari. Malanga Corrado e Pinotti Roberto. I fenomeni BVM. Mondadori. Milano. 1990).

Autori vari. (Forgione Adriano. Bertolotti Patrizia). Cerchi nel grano. Messaggi tra cielo e terra. Hera. Roma. 2002.

Autori vari. (Bourdon Jean & Delaval Marcel). Confronto UFO/IFO dei casi italiani e francesi del 1977. UPIAR. Torino. 1993.

Autori vari. (Bourdon Jean & Delaval Marcel). Confronto UFO/IFO in Francia. UPIAR. Torino. 1996.

Autori vari. (Elders Lee. Nilsson-Elders Brit. Welch Thomas K.). Contatti delle pleiadi. Rizzoli. Milano. 1990.

Autori vari. (Cremaschi Inìsero e Pederiali Giuseppe). Dischi volanti: benvenuti. Carroccio. Bologna. 1968.

Autori vari. (Tambellini Moreno & Rossi Maurizio). Dossier S.H.A.D.O. 1971-1986. Cerreto Guidi. Lucca. 1986.

Autori vari. (Tambellini Moreno & Rossi Maurizio). Dossier Window. Cerreto Guidi. Lucca. 1991.

Autori vari. (Moore William L. con Berlitz Charles). Esperimento Filadelfia. Sonzogno. Milano. 1979 (riedito Club degli Editori. Milano. 1980).

Autori vari. (Bongiovanni Filippo & Bongiovanni Giorgio). Eugenio Siragusa Il contattato. Giannone. Palermo. 1989.

Autori vari. (Guy Gruais. Guy Mouny). Giza. la porta dell’infinito. Armenia. Milano. 1998.

Autori vari. (Ferrari Sergio & Maggi Paolo). Gli UFO in Italia. L’Airone. Roma. 1998.

Autori vari. (Bianchini Marco & Cappelli Roberto) Gli UFO in visita a Siena. UPIAR. Torino. 1996.

Autori vari. (Lorenzen Coral e Lorenzen Jim). Gli uranidi. gli occupanti dei dischi volanti. Armenia. Milano. 1973.

Autori vari. (Pinotti Roberto. Lissoni Alfredo). Gli X-files del nazifascismo. Idea Libri. Rimini. 2001.

Autori vari. (Coarer Kalondan E. e Gwezenn Dana). I celti e gli extraterrestri. Faenza. Faenza. 1976.

Autori vari. (Williamson George Hunt e Bailey Alfred C.). I dischi parlano Una relazione documentaria di comunicazioni interstellari. Ist. Editoriale Domus. Milano. 1957.

Autori vari. (Leslie Desmond e Adamski George). I dischi volanti sono atterrati. Mediterranee. Roma. 1973 e 1995.

Autori vari. (Malanga Corrado e Pinotti Roberto). I fenomeni BVM. Mondadori. Milano. 1990 (Ripubblicato con titolo: Autori vari. Malanga Corrado e Pinotti Roberto. BVM Beata Vergine Maria: le apparizioni mariane in una nuova luce. Mondadori. Milano. 1996).

Autori vari. (De Muro Maria Antonietta & Valenti Orazio). I giganti del cielo Eugenio Siragusa. NEDI. Catania. 1980.

Autori vari. (Ferlenga Giuseppe e Guerra Rossella a cura di). I misteri del cielo. Lo spazio. gli ufo. gli incontri. Demetra. Colognola ai Colli (VR). 1998 (ed. fumetti) e 2000.

Autori vari. (Grosso Germana e Sartorio Ugo). I nostri amici extraterrestri. MEB. Torino. 1977.

Autori vari. (Montfaucon De Villars Nicolas Pierre Henry). Il conte di Gabalis. ovvero conversazioni sulle scienze segrete. Phoenix. Genova. 1985.

Autori vari. (Baxter John & Atkins Thomas). Il fuoco venuto dal cielo. Sperling & Kupfer. Milano. 1978.

Autori vari. (Corso Philip J. & Birnes William J.). Il giorno dopo Roswell. Futuro edizioni. Guidonia Montecelio (RM). 1998.

Autori vari. (Wilson Colin & Wilson Damon). Il grande libro dei misteri irrisolti. Newton & Compton. Roma. 2002.

Autori vari. (Thomas Chris e Morton Ceri Louise). Il mistero delle 13 chiavi. Sonzogno. Milano. 1999.

Autori vari. (Welfare Simon & Fairley John). Il mondo misterioso di Arthur C. Clarke. Rusconi. Milano. 1984.

Autori vari. (Schneider Adolf e Malthaner Hubert). Il segreto degli UFO. De Vecchi. Milano. 1977.

Autori vari. (Blondet Maurizio & Pinotti Roberto). Intelligenze extraterrestri. Olimpia. Firenze. 1981 e 1990 (riedito Mondadori. Milano. 1988).

Autori vari. (Delgado Pat e Andrews Colin). L’enigma delle tracce circolari. Armenia. Milano. 1991.

Autori vari. (Sigismond Richard. Hynek J. Allen. Klass Philip). La commissione Condon trent’anni dopo. UPIAR. Torino. 1998.

Autori vari. (Biraud Francois. Ribes Jean-Claude). Le civiltà extraterrestri. Dellavalle. Torino. 1971.

Autori vari. (Kenner Corrine e Miller Craig). Le frontiere dell’incredibile. Armenia. Milano. 1998.

Autori vari. (Petratu Cornelia e Roidinger Bernard). Le pietre di Ica. Mediterranee. Roma. 1996.

Autori vari. (Aprile Giuseppe e Kolosimo Caterina). Miti delle galassie. SugarCo. Milano. 1975.

Autori vari. (De Turris Giovanni e Fusco Sebastiano). Obiettivo sugli Ufo. fotostoria dei dischi volanti. Mediterranee. Roma. 1975 1977 e 1997.

Autori vari. (Pinotti Roberto. Blondet Maurizio). Oltre. Dal Seti agli UFO. Olimpia. Firenze. 2002.

Autori vari. (Bedini Daniele e Roberto Pinotti). Oltre la terra. città e cittadini dello spazio. Mondadori. Milano. 1989.

Autori vari. (Prather Hugh & Prather Gayle). Parabole da altri pianeti. Crisalide. Sturnia. Latina. 1994.

Autori vari. (Stoneley Jack & Lawton A.T.). Progetto extraterrestri. Longanesi. Milano. 1977.

Autori vari. (Ribera Antonio e Farriols Rafael). Prova dell’esistenza dei dischi volanti. De Vecchi. Milano. 1972.

Autori vari. (Nagaitis Carl & Mantle Philip). Senza Consenso. Otium ac negotium. Salerno. 1997.

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Autori vari. (Boncompagni S. Conti S.. Lamperi F.. Ricci R.. Sani P.L.). UFO in Italia. vol. I. Il periodo 1907. 1953. Tedeschi. Firenze. 1974 e 1978.

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Autori vari. (Boncompagni. Mari. Panzera. Marcucci. Artori. Baccarini). UFO in Italia. vol. VI. La grande ondata 1977. 1980. Corrado Tedeschi. Firenze. 2007.

Autori vari. (Sani Pier Luigi & Stilo Giuseppe). UFO nei cieli d’Italia. Tedeschi. Firenze. 1997.

Autori vari. (Cabassi. Cniffa. Sani. Ribera. Valle. Ferretti). UFO perché. Faenza. Faenza. 1974.

Autori vari. (Nigi Alberto e Tosolini Roberto). UFO Realtà extraterrestre. Chiandetti. Premariacco UD. 1979.

Autori vari. (Claudio & Silvana). Universo Messaggi ricevuti telepaticamente da tutto l’universo per l’umanità della Terra. Paganoni. 1981.

Autori vari. (Essene Virginia. Nidle Sheldon). Verso una civiltà galattica. Dalla cintura fotonica alla iniziazione planetaria. Araldi. Tavarnuzze FI. 1999.

Autori vari. (Feinberg Gerald. Shapiro Robert). Vita nel cosmo. Mursia. Milano. 1985.

 

Autori vari 2 . Qui UFO. Solaris. Milano. 1978.

Autori vari. Contatti con altre dimensioni. fenomeni UFO con il mondo della materia. dello spazio. del tempo. del non tempo. Mediterranee. Roma. 1997.

Autori vari. Atti del II convegno Reg. CUN sui fenomeni celesti anomali. CUN. Bellanca. Palermo. 1981.

Autori vari. Alcuni aspetti metodologici nella trattazione dei dati relativi agli IR- III. CUN. Roma. 1983.

Autori vari. UFO. Ufologia. Ufologi. CUN. Roma. 1983.

Autori vari. I metodi ipnotici in ufologia. CUN. Roma. 1984.

Autori vari. Atti del I Simposio Internazionale sugli UFO. CUN. San Marino. 1993.

Autori vari. Para (riedizione condensata dell’opera enciclopedica in 5 volumi L’uomo e l’ignoto. Milano. 1986.

Autori vari. JP4 Dossier. UFO Ai confini della realtà. ED.A.I.. Firenze. 1986.

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Berlitz Charles. Il mistero dell’Atlantide. Sperling & Kupfer. Milano. 1976 (riedito Sperling Paperback 1991 e 1998).

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Bittarello Francesca. Ufo gli archivi inediti. Luxco Editions. 2020.

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Boccone Luciano (a cura di). UFO. La realtà nascosta. Ivaldi. Genova. 1980.

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Caasy Darius. La distruzione del mondo? Hitler prepara…. Rores. Roma. 1948.

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Centro ufologico nazionale. abbreviato in CUN. è un’associazione privata dedita alla raccolta di dati del fenomeno degli avvistamenti UFO.

 

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Charroux Robert. Il libro dei segreti traditi. Ceschina. Milano. 1969 e 1973.

Charroux Robert. Il libro dei maestri del mondo. Ceschina. Milano. 1973.

Charroux Robert. Civiltà perdute e misteriose i misteri del cielo. Mediterranee. Roma. 1982 e 1996.

Charroux Robert. Miti e misteri del passato l’insolito terrestre. Mediterranee. Roma. 1982 e 1996.

Robert Charroux. il cui vero nome era Robert Joseph Grugeau. 7 aprile 1909 – 24 giugno 1978. fu il pioniere nell’ambito della teoria degli antichi astronauti. Convinto assertore della devoluzione umana. Identifica negli Atlantidei e negli Iperborei. quest’ultimi provenienti da un pianeta freddo situato lontano dal Sole. gli antenati degli esseri umani moderni. Iperborea era situata tra l’Islanda e la Groenlandia. Fu la prima terra d’insediamento degli alieni nordici. da cui sarebbe discesa la razza nordica. Nell’antichità i nordici e i loro discendenti celti avevano dominato il mondo intero. Le opere di Charroux hanno influenzato gli studiosi del nazismo esoterico. Nel 1958 si dedicò alla ricerca del presunto tesoro di Rennes-le-Château. Esplorando con un metal detector il suolo del villaggio e la sua chiesa. A questo periodo risale l’opuscolo “L’ébouriffante histoire du curé aux milliards”. 

 

Chiumiento Antonio. Ho le prove. La verità sulla presenza degli alieni. Ediz. Biblioteca dell’immagine. 2004.

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Pupilli Marcello. Bibliocat iconografico 2015. Catalogo illustrato della bibliografia ufologica e paraufologica italiana 1947-2014. UPIAR. Torino. 2015 con vastissimo corredo di immagini e oltre 5.500 schede bibliografiche

Marcello Pupilli è l’ideatore e il coordinatore del progetto Bibliocat. Nato nel 1986 e sostenuto dal Centro Italiano Studi Ufologici (C.I.S.U.). Il programma prevede la schedatura di tutti i libri editi in Italia sull’argomento UFO. Il catalogo comprende anche i libri che dedicano all’argomento solo singoli capitoli e delle citazioni.

 

Rabolù V. M.. Hercolubus o pianeta rosso. Coradi. Varese. 1999.

Rael. Il vero volto di Dio. Vaduz. Liechtenstein. 1998.

Raffaelli Roberto. Il caso Arnold. UPIAR. Torino. 1997.

Raffaelli Roberto & Stilo Giuseppe. Area 51 tra mito e realtà. UPIAR. Torino. 1998.

Ramtha. Esseri interstellari e la natura della realtà. Macro. Diegaro di Cesena Forlì Cesena. 1998.

Randi James. Flim. Flam! Fandonie. Avverbi. Roma. 1998.

Randles Jenny. La piccola grande enciclopedia degli UFO. Armenia. Milano. 2001.

Reiver Serge. Di stella in stella. Amrita. Giaveno (TO). 1990.

Renard Jean Bruno. Gli extraterrestri. Paoline. Cinisello Balsamo MI. 1991.

Resta Bruno. Da Galileo a Ustica. Ultreja. Padova. 1998.

Ribera Antonio. I misteri dei dischi volanti. per ora ci spiano. ma domani?. De Vecchi. Milano. 1973.

Ribera Antonio. Gli UFO processo con testimoni. De Vecchi. Milano. 1975.

Ribera Antonio. Chi ci osserva dagli UFO?. De Vecchi. Milano. 1976.

Ribera Antonio. I misteriosi triangoli della morte dalle Bermuda al Giappone. De Vecchi. Milano. 1978.

Ribera Antonio e Farriols Rafael. Prova dell’esistenza dei dischi volanti. De Vecchi. Milano. 1972.

Antoni Ribera i Jordà. Barcellona. Spagna 15 gennaio 1920 – Sant Feliu de Codines. Spagna 24 settembre 2001. Fondatore. nel 1958. del C.E.I. Centro di studi interplanetari.

 

Ridpath Ian. Messaggi dalle stelle. SIAD. Milano. 1980.

Rigutti Mario. Vita nell’universo. Rizzoli. Milano. 1981.

Ring Kenneth J.. Progetto Omega. Mediterranee. Roma. 2003.

Ripel Frank G.. Il ritorno degli Dei. Hermes. Roma. 1998.

Roberto Vero. Il mito del Mary Celeste. Mursia. Milano. 1972.

Roberts Jane. La realtà sconosciuta /2. Mediterranee. Roma. 1997.

Robin Jean. UFO la grande parodia. All’insegna del Veltro. Parma. 1984.

Rothstein Mikael. I culti dei dischi volanti. Elledici. Leumann TO. 1999.

 

Sacripanti Alessandro. UFO il fenomeno degli oggetti volanti. Phasar edizioni. 2007.

Saltarel Gianni Giuliana e Paolo. UFO su Milano. Milano. 1987.

Sanderson Ivan T.. UFO visitatori dal cosmo. Mediterranee. Roma. 1974.

Santelia Michele. In compagnia degli UFO. Il Corriere Editore. Controne SA. 1999.

Santoianni Francesco. Dossier mistero. Giunti. Firenze. 1997.

Sartirana Luciano (a cura di). Atlante del mistero. UFO. Demetra. Colognola ai Colli VR. 1999.

Schneider Adolf e Malthaner Hubert. Il segreto degli UFO. De Vecchi. Milano. 1977.

Scornaux Jacques. Il naufragio dell’ufologia?. UPIAR. Torino. 1986.

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Sheran Ashtar. Da stella a stella. Una rivelazione dell’universo. Alaya. Venezia. 1960 (riedito Mediterranee. Roma 1996).

Sheran Ashtar. Prima dell’atterraggio. III messaggio all’umanità della Terra. Alaya. Venezia. 1961 (riedito Mediterranee. Roma 1996).

Sheran Ashtar. La voce degli extraplanetari. Alaya. Venezia. 1965 e 1969 (riedito Mediterranee. Roma 1996).

Sheran Ashtar. Gli extraterrestri sono presenti e ci parlano. Alaya. Venezia. 1974.

Sheran Ashtar. Appello dal cosmo la terra è in pericolo. Mediterranee. Roma. 1974.

Sheran Ashtar. Allarme dal cosmo la terra è in pericolo. Mediterranee. Roma. 1996 (riedizione del precedente).

Sheran Ashtar. Che cos’è la verità?. Est-Ovest. Genova GE.

Sheran Ashtar. Armagheddon la battaglia finale. Mediterranee. Roma. 1990 e 1996.

Sheran Ashtar. Messaggi all’umanità. Mediterranee. Roma. 1996.

Ashtar Sheran è il comandante in capo dell’intera Flotta Intergalattica della Federazione di Luce. É la manifestazione fisica dell’Arcangelo Michele. Il guerriero per eccellenza delle Milizie Celesti. (Secondo Jelaila Starr).

 

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Sitchin Zecharia. Le astronavi del Sinai. Piemme. Casale Monferrato AL. 1998 e 2001 (riedizione del precedente).

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Sitchin Zecharia. Gli dei dalle lacrime d’oro. Piemme. Casale Monferrato AL. 2002.

Sitchin Zecharia. Gli architetti del tempo. Piemme. Casale Monferrato AL. 2003.

Sitchin Zecharia. Il codice del cosmo. Piemme. Casale Monferrato AL. 2003.

Sitchin Zecharia. Il libro perduto del dio Enki. Piemme. Casale Monferrato AL. 2004.

Sitchin Zecharia. Spedizioni nell’altro passato. Piemme. Casale Monferrato AL. 2005.

Sitchin Zecharia. Il giorno degli dei. Piemme. Casale Monferrato AL. 2010.

Sitchin Zecharia. L’ultima profezia. Piemme. Casale Monferrato AL. 2010. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Zecharia Sitchin. Baku. Azerbaigian. Caucaso 11 luglio 1920. New York. 9 ottobre 2010. Naturalizzato statunitense. Partendo dalla sua personale interpretazione dei testi sumeri ha scritto molti libri di archeologia misteriosa o pseudoarcheologia. Era sostenitore della “teoria degli antichi astronauti”.

 

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Stilo Giuseppe. Il mistero delle green fireballs. UPIAR. Torino. 1998.

Stilo Giuseppe. Scrutate i cieli!. UPIAR. Torino. 2000.

Stilo Giuseppe. Luci lontane. UPIAR. Torino. 2001.

Stilo Giuseppe. Ultimatum alla terra. UPIAR. Torino. 2002.

Stilo Giuseppe. L’alba di una nuova era. UPIAR. Torino. 2004.

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Stilo Giuseppe. Il quinto cavaliere dell’Apocalisse. Upiar. Torino. 2006. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

Stilo Giuseppe si occupa in prevalenza di storiografia ufologica e di fenomeni luminosi in atmosfera. Fa parte del consiglio direttivo della Sezione Ufologica Fiorentina. Ha collaborato come redattore ufologico al mensile Il Giornale dei Misteri. Nel Centro Italiano Studi Ufologici è il coordinatore dell’Operazione Origini. Il progetto di raccolta. catalogazione ed analisi di tutta la documentazione relativa ai primi anni dell’ufologia.

 

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Robert K. G. Temple. 1945. Scrittore. Autore di The Sirius Mystery. Libro iniziato nel 1967 e terminato nel 1976. Dove illustra la controversa tesi che i Dogon avrebbero contatti con una civiltà extraterrestre. Proveniente da un pianeta del sistema stellare Sirio.

 

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Ad Alessandria. gli avvistamenti di UFO iniziano nella frazione San Michele. É il 2 settembre 1978. Giorni del decollo. da un campo di granoturco. di un oggetto fusiforme. Evento che prosegue. sotto varie forme. nelle settimane successive.

 

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Jacques Fabrice Vallée. Pontoise. Francia. 24 settembre 1939. laurea in matematica alla Sorbona e un master in astrofisica all’Università di Lilla. Francia. ufologo. ha partecipato al progetto Blue Book. è stato il primo studioso ad applicare le tecnologie informatiche in ufologia.

 

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Renato Vesco. Arona 30 agosto 1924 – Genova 1999. Perito tecnico industriale. Riunì un colossale archivio composto da ritagli di periodici e di ritagli di giornale. Molti da lui chiosati con commenti minuziosi. Tutti inerenti alla tecnologia. Con particolare riguardo per l’aviazione. L’archivio è stato acquisizione dal CISU. Sua è la teoria dei dischi anglo canadesi. Tratto dal risguardo del libro Operazione plenilunio:. L’autore aveva già fornito irrefutabili prove del fatto che l’Inghilterra già nei primissimi anni del secondo dopo guerra. […] Possedeva una flotta di mezzi aerei di tipo rivoluzionario. Questi sono i dischi volanti. che costituivano una nuova aviazione. […] ma anche adatta a voli spaziali”.

 

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Erich von Däniken. Zofingen. Canton Argovia. Svizzera. 14 aprile 1935. Scrittore di libri di archeologia misteriosa. Uno dei principali sostenitori della cosiddetta teoria degli antichi astronauti. Il saggio Chariots of the Gods,. Gli extraterrestri torneranno, del 1969, è il suo primo libro. Destinato a diventare un best seller internazionale. Sostiene che diecimila anni fa creature aliene visitarono la terra. Queste crearono uomini intelligenti a loro somiglianza, alterando il genoma delle scimmie. Ufologia Bibliografia Ufo ufologi.

 

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Vorilhon (Rael) Claude. Gli extraterrestri mi hanno portato sul loro pianeta. Il secondo messaggio. Mediterranee. Roma. 1985 1989 1994 e 1997.

Claude Maurice Marcel Vorilhon. conosciuto come Räel. Vichy. Francia. 30 settembre 1946. giornalista. scrittore e predicatore. fondatore del movimento religioso raeliano. Crede nell’esistenza della popolazione extraterrestre degli elohim. Coloro i quali hanno creato la vita sulla pianeta Terra usando le loro conoscenze di l’ingegneria genetica.

 

 

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Wilson Colin. Misteri dell’universo. Idealibri. Rimini. 1998.

Wilson Colin. Dei dell’altro universo. Piemme. Casale Monferrato AL. 1999 e 2001.

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Mork chiama Orson … Rispondi Orson.

Dal telefilm Mork & Mindy. Il primo è un alieno umanoide interpretato da Robin Williams. Mindy è una terrestre interpretata da Pam Dawber. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

 

 

Extraterrestre portami via. Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.
Voglio una stella che sia tutta mia.
Extraterrestre vienimi a cercare.
Voglio un pianeta su cui ricominciare. (Eugenio Finardi, 1978). Ufologia Bibliografia Ufo Ufologi.

 

 

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO.

 

 

 

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO Seconda edizione ampliata e corretta.

 

 

 

Criptozoologia in Piemonte L’Abbazia di Staffarda e il Lago d’Orta.

 

 

 

Uno strano serpente si trova in Val Vigezzo.

 

 

 

Burattini magici e marionette stregate.

 

 

 

Il frutto della pesca, simbolo e leggenda.

 

 

 

La montagna e il dio Penn.

 

 

 

El Tredesin de Marz.

 

 

 

I Sacri Monti luoghi di storia arte e religione.

 

 

 

Il Sacro Monte sopra Varese.

 

 

 

Ferrovia dell’alta Italia Navigazione a vapore sul Lago Maggiore.