La manifattura Chiodo a Savona è un’importante fabbrica ligure di ceramiche.
Savona nel Seicento e nel Settecento è una località con una florida produzione ceramica.
In città sono attive varie fornaci e molti importanti decoratori. Dalla collaborazione fra questi lavori scaturì un florido commercio di maioliche. Destinato non solo a far fronte al bisogno locale ma anche all’esportazione.
Le numerose fornaci attive a Savona erano in gran parte situate nel Borgo San Giovanni.
Fra queste la manifattura Chiodo a Savona è la più importante attività ceramica ubicata nella città. Rimase attiva dalla fine del Seicento sino al 1770.
Giovanni Francesco Chiodo è il probabile capostipite. Nasce nel 1647. A quattordici anni è apprendista presso la famiglia di ceramisti Salamone. A lui e al socio, Domenico Peirano, i Salamone cedettero l’attrezzatura della loro manifattura. La vendita avvenne nel 1694.
Presso la manifattura Chiodo trovarono impiego importanti decoratori. Vi lavorarono Giovan Antonio Guidobono. A lui si deve il deciso rinnovamento della decorazione. Non meno importanti furono Giovan Agostino Ratti e Andrea Levantino. Quest’ultimo apri una propria manifattura ceramica a Albissola.
Il marchio applicato da questa manifattura alla sua produzione ceramica raffigura un chiodo. Per i pezzi di maggior pregio al chiodo è aggiunto il vessilo. Questa seconda marca è anche identificabile con una tromba.
L’uso di queste due marche iniziali è ampliato e in seguito sostituito da una nuova sigla raffigurante la lanterna. Un simbolo già da tempo molto noto e apprezzato da tutta la clientela. Diventato garanzia della bontà della ceramica sul quale era apposto.
In origine, il sigillo della lanterna è concesso nel 1641 dal senato genovese alla fabbrica dei Grosso. Un laboratorio di ceramica attivo a Albissola. Nel 1698 questo marchio è ceduto alla manifattura Chiodo Peirano di Savona. Concessione sempre avvallata dal permesso del senato genovese.
Ben presto la fortuna commerciale della Manifattura Chiodo è tale che la richiesta di maiolica è superiore alla loro capacità di produzione.
L’impossibilità di far fronte alle numerose ordinazioni costrinse i Chiodo ad affidare parte della produzione a fabbriche minori. Queste dovevano porre il marchio della lanterna accompagnata dal segno o dalle iniziali dell’esecutore.
Da qui deriva la straordinaria varietà delle figure che raffigurano la lanterna. Molteplicità incrementata anche dalla larga contraffazione del marchio. Realizzata da parte di ceramisti di Savona e Albissola.
Alla morte di Giovanni Francesco subentrò nell’attività il figlio Paolo. Nato nel 1671. Morto nel 1752. Questi ebbe due figli: Giovanni Agostino e Giovanni Battista.
Il primo nasce nel 1723 e decede nel 1787. Fu attivo nella manifattura Chiodo a Savona sino alla chiusura dell’attività.
Il secondo fratello nasce nel 1733 e muore nel 1801. Architetto e chimico. È ordinato sacerdote. Non esistono fonti che documentino la sua attività presso la manifattura Chiodo a Savona. Nel laboratoro ceramico probabilmente fu pittore e apportatore di tutte le molteplici innovazioni tecniche. Alla base della realizzazione di maioliche di maggior pregio e raffinatezza. Caratterizzate da pareti sottili e, quando percosse, da un suono tondo e acuto.
I miglioramenti toccarono tutte le fasi della lavorazione. Si apportano perfezionamenti ai torni e alle fornaci. Sempre a lui si fanno risalire i miglioramenti nella composizione e nella lavorazione dell’argilla. Progressi che resero quest’ultima più plasmabile e priva di impurità.
Si introducono nuovi modelli con decorazioni a rilievo e con baccellature. Realizzate a stampo. Questo per competere con gli argenti sbalzati. Si assiste al miglioramento dei pigmenti del colore impiegato. Alla base di nuove delicate sfumature.
L’attività della manifattura Chiodo a Savona si concluse nel 1770.
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