
Porcellane Vezzi Venezia nel Settecento.
Le porcellane Vezzi prodotte in pasta dura a Venezia nel Settecento.
Se la fabbrica di porcellana di Meissen e l’alchimista. Johann Frederich Böttger hanno il merito della scoperta e della nascita della fabbricazione della porcellana in pasta dura in Europa. La veneziana Vezzi vanta di essere la prima fabbrica di porcellana in pasta dura nata nella penisola italiana e la terza europea.
La seconda manifattura è quella di Du Paquier, avviata nella città di Vienna, nel 1718. Porcellane Vezzi Venezia nel Settecento.
Giovanni Vezzi e il padre Francesco per compiere questa impresa si associarono a Christoph Conrad Hunger, un ex dipendente della manifattura di Meissen. Grazie a questo socio riuscirono a ottenere una fornitura di caolino dallo stesso fornitore di Meissen.
Due anni dopo questo acquisto la bottega dei Vezzi, con l’aiuto di Hunger, inizia la produzione della porcellana. Porcellane Vezzi Venezia nel Settecento.
La storia della manifattura delle porcellane a pasta dura prodotta, a Venezia, dalla Casa Eccellentissima Vezzi, per lungo tempo, è rimasta avvolta dal mistero. Tanto che, ancora oggi, per la scarsità dei documenti conosciuti, non è pienamente delineata.

Le prime notizie certe sulla manifattura Vezzi si devono alle ricerche di Sir William Richard Drake, avvocato, collezionista d’arte e antiquario. Autore del libro, edito a proprie spese, a Londra, nel 1868, intitolato: Notes on Venetian Ceramics. Un testo basato su documenti d’archivio, ancora oggi, seppur con qualche integrazione, un punto di riferimento per ogni nuova ricerca sull’argomento. Porcellane Vezzi Venezia nel Settecento.
Solo nel 1935, con lo scritto dello storico dell’arte milanese Costantino Nicola Baroni, seppur con qualche inesattezza, compaiono nuove informazioni.
Il testo è intitolato: Nuovi orientamenti dello studio della ceramica veneziana del Settecento, appare sulle pagine della Rivista di Venezia.
Nel 1936 inizia l’interesse del grande pubblico. Questo avviene per merito di Nino Barbantini e della mostra, da lui allestita a Ca Rezzonico, dedicata alle porcellane di Venezia e Nove. Il nucleo principale delle opere esposte era frutto degli sforzi collezionistici del conte veneziano Marino Nani Mocenigo.
L’Eccellentissima Vezzi rimane in attività per soli sette anni, nasce nel 1720 e chiude nel 1727.
Costituita con soli fini commerciali, priva di sostegni statali, è costretta a cessare l’attività a seguito dei grandi debiti accumulati.
Alla chiusura, i pezzi ceramici a magazzino sono dati in pagamento agli operai. Porcellane Vezzi Venezia nel Settecento.
La storia più aggiornata delle porcellane Vezzi è tracciata dagli scritti di tre autori: Francesco Stazzi, Carlo Fulignati e Luca Melegati.
Questi sono i riferimenti bibliografici:.
- Francesco Stazzi, Porcellane della Casa Eccellentissima Vezzi 1720-1727, Milano, Vanni Scheiwiller, 1967.
- Carlo Fulignati, Rari inediti della Fabbrica Vezzi, Faenza Bollettino del Museo internazionale delle ceramiche in Faenza. Anno XCVIII, Numero 2, 2012 Pagine 61-64.
- Carlo Fulignati, Porcellana Vezzi Il vassoio del vescovo, Faenza, Litografie artistiche faentine, 1986. Porcellane Vezzi Venezia nel Settecento.
- Luca Melegati, Giovanni Vezzi e le sue porcellane, Prefazione di Alvar Gonzalez Palacios con una nota di Francesco Stazzi, Milano, Bocca, 1998.

Tutte le immagini sono tratte dalla monografia scritta da Francesco Stazzi, Porcellane della Casa Eccellentissima Vezzi 1720-1727, Milano Vanni Scheiwiller, 1967.