CIAPETTI GINO – L’industria tartarica

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Milano Ulrico Hoepli Editore 1927

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CIAPETTI GINO - L’industria tartarica

Informazioni complete

CIAPETTI GINO – L’industria tartarica Materie prime derivanti dal vino.

CIAPETTI GINO – L’industria tartarica Materie prime derivanti dal vino.

 

AUTORE: Gino CIAPETTI.

TITOLO: L’industria tartarica.

SOTTOTITOLO: Materie prime derivanti dal vino.

COAUTORI: –

EDITORE: Ulrico Hoepli Editore.

LUOGO DI STAMPA: Milano.

ANNO DI STAMPA: 1927.

DESCRIZIONE: Seconda edizione. La prima edizione è edita nel 1907.

Gino Ciapetti era il direttore generale dello Stabilimento di Strada della Società Eno Tartarica Italiana. É autore di vari scritti inerenti  lo sfruttamento industriale dei sottoprodotti della vite, del vino e del castagno.

Ciapetti  nel manuale sull’industria tartarica illustra:. L’estrazione dei sali tartarici dalle fecce,. La raffinazione dei tartari e. La fabbricazione dell’acido tartarico.

FORMATO: in 24° grande.

LEGATURA: Rilegatura editoriale.

STATO DI CONSERVAZIONE: Buono. VD.

CIAPETTI GINO – L’industria tartarica Materie prime derivanti dal vino.

SERNAGIOTTO RAFFAELLO – Enologia domestica.

BARTH MAX – Analisi del vino.

SPINOLA OBERTO – Il museo Martini di storia dell’enologia.

MANZONI CARLO – La vera storia o quasi del cognac.

STRUCCHI ARNALDO – Il cantiniere.

CETTOLINI SANTE – Malattie ed alterazioni dei vini.

LEBEUF VALENTIN FERDINAND – Calendario dei vini.

CIAPETTI GINO – L’industria tartarica Materie prime derivanti dal vino.

In natura l’acido tartarico si trova principalmente nell’uva e nel tamarindo.  La sua formula chimica è C4H6O6. É un acido organico diprotico, cristallino e bianco. Trova impiego in molti settori industriali.

La presenza di questo elemento nella frutta palesa la sua commestibilità. Per questa ragione ha largo utilizzo nell’industria alimentare. Ha un sapore acidulo che permette l’uso nella fabbricazione di: caramelle, marmellate e succhi di frutta. Aggiunto nella preparazione del pane e degli lieviti è antiossidante ed emulsionante.

É adoperato nel settore enologico per conferire acidità, equilibrare i sapori e aumentare la longevità della bottiglia.

L’acido tartarico oltre che nell’industria enogastronomica è sfruttato in farmaceutica,  in cosmetica, nell’industria chimica e in agricoltura.

La farmacologia sfrutta le sue proprietà effervescenti e digestive. Miscelato nei medicinali ne aumentare la solubilità. 

In cosmesi trova impiego nella cura dell’acne. Giungendo, con ottimi risultati, sino a ridurre le rughe.

In agricoltura è utilizzato come fertilizzante del suolo.

Nell’industria chimica serve nella pulizia dell’alluminio, del rame, del ferro e di varie leghe. Unito al gesso ne ritarda l’indurimento.