Pubblicato il

Le nendo dango o palle di argilla inventate da Masanobu Fukuoka

Masanobu_Fukuoka_rivoluzione_filo_di_paglia (2) (Copia)

Le nendo dango o palle di argilla inventate da Masanobu Fukuoka riassumono l’essenza del metodo da lui ideato. Con il loro uso si ottenere la coltivazione naturale dei campi.

Sono realizzate mescolando un poco di argilla con diverse varietà di semi di frutta, verdura e erbe medicinali. Aggiungendo acqua e impastando. Questo per dare alle nendo dango o palle d’argilla la corretta consistenza.

La semina avviene senza la necessità di preparare il terreno. Lanciando a caso le palle di argilla in ogni parte del campo.

Distribuendo in questo modo le nendo dango avviene che nessun passero e nessun topo può mangiare i semi. Quest’ultimi dopo la pioggia metteranno le radici e germoglieranno.

Di tutti i diversi tipi di semi contenuti nella palla radicheranno rigogliosi solo alcune specie. Quelle che hanno la maggiore possibilità di adattarsi al meglio al luogo e la clima dove sono caduti.

Questo processo di crescita avviene senza alcun aiuto da parte degli uomini.

La semina è casuale.

La felice crescita di una qualunque varietà di seme è dettata dalla risposta della natura.

Quindi sarà la natura ad indicare quale vegetale è più adatto a crescere al meglio in quel luogo.

Questo metodo di cultura ha avuto applicazione nei luoghi desertificati. Trasformando della terra sterile in coltivabile. Aumentando in quei luoghi la disponibilità di cibo.

Le nendo dango o palle di argilla inventate da Masanobu Fukuoka sono una delle parti fondamentali del suo libro. Intitolato La rivoluzione del filo di paglia.

Sin dal titolo, Masanobu Fukuoka individua nella sola minuscola e leggere pagliuzza di paglia il punto di innesco di una rivoluzione umana. In grado di cambiare la struttura sociale di intere nazioni.

Il volume cattura l’attenzione del mondo.

É tradotto in molte lingue. Dando all’autore una reputazione mondiale. 

Fama che fece confluire presso la sua fattoria numerose persone. Dando vita a una comunità di studenti. Motivati ad apprendere questo innovativo sistema di coltivazione. Molti provenienti da esperienze non agricole. Lì arrivati per staccarsi dalla cultura urbana.

Masanobu Fukuoka visse in autosufficenza nella sua fattoria sino all’età di 95 anni.

Per tutta la sua vita sono rimaste immutate le convinzioni. Per Masanobu Fukuoka la natura prevale sempre e il non fare nulla risulta essere il miglior metodo di coltivazione.

Rifiutando l’applicazione in agricoltura dell’intelligenza umana. Questo perchè gli uomini non producono nulla. È solo la natura a generare. L’uomo non può creare nemmeno un filo d’erba.

Nel 1988 Masanobu Fukuoka ottenne il Magsaysay Award.

 

Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia

La coltivazione del riso ideata da Masanobu Fukuoka

Pubblicato il

La coltivazione del riso ideata da Masanobu Fukuoka

Minenoyuki-sake12_FlavioGallozzi_ Masanobu_Fukuoka_rivoluzione_filo_di_paglia

La coltivazione del riso ideata da Masanobu Fukuoka avviene seguendo un metodo per l’epoca totalmente anticonvenzionale.

Masanobu Fukuoka si limita a seminare direttamente nel terreno i chicchi di riso.

Non fa germogliare le piantine. Non le trapianta nel campo. Non impiega fertilizzanti chimici o pesticidi.

Era solido dire: “Per coltivare il riso non faccio niente, ma cresce e lo raccolgo. Più azioni compiamo, più le cose si allontanano dalla natura e, come conseguenza, diventano difficili da controllare”.

Mentre il riso sta crescendo, semina il grano.

Questo perché nel momento della raccolta del primo, il secondo è cresciuto.

Una tecnica o meglio l’applicazione di una furbizia applicata dalla natura.

Un artificio che riduce lo spazio nel quale altre erbe non volute avrebbero potuto prosperare.

La coltivazione del riso ideata da Masanobu Fukuoka prevede lo spargere sui campi un poco di paglia. Un azione che ferilizza il terreno e riduce la presenza di erba indesiderata.

Un metodo di coltivazione i cui frutti permettono di disporre di un raccolto di quantità uguale o superiore a quello di altri agricoltori che lavorano il suolo con metodi dettati della moderna agricoltura.

Masanobu Fukuoka nella vita ha fatto l’agricoltore ma, è soprattutto un pensatore.

Il messaggio elaborato da Masanobu Fukuoka non accetta i presupposti dell’odierna agricoltura intensiva. Costruita basandosi sulle scelte dettate dall’intelligenza umana.

Nelle epoche più remote, in Giappone, gli esseri umani vivevano come una delle tanti parti in cui la natura era suddisa. Accettare questa loro collocazione si rifletteva nel modo in cui attuavano l’agricoltura.

In quei tempi la coltivazione non era vincolata dalla conoscenza umana, dalla scienza e dalla civiltà.

Si praticava solo e soltanto l’agricoltura naturale.

Il libro di Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia illustra il suo messaggio.

Il volume fu dato alle stampe quando l’autore aveva 62 anni. Nelle pagine narra della sua esperienza nell’ambito dell’agricoltura naturale.

Leggendo il testo si apprende il metodo con cui lui praticava l’attivita agricola.

Un procedimento che è una parte di un suo messaggio molto più ampio.

La pagliuzza è leggera e minuta. Gli uomini non intuiscono il peso e il significato di questa pagliuzza. Quando la gente capirà il vero valore di questa pagliuzza. Inizierà una rivoluzione umana. In grado di cambiare la struttura sociale di intere nazioni.

 

Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia

Le nendo dango o palle di argilla inventate da Masanobu Fukuoka

Pubblicato il

Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia

Masanobu_Fukuoka_rivoluzione_filo_di_paglia

Sfogliando le pagine del libro di Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia fra le righe ci si imbatte in una frase innovatrice, dal sapore provocatorio.

L’autore afferma che il “Non fare assolutamente nulla è la massima forma di agricoltura”. Una vera rivelazione per chiunque abbia, per piacere o per lavoro, intrappreso dei lavori in un orto. Una occupazione tanto faticosa quanto appagante.

Questa sua frase è il compendio del metodo di coltivazione naturale da lui ideato. Dove il lavoro da compiere in un appezzamento coltivato è ridotto al minimo.

Il terreno non richiede nessuna preparazione. Nessun diserbo. Nessun utilizzo di fertilizzanti chimici o pesticidi. Tanto da far affermare a Masanobu Fukuoka che l’attività agricola è il metodo per disporre di molto tempo libero.

Momenti che l’autore afferma di occupare con innumerevoli e piacevoli pisolini.

Il coltivare è un impegno dove è importante il non fare niente o, più realmente, agire il meno possibile, tralasciando la necessità del fare questo o quello all’interno del campo.

Masanobu Fukuoka è giapponese. Nasce nel 1912. A Iyo, una città nella prefettura di Ehine.

Compie studi universitari di patologia botanica. Dopo la laurea lavora come ufficiale di quarantena per le piante nel porto di Yokohama.

A venticinque anni è gravemente sofferente di polmonite.

Malattia che lo fa rimanere per lungo tempo in bilico fra la vita e la morte. Questa dura esperienza gli cambiò, per sempre, l’esistenza. Facendogli elaborare una nuova visione del mondo. In netta contrapposizione con quella prevalente.

Un nuovo approccio nel quale afferma che l’uso dell’intelligenza propria degli esseri umani è inutile. Comprende che lo scopo della sua vita era essere un agricoltore. Il teorizzare e il praticare l’agricultura naturale. Limitando le sue attività al mangiare e al dormire.

La conseguenza diretta è l’abbandono della carriera intrappresa alla dogana di Yokohama e il ritorno nella sua città natale. In questo luogo, per circa cinquanta’anni, sperimenterà ed affinerà le tecniche dell’agricoltura naturale.

Inizia per lui un percorso nel quale il fine ultimo è il dimostrare che tutta la conoscenza scientifica è inutile agli umani.

Nel libro di Masanobu Fukuoka La rivoluzione del filo di paglia espone la tecnica da lui ideata dell’agricoltura naturale. Un metodo di coltivazione del terreno e molto di più.

 

La coltivazione del riso ideata da Masanobu Fukuoka

Le nendo dango o palle di argilla inventate da Masanobu Fukuoka

Pubblicato il

Suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia

suminagashi_kottoya_antiquariatogiapponese_arte_giappone

Il suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia.

Il Suminagashi è una raffinata tecnica artistica governata da uno stretto legame con la magia.

È l’arte dell’inchiostro fluttuante. Frutto di semplici gesti e della concentrazione dell’esecutore.

Un metodo nato in Giappone e rappresentativo degli usi di quel luogo.

Come spesso avviene in questa Nazione una leggenda e il divino preannunciano l’apparire di un qualcosa di nuovo. Il Suminagashi non sfugge a questa regola. Si manifesta come un dono fatto dagli Dei agli uomini.

La prima comparsa di questa realizzazione artistica avviene presso la corte imperiale. Ci troviamo dopo XI secolo.

Allora come ora l’inchiostro e l’acqua disegnano delle forme imprevedibili. Tutte sempre divese.

Destinate per gioco a ricordare gli elementi della natura.

Da questo procedimento appariranno: fiori, rocce, nuvole, paesaggi e tutto quello che la nostra immaginazione vorrà vedere.

È un metodo di valore usato per decorare la carta usufruendo l’inchiostro. Disegnando sull’acqua contenuta in una bassa e ampia bacilella.

È di semplice realizzazione. Per l’esecuzione non necessita di nessuna predisposione o conoscenza delle tecniche del disegno. È realizzato con strumenti altrettanto elementari: il pennello. l’inchiostro e l’acqua.

L’inchiostro si presenta in una stecca solida. È reso liquido dallo strofinio in presenza dell’acqua contenuta nella suzuri, la pietra da calligrafia.

Con il pennello si raccoglie una minima quantità d’inchiostro. Quanto serve a formare una goccia. Destinata ad essere posata su una superficie d’acqua. Qui si dilaterà. Accrescimento dovuto al contatto con una sostanza oleosa. Apposta con un secondo pennello.

Questo processo genererà un’immagine composta da forme delimitate da morbide linee.

Il disegno è fissato su un foglio di carta. Il trasferimento dell’immagine dalla superfice liquida avverrà per assorbimento dell’inchiostro.

Tradizionalmente l’inchiostro usato è solo di color nero. Ai giorni nostri a questa tonalità ne sono aggiunte altre. Quindi la tecnica è rimasta fedele al metodo originale. Innovandosi con il solo aumento dei colori impiegati.

Suminagashi si scrive in lingua giappponese 墨流し. Il primo kanji 墨 si legge sumi. In italiano inchiostro. Nagashi 流し è l’atto di galleggiare. Quindi la traduzione del termine suminagashi è inchiostro fluttuante. La spiegazione del temine ben esemplifica il metodo.

Nasce astratto. In seno a una civiltà, quella giapponese, che per lungo tempo ha concepito l’arte come figurativa.

Il Suminagashi è essenziale. Prende forma con l’acqua. Si materializza sulle fibre costituenti il foglio di carta.

È disciplinato da minime regole e realizzato usufruendo di materiali familiari.

Praticato nel silenzio. Dipende dalla concentrazione dell’operatore. Diviene la rappresentazione del momento in cui è realizzato.

 

Il Giappone dei Kami di Inari delle spade giapponesi

Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Pubblicato il

Giappone Inari il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

Inari_Sadanobu_Hasegawa_Kyoto_Fushimi_Inari_kottoya_antiquariatogiapponese_artegiapponese

Giappone Inari il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

Giappone Inari Il Kami del riso del fuoco e dell’acqua Inari è un Kami che sovraintende a molti aspetti della vita dei popolo del Giappone

Inari è una divinità giapponese. La tradizione assegna a questa sacra creatura il compito di sovraintende a molti aspetti della vita dei popolo del Giappone. È il Kami dei campi di riso, del fuoco, dell’acqua, del mare, della campagna, della montagna.

Solo per elencare le principali occupazioni della sovrannaturale entità.

La natura dei Kami permette loro la completa libertà di movimento. Questo è valido anche per Inari. Tuttavia i suoi movimenti sono scanditi dal susseguirsi delle stagioni. Questi in vece della sua natura di spirito della montagna e dei campi coltivati.

In primavera si vuole che Inari scenda dalla montagna e si diraga a valle. In questo luogo sovraintenede alla crescita della piantina del riso. Eliminando i rischi conseguenti alla crescita.

A raccolto avvenuto Inari lascia la pianura in favore della montagna. Luogo nel quale si riposerà per tutto l’inverno.

Il calendario dei riti shintoisti fissa delle date precise per gli spostamneti della divinità. La discesa verso la valle avviene nel primo giorno del secondo mese lunare. La partenza avviene nell’ottavo guorno dell’undicesimo mese.

Per celebrare entrambi gli eventi si organizzano due diverse cerimonie.

All’arrivo del Kami si predispone il trattamento destinato a un ospite di gran riguardo.

Questo momento è festeggiato con l’offerta dei cibi migliori.

Gli ortaggi, l’orata, le uova e la frutta sono elegantemente disposti sull’altare .

Alla partenza sono bruciati dei fasci di paglia di riso provenienti dall’ultimo raccolto. La luce sprigionata dal fuoco unita alla musica della festa accompagnano gradevolmente l’allontanarsi di Inari.

L’inizio dell’estate è l’epoca del trapianto delle piantine di riso nei campi. È questo il momento in cui avviene una terza cerimonia. Questa di svolge entro i campi consacrati ad Inari. Consiste nel riprodurre ritualmente i gesti compiuti dai coltivatori durante il momento di trasferiento della pianta di riso.

Questa è una richiesta di attenzione rivolta allo spirito. Levata in un momento cruciale per il buon risultato del raccolto.

Inari sovraintende ai luoghi e agli elementi naturali che sono sede dell’uomo e della natura da lui utilizzata. Qui è in veste di Kami della pianura e dell’acqua. Si occupa della piantina di riso. dei cereali. dei campi coltivati e delle attività agricole.

Come Kami della montagna e del fuoco. Presiede alla dimora degli spiriti e delle forze incontrollate della natura. Dedicandosi agli alberi. agli antenati. al metallo e alla caccia.

I due ambiti sono fra loro collegati. Il fuoco e il metallo sono utlizzati dall’uomo. L’acqua che proviene dai monti irriga la campagna. Gli uomini salgoni sui monti a visitare gli antenati.

Inari regolarmente scende al piano e risale al monte. Mettendo i due mondi in contatto.

 

Il Giappone dei Kami di Inari delle spade giapponesi

Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Nell’immagine. Il Santuario Fushimi Inari. Xilografia a colori. Opera di Sadanobu Hasegawa I. Appartiene alla serie dei Luoghi famosi a Kyoto.