Pubblicato il

Benandanti Malandanti folclore friulano

Benandanti Malandanti folclore friulano

Benandanti Malandanti folclore friulano.

 

Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

Il loro ruolo all’interno della società contadina friulana e le accuse di stregoneria da parte della Santa Inquisizione.

 

I Benandanti e i Malandanti sono delle figure contrapposte che richiamano fortemente alle tradizioni popolari del loro territorio. Dei personaggi che ci trasportano nell’Italia nord orientale, nella regione storico geografica del Friuli.

Delle figure che rievocano il lavoro dello storico Carlo Ginzburg. Promotore di una attività basata sulla consultazione e sullo studio dell’amplia documentazione sull’argomento. Tutti dei documenti conservati nell’archivio della Curia Arcivescovile della città di Udine.

Prima del lavoro di Ginzburg sul tema mancavano studi di qualunque specie. A lui, storico della stregoneria, spetta il merito di aver distinto la figura del Benandante da quella dello stregone. E di averla ravvicinata a quella dello sciamano.

Coloro che prima di lui si erano occupati del tema, avevano identificato il termine Benandante come uno sinonimo del vocabolo stregone. Questa assimilazione è il frutto di ben precise interferenze volute dalla Santa Inquisizione e dal Sant’Uffizio. Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

 

Questi due poteri, non paghi della sola identificazione della figura dello stregone, affiancano a questa presenza quella del  diavolo e il sabba. Questo al fine di meglio perseguire i loro fini. 

Questo ingresso avviene con l’ammaestramento delle confessioni rilasciate dagli imputati di stregoneria. 

Gli incriminati sono posti sotto tortura e suggestionati dalle parole pronunciate degli inquisitori. Sono incalzati nelle loro risposte a sovrapporre e identificare la stregoneria diabolica con le superstizioni e gli antichi culti esistenti, in precedenza, in quella regione.

 

Benandanti Malandanti folclore friulano
Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano, il loro ruolo all’interno della società contadina friulana. Le accuse di stregoneria dalla Santa Inquisizione.

Ginzburg studia gli atteggiamenti religiosi della società contadina friulana fra la fine del XVI e la metà del XVII secolo. Individua la discrepanza ben presente tra il giudizio colto dei giudici inquisitori e quello popolare, proprio degli accusati, i Benandanti. Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

 

Questi ultimi sono i testimoni e i fautori di una stregoneria popolare. Questa trova la sua nascita e la sua giustificazione nell’esistenza in quella regione di un antico culto di fertilità. Una pratica incarnata dai Benandanti, difensori dei raccolti, della fertilità dei campi e della prosperità della collettività.

I Benandanti potevano essere sia uomini sia donne, erano possessori di capacità magiche innate. Tutti erano accomunati dall’essere nati con la camicia, ovvero con il sacco amniotico integro, Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

 

Quest’ultimo era poi in parte conservato e tenuto appeso al collo. Garantendo, con la sua presenza, la continuità dei poteri del Benandante. Infatti la sua perdita coincideva con la scomparsa anche dei poteri magici.

Quattro volte l’anno, una volta per ogni stagione, nel periodo delle quattro tempora, i Benandanti erano chiamati al loro compito. Lasciavano i loro corpi fisici e intraprendevano, durante il sonno, un viaggio extra corporeo. Questa era un’esperienza onirica, percepita dai Benandanti come reale.

 

In quei viaggi, gli uomini, sotto forma di piccoli animali, volando fra le nuvole. In luoghi predefiniti. Lì combattevano contro i Malandanti, ovvero le streghe e gli stregoni. Nello scontro, i Benandanti erano equipaggiati con steli di finocchio, i Malandanti erano muniti con canne di sorgo. La vittoria dei Benandanti garantiva la prosperità della collettività, mentre la loro sconfitta portava carestia e malattia.

Le donne erano anch’esse impegnate a far prevalere il bene sul male. Questo avveniva con la partecipazione a grandi feste. Presiedute da una donna, la Badessa e, con la partecipazione di un folto gruppo di ospiti composto da: spiriti, fate e altre creature sovraumane.

Benandanti Malandanti folclore friulano
Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano, il loro ruolo all’interno della società contadina friulana. Le accuse di stregoneria dalla Santa Inquisizione.

I Benandanti sono delle figure che ci trasportano in un mondo fatto di magia e mistero. 

I documenti sulle loro vicende risalgono alla fine del Cinquecento e a parte del Seicento.

Dalla lettura di questi testi si ha una visione delle loro credenze e del loro operato. Entrambi incentrati sui viaggi notturni compiuti al di fuori del corpo fisico.

Come si diventava un Benandante?

Fanno parte di questa compagnia tutti quelli che sonno nati vestiti. Et quando vengono alli venti anni, chiamati a guisa del tamburo che chiama li soldati, et a noi bisogna andare.

L’essere nati vestiti significava l’essere avvolti, al momento della nascita, dalla membrana amniotica. Del tessuto placentale è conservato, benedetto e sempre portato al collo del Benandante.

In quale forma i Benandanti si recavano a questi incontri notturni ?, Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

Durante il sonno, lo spirito del Benandante risponde alla richiesta di chiamata. È lo spirito mio che va fuori. Et se per caso, mentre noi siamo fuora, uno andasse con il lume, et reguardasse il corpo sempre. Lo spirito non ritornerebbe mai dentro fino a che non finissimo di guardare per quella notte. Et se quel corpo, apparendo come morto, fosse posto sotto terra. Il spirito andrebbe vagando per il mondo fino a quel ora che quel corpo doveva morire.

Un ben andante parla dei suoi viaggi notturni.

Dal dialogo fra un uomo istruito e un Benandante. Il primo, con atteggiamento di burbanzosa superiorità verso le superstizioni del popolo, chiede: Ė egli vero, valent’uomo che tu sia un Benandante?. Il secondo annuisce. L’altro s’informa subito su ciò che più gli interessa: Se egli aveva cognizione de le streghe et de loro malie et fattucchierie. Tutte delle conoscenze che tendono a riassumere il potere dei Benandanti. Il secondo annuisce. Allora l’uomo istruito domanda suo convegni notturni: dove vanno, quanti sono, cosa fanno e così via. Il Benandante risponde che Egli va la notte in spirito sul prato della chiesa di San Canziano [d’Isonzo], in compagnia di altri Benandanti.

Tra i quali un vecchio che aveva cognizione di morti. Cioè che li vedeva ne le pene ne le quali erano, Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

A questi convegni: Alcuno andava sopra lievori, altri sovra cani, altri sovra porcelle. Et altri sovra porci di quelli de li peli longhi et che li stanno ribuffati in su, et chi sopra altri animali. Giunti sul prato, Così gl’uomini come le donne saltano, et alle volte mangiano, et a quella giesiola vanno con caldelette accese .

Quando avvenivano questi viaggi notturni.

Il giovedì de tutte le quattro tempora de l’anno erano destinati a andare insieme con questi stregoni in più campagne. Come a Cormos, avanti alla chiesa di Iassico, et insino su la campagna di Verona. Nel calendario liturgico del rito romano le Quattro Tempora erano quattro distinti periodi dell’anno dedicati alla preghiera e al digiuno. Ogni arco di tempo durata di tre giorni, non consecutivi ma, appartenenti alla stessa settimana

Cosa succedeva durante il viaggio al di fuori del corpo fisico.

I Benandanti Combattevano, giocavano, saltavano, et cavalcavano diversi animali. Et facevano diverse cose fra loro; et le donne battevano con canne di sorgo gli uomini che erano con loro. Et li quali avevano in mano delle mazze di finocchio.

E alla fine dell’incontro scontro, Le figure dei Benandanti e dei Malandanti nell’ambito del folclore friulano.

Quando le streghe, strigoni et vagabondi tornano da questi giochi pieni di caldo e stanchi. Nel passar delle case se trovano acqua chiara et netta nei secchi, la bevono. S’anco non vanno alla cantina et mettono sotto et sopra tutto il vino.

Nelle tradizioni popolari friulane il Benandante come era considerato.

Esistono degli stregoni detti Benandanti, i quali impediscono il male, mentre altri stregoni lo fanno.

Li stregoni et le streghe quando si partono vanno a far del male, et bisogna che siano seguitati, per impedirlo, dai Benandanti.

che sono buoni,

I Benandanti erano anche dei guaritori.

Questo ragazzo, noto come Benandante, aveva dapprima curato con successo un bambino. Dopo averlo disfatto miracolosamente dalle malie. Egli aveva infatti suggerito di porre sotto il cuscino o il capezzale dell’infermo: Aglio et finocchio. Così che per quella notte le streghe non sarebbero andate a molestar quella creatura. Anche qui, il finocchio è usato come un arma contro le streghe. Con questo accorgimento, il bambino aveva passato, dopo molti giorni, una notte tranquilla.

Pubblicato il

Gustavo Adolfo Rol

Gustavo Adolfo Rol

Gustavo Adolfo Rol.

Gustavo Adolfo Rol.

 

 

Sulla vita e sui prodigi materializzati da Gustavo Adolfo Rol penso sia tutto già scritto e probabilmente anche di più. Lui uomo così schivo, animato da uno spirito di vero torinese, vede la sua vita descritta in ogni forma e gettata alla curiosità di chiunque.

In una esposizione che forse nemmeno sulle pagine del suo diario è così documentata e ricca.

Se fosse ancora in vita, chissà cosa penserebbe e mai direbbe.

Un uomo colto ed elegante, un appassionato conoscitore d’antiquariato e antiquario lui stesso.

Un affascinato cultore della figura di Napoleone Bonaparte e un grande collezionista dei suoi cimeli.

Tanti sono gli aneddoti della sua vita, continuamente riportati, descritti e riscritti. Penso sia quasi impossibile trovarne di nuovi. 

Tutti degli episodi accomunati dalla capacità di velare la sua figura di un denso alone di mistero.

Un uomo fuori dal normale, un personaggio misterioso e per questo solo. Tante le sue frequentazioni, anche molto importanti ed altolocate, ma con ben poche riusciva ad aprirsi e comunicare.

Un uomo che con saggezza ha improntato la sua vita di un profondo silenzio. Forse perché consapevole che quello che conosceva non era ancora il tempo per poterlo apertamente comunicare.

Tutti erano delle comparse. Erano per lo più degli spettatori passivi, parte di gioco orchestrato e sempre diretto da Gustavo Adolfo Rol.

Molti a lui devono parecchio, fra questi, alcuni anche la loro vita terrena.

Rol penetrava chiunque. Riusciva a percepire quello che ai più è negato. Queste informazioni le condivideva con il diretto interessato. Quest’ultimo era il più delle volte colto di sorpresa.

La notizia ricevuta era per lo più destabilizzante, ma sapendo da chi proveniva era sempre colta con la dovuta considerazione. Dimostrandosi, nell’immediato futuro, risolutiva di una problematica fino ad allora sconosciuta.

Tutti i suoi estimatori e non conoscono dei suoi esperimenti con le carte, della sua penna in bambù e dei quadri che dipingeva e vendeva.

 

In pittura, due sono i soggetti che Gustavo Adolfo Rol ripete con ostinazione. Questi sono i paesaggi e le rose. Le sue opere cambiano nelle dimensioni, ma sono sempre simili nella composizione e nelle tonalità cromatiche. Quest’ultime scaturire dall’impiego di soli tre colori.

Su tutte, sempre costante è il monogramma, apposto a firma del suo operato.

Di questi quadri, nati dai pennelli manovrati da Gustavo Adolfo Rol, se ne conoscono circa un centinaio. 

Sono tutte opere pittoriche singolari. Delle tele dove sempre si ritrova un colloquio fra due elementi fra loro discordanti, ma ben amalgamati. Dei soggetti costruiti da un dialogo ideato da un assieme di accurati particolari, affiancati ad altre parti completamente informi.

I dipinti di Rol sono tutte delle opere sempre composte dalla fusione di due diversi e contrastanti tipi di elemento. Senza eccezione basate sul confronto e sul mutuo rapporto di due forme fra loro in notevole e voluta opposizione. 

I quadri realizzati da Gustavo Adolfo Rol vivono di questa dualità.

 

Da questa scaturisce un immagine che comunica solo a chi la vede veramente e soprattutto la supera.

Dipinti costituiti di elementi onnipresenti e, alcune volte, auto mutanti.

Dipinti dove le pennellate che compongono l’immagine corrispondono e sono le sue parole mai scritte.

Forse proprio in queste opere pittoriche è l’eredita che Gustavo Adolfo Rol ci ha lasciato. A colmare il vuoto dei suoi testi, più volte richiesti e da lui mai scritti.

 

 

 

 

Hai in collezione dei quadri di Rol ? Vuoi pubblicarli qui ? Contattami.

 

 

 

 

LUGLI Remo MISTRANGELO Angelo – Gustavo Adolfo Rol dipinti.

 

 

 

Gustavo Adolfo Rol

 

 

 

LUGLI Remo RUSSO Laura – Lo spirito delle rose di Gustavo Adolfo Rol.

 

 

 

 

 

PITIGRILLI SEGRE – Gusto per il mistero.

Pubblicato il

Quadrato del Sator

Quadrato_del_Sator_rarieantichi_lucapiatti (Copia)

Il Quadrato del Sator è un affascinante mistero e un vero rompicapo!

Un arcano che ha fatto versare fiumi d’inchiostro. Causando notti insonni a molti ermeneuti di ogni tempo.

Il Quadrato del Sator è composto da cinque termini appartenti alla lingua latina. Le enigmatiche parole sono: Sator. Arepo. Tenet. Opera. Rotas.

La loro traduzione, ai fini della comprensione, del segreto racchiuso nel Quadrato di Sator non aiuta di molto.

Sator ha il significato di seminatore o coltivatore.

Arepo è parola enigmatica. Non si incontra in nessun testo appartenente alla lingua latina. Di certo è l’espressione di maggiore complessità di interpretazione.

Tenet è da intendersi come reggere o guidare.

Opera racchiude l’idea di un qualcosa da compiere con cura.

Rotas indica le ruote.

Cinque vocaboli costituiti da 5 lettere cadauno. Composti entro la figura geometrica del  quadrato. Una forma destinata a racchiudere e delimitare. Un suggerimento d’identificazione con il recinto sacro.

Al numero 5 si affianca il 25 e si conclude con il 4.

Il testo è una composizione di cinque parole. Fra loro prive di un rapporto di subordinazione se non quello della successione. Dove la loro lettura è invariata da qualunque punto inizi la lettura.

Questa caratteristica è propria del palindromo. Una parola che può essere intesa in entrambi i sensi. Rimanendo identica quando pronunciata da sinistra verso destra e alla rovescia.

Nel Quadrato del Sator questa caratteristica vale anche per la lettura dall’alto al basso e vicersa.

Una identificazione fra ciò che è posto in alto e ciò che si trova in basso. Una diversa raffigurazione del Sigillo di Salomone. Costituito dall’intreccio di due triangoli equilateri. Uno composto di fuoco e l’altro d’acqua.

 

Il Quadrato del Sator è visibile in molte località italiane. La figura è nota anche in qualche edificio europeo.

Le raffigurazioni risalgono alle epoche più disparate.

In Italia la più antica identificazione è in un graffito tracciato nell’antica città romana di Pompei. Località sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. A questa scoperta precede il ritrovamento del Quadrato del Sator in Siria. Rinvenimento datato al 260 a.C.

Oltre alla forma quadrata questa iscrizione è conosciuta con aspetto circolare e più raramente in forma pentalfa.

 

 

Angelo Brofferio PER LO SPIRITISMO

Domenico di Bolmar LO SPIRITISMO Storia Fede ed Esperimenti

Giovanni Fossa LA CHIAVE DELLO SPIRITISMO

Giuliano Kremmerz I DIALOGHI SULL’ERMETISMO

Giuliano Kremmerz AVVIAMENTO ALLA SCIENZA DEI MAGI

 

Nell’immagine. Un pentacolo con al centro il Quadrato del Sator. Inscritto fra due triangoli equilateri. Formanti il Sigillo di Salomone. Una forma geometrica contiene il busto di un uomo. L’altra un capro. Tutto è inscritto nel cerchio solare. Mosso da un leone, un’aquila, un angelo e un toro.

Pubblicato il

Suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia

suminagashi_kottoya_antiquariatogiapponese_arte_giappone

Il suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia.

Il Suminagashi è una raffinata tecnica artistica governata da uno stretto legame con la magia.

È l’arte dell’inchiostro fluttuante. Frutto di semplici gesti e della concentrazione dell’esecutore.

Un metodo nato in Giappone e rappresentativo degli usi di quel luogo.

Come spesso avviene in questa Nazione una leggenda e il divino preannunciano l’apparire di un qualcosa di nuovo. Il Suminagashi non sfugge a questa regola. Si manifesta come un dono fatto dagli Dei agli uomini.

La prima comparsa di questa realizzazione artistica avviene presso la corte imperiale. Ci troviamo dopo XI secolo.

Allora come ora l’inchiostro e l’acqua disegnano delle forme imprevedibili. Tutte sempre divese.

Destinate per gioco a ricordare gli elementi della natura.

Da questo procedimento appariranno: fiori, rocce, nuvole, paesaggi e tutto quello che la nostra immaginazione vorrà vedere.

È un metodo di valore usato per decorare la carta usufruendo l’inchiostro. Disegnando sull’acqua contenuta in una bassa e ampia bacilella.

È di semplice realizzazione. Per l’esecuzione non necessita di nessuna predisposione o conoscenza delle tecniche del disegno. È realizzato con strumenti altrettanto elementari: il pennello. l’inchiostro e l’acqua.

L’inchiostro si presenta in una stecca solida. È reso liquido dallo strofinio in presenza dell’acqua contenuta nella suzuri, la pietra da calligrafia.

Con il pennello si raccoglie una minima quantità d’inchiostro. Quanto serve a formare una goccia. Destinata ad essere posata su una superficie d’acqua. Qui si dilaterà. Accrescimento dovuto al contatto con una sostanza oleosa. Apposta con un secondo pennello.

Questo processo genererà un’immagine composta da forme delimitate da morbide linee.

Il disegno è fissato su un foglio di carta. Il trasferimento dell’immagine dalla superfice liquida avverrà per assorbimento dell’inchiostro.

Tradizionalmente l’inchiostro usato è solo di color nero. Ai giorni nostri a questa tonalità ne sono aggiunte altre. Quindi la tecnica è rimasta fedele al metodo originale. Innovandosi con il solo aumento dei colori impiegati.

Suminagashi si scrive in lingua giappponese 墨流し. Il primo kanji 墨 si legge sumi. In italiano inchiostro. Nagashi 流し è l’atto di galleggiare. Quindi la traduzione del termine suminagashi è inchiostro fluttuante. La spiegazione del temine ben esemplifica il metodo.

Nasce astratto. In seno a una civiltà, quella giapponese, che per lungo tempo ha concepito l’arte come figurativa.

Il Suminagashi è essenziale. Prende forma con l’acqua. Si materializza sulle fibre costituenti il foglio di carta.

È disciplinato da minime regole e realizzato usufruendo di materiali familiari.

Praticato nel silenzio. Dipende dalla concentrazione dell’operatore. Diviene la rappresentazione del momento in cui è realizzato.

 

Il Giappone dei Kami di Inari delle spade giapponesi

Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Pubblicato il

Burattini magici e marionette stregate

Burattini_magici e_marionette_stregate_magia_esoterismo_stregoneria

Burattini magici e marionette stregate.

 

I burattini magici e le marionette stregate nessuno vorrebbe mai incontrarli sulla propria strada!

Quando non si presentano in questa veste i burattini e le marionette portano alla mente i momenti di spensieratezza.

Ci riportano bambini seduti davanti al teatrino. Affascinati dallo spettacolo. In attesa che la rappresentazione entri nel vivo.

Burattini e marionette testimoniano degli attimi magici vissuti nei primi anni di vita.

Ravvivano il ricordo di un divertimento incontenibile.

Questo ancor di più se i burattini non sono magici e le marionette non sono stregate.

 

Pierre Datelin detto Jean Brioché era un famoso burattinaio.

Un artista da strada che dava vita alle marionette e, sempre per la via, non disdegnava di cavare denti.

Due attività che svolgeva nella città di Parigi.

Il suo vero nome era Giovanni Briocci. Bolognese d’origine. Nasce nel 1576 e decede a Parigi, il 25 settembre 1671.

La fantasia e il carattere allegro lo contraddistinguevano. Queste sue caratteristiche fuoriuscivano dai suoi spettacoli. Contribuendo a consolidare la sua grande notorietà.

Ai nostri giorni è ricordato per una strana storia. Infarcita di magia e stregoneria. Partita dall’acquisto a rate di una nuova serie di marionette.

Queste erano più efficienti e più belle di quelle che stava usando. A dire del venditore adatte a rappresentare i “misteri”.

La trattativa sul prezzo si conclude. Brioché compra le marionette e assume l’impegno di pagare a rate, tutto l’acquistato, entro un anno. 

Se non rispettava il contratto, ad anno scaduto, i burattini sarebbero tornati di proprietà del loro creatore.

Le marionette erano molte belle. Di grande facilità d’uso.

Brioché ben presto rimase piacevolmente sorpreso. Appagato dei suo acquisto,

Cosapevole che quei burattini sono realizzazione di un vero mago.

Gli arti dei pupazzi erano mossi da fili disposti alla perfezione. Questo permetteva alla marionette di compiere dei movimenti estremamente fluidi. 

Durante gli spettacoli le marionette si animavano o almeno creavano quell’illusione. Questo avveniva perchè tutte le estremità compivano degli spostamenti simili a quelli degli uomini.

Il successo per il burattinaio dentista fu sempre maggiore. Tanto che dimenticò pinze e denti per dedicarsi solo agli spettacoli con i burattini.

Il successo dell’artista che manovra i burattini divenne clamoroso.

Arriva il momento di onorare gli impegni. Brioché era uomo avaro. A malavoglia pagò la prima rata.

Il mago costruttore vedendo la ritrosia di Brioché volle metterlo in guardia. Lo informò che aveva chiesto alle sue marionette di vigilare. Avevano il compito di non permettere al burattinaio di non pagare il debito.

Briochè non diede peso a quelle parole.

Riprese le rappresentazioni e portò lo spettacolo delle marionette in molti paesi. I successi e gli incassi aumentavano.

Mise in scena le sue rappresentazioni in località sempre più lontane. In luoghi ove il pubblico mai aveva visto tali spettacoli.

Tra gli spettatori cominciarono a girare voci incontrollabili. Un susseguirsi di ipotesi su quelle figure piccine.

Le chiacchere aumentavano. Si affermava che non erano burattini ma piccoli uomini. Poi gli omini divennero degli gnomi. In fine dei folletti messi agli ordini di Brioché da un incantesimo.

A questo punto succede un fatto inaspettato.

Durante una rappresentazione tutti i burattini prendono vita. Iniziano a muoversi autonomamente. Ignorando i comandi del burattinaio. Giravano liberi. Saltellavano. Litigavano. Nessuno riusciva a fermarli. Una sarabanda infernale!

Era indubbio che i burattini erano creature magiche.

Da questo a giungere all’arresto di Brioché fu un attimo. L’accusa era di esercitare la stregoneria.

Per tutti le marionette ora erano dei piccoli diavoli. Agli ordini di un demone. Venuto a patti con il burattinaio.

La sentenza è proclamata con rapidità. Burattini e burattinaio al rogo. Per Brioché sembrava arrivata la sua fine.

La fortuna volle che in quel paesino giungesse un divertito spettatore. Facente parte del pubblico di una rappresentazione tenuta da Brioché tempo prima a Parigi. L’uomo svelò il mistero dei fili. Quel meccanismo alla base dei movimenti di ogni burattino.

Brioché è liberato. Il burattinaio in fretta e furia raccolse i suoi averi e partì.

Questa volta non per un’altra rappresentazione ma per saldare il debito con il costruttore delle marionette.

Brioché continuò a girare. Portando in giro il suo spettacolo. Evitando di contrarre debiti.

 

I burattini sono ereditati dal figlio François Datelin. Chiamato Fanchon Brioché.

Le sue rappresentazioni ottennero ancora più successo di quelle di suo padre.

I burattini di eredità in eredità arrivarono agli inizi del XX secolo. Quando entrarono in commercio.

Le marionette sono acquistate e suddivise fra due uomini di lettere: Gabriele d’Annunzio e Guillot de Saix.

 

RACCA PAOLO ( AKKAR ) – Burattini e marionette

 

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO

Pier Luigi Ighina LA SCOPERTA DELL’ATOMO MAGNETICO Seconda edizione ampliata e corretta

Ufologia Bibliografia dei libri sugli Ufo le edizioni italiane sugli Oggetti volanti non identificati e note sugli ufologi

Criptozoologia in Piemonte L’Abbazia di Staffarda e il Lago d’Orta

Uno strano serpente si trova in Val Vigezzo

Il frutto della pesca, simbolo e leggenda

La montagna e il dio Penn

El Tredesin de Marz

I Sacri Monti luoghi di storia arte e religione

Il Sacro Monte sopra Varese

Ferrovia dell’alta Italia Navigazione a vapore sul Lago Maggiore

Nell’immagine. Il casotto dei burattini in Roma. Incisione originale. Incisa e pubblicata da Bartolomeo Pinelli. Datata in lastra 1809. Acquaforte.