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The Art of the antique Etching Print: History and Technique

Original antique etching print detail Stefano della Bella

The Art of the Antique Etching Print: History and Technique

The Art of the Antique Etching Print: History and Technique

 

 

One of the most prestigious techniques in the world of fine art is the antique etching print. For centuries, artists have used this method to create works with incredible detail and emotional depth. In this article, we will explore why this technique, known as acquaforte, remains a cornerstone for art collectors and history enthusiasts.

Original antique etching print detail Stefano della Bella
The Art of the Antique Etching Print: History and Technique

 

 

What is an Etching? etching art print technique

 

An etching is an indirect intaglio printing process. Unlike traditional engraving, the artist does not cut the plate by hand. Instead, they use acid to create the image.

The term “acquaforte” comes from the Latin aqua fortis, which means “strong water.” This refers to the nitric acid that “bites” the metal plate. Because the artist draws with a needle through a soft wax ground. The lines in an antique etching print appear fluid and natural, much like a freehand drawing.

 

 

The Creation Process: How Artists Craft an Antique Etching Print

 

To create a high-quality print, the artist follows a precise and chemical process. First, they cover a metal plate with acid-resistant wax. Then, they scratch the design into the wax, exposing the metal underneath.

When the artist places the plate in an acid bath, the chemical eats into the exposed lines. Afterward, they remove the wax and apply ink to the plate. Finally, a high-pressure printing press transfers the ink from the grooves onto paper. Consequently, each antique etching print possesses a unique texture and depth that digital copies cannot replicate.

Original antique etching print detail Stefano della Bella
The Art of the Antique Etching Print: History and Technique

 

A Brief History: From the Renaissance to Rembrandt etching art print technique

 

The etching technique flourished during the 16th century. Master artists quickly realized its potential for mass-producing complex images. For instance, Rembrandt van Rijn revolutionized the medium. He used multiple “states” or stages of etching to play with light and shadow.

Later, artists like Francisco Goya and Giovanni Battista Piranesi used the antique etching print to document history and architecture. Today, these works are not just decorations; they are historical artifacts. They offer us a window into the artistic soul of past centuries.

 

 

Why Collectors Value Antique Etchings

 

Why should you consider adding an antique etching print to your collection? There are three main reasons:

  1. Originality: Even within a series, each print has subtle variations due to the inking process.
  2. Investment: Rare prints by famous masters often increase in value over time.
  3. Aesthetic Depth: The “burr” and the richness of the ink create a tactile quality that defines fine art.

If you are looking for rare and authentic pieces, we invite you to explore our curated selection of prints. We specialize in preserving the beauty of the past for modern collectors.

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L’acquaforte: l’incisione indiretta e la storia della stampa artistica

acquaforte incisione stampa artistica

L’acquaforte: l’incisione indiretta e la storia della stampa artistica

L’acquaforte: l’incisione indiretta e la storia della stampa artistica

 

A cura di Luca Piatti

Nel mondo affascinante dell’arte incisoria, poche tecniche hanno lasciato un’impronta tanto duratura quanto l’acquaforte. Metodo utilizzato da secoli da maestri incisori e artisti, questa tecnica calcografica indiretta consente di creare stampe di rara bellezza e finezza. Dei fogli capaci di esprimere una ricchezza grafica e una profondità visiva uniche nel panorama dell’antiquariato.

Cos’è l’acquaforte e perché è così interessante?

L’acquaforte è una tecnica di incisione su lastra metallica, di solito in rame o zinco. A differenza delle tecniche dirette, il segno grafico non è ottenuto scavando il metallo con strumenti da taglio, ma attraverso l’azione corrosiva di un acido.

Questo processo “indiretto” garantisce all’artista una libertà espressiva straordinaria, simile alla fluidità del disegno su carta. Permettendo di ottenere risultati ricchi di sfumature, chiaroscuri e una profondità difficilmente raggiungibile con altri mezzi.

Il procedimento: tra alchimia e precisione, acquaforte incisione stampa artistica

La creazione di una stampa artistica ad acquaforte segue fasi rigorose che uniscono sapienza artigianale e reazioni chimiche controllate:

  • Preparazione della matrice: Si parte da una lastra di metallo, riscaldata e ricoperta da una vernice protettiva a base di resina e cera.
  • Nerofumo e incisione: La superficie è annerita con nerofumo per rendere più visibile il tratto. L’artista incide il disegno con una punta d’acciaio, rimuovendo la vernice e scoprendo il metallo solo dove desiderato.
  • Corrosione (Morsura): La lastra è immersa in un bagno di acido nitrico diluito. L’acido “morde” il metallo scoperto, creando solchi la cui profondità dipende dal tempo di immersione.
  • Stampa finale: Una volta pulita, la lastra è inchiostrata e pressata su carta tramite un torchio calcografico, trasferendo l’immagine con estrema precisione.
acquaforte incisione stampa artistica
Incisione all’acquaforte realizzata da Jacques Callot appartenente alla serie Les Gueux, in lingua italiana I mendicanti

 

Il valore dell’acquaforte nel collezionismo

Da Rembrandt a Goya, fino ai grandi maestri del Rinascimento come il Parmigianino. I più importanti artisti della storia hanno scelto l’acquaforte per la sua potenza visiva. Oggi, queste opere sono pilastri del mercato dell’antiquariato per tre motivi principali:

  1. Esclusività: Le tirature sono quasi sempre limitate.
  2. Certificazione: Molti dei fogli moderni sono firmati e numerati, garantendo l’acquisto.
  3. Storicità: Il valore artistico e venale dei fogli più importanti tende a consolidarsi e crescere nel tempo.

Focus: Jacques Callot e la serie “Les Gueux”, acquaforte incisione stampa artistica

Un esempio di questa tecnica è la serie Les Gueux (I Mendicanti) dell’incisore francese Jacques Callot (1592-1635).

 

acquaforte incisione stampa artistica
Incisione all’acquaforte realizzata da Jacques Callot appartenente alla serie Les Gueux, in lingua italiana I mendicanti

 

Composta da 25 incisioni, la serie esplora con realismo la miseria della condizione umana del XVII secolo. È interessante notare il forte legame con l’Italia: sebbene le stampe originali sono realizzate a Nancy, i disegni preparatori sono concepiti proprio in territorio italiano. La maestria di Callot fu tale da influenzare profondamente lo stesso Rembrandt, che fu un attento collezionista delle sue grafiche.

Scopri la nostra selezione di grafica antica

L’acquaforte continua a coniugare storia e valore artistico. Se desideri ammirare o acquisire opere originali di maestri come Stefano Della Bella, il Parmigianino o esplorare rari fogli di grafica d’autore. Ti invitiamo a consultare le sezioni dedicate nel nostro catalogo.

Luca Piatti: esperto in Libri rari, Incisioni, Antiquariato a Milano, Varese, Casale Monferrato.

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Le stampe di Stefano Della Bella

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Le stampe di Stefano Della Bella

Stefano Della Bella fu autore di stampe di grandi dimensioni. Alle quali contrappose incisioni della grandezza di un biglietto da visita o di un francobollo.

Durante la sua vita incise più di mille rami. Tutti di sua invenzione.

In queste immagini raccontata il suo mondo. Lasciando libero sfogo alla sua fantasia. Arricchendo l’immagine principale di trabordanti e varie invenzioni decorative. Sulla figura appone capricci e ornati in gran numero.

Questo repertorio di ornamento è dettato dalla immaginazione. Vi appartengono: corna di cervo. ali d’uccelli. foglie. pelli di tigri. code di serpenti. squame di tritoni. teschi e racemi. Tutti fra loro combinati.

Stefano della Bella pubblicò spesso le sue incisioni in serie. Queste erano vendute singolarmente o in assortimento completo.

La formazione di Stefano Della Bella risente dell’arte di Jacques Callot. All’epoca artista di spicco fra gli incisori operanti a Firenze.

Per questa ragione, durante la sua giovinezza Della Bella studia le incisioni realizzate dall’artista francese. Traendone dei disegni. Elaborazioni che resteranno una presenza stilistica in costante in molte opere.

Di Callot conserverà la netta distinzione del soggetto inciso. Diventando un motivo chiaro e distinto, sia dalle altre figure, sia da tutto il mondo circostante.

Ma delle figure tralascia l’aspetto bizzarro e fantastico. Facendo acquisire loro equilibrio e armonia.

Stefano della Bella è autore di paesaggi. Un soggetto verso il quale nutriva un grande interesse.

Sono questi i suoi fogli più originali. Liberi da qualunque influsso. Vivono di una luce chiara e diffusa. Comune a tutti i singoli elementi. Priva di improvvise vibrazioni.

Dei paesaggi nei quali Stefano Della Bella cerca di armonizzare tutta l’incisione in un unico tono chiaro.

Queste sono le sue opere più originali. Dominate una morbida atmosfera. Presente in ogni punto dell’immagine. In questa connotazione le sue opere più riuscite hanno come soggetto le grandi vedute e rovine di Roma e della campagna romana.

A questa serie appartiene il foglio intitolato il Tempio della Concordia. Datato 1656. La figurazione fonde il paesaggio con la descrizione della scena di genere.

La natura, l’uomo e le rovine del Foro si equivalgono. Tutte le parti della composizione ricoprono la stessa importanza.

Questo avviene nell’ultimo periodo della sua attività artistica. Quando si libera sul tratto inciso del vincolo imposto dal segno del bulino. Lasciando spazio alle possibilità intrinseche della tecnica dell’acquaforte e dei suoi innati effetti pittorici.

 

Stefano Della Bella. Mercanti turchi al porto.

Stefano Della Bella incisore

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino

Andrea Mantegna incisore

Nell’immagine. La Perspective du Pont Neuf de Paris. Foglio conosciuto anche come il Ponte nero di Parigi. Incisione su rame. Datata del 1646.

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Stefano Della Bella incisore

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Stefano Della Bella incisore

 

Stefano Della Bella fu incisore e disegnatore. Solo saltuariamente si dedicò alla pittura.

Stefano Della Bella nasce a Firenze. Il 10 maggio 1610.

Il padre di nome Francesco era uno scultore. Faceva parte della bottega del Giambologna. L’atelier da dove uscì la statua del Nettuno e le tre nuove porte fuse in bronzo del Duomo di Pisa.

Per la prematura perdita del padre il giovane Stefano è ben presto costretto a guadagnarsi la vita. Inizia a lavorare a bottega presso orefici e medaglisti. Passando per le botteghe dei pittori Giambattista Vanni e Cesare Dandini.

Tra la fine del 1632 e i primi del 1633 Stefano Della Bella si reca a Roma.

Di questo periodo romano il suo lavoro più importante è un incisione intitolata Entrata in Roma dell’Eccel.mo Ambasciatore di Polonia. Nell’anno 1633.

Una stampa d’invenzione. Databile dopo il 1650 e prima del 1691. Incisa all’acquaforte su una matrice composta da sei lastre in rame. L’immagine ha un’altezza di 157 millimetri e una larghezza di 432.

Le incisioni di Stefano Della Bella raffiguranti feste, cerimonie, cortei o esercitazioni sono fra i suoi soggetti preferiti.

Sono scene abbaglianti. Composte da centinaia di figure. Tutte vestite in modo pomposo e appariscente. Soldati con luccicanti armature. Scene dalla composizione armoniosa. Distribuita per spazi e toni chiaroscurali.

Dopo Roma Stefano Della Bella si trasferisce a Parigi. Lo spostamento avvenne nel 1639.

Qui il cardinale Richelieu gli commissionò due stampe. Per celebrare le sue imprese guerresche. Intitolate l’Assedio della Rochelle e l’Assedio di Arras. Entrambe delle acqueforti. Firmate in lastra. Realizzate nel 1641.

Stefano Della Bella in Francia incise numerosi rami. Qui lavorò moltissimo. Acquistando una solida reputazione.

A questo periodo risale il famoso foglio intitolato La Perspective du Pont Neuf de Paris. Conosciuto anche come il Ponte nero di Parigi.

Un’incisione su rame. Datata del 1646. La parte incisa misura 358 x 682 millimetri. Dedicata a Luigi XIV. È una veduta della città di Parigi. Collocata al centro la statua equestre di Enrico IV. Ricchissima di una ampia varietà di figure poste al fronte e di celebri architetture sullo sfondo.

A queste stampe di grandi dimensioni contrappose incisioni della grandezza di un biglietto da visita o di un francobollo. Dove raccontata il suo mondo. Lasciando libero sfogo alla sua fantasia.

Nel 1650 ritorna in Italia. Si trasferisce a Roma. Dove rimase fino ai primi mesi del 1652, Dopo questa data si stabilì definitivamente a Firenze. Dove morì il 12 luglio 1664.

Nell’immagine. Stefano Della Bella. Mercanti turchi al porto.

 

Le stampe di Stefano Della Bella

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino

Andrea Mantegna incisore

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Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino

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Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino.

Francesco Mazzuola detto il Parmigianino è una figura di rilievo nella storia dell’incisione. Vi è entrato con il merito di aver perfezionato la tecnica artistica dell’acquaforte. Dandole una vera fisionomia.

Metodo di cui non fu l’inventore. Anche se tradizionalmente gli è attribuito questo merito.

È corretto invece affermare che nella penisola italiana fu il primo artista a fare di questa tecnica un uso artistico.

Il metodo dell’incisione all’acquaforte prevede una partenza cospargendo la lastra metallica da incidere con uno strato di cera o vernice bitumosa. Entrambe sostanze inintaccabili dagli acidi.

Su questo strato si realizza il soggetto che si desidera incidere. Il disegno avviene per mezzo di una punta in acciaio. Il passaggio dell’estremità appuntita rimuove la copertura. Lasciando un solco scoperto. Nel quale il metallo della base rimane a vista.

La lastra disegnata è immersa in un mordente. A questo scopo usualmente è impiegato l’acido nitrico. Elemento chimico anticamente chiamato acquaforte.

L’azione aggressiva di questo liquido consuma il metallo. Non aggredendo le aree coperte dalla vernice.

A corrosione avvenuta. Dopo aver asportato la protezione. Si ottiene la lastra pronta ad essere inchiostrata e stampata.

L’acquaforte si presenta come un procedimento rapido e immediato.

Affermazione che prende corpo dal raffronto con il modo di operare l’incisione con la tecnica del bulino. Nella quale la figura è eseguita con il maneggio di una sottile punta in acciaio fissata su un manico. Uno strumento da adoperare sulla lastra da incidere con lentezza e pazieza. 

Francesco Mazzuola nasce a Parma l’11 gennaio 1503. Muore a Casalmaggiore in provincia di Cremona il 24 agosto 1540. Ebbe una vita breve ed intensa.

A Roma conobbe l’incisore Marcantonio Raimondi. Dal quale con buona probabilità apprese le pratiche dell’incisione e vide l’uso degli acidi.

Al ricorso a queste sostanze e al  perfezionamento della loro tecnica d’uso dedicò tutto il suo tempo. Spinto dal desiderio di poter incidere l’intero disegno con l’ausilio di mezzi chimici.

Allontanandolo dallo studio della pittura a favore dell’alchimia. Spianando a colpi di martello il rame per realizzare le matrici.

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino conosciute presentano tutte una costruzione del soggetto per mezzo di una linea libera.

La punta metallica si muove in maniera disinvolta sulla vernice resistente all’acido che copre la lastra. Con questo gesto realizza un vero e proprio disegno.

Dove i contorni sono realizzati con segni sottili che formano reticoli irregolari e forme aperte.

Concentra la luce sulle zone del soggetto realizzate in bianco. Mettendo il chiarore in contrasto alle zone d’ombra. Contemporaneamente fissando i volumi.

Si presentano con qualche difetto nella morsura.

Il Bartsch cataloga quindici sue stampe. Altri studiosi variano di molto questo numero. Arrivando ai quarantadue fogli selezionati dal Le Blanc. Un aumento dovuto all’inclusione delle incisioni segnate con il monogramma F.P.

 

Le stampe di Stefano Della Bella

Stefano Della Bella incisore

Andrea Mantegna incisore

 

Nell’immagine. Parmigianino. Gli amanti. Acquaforte. Puntasecca. mm 145×102. H. Zerner, The Illustrated Bartsch 32. New York, 1979. p. 20, n. 14 (14).