
incisione e le stampe antiche e moderne.
L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Questo è il terzo articolo dedicato ai Fogli di grafica d’arte.
Nel testo si troveranno delle riflessioni per migliorare la propria conoscenza della stampa originale sia questa antica oppure moderna.
Di seguito si leggerà sulle:.
Tecniche artistiche delle Stampe d’arte.
Il vocabolo grafica è un sostantivo femminile. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
In questo ambito è impiegato per individuare il complesso dei disegni e delle incisioni prodotte da un autore o in un periodo. Quest’ultimo caso avviene quando si parla di: Grafica rinascimentale, della grafica del Seicento e così via.
Grafica indica anche il singolo prodotto elaborato da un autore. Per esempio: una grafica di Pablo Picasso. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
L’aggettivo grafico è inerente a ciò che riguarda la scrittura o che si esprime con un disegno, dunque al rappresentare e comunicare per segni. In questa accezione accomuna tutte le forme d’espressione che si esprimono attraverso il gesto. Fra queste quelle inerenti a questo ambito sono: la stampa, il disegno e l’incisione. La riproduzione dell’immagine è introdotta perché per la sua realizzazione necessita una strutturazione per segni. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Le arti grafiche sono quelle tecniche di stampa che permettono l’impressione di testi o immagini. Ne consegue che l’immagine incisa o disegnata sulla matrice e quindi riprodotta è chiamata stampa.
La stampa originale è l’immagine creata, incisa o disegna dall’artista. Impressa di solito su carta in uno o più esemplari. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Il concetto di originale non è da intendere in senso troppo ristretto.
Consideriamo stampa originale quella eseguita materialmente da terzi e di cui l’artista ha fatto il disegno esclusivo destinato all’incisione.
É originale anche quella in cui l’incisore si è liberamente ispirato ad altre opere, come dipinti o disegni. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
É prassi suddividere le stampe in tre fondamentali categorie: in rilevo, in cavo e in piano. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Sono dette in rilievo le stampe che si ottengono da piastre di legno o di metallo incise in rilievo. Un esempio sono i caratteri da stampa. Su queste l’inchiostro è applicato soltanto sulle parti in rilievo, quelle che rimangono impresse sulla carta.
Sono dette in cavo le stampe che si ottengono da piastre incise in incavo.
Questa tipologia prevede due diversi procedimenti, quello diretto e quello indiretto. Il primo avviene incidendo con il bulino, il secondo con l’impiego della tecnica dell’acquaforte.
La lastra che si vuole stampare presenta il disegno inciso. Questa è inchiostrata nelle parti incavate e accuratamente pulita nelle parti che in stampa devono comparire prive di colore. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
La litografia è una stampa in piano. In questo caso il disegno si trova sulla pietra. Qui non è né intagliato né inciso ma, viene tracciato sulla sua superficie con una specie di matita, detta litografica. Si può usare anche la penna o con il pennello.

Le stampe ricavate da matrici in legno e in rame sono anche chiamate incisioni. Questo perché la matrice è preparata incidendovi l’immagine con strumenti in acciaio oppure con acido. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Le stampe con matrici in legno sono le xilografie o silografie.
Dalle matrici in rame si ricavano: i bulini, le acqueforti, le acquetinte e cosi via. Per incidere questi tipi di stampe si usano: bulini, punte, coltellini, sgorbie, ecc.
Le litografie, ricavate da matrici di pietra, non sono incisioni ma, sono stampe. Questo perché il processo di stampa avviene passando sotto la pressa.
Le incisioni su metallo in cavo sono fatte con due procedimenti, il diretto e l’indiretto. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Il primo eseguito direttamente dall’incisore sulla piastra. Comprende l’incisione a bulino, alla puntasecca, alla maniera nera.
Nel metodo indiretto l‘incisione è ottenuta mediante una sostanza chimica che intacca il metallo. Essa comprende: l’acquaforte, l’acquatinta, la maniera a lapis, il punteggiato.
I due procedimenti hanno in comune la lastra in metallo levigata.
Questa può essere di: zinco, ottone, alluminio, ferro, acciaio ma, più sovente di rame. É quest’ultimo metallo quello da cui si ottengono i migliori risultati.
Caratteristica propria a tutte le stampe tirate da incisioni in metallo in incavo è l’impronta. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Questa si trova sul foglio di stampa e avviene a seguito del passaggio sotto la pressa. É data dall’impressione del margine sfaccettato della piastra sul foglio.
Incisione a bulino.
In questo scasi lo strumento usato per incidere la lastra di rame è in bulino. Una sottile asta quadrangolare di acciaio che termina con una punta tagliente a sezione obliqua.
Il bulino, incidendo il rame, solleva di fronte e ai lati del solco una sottile lamina in metallo, detta barba.
Il bulino traccia un segno nitido, caratteristica di questo sistema di incisione.
Puntasecca. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
E’ una tecnica artistica impiegata, di solito, combinata con l’acquaforte.
L’incisore traccia il disegno sul rame, usando, come una matita, uno strumento d’acciaio molto appuntito.
L’azione genera una barba, questa rimane solo ai lati del solco e non è asportata. L’inchiostro trattenuto dalle sottilissime lamine conferisce alla stampa particolari toni vellutati. Queste modulazione del colore sono la caratteristica e il pregio delle incisioni ottenute con questo procedimento.
Le barbe sono molto delicate e la pressa le schiaccia rapidamente. Sicché, dopo una ventina di impressioni, perdono il loro caratteristico effetto pittorico.
Maniera nera o Mezzo tinto. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
In questa tecnica la superficie del rame è dapprima resa ruvida con una mezzaluna dentata.
I dentini d’acciaio dell’utensile, nell’incidere il metallo, sollevano delle barbe esattamente come nella puntasecca.
Queste, nelle zone dove si vuole un impressione con toni più chiari, si asportano con il raschiatoio.
Mentre con il brunitoio si livella il metallo dove si vuole il bianco assoluto.
La tecnica del mezzo tinto permette di ottenere, attraverso gradazioni di colore, effetti tonali molto efficaci. Al giorno d’oggi quasi abbandonata.

Acquaforte. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Nell’Acquaforte il segno non è inciso, sulla piastra, direttamente dall’artista ma, è incavato dall’acido.
La piastra impiegata di solito è in rame. Questa è coperta da un sottile strato di vernice, applicata a caldo e in modo uniforme su tutta la superficie.
La vernice si compone di un miscuglio di resina e cera. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
La piastra è poi annerita con l’ausilio del nerofumo. Questa è una astuzia che permette alla raffigurazione di risultare in seguito più evidente.
L’incisore con uno strumento d’acciaio a punta sottile traccia il disegno sulla superficie. Scoprendo il rame della piastra nei punti destinati all’incisione.
Poi immerge la piastra in una bacinella che contiene un acido diluito, di solito acido nitrico.
Il mordente penetra nei segni dove la vernice è asportata e corrode il metallo. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Appena l’incisore ritiene la morsura abbastanza profonda, almeno per i segni più leggeri, estrae la piastra dalla bacinella e la lava nell’acqua. Questa operazione serve per liberarla dall’acido.
Segue l’esame della profondità della morsura e l’individuazione delle parti dove il segno non sembra sufficientemente scavato. Queste zone sono nuovamente sottoposte a un nuovo bagno di acido.
Le parti finite sono protette da uno strato di cera. Questa non permette il contatto dell’acido e la conseguente corrosine del rame sottostante.
Ultimata la morsura, l’artista può ritoccare o ultimare la piastra con la tecnica della puntasecca. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Vernice molle.
Questo procedimento è simile a quello dell’acquaforte. Con l’aggiunta, mella vernice, del sego alla resina e alla cera. Questo è un materiale che riesce a mantiene pastosa la vernice che protegge il rame.
Il disegno è eseguito, con una matita, sopra un sottile foglio di carta. Quest’ultimo è posto aderente al fondo della vernice. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Togliendo la carta, la vernice rimane attaccata alle linee tracciate dalla matita e in contemporanea scopre il rame. Permettendone la corrosione, con la successiva immersone in acido.
Nelle impressioni a vernice molle il segno è morbido, simile a quello della matita.
Acquatinta. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
E’ un sistema di incisione all’acquaforte con cui si ottengono effetti tonali simili al mezzo tinto.
Si inizia incidendo leggermente le linee essenziali della composizione. Questo avviene per mezzo del procedimento dell’acquaforte.
La piastra è quindi pulita e ricoperta uniformemente di uno strato di quarzo e asfalto polverizzati. Poi leggermente scaldata, in modo che i granelli di polvere si fissino sul fondo.
Con la cera si proteggono le parti del disegno che non debbono essere incise e si procede a una prima leggera morsura. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
L’acido penetra fra gli interstizi dei granelli e corrode il metallo dandogli una leggera ruvidità.
L’inchiostratura della superficie granulosa darà alla stampa il particolare effetto dell’acquatinta, simile all’acquerello.
Proteggendo con la vernice le parti sufficientemente morse, si può procedere a nuove morsure. Fino ad ottenere le graduazioni di chiari e scuri che si desiderano.
Il Punteggiato e la Maniera a lapis. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Partendo da un fondo all’acquaforte queste due tecniche artistiche mirano ad ottenere effetti particolari.
Questo avviene con l’utilizzo di strumenti per l’incisione come rotelle dentate, punzoni e bulini.
Si copre la superficie della piastra con la vernice a cera. Poi si disegna la composizione con uno strumento a una o più punte d’acciaio o con la rotella. Infine si procede alla morsura.
L’acido penetra nelle parti scoperte e incide delle linee formate da molti piccoli punti ravvicinati. Questi nella stampa danno l’impressione di segni fatti con la matita. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Ripulita la piastra, la composizione può essere completata con vari strumenti a punte diverse o rotelle. Sono questi degli utensili che lavorano direttamente sul rame. Incido segni a tratteggio o puntini che sono alla base degli effetti che si vogliono ottenere.
La stampa puntinata o punteggiata è molto simile a quella che si ottiene con l’impiego della maniera a lapis. La prima è interamente cosparsa di puntini. La seconda ha molte zone che rimangono bianche.
La litografia. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Questa tecnica si basa sull’incompatibilità fra il grasso e l’acqua e sulla facilità della pietra calcarea di assorbire entrambi, grasso e acqua.
L’artista esegue il disegno sulla pietra levigata usando una speciale matita grassa, composta da: sapone, cera e nerofumo. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Il sasso è poi lavato e leggermente morso con una soluzione molto diluita di acido nitrico e gomma arabica.
L’azione dell’acido fissa sulla pietra il grasso depositato dalla matita litografica. In contemporanea, nelle parti non disegnate si forma uno strato insolubile nell’acqua, poroso e impermeabile ai grassi. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
La superficie della piastra è impregnata d’acqua ed è quindi inchiostrata, è ora pronta per la stampa mediante rullo.
L’inchiostro è un grasso, di conseguenza è respinto dalle zone bagnate dall’acqua e aderisce solo a quelle segnate con la matita litografica.
La pietra è inumidita e inchiostrata a ogni tiratura.
Monotipo. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
É l’impressione ottenuta da una lastra sulla quale il soggetto da stampare è dipinto con colori a olio. Con questa tecnica si può tirare un unico esemplare.
Molti incisori antichi e moderni usavano e usano con frequenza vari procedimenti d’incisione sulla stessa piastra. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Ad esempio: l’acquaforte con la punta secca, l’acquatinta con il bulino e la punta secca.
Altri hanno associato sul medesimo foglio tecniche completamente diverse. Come la silografia con l’acquaforte o la litografia con la silografia.
Adoperando beninteso matrici differenti. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Numerosi e di tutte le epoche sono gli artisti che si dedicarono all’incisione.
Fra questi vi sono grandi maestri che hanno voluto indirizzare la loro vita alla difficile arte dell‘incisione, questo anche a discapito dei facili guadagni.
Le ricerche di vie nuove di un Rembrandt oppure la ribellione alla società di un. Goya, non potevano venir meglio espresse che sul rame e poi trasferite e comunicate su un foglio. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
La carta di per se è di facile diffusione e quando impressa è poco apprezzata, se non misconosciuta. Sembrerebbe vivere una sua vita quasi segreta.
Con la stampa e il suo soggetto ci ritroviamo in una situazione ovattata che mai avrebbe suscitato violente polemiche. Lontane dalle accese discussioni vissute davanti a un quadro,. Dove il soggetto presenta e descrive una analoga situazione con eguale sagacia. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
La Grafica d’arte trova fra le proposte del sito librirarieantichi un ampio spazio.
La sezione chiamata Fogli di grafica comprende una vasta selezione di stampe antiche e moderne.
Per chi vuole approfondire:. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
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AA. VV. Le tecniche artistiche Ideazione e coordinamento di Corrado Maltese,. Ugo Mursia Editore,. 1985.
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Salamon Ferdinando, Il conoscitore di stampe, Giulio Einaudi Editore, 1961,. Collana Saggi 281.
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Massari – F. Negri Arnoldi, Arte e scienza dell’incisione Da Maso Finiguerra a Picasso,. Carocci, Roma 2000.
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Negri Arnoldi – S. Prosperi Valenti, Il disegno nella storia dell’arte italiana,. La Nuova Italia Scientifica, Urbino 1986.
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Le tecniche d’incisione a rilievo La xilografia,. A cura di G. Mariani. Istituto Nazionale per la Grafica,. De Luca, Roma 2001.
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Le tecniche calcografiche d’incisione indiretta Acquaforte acquatinta lavis ceramolle,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la grafica, De Luca, Roma 2005. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
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Le tecniche calcografiche d’incisione diretta Bulino Puntasecca Maniera nera,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca Editori, Roma 2003.
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Le tecniche in piano. Litografia Serigrafia,.A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca, Roma 2006. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
L’immagine raffigura un incisione originale di Anselmo Bucci. Realizzata con la tecnica dell’acquaforte. Tirata in 8 esemplari, numerata e firmata a matita.
Grafica d’arte Carta Filigrana e Stato.
Grafica d’arte Tiratura Acciaiatura della lastra Prova d’autore e Firma.
Fogli di grafica.
Incisioni originali all’acquaforte di autori del XX secolo.
La nascita delle incisioni Ukiyoe.
Andrea Mantegna incisore L’incisione e le stampe antiche e moderne..
Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino.
Le stampe di Stefano Della Bella.
Stefano Della Bella incisore. L’incisione e le stampe antiche e moderne.
Angelo Bottigelli pittore incisore scrittore e antiquario a Busto Arsizio.
La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.
La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.
Nino Za il caricaturista lo scrittore e il mercante d’arte.
Vittorio Accornero de Testa e le illustrazioni per la Sylvie di Gerard de Nerval.
L’incisione è una tecnica artistica. Come tale trova nell’ambito dell’arte numerose applicazioni. Quali la realizzazione di decorazioni sulla superficie degli oggetti in ceramica, legno, avorio e pietre preziose.
La sua applicazione nell’ambito della stampa permette di realizzare delle immagini che in seguito possono essere impresse in uno o più esemplari. In questo caso disegno è intagliato con uno strumento appuntito e realizzato sopra una superficie dura.
Nell’ambito della stampa, il termine incisione ha un duplice significato. Indica, in contemporanea, sia il procedimento relativo alla realizzazione di una matrice incisa, sia la tecnica esecutiva dell’opera finale.
Ovvero, con un esempio, una matrice incisa con la tecnica dell’acquaforte realizza un foglio grafico chiamato acquaforte.
Il procedimento di stampa inizia con l’incisione della matrice, di seguito questa è inchiostrata e impressa su un supporto. L’inchiostro è trasferito per mezzo dell’azione di rulli o di un torchio.
La stampa d’immagini realizzate da artisti che praticano la tecnica dell’incisione, nella maggior parte dei casi, avviene su fogli di carta. Questo non esclude un supporto in tessuto o di altri materiali.
Il numero complessivo delle incisioni realizzate da una singola matrice prende il nome di tiratura. Queste stampe sono fra loro tutte simili.
La tiratura nelle grafiche più antiche non è dichiarata. Di solito, ad autore vivente, il numero delle incisioni impresse è di poco superiore al numero delle copie vendute.
Ai giorni nostri la tiratura è sempre espressa, comprende un numero di copie a numerazione araba. Unite a un altro numero di esemplari a numerazione romana. A queste si include un esiguo numero di copie dichiarate in Prova d’Autore.
Prima di realizzare la tiratura s’imprimono delle copie di prova, queste in linea di massima servono per definire la tonalità dei singoli colori.
Conclusa la stampa di tutti i fogli stabiliti, la matrice è biffata o distrutta.
Le prove di stato sono delle impressioni che avvengono in contemporanea all’incisione della matrice. Hanno lo scopo di indicare all’artista come il suo lavoro sta procedendo e in quale direzione necessita intervenire.
Le copie dette in Antilettera o Avanti tutte le lettere sono dei fogli grafici dove la figurazione è completamente definita. Su questi, per giungere alla conclusione del lavoro, manca solo l’apposizione del testo.
Nell’incisione la parte scritta comprende: il titolo e i nomi dell’inventore, esecutore e editore.
Una incisione è definita originale quando pensata e incisa dalla stessa persona.
È detta incisione di traduzione quando le due azioni precedenti sono svolte da due diversi esecutori. Quest’ultimo è il caso nel quale un dipinto di un affermato pittore è tradotto in incisione da un secondo artista. Questa è un’operazione di solito compiuta con il fine di divulgare l’opera.
Le incisioni in cavo sono inizialmente realizzate su matrici in rame. A questo metallo, dalla fine del Settecento, si affianca lo zinco, e successivamente l’acciaio.
Questo tipo di matrice può essere incisa in modo diretto, usando il bulino, oppure in modo indiretto, avvalendosi dell’azione di un acido.
Giorgio Vasari attribuisce all’orafo e niellatore Maso Finiguerra l’invenzione dell’incisione in cavo. In quell’epoca, a Firenze, nelle botteghe orafe, era uso trarre dai nielli delle impressioni su carta, questo per giudicarne l’estetica. Da questa pratica sembra abbia preso inizio la calcografia.
A quell’epoca risale il foglio conosciuto con il nome Il Combattimento degli ignudi, realizzato, attorno al 1470, da Antonio del Pollaiolo, pittore, scultore e orafo.
Coeve a questo periodo sono anche le sette incisioni attribuite ad Andrea Mantegna.
A loro sono contemporanei gli incisori:.
- Andrea Zoan, è un artista di cui poco si conosce, è attivo fra il 1475 e il 1520 e decede a Milano.
- Cristofano Robétta, orafo fiorentino, autore di diciassette incisioni firmate.
- Giulio Campagnola, pittore e incisore padovano, incisore di caratteri. Le sue stampe derivano dalle opere del Mantegna, Giambellino e Giorgione. Quest’ultimo probabile disegnatore di alcune sue incisioni.
- Jacopo de’ Barbari, pittore e incisore veneziano. Autore di ventinove incisioni e tre xilografie, quest’ultime di grandi dimensioni. Una delle tre è una celebre veduta della città di Venezia.
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