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Sfogliare un libro stampato da Giambattista Bodoni

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Sfogliare un libro stampato da Giambattista Bodoni

Sfogliare un libro stampato da Giambattista Bodoni è un proficuo insegnamento. Un affinamento nel gusto. Un piacere per gli occhi.

Pagina dopo pagina si impara ad apprezzare la bellezza del testo. Un eleganza ottenuta con il solo ausilio dei mezzi tipografici. Fautori di elaborate raffinatezze. Da individuare nella cura per l’allineamento e la spaziatura dei caratteri. Nella ricerca della nitidezza. Data da un’impressione costante esercitata dal torchio sulla carta. Nella grande qualità della carta usata. Nell’accurata ricerca del tipo di inchiostro da impiegare.

Avvalendosi di tutte queste accortezze stampò libri di una grande raffinatezza.

Volumi apprezzatissimi dai suoi contemporanei. Dai quali ricevette numerosissimi riconoscimenti morali e materiali.

La sua attività si svolse a Parma. Dove giunse il 24 febbraio 1768. Qui si mise al servizio del duca Ferdinando di Borbone. Impiantando e dirigendo la Stamperia reale. L’installazione dell’officina avvenne nell’ala occidentale del palazzo della Pilotta. In questa città cominciò a stampare libri nell’ottobre del 1768.

Fra i compiti a lui assegnati vi era l’obbligo di comporre personalmente i lavori di natura segreta.

Questa attività benché molto appagante presto gli fu stretta. Sentì la necessità di operare in una propria tipografia. Nel 1783 installò senza l’autorizzazione ducale due torchi al secondo piano della Pillotta.

Due furono le edizioni date alle stampe prima di ricevere il benestare ducale.

Permesso che arrivò per evitare che il Bodoni abbandonasse Parma. Accentando l’offerta di trasferimento a Roma. Avanzata da José Nicolas de Azara. Il ministro plenipotenziario del re di Spagna.

L’allontanamento è evitato accordando il consenso. Salvando il prestigio della corte e della città. Lustro dovuto dalla presenza a Parma di Bodoni.

Il diplomatico offriva a Giovanni Battista Bodoni l’incarico di stampare una serie di classici. Da comporre in caratteri greci, latini e italiani. Quattro volumi per lingua.

Questi libri per conto del de Azara uscirono in parte dalla officina privata. Nel 1791 l’Orazio. Nel ’93 il Virgilio e nel ’94 il Catullo, Tibullo e Properzio.

L’impresa è interrotta dal trasferimento a Parigi del committente.

Questo arresto non impedì l’uscita nel 1795 del Tacito. Seguito da altri classici editi a spese della Stamperia reale o del Bodoni.

Nella officina privata il proto era Luigi Orsi. Con lui erano impiegate non più di dodici persone.

 

Appunti di un bibliofilo

Giambattista Bodoni e i campionari di caratteri

L’officina privata di Giambattista Bodoni.

Piero Barbera. Gio Batt Bodoni. Genova A.F. Formiggini. 1913.